Salute, aumentano utenti neuropschiatria infantile, +45% in 5 anni

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Aumentano depressione e disturbi neuropsichiatrici non solo tra gli adulti, ma anche tra i bambini e gli adolescenti. Secondo l’OMS, infatti, nel mondo dal 10 al 20% di bambini e adolescenti soffre di disturbi mentali e le patologie neuropsichiatriche sono diventate la causa principale di disabilità nei giovani e il suicidio è diventata la seconda causa di morte tra i 15 e 29 anni. In Italia aumentano le richieste di servizi che che riguardano tutti i disturbi neuropsichici, con un incremento medio del 7% ogni anno. ‘aumento complessivo degli utenti di neuropsichiatria infantile negli ultimi 5 anni è stato pari al 45%. Sul tema si confrontano gli esperti al 74° Congresso della Società Italiana di Pediatria in una Tavola Rotonda dedicata alle emergenze neuropsichiatriche. Per i sistemi sanitari le urgenze psichiatriche in età evolutiva rappresentano un campo di intervento relativamente nuovo e i dati disponibili sulle caratteristiche sociodemografiche e cliniche di questi pazienti sono scarsi o limitati a specifiche categorie (suicidi). Antonella Costantino, presidente della Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza-SINPIA, nel sottolineare l’aumento complessivo degli utenti di neuropsichiatria infantile negli ultimi 5 anni è stato pari al 45%, aggiunge come “negli ultimi 2 anni vi è stato un aumento delle emergenze psichiatriche degli adolescenti, con + 21% degli accessi in Pronto Soccorso e +28% di ricoveri annui”.
“È importante che il ricovero avvenga nei reparti di degenza di neuropsichiatria infantile, ma purtroppo – sottolinea – continuano a mancare drammaticamente le risorse per i servizi di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (NPIA). A tutt’oggi solo il 30% dei ricoveri avviene in reparti di NPIA, il 27% in Pediatria, il 20% in reparti di Psichiatria per adulti”.
Secondo Filomena Albano, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) che ha promosso un’indagine sulla salute mentale degli adolescenti, alla base vi è “una mancanza di integrazione e comunicazione tra gli operatori dello stesso ambito territoriale, la carenza di servizi e strutture dedicati e di personale con esperienza specifica. Ma soprattutto – prosegue – è emersa la solitudine delle famiglie con adolescenti con disagio, che andrebbero sostenute adeguatamente e valorizzate come risorsa. È stata infine manifestata l’esigenza di interventi precoci e tempestivi, di continuità nel passaggio dai percorsi residenziali a quelli territoriali e in quello alla maggiore età”.
Ma quali sono le cause di questo incremento? Secondo Simone Rugolotto, presidente Società Italiana di Pediatria Veneto, contribuiscono una “molteplicità di fattori: culturali, neurobiologici, sociali, ambientali e condizioni intrafamiliari./Nella maggior parte dei casi, una crisi psichiatrica acuta avviene in ragazzi che avevano già presentato un disturbo psichiatrico nell’infanzia, come ad esempio disturbi della condotta, disturbo da deficit di attenzione con iperattività o autismo, ma a volte – conclude – si può trattare dell’esordio di un disturbo psicotico o di un disturbo bipolare che aveva dato pochi segni di sé”.
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