Emergenza donazioni e trapianti, scatta il Piano della Regione in Sicilia

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Calano donazioni e trapianti in Sicilia nel primo semestre del 2018 e l’assessorato alla Salute corre ai ripari. Dopo un buon inizio, con 9 donazioni a gennaio e 26 trapianti (eseguiti anche grazie a donazioni avvenute fuori regione), il numero e’ sceso rispetto alla media dell’anno precedente: a oggi, i donatori procurati sono stati 25, venti in meno rispetto al 2017. Nello stesso periodo, cioe’ dall’1 gennaio all’11 giugno, le opposizioni sono state 32 (28 lo scorso anno). In calo anche i trapianti: 86 quelli complessivamente eseguiti, di cui 15 da donatore vivente; nel primo semestre del 2017 erano stati eseguiti 126 interventi (6 da vivente). E’ quanto emerso nel corso di una conferenza stampa a cui hanno partecipato l’assessore Ruggero Razza, il direttore del Centro nazionale trapianti, Alessandro Nanni Costa, e il coordinatore del CRT Sicilia, Bruna Piazza. “Sento l’obbligo di richiamare l’attenzione di tutte le strutture interessate sul tema delle donazioni e dei trapianti alla luce del dato critico emerso, dando priorita’ al loro potenziamento”, ha detto Razza che, alla luce dei dati emersi, ha gia’ inviato una direttiva, rivolta ai direttori generali e ai commissari delle Asp, delle aziende ospedaliere e dei policlinici universitari.

“Voglio rivolgermi anche agli utenti e alle famiglie affinche’ possa giungere loro il messaggio che senza donazione non esiste trapianto e, pur in un momento difficile come quello in cui si affronta la perdita di una persona cara, si ha la possibilita’ di compiere l’atto di liberalita’ piu’ importante, salvare un’altra vita esprimendo il consenso della donazione”, ha aggiunto l’assessore. In base alle nuove disposizioni, le aziende del Servizio sanitario regionale saranno tenute a integrare con le figure mancanti i propri comitati ospedalieri per il procurement di organi e tessuti; individuare figure di supporto alle relazioni con i familiari dei pazienti nei reparti di terapia intensiva per contrastare l’elevato tasso di opposizione alla donazione; pianificare corsi di formazione rivolti agli operatori sanitari; migliorare le attivita’ di raccolta e trasmissione dei dati relativi alle persone in attesa di trapianto, nel rispetto dei criteri stabiliti dal Centro nazionale. “Nel 2017 – ha spiegato Bruna Piazza – la rete trapianti della Sicilia ha chiaramente dimostrato le potenzialita’ e le professionalita’ della nostra regione, e’ stato un anno d’oro che ci ha avvicinato alla media nazionale. Il calo dell’attivita’ nel corso del 2018 e’ verosimilmente imputabile a criticita’ logistiche transitorie, certamente non al venir meno delle competenze. Il costante supporto dell’assessorato e’ di grande aiuto alla rete al fine di consentire un’inversione del trend per raggiungere i traguardi prefissati”.

 

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