Sanità, Razza: “Entro l’anno il Centro unificato prenotazioni in Sicilia”

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“Entro l’anno riorganizzeremo il servizio di prenotazioni, cha sara’ basato sul Centro unificato prenotazioni unico regionale. E’ un modello che esiste gia’ in altre regioni, come in Lombardia”. Lo ha detto l’assessore alla Salute Ruggero Razza, durante un forum dell’Italpress, alla domanda su come si possano abbattere le lunghe liste d’attesa in Sicilia. “Oggi – ha continuato Razza – abbiamo pazienti che prenotano in tre o quattro aziende, perche’ ogni azienda ha il suo CUP. Con un’unica prenotazione digitale abbatteremo i tempi. Stiamo lavorando anche su un altro sistema per accorciare le liste d’attesa: acquistare tecnologie in progetto di finanza, gia’ dotate di personale”.

“Abbiamo lavorato intensamente per riallineare la Rete Ospedaliera ai parametri del decreto Balduzzi, facendolo nel rispetto dei territori e dei professionisti. Ieri abbiamo siglato l’intesa con l’Universita’ di Catania per il policlinico etneo, oggi quella con l’Universita’ di Palermo per il policlinico del capoluogo e martedi’ faremo lo stesso con l’Ateneo di Messina e il suo policlinico. Martedi’ incontreremo anche i sindacati di categoria. Questo e’ l’ultimo atto che conclude l’azione di concertazione con tutti i soggetti interessati alla proposta di legge, che poi potra’ essere presentata alla Sesta Commissione. E’ stato un lavoro intensissimo” Lo ha detto nel corso di un forum dell’Italpress l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza. “Sulla Rete ospedaliera le aziende calibrano il fabbisogno, rideterminano la pianta organica, restituiscono l’atto aziendale all’Assessorato regionale che lo approva in funzione della nuova dotazione organica – ha ricordato Razza -. Si tratta poi di individare, nell’ambito del bilancio, la massa economica per procedere ai concorsi per il nuovo personale, tenuto conto che nei prossimi anni in tanti andranno in pensione. Nell’ambito del bilancio complessivo della Regione siciliana la sanita’ ha un peso significativo di circa nove miliardi di euro. Se noi immaginassimo un’impresa con un volume di affari simili, sarebbe una delle prime cinque imprese italiane: la immagineremmo quotata e con manager di qualita’”.

Razza ha anche ricordato quali sono le nuove strutture ospedaliere che apriranno nei prossimi mesi: “Quest’anno apriremo l’ospedale San Marco di Catania, che viene reintrodotto nella rete ospedaliera con propri posti letto e dotazione organica. Sempre entro il 2018 aprira’ anche l’ospedale di Ragusa, che era stato sequestrato ed e’ iniziato il cronoprogramma anche per l’ospedale di Biancavilla”. “Dobbiamo qualificare la spesa e migliorare al tempo stesso i servizi. Puntiamo a chiudere la riorganizzazione della Rete ospedaliera entro il 30 giugno”, ha detto l’assessore, che ha anche precisato: “Il decreto Balduzzi prevede una riorganizzazione delle unita’ operative complesse. Probabilmente, non serve piu’ avere nello stesso ospedale sei primari della stessa specialita’”.

Ci siamo impegnati a dare maggiore sicurezza al personale sanitario, con l’aumento del personale di vigilanza privata all’interno delle strutture. Alcune aziende lo stanno gia’ facendo, come per esempio il Policlinico di Palermo”.

“Il personale precario nella sanita’ siciliana e il mancato allineamento al Decreto Madia era un’emergenza su cui intervenire. Abbiamo fatto da apripista per le altre regioni italiane, soprattutto quelle del Mezzogiorno perche’ il mio atto del 23 gennaio e’ stato mutuato da altre regioni. Riusciremo, cosi’, a stabilizzare nel 2018 cinquemila lavoratori, che da un contratto di lavoro precario passeranno a un contratto a tempo inderminato”. Lo ha detto l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, durante un forum dell’agenzia Italpress. “Ci siamo anche dedicati alle infrastrutture – ha proseguito Razza – abbiamo destinato circa 47 milioni di euro per un primo intervento, che ha valore sui residui della gestione della sanita’ accentrata, trenta milioni di questi li abbiamo destinati alla riorganizzazione strutturale di alcuni pronto soccorsi siciliani. Abbiamo riprogrammato una parte dei fondi ex articolo 20. La Sicilia ha a disposizione 800 milioni di euro per interventi strutturali. Di questi, 224 li ho riprogrammati e mandati al Ministero e oggi sono al nucleo investimenti per completare l’iter di autorizzazione. Manderemo, a seguire, una programmazione integrale della restante somma”.

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