La luce subacquea visionaria nell’erotismo fotografico di Ed Freeman

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L’ambiente subacqueo possiede grandi potenzialità per la fotografia, la più importante delle quali è l’assenza di peso e una luminosità filtrata che cattura intensi e meravigliosi riverberi. Il fotografo Ed Freeman, nella serie fotografica Underwater, fa fluttuare corpi nudi in diverse piscine di Los Angeles con un tocco finale da Photoshop che, attraverso appunto il foto-ritocco gli permette di mettere in risalto colori e dettagli, traducendo il suo lavoro in immagini artistiche che sono state paragonate agli affreschi che Michelangelo dipinse nella Cappella Sistina.

Ed Freeman ha iniziato la sua carriera come musicista (chitarrista folk e liutista classico), suonando e componendo per artisti come Carl Simon, Cher e ancora prima ha lavorato come road manager all’ultimo tour dei Beatles. Dalla musica all’arte visiva il passo è stato breve e forse la sensibilità musicale è stata la chiave di volta per acuire lo sguardo sull’umanità fisicamente intesa, con le sue incredibili e potenziali “variazioni”.

Le sue serie fotografiche architettoniche pubblicate nel 2007 da Chronicle Books, Desert Realty e Urban Realty, sono state esposte in molti musei negli Stati Uniti e in Europa. La sua prima pubblicazione è avvenuta nel 2000 in Germania con un libro di nudi erotici dal titolo: Work.

In Underwater, una delle serie fotografiche erotiche e sensuali più apprezzate, Freeman gioca con la fantasia più pura trovando un alleato nell’assenza di gravità e nella speciale luce dell’ambiente subacqueo: i corpi appaiono muoversi in un ambiente dolce e primordiale come l’acqua liberi di esprimere la profondamente onirica sensualità. Sono danze delicate dentro una visionaria luce pittorica che eleva la semplice e insondabile natura del corpo umano, mostrando sfumature sorprendenti del movimento e delle sue interazioni. Attraverso questi scatti subacquei, Freeman esplora la passione di uomini e donne con la capacità di fondere i colori della loro pelle pur nella linea netta che li distingue, la cui sessualità libera spazio alle fantasie e ai sogni dello spettatore.

Fotografo persone nude, perché sono le più belle cose che conosco in questo mondo. A volte penso che l’arte sia come la preghiera, un mezzo per ringraziare Dio. Penso che sia un modo per esprimere pensieri e sentimenti per i quali non ci sono parole”.

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