Cambia metodo e punto di vista il Festino di Santa Rosalia, patrona di Palermo e per la sua 388esima edizione si trasforma da evento fatto per la gente in evento fatto dalla gente. Saranno, infatti, 1.200 gli artisti e gli artigiani coinvolti: decine di carpentieri, sarti, pittori, scultori e fabbri in campo per realizzare il ‘vestito a festa’ di Palermo. Numeri imponenti quelli di quest’anno: oltre 200 i danzatori delle maggiori scuole e compagnie del capoluogo siciliano coinvolti nel Fest Mob; 205 tra musicisti, attori e danzatori che si esibiranno nelle tre giornate di spettacolo; 70 allievi musicisti del Conservatorio; 40 tra allievi e docenti dell’Accademia delle Belle Arti; 20 fra operai e tecnici del cantiere municipale e 500 membri delle varie comunita’ straniere che partecipano al Corteo.
Tutto nuovo il Carro trionfale, fulcro del corteo del 14 luglio. Costruito su progetto dello scenografo Renzo Milan, avra’ la forma di imbarcazione e i colori di Palermo che si ritrovano oggi nelle maioliche tradizionali e che decoreranno lo scafo del Carro. La statua della Santuzza, realizzata dallo scultore Salvatore Rizzuti, docente presso l’Accademia di Belle Arti, e dagli allievi del corso di scultura, sovrastera’ un Monte Pellegrino scenografico, su cui prenderanno posto i personaggi-simbolo di questa edizione del Festino. A spingere il Carro lungo il Cassaro quest’anno saranno i ragazzi di Addiopizzo.
Trenta persone straordinariamente normali saliranno sul carro e abbracceranno idealmente la statua della Santuzza. Saranno i ‘testimonial’ dell’evento, persone che ogni giorno fanno miracoli, i miracoli della quotidianita’. Il Corteo del 14 luglio, momento clou del Festino, che partira’ alle 21.30 dalla Cattedrale, sara’ quest’anno una sfilata multicolore , animata non solo dagli artisti, ma anche dalle tante comunita’ di stranieri presenti in citta’, a partire da quella dei tamil, che sfilera’ con tanto di elefante finto- baldacchino.
A precedere il Carro trionfale ci sara’ un palcoscenico su due ruote, su cui prendera’ posto un orchestra di ottoni, ma tra il Carro e il palco, novita’ di quest’anno, sara’ istituita un’area riservata ai portatori di handicap, che potranno quindi partecipare al corteo. “Ci apprestiamo a vivere – ha detto l’assessore comunale alla Cultura, Francesco Giambrone, nel corso della conferenza stampa – un momento importante per la vita collettiva della citta’. Nella preparazione del Festino, realizzato in soli 40 giorni, abbiamo tenuto conto della situazione particolare che sta vivendo la citta’ con le sue emergenze economiche, occupazionali e abitative. Abbiamo cosi’ deciso di seguire la strada della sobrieta’ della spesa con un budget contenuto che si attesta sotto i 500mila euro e di cui una quota parte e’ finanziata dalla Regione. Ma questo Festino sara’ ricordato soprattutto per la grande partecipazione e la condivisione di un progetto, che ha portato piu’ di mille persone a lavorare insieme con entusiasmo”.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando. “Oggi provo una profonda emozione come fosse la mia prima volta, invece che la 14esima – ha detto -. Il senso vero dell’edizione di quest’anno e’ il fare comunita’ perche’ anche a Palermo c’e’ il rischio che si affermi un individualismo che produce egoismo e che impedisce alla citta’ di raggiungere i suoi obiettivi di crescita. Fare comunita’ – ha concluso – e’ un valore civile, ma anche un modo per rafforzare la fede”.
“Oggi c’e’ una crisi economica che forse e’ quella che ci attanaglia di piu’ e che mostra maggiormente i suoi effetti – ha detto l’arcivescovo di Palermo, cardinale Paolo Romeo-. Eppure c’e’ un’altra crisi, che si diffonde come una peste e che e’ la mancanza di valori. La venerazione di Palermo verso la sua Santuzza e’ una testimonianza di fede, la stessa che osservo quando avvicino le diverse comunita’ ecclesiali della citta’ e vedo l’azione della grazia nonostante lo tsunami di valori, che oggi affligge la societa’”.
Per Romeo “il Festino di Santa Rosalia celebra un ritrovarsi. Anche questa edizione consente di rendere attuale quell’antico ritrovarsi facendolo giungere ai nostri giorni. Con gli appuntamenti religiosi e con la festa popolare Palermo e’ pronta ancora una volta a riabbracciare – ha concluso – la sua Patrona e a sentirsi piu’ unita in mezzo alle difficolta’ che da piu’ parti si avvertono ancora presenti, quei bubboni di pestilenza che minano il suo sviluppo, che negano la pacifica convivenza e che ne offendo o l’onore e la dignita’”.




















