Sicilia, gli amministratori dei piccoli comuni, una risorsa. A Grammichele…

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Il comune di Grammichele ha regalato, in occasione delle festività natalizie, ai bambini di origine extracomunitaria la cittadinanza onoraria. Il Presidente del consiglio comunale ha spiegato in una intervista al Tgr della Sicilia che quell’attestato di cittadinanza onoraria ai bambini non aggiunge niente: i bambini – cittadini onorari – vivono a Grammichele, giocano e studiano con i loro coetanei, e non c’è chi non li consideri componenti della comunità locale. Ed in effetti come potrebbe essere diversamente? Nati e vissuti per anni a Grammichele, ormai integrati, hanno stabilito radici e legami saldi.

Eppure ciò che in questo delizioso paese della Sicilia è considerato del tutto normale, in molte città del nord, invece non lo è, è anzi il contrario. Matteo Salvini, il leader leghista (e non solo lui), sostiene che i figli di cittadini stranieri, pur essendo nati in Italia, devono meritarsi nel tempo la cittadinanza italiana, dimostrando buona condotta e conoscenza il paese in cui sono nati e vissuti per anni. E gli altri, i bambini italiani, no?

Pensate che cosa succederebbe se queste richieste fossero estese a tutti, se premio per ottenere la cittadinanza italiana, considerata un premio da assegnare a chi se lo merita, anche i nostri ragazzi dovessero dimostrare di essere buoni cittadini. Quanti trasgrediscono le regole e le leggi, cittadinanza o meno, pagano per le illegalità e i crimini commessi. E questo vale per tutti. Perché i bambini “nativi” dovrebbero subire dunque questo trattamento discriminatorio? In grandi paesi, come gli USA, larga parte dei cittadini proviene da altri paesi e sente la cittadinanza acquisita, e concessa, come un valore, grazie al quale è disposta a dare anche la vita.

A Grammichele hanno capito che quei bambini sono una risorsa per la comunità, oltre che delle persone “di casa”. Che questa scoperta sia stata fatta da un piccolo comune non ci sorprende. La Sicilia dei piccoli comuni e dei borghi costituisce un prezioso patrimonio di buone pratiche, intelligenze e competenze. Gli amministratori, forse perché più vicini ai loro concittadini, sono generalmente molto amati e bravi. Ricordiamo i successi di Ganci, Montalbano Elicona e Sammbuca di Sicilia, proclamati “il più bel borgo d’Italia”. E ricordiamo Burgio, dove il sindaco è riuscito a tagliare le imposte locali grazie ad un’amministrazione oculata.

Grammichele, dunque, mantiene in vita una tradizione che fa dei piccoli comuni siciliani, una grande risorsa per l’isola. Culturale, sociale e, talvolta, economica.

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