Se l’Ars legalizza l’illegalità. Abuso premiato, aventi diritto ignorati

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Il Parlamento è sovrano: può smentirsi, contraddirsi, abiurare a se stesso, legiferare contro le regole che ha adottato, ignorare ogni provvedimento, infischiarsene della legalità, che a parole proclama attraverso i suoi membri.

Ciò è possibile perché ogni nuova legge cancella la precedente. Tutto legittimo, dunque, ma moralmente inaccettabile quando si legalizza con un colpo di spugna l’illegalità, danneggiando il diritto di quanti hanno rispettato la legge.

L’Assemblea regionale siciliana ha commesso nel tempo autentiche nefandezze, favorendo l’illegalità con le sanatorie sull’abuso edilizio. La Sicilia ha pagato costi inenarrabili a causa delle devastanti conseguenze che l’illegalità diffusa ha provocato. Sistema idrogeologico in tilt, frane, morti, coste distrutte, ambiente contaminato,  qualità della vita da terzo mondo, speculazione fondiaria ed edilizia, corruzione ecc

Questi precedenti non hanno insegnato niente. Con una norma della legge finanziaria regionale, infatti, nella sola città di Palermo sono state sanate le occupazioni illegali di 3700 alloggi popolari. Coloro che avevano concorso per ottenere l’assegnazione di una casa, avendone il diritto, si possono sciucare u mussu, per dirla in siciliano.

Una larga maggioranza di occupazioni abusive si trovano nel quartiere di Palermo chiamato Zen 2, dove si sono svolte proteste e talvolta autentiche rivolte per conquistarsi una casa.

Coloro che oggi legalmente possededono un appartamento occupato con la forza, non sono nababbi, ma senzatetto, come gli aventi diritto. Solo che hanno ottenuto quel che avevano bisogno con un’azione di forza, legittimata da una legge regionale.

L’occupazione di molti alloggi non è stata solo abusiva,  ma talvolta incoraggiata, preparata, organizzata da personaggi, secondo le cronache, che avevano strumenti di persuasione idonei. C’è chi sospetta che le organizzazioni criminali abbiano favorito aiutato gli abusivi ad occupare l’appartamento, ottenendo laute “mance”. E c’è chi, avendo lasciato la casa per un breve periodo, tornando ha trovato occupato il proprio appartamento.

E’ vero che lasciare le cose come stanno – abusivi al loro posto – è la soluzione peggiore che si potesse adottare, perché le case occupate non possono essere servite da acqua, luce ed altro. E’ altrettanto vero che gli “espianti” provocano rivolte e, talvolta, spiacevoli conseguenze (bambini sulla strada, lacrime e sangue), ma le omissioni e le sanatorie sono immorali e, a distanza di tempo, assai pericolose. Non si può andare nelle scuole a predicare la legalità a ragazzini che vivono allo Zen e che sanno come va il mondo per esserne testimoni oculari. Santificare don Pino Puglisi e mitizzare gli eroi, servitori dello Stato, morti di mafia e di criminalità, non serve a niente se si legalizza l’illegalità.

Quanto avviene con l’occupazione delle case abusive, replica la storia tormentata delle costruzioni abusive. Avendo appreso della sanatoria adottata per gli occupanti, gli “abusivi” di necessità hanno subito reclamato eguale trattamento. Perché con noi le ruspe, e a loro le chiavi di casa?

Far sgombrare gli abusivi dalle case assegnate agli aventi diritto era diventato un grave problema di ordine pubblico. Vero anche questo. Ma almeno chi ha sbagliato, con errori ed omissioni, paga?

 

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