Di Maio sospetta Lega ostaggio “economico” di Berlusconi. Salvini querela

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“Anche domattina sono pronto ad andare a un tavolo con Di Maio, nonostante gli insulti, per tagliare la Fornero e  fare le altre cose che vogliono gli italiani”. Lo dice Matteo Salvini, intervenendo al Tg di La7. “Io ho fretta che ci sia un governo che  vada a difendere gli interessi degli italiani a Bruxelles, sottolinea  il leader della Lega.

In attesa dell’ultima parola del Colle,  volano gli stracci tra Lega e M5S. Ad accendere le polveri ci pensa  Luigi Di Maio, che veste i panni del barricadero e prima su twitter  accusa Matteo Salvini di essersi piegato ai voleri di Arcore: “Non è  possibile nessun governo del cambiamento con Berlusconi e il  centrodestra. Salvini ha cambiato idea e si è piegato a lui solo per  le poltrone. Si torni subito al voto!”.

Infine a Porta a Porta, Di Maio lancia il suo strale più velenoso:  “Ho il serio sospetto che ci sia un serio rapporto economico tra Lega e Berlusconi: nei momenti di difficoltà Berlusconi è intervenuto per aiutare la Lega”.

Sul blog delle  Stelle, il capo politico del Movimento sferra l’attacco più duro, che  di fatto sa di vera e propria rottura, perché allude ai problemi  economici del Carroccio facendo riferimento a fideiussioni e prestiti  ottenuti in passato dal leader di Fi.

”Non resta che tornare subito al voto, noi -avverte il candidato  premier grillino- non abbiamo alcun problema nel farlo perché ci  sostengono i cittadini con le piccole donazioni. Altri, invece, si  oppongono perché, tra prestiti e fideiussioni, magari hanno qualche  problemino con i soldi. Ma l’Italia non può rimanere bloccata per i  guai finanziari di un partito”.

Il segretario di via Bellerio replica  duro e torna a bocciare un ”governicchio” con tutti dentro: “Non  rispondo a insulti e sciocchezze su soldi e poltrone, per noi lealtà e coerenza valgono più dei ministeri. Voglio dare un governo agli  italiani, se i grillini preferiscono litigare lo faremo da soli”.

In serata, ospite di ‘Porta a Porta’, Di Maio rincara la dose: ”Con Salvini la misura è colma. Lui continua a ripetere come un disco rotto ‘centrodestra e M5S o voto’, ma se continui a portarti  Berlusconi allora è voto”. Controribatte Salvini: ”Chiunque parli di  soldi, prestiti, fideiussioni, regali e ricatti inesistenti a me e  alla Lega se finora è stato ignorato, da domani sarà querelato”. Mai,  dal 4 marzo ad oggi, la tensione tra i due leader ha raggiunti livelli così alti. Tirato in ballo, Berlusconi tace, ma in attesa della  Direzione del Pd ‘vede’ sempre di più quel ‘governo del presidente’  con tutte le forze responsabili che sotto traccia auspicava sin dal  primo momento, spinto da Gianni Letta.

Un’opzione che sembra più vicina, visto che il Quirinale, raccontano,  vuol valutare fino all’ultimo se esistono i margini per la nascita di  una maggioranza politica certa in grado di sostenere un governo, senza affidare incarichi al buio. Secondo il tam tam di Montecitorio,  venerdì il quadro sarà più chiaro e già nel week end potrebbero  aprirsi le porte dello Studio alla Vetrata per un rapido giro di  consultazioni.        (Vam/AdnKronos)

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