Legge di stabilità: Chi ci guadagna, chi ci perde e chi resta com’è

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Se non sapete cosa sono i Condhotel, leggetevi la legge di stabilità approvata dall’Assemblea Regionale Siciliana lo scorso 30 aprile. 105 articoli che sono uno squarcio sull’universo mondo della Sicilia dipendente dalla spesa pubblica.

Divisa in 5 titoli (Razionalizzazione dell’amministrazione e degli enti regionali, disposizioni per la crescita e lo sviluppo, armonizzazione in materia amministrativa e contabile e revisione della spesa, disposizioni finanziarie, ulteriori disposizioni finanziarie), la legge porta i segni della lunga trattativa svoltasi in sala d’Ercole. In questo il presidente Musumeci dice il vero: ciascuna delle parti in campo ha ottenuto qualcosa. A partire dall’opposizione che ha fatto una dura battaglia assembleare ma ha deciso di non ricorrere all’ostruzionismo e che porta a casa, per quanto riguarda i cinque stelle, una serie di norme a favore delle piccole imprese e continuando con i democratici che sono riusciti a far approvare una norma finalizzata ad ampliare la platea del reddito d’inclusione in Sicilia. L’articolo 53 (nella versione provvisoria fornita dagli uffici dei gruppi parlamentari) prevede infatti di abbassare a 7000 (rispetto ai 9000 del decreto legislativo nazionale) l’ISEE e a 3500 euro l’ISRE previste per usufruire del beneficio. Indubbio segno di attenzione al drammatico problema della povertà assoluta che però risolve ben poco. Infatti, l’attuale dotazione nazionale, anche per il concentrarsi del fenomeno nelle regioni meridionali, sarà appena sufficiente a coprire un terzo degli aventi diritto. Abbassare la soglia dei requisiti e mettere a disposizione solo 5 milioni di euro è misura inefficacia e potenzialmente contraddittoria. Chi scrive fu nel corso della scorsa legislatura tra i presentatori di un disegno di legge di iniziativa popolare per il sostegno al reddito contro la povertà assoluta: in quel testo la dotazione finanziaria minima necessaria era quantificata in oltre 100 milioni di euro: 5 milioni creano nuove aspettative ma non rappresentano un passo avanti concreto nella lotta contro la povertà che rappresenta una delle priorità dell’isola. Non v’è traccia nelle Finanziaria approvata dall’ARS della proposta di riforma degli enti titolari del credito speciale (Irfis, Ircac, Crias,) ma ci si limita ad istituire in capo all’Irfis la possibilità della “concessione di credito e garanzie, con rischio a carico dell’Irfis Finsicilia, per il sostegno alle imprese dell’isola nonché per la realizzazione di investimenti e di infrastrutture” (art.4 c.5). Il titolo II “Disposizioni per la crescita e lo sviluppo” è composto di tre articoli: l’art.5 rafforza il fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, il 6 detta norme a sostegno dell’agricoltura, il 7 concede indennizzi per i danni arrecati dalla fauna selvatica al patrimonio zootecnico ed alla produzione agricola. Provvedimenti senza alcun dubbio utili ai destinatari, ma ben lungi dall’offrire un’idea seppur minima di come il governo voglia dar sostegno alle prospettive di sviluppo produttivo della nostra terra. Dalla lettura del testo in nostro possesso è davvero complicato darsi ragione della soddisfazione espressa dall’assessore al bilancio Gaetano Armao. Tra l’altro l’appostamento in entrata di 600 milioni derivanti dalla norma nazionale sulla retrocessione delle accise in realtà crea un buco nei conti, dal momento che la situazione politica romana e la possibilità che si vada rapidamente a nuove elezioni proiettano in un futuro indefinito dal punto di vista sia temporale che politico la tanto decantata trattativa per la modifica degli accordi finanziari stipulati dalla Giunta Crocetta con il governo nazionale. Così pure la scelta di non inserire in Finanziaria il taglio del 3% della spesa corrente previsto da uno di quegli accordi appare un azzardo che avrà ripercussioni sulle finanze regionali. Si sistemano invece i rapporti finanziari con gli enti locali molto in sofferenza nel recente passato- questo va ad indubbio merito della manovra- si prosegue il percorso di stabilizzazione dei precari “storici” degli enti locali, si dà soluzione al problema dei lavoratori forestali che aveva dato l’occasione all’unico momento di mobilitazione dei sindacati confederali nel corso di questi mesi di confronto con il nuovo governo regionale. A proposito di diritti dei lavoratori, nella legge è contenuta una norma che suscita curiosità. Dopo il gran parlare degli abusi sulla 104, la legge che consente ai dipendenti di assiste i familiari gravemente malati, si statuisce che il calcolo delle ore di permesso avverrà non più in ore ma in giorni; in sostanza si concede la possibilità di usufruire dei benefici anche nel giorno di mercoledì finora non utilizzato perché l’obbligo di rientro pomeridiano avrebbe comportato l’utilizzo di ben otto ore di permesso. Un indubbio vantaggio per le lavoratrici ed i lavoratori che però fa riflettere sulla coerenza delle stentoree dichiarazioni del presidente Musumeci appena un mese fa. Grande impegno si percepisce nella legge per la disabilità grave e gravissima per la quale sono stanziati oltre 250 milioni di euro, anche se le concrete modalità di attribuzione delle somme sono rinviate a successivo decreto assessoriale. Inoltre si creano le condizioni, attraverso la norma contenuta nell’art.100, per ampie modifiche dei programmi operativi delle risorse europee e delle risorse assegnate alla Sicilia nell’ambito del fondo sviluppo e coesione. La parte, tuttavia, in cui emerge con pienezza il fatto che il disegno dei legge è stato, in corso delle sedute d’Assemblea, contrattato con i singoli deputati è nel titolo finale sulle ulteriori disposizioni finanziarie. C’è dentro veramente di tutto: un profluvio di fondi PAC, cioè risorse nazionali per lo sviluppo, concessi per le più svariate destinazioni, la riapertura della Resais per farci entrare i 2800 del bacino ex PIP di Palermo, la tutela del coniglio selvatico, i soldi per gli aeroporti di Comiso e Trapani, il finanziamento di diversi teatri locali, e così via proseguendo per rispondere alle richieste localistiche di quanti più parlamentari possibile. E’ la conseguenza dell’assenza di una maggioranza che, d’altro canto, lo stesso presidente della Regione ha più volte denunciato. Insomma, possiamo sintetizzare il giudizio sulla Finanziaria, parafrasando quanto disse il grande maestro al giovane compositore: “c’è del bello e del nuovo, ma ciò che è bello non è nuovo e ciò che e nuovo non è bello”…A proposito, i Condhotel sono alberghi i cui proprietari vendono alcune stanze ad acquirenti che le utilizzano per il periodo previsto dal contratto, una sorta insomma di alberghi in condominio…la modernità è arrivata anche in Sicilia grazie a questa Finanziaria…

 

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2 Commenti

  1. Va letto: “alzare a 7000 euro (rispetto ai 6000 del decreto legislativo nazionale ) la soglia ISEE”
    MI scuso per l’errore e ringrazio Pippo Di Natale, presidente del Forum terzo settore per avermelo segnalato
    Franco Garufi

  2. Segnalo un errore contenuto nel mio testo. La finanziaria alza il requisito isee per il Rei da 6000 a 7000 euro e perciò allarga la.platea. . Mi scuso per l’errore che rendeva contraddittoria l’affermazione e ringrazio Pippo Di Natale, portavoce del forum terzo settore, per avermelo fatto rilevare

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