Amnesty denuncia: “Stiamo con Open Arms, migranti salvati da schiavitù”

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“E’ sempre più chiaro che in gioco c’è  la criminalizzazione della solidarietà, una tendenza molto  preoccupante che abbiamo visto tante volte già in passato. Tutto  questo inquieta e può avere conseguenze inaccettabili dal punto di  vista umano”. A denunciarlo è Riccardo Noury, portavoce di Amnesty  International Italia, contattato dall’Adnkronos per commentare la  vicenda della Ong spagnola Proactiva Open Arms, accusata di  associazione a delinquere finalizza all’immigrazione clandestina dopo  il salvataggio di oltre 200 migranti al largo della Libia, per non  averli consegnati alla Guardia costiera libica.

“Mi chiedo come si configuri questo presunto reato, anche perché se  l’equipaggio avesse consegnato i migranti soccorsi alla motovedetta  libica avrebbe commesso un reato umanitario molto più grave – osserva  Noury – Intelligentemente la Open Arms è arrivata in un porto italiano e qui l’autorità giudiziaria italiana la indaga per immigrazione  clandestina Mi sembra che ci siano dei comportamenti contraddittori”.

“Ogni qual volta la Guardia costiera libica riprende migranti in mare, e di solito lo fa in modo estremamente violento, o attacca una nave di una Ong nel tentativo di riprenderli, consegna queste persone a un  destino di tortura e schiavitù. Amnesty è dalla parte di Open Arms –  conclude il portavoce per l’Italia – bene hanno fatto a salvare vite  umane”.

Sulla vicenda interviene anche il direttore delle  campagne sull’Europa di Amnesty International Fotis Filippou.  ”Chiedendo alla Guardia costiera libica di coordinare i soccorsi e  poi ponendo sotto sequestro l’imbarcazione che aveva rifiutato di  consegnare i migranti e i rifugiati – dice -, le autorità italiane  hanno mostrato una pericolosa indifferenza per la decenza comune.  Invece di essere criminalizzate per cercare di salvare rifugiati e  migranti fuggiti da terribili condizioni di detenzione e da  sistematiche violazioni dei diritti umani in Libia, le Ong che salvano vite umane in mare dovrebbero essere appoggiate”.

”Le autorità italiane stanno ancora una volta chiarendo quale sia la  loro priorità: chiudere la rotta del Mediterraneo centrale, con scarso riguardo per le sofferenze che ne deriveranno. L’episodio degli ultimi giorni – prosegue Fotis Filippou – segna un altro passo avanti in  direzione dell’affidamento alla Guardia costiera libica del compito di pattugliare il Mediterraneo centrale”.

”È ora che i governi europei rivedano urgentemente i rapporti con la Libia in materia d’immigrazione. La loro cinica cooperazione con  trafficanti, criminali e torturatori deve terminare e la salvezza e i  diritti dei rifugiati, dei richiedenti asilo e dei migranti deve  diventare la priorità”, conclude Fotis Filippou.        (Sin/AdnKronos)

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