Misteri di Ustica: i tredici suicidati che non possono morire

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Mario Ciancarella, capitano dell’aeronautica, è un sopravvisssuto. E’ l’unico ad essere rimasto in vita fra coloro che si sono occupati dell’esplosione in volo nel cielo di Ustica del DC 9 partito da Bologna alla volta di Palermo. Il maresciallo dell’aeronatica, Alberto Dettori, assistente controllore della difesa aerea, sui radar aveva visto ciò che era accaduto e la mattina successiva gli confidò ogni cosa. Ciancarella ne parlò con l’ufficiale Sandro Marcucci. Marcucci è morto in un incidente aereo con il suo Piper, Dettori si sarebbe impiccato ad un albero. Dopo di loro altre undici persone hanno perso la vita. O se la sono tolta o sono rimaste vittime di strani incidenti, come i piloti della pattuglia acrobatica italiana, che si sono scontrati in volo durante un’esibizione, i quali la notte del disastro di Ustica si erano alzati in volo dallo scalo aereo militare di Grosseto.

Ciancarella, il sopravvissuto, è stato radiato dall’Aeronatica e messo a tacere. Le sue rivelazioni sono state giudicate delle farneticazioni ed il suo comportamento scorretto, tanto da meritare l’espulsione. Ma il decreto con il quale è stato cacciato via dall’Aereonatica è risultato “falso”. Un golpe di carta l’hanno chiamato Le Iene che si sono occupate, con un ampio servizio, del caso. Falso perché le due firme, quella del Presidente della Repubblica e del Ministro della Difesa, Sandro Pertini e Giovanni Spadolini, sono state giudicate da esperti grafologi, entrambi delle imitazioni.

Né Pertini né Spadolini hanno firmato il decreto di espulsione di Ciancarella. Nel 2016 si è scoperto la firma falsa di Sandro Pertini, e, recentemente, quella di Giovanni Spadolini. Le Iene hanno cercato di far parlare il generale Bortolucci, all’epoca comandante dell’Aeronautica militare. Ma non c’è stato niente da fare. Il generale ha negato ogni cosa. Se Ciancarella è stato cacciato, vuol dire che se l’è meritato.

L’indagine delle Iene, tuttavia, è servita a far tornare a galla, il mistero dei misteri italiani, Ustica, con la sua filiera di morti, ben tredici, che hanno tolto di mezzo chiunque abbia avuto un ruolo o abbia indagato sul disastro, da Dettori a Marcucci, ai piloti della pattuglia acrobatica, Nutarelli e Naldini.

Né le vittime del DC 9 né i suicidati di Ustica hanno avuto giustizia. Siciliainformazioni ha riaperto il caso, otto giorni prima del servizio realizzato dalle Iene su Italia 1, con un articolo, molto informato, a firma di Alberto Di Pisa, ex Procuratore della Repubblica di Marsala. Di Pisa ha seguito le impronte delle vittime, rivelato le incongruenze, raccolto sospetti e, soprattutto, dimostrato che la ricerca della verità è stata ogni volta allontanata con un incidente o un suicidio oltre che dal muro di gomma eretto attorno ad Ustica. Ciancarella, il sopravvissuto, continua a ripetere la sua versione dei fatti, inascoltato. Ma è come se urlasse alla luna. La scoperta che sul decreto di espulsione dall’Aeronautica ci siano due firme false non sembra contare alcunché. Un mistero, anche questo. Ancora uno.

 

Leggi anche: Il furgone e, appeso all’albero, il “maresciallo” di Ustica. 13 morti sospette

http://siciliainformazioni.com/albert/599476/il-furgone-e-appeso-allalbero-il-maresciallo-di-ustica-13-morti-sospette

 

 

 

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2 Commenti

  1. Sarebbe stato bello ricordare che la riapertura del caso Marcucci e Dettori nonché 25 anni di lotte accanto al Capitano Ciancarella (mentre tutti scappavano) sono da imputare all’Associazione Antimafie Rita Atria.
    … ma così vanno le cose…

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