Sgarbi, Figuccia, Rizzotto, la fronda anti Miccichè: Musumeci rivive gli incubi di Crocetta

0
30
PALERMO 18.11.2017 - CERIMONIA INSEDIAMENTO NELLO MUSUMECI PALAZZO D'ORLEANS STUDIO CAMERA / FRANCO LANNINO


Want create site? Find Free WordPress Themes and plugins.

A parte la presenza di Nello Musumeci, succeduto a Rosario Crocetta – che non è cosa da poco – è impressionante  la somiglianza fra la scorsa legislatura e quella in corso. Nell’onorare lo strano anniversario dei cento giorni, il governatore – allargando le braccia – ha notificato ai giornalisti l’unica novità degna di nota: la perdita della maggioranza da parte della…maggioranza. Nemmeno Crocetta ce l’aveva i numeri per far passare i suoi provvedimenti in Aula, si diede un gran daffare. E pareva che fosse riuscito a rimediare, fra effetti speciali e cambi di casacca normali. Ma una cosa è mettere insieme deputati, un’altra è farli rigare dritto. Ognuno ha bisogni ed esigenze diverse dall’altro, sicché l’operazione matematica che non conoscono è la somma.

La compatibilità della legislatura in corso con quella che abbiamo lasciato alle spalle è indiscutibile per tante ragioni. Nel partito-chiave della coalizione, Forza Italia, come capitò al PD, è in corso uno psicodramma. Una fronda parlamentare ed una fronda di partito. L’obiettivo è l’avvicendamento dei vertici di FI, e cioè il commissario, Gianfranco Miccichè e il vice, Francesco Scoma. I quali credevano che con quel 21 per cento riportato alle politiche in Sicilia potessero meritare la medaglia ed invece subiscono una contestazione ben orchestrata nella quale nemmeno chi se ne sta in poltrona a vedersi lo spettacolo vedrebbe malvolentieri  un cambio di vertice. Così va il mondo. Perfino Churchill fu mandato a casa dopo avere vinto la guerra. E Miccichè è un gradino più giù del celebre condottiero inglese, fino a prova contrario.

Nelle fila dei frondisti emerge il nome del senatore Gibiino, mandato a casa dall’oggi al domani qualche anno fa circa, mentre cercava di  celebrare, nientemeno, un congresso vero e proprio con l’elezione di dirigenti da parte degli iscritti. Una novità assoluta. Non c’erano precedenti, Gibiino deve essersi svegliato malamente, dissero, trovando ad Arcore un immediato riscontro. Il Cav s’è preoccupato, queste iniziative sono contagiose. Sarebbe stato un precedente, rovinando alle fondamenta la più longeva monarchia anarchica della storia politica italiana. Quello che riesce a fare la Sicilia, talvolta, è davvero incredibile. Magari servendosi di personaggi, come Gibiino che, dopo averli ascoltati una sola volta, non punteresti nemmeno un nichelino sulle loro ambizioni.

Comunque, torniamo a Musumeci. Mentre si combatte nelle province siciliane per la permanenza o meno del gruppo dirigente azzurro, attorno a Palazzo d’Orleans è in corso l’assedio, finora discreto, alle poltrone. Giusto come quattro-cinque anni fa. Le voci di rimpasto sono insistenti. Allora avevamo Franco Battiato, del tutto estraneo a quel mondo, nel governo Crocetta, ed ora c’è Vittorio Sgarbi. Il primo aveva la pessima abitudine di dire ciò che pensava, e finì con l’essere invitato ad andarsene. Ora c’è Sgarbi che si fa fotografare nel cesso  mentre legge il libro del suo avversario politico, e il Presidente della Regione è costretto ad avvertire il popolo di non essere il suo badante.

In tutto questo s’insinua l’ineffabile Tony Rizzotto, primo leghista a varcare la soglia di Palazzo dei Normanni, e rivendica il suo “ministero”, denunciando la sottovalutazione della sua parte politica in Sicilia, nonostante il trionfo alle politiche.

Chi ha tempo a disposizione sfogli i giornali del primo anno del governo Crocetta e troverà le parole e i fatti di oggi. Impressionante, appunto.

Did you find apk for android? You can find new Free Android Games and apps.


LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci il tuo nome:

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.