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	<title>SiciliaInformazioni &#187; pdl</title>
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		<title>Gibiino: &#8220;E ora ripartiamo dalle incompiute del Pdl&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jun 2014 10:58:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#8220;Un duro lavoro che ha avuto inizio il 5 di gennaio, con l&#8217;obiettivo di costruire un partito nuovo in Sicilia, la nuova Forza Italia? Il Pdl ci ha lasciato solo macerie, tensioni, tradimenti, personalismi, quegli stessi nodi che ci avevano fatto perdere il governo della regione Sicilia e dei capoluoghi di provincia&#8221;. Lo dice in</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Un duro lavoro che ha avuto inizio il 5 di gennaio,</strong> con l&#8217;obiettivo di costruire un partito nuovo in Sicilia, la nuova Forza Italia? <strong>Il Pdl ci ha lasciato solo macerie,</strong> tensioni, tradimenti, personalismi, quegli stessi nodi che ci avevano fatto perdere il governo della regione Sicilia e dei capoluoghi di provincia&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo dice in una nota il senatore Vincenzo Gibiino, componente del Comitato di Presidenza di Forza Italia e coordinatore azzurro in Sicilia.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;I club prima, numerosissimi, quindi la lista alle europee, che ha unificato in un solo progetto cio&#8217; che inizialmente era diviso &#8211; prosegue Gibiino -, sono stati i primi passi fondamentali del progetto azzurro sulla nostra Isola. Uniti si vince, divisi si perde: questa la consapevolezza da me condivisa con Silvio Berlusconi al momento della costruzione di una lista che doveva essere forte e competitiva. E i risultati straordinari ci hanno dato ragione: la conquista di due seggi a Bruxelles, i 5 punti percentuali in piu&#8217; sulla media nazionale del partito, i 9 sulla circoscrizione Nord-Est&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Adesso ripartiamo dalle incompiute del Pdl</strong> &#8211; prosegue l&#8217;esponente forzista -. Come concordato il 25 maggio con il nostro Presidente convochero&#8217; prima i congressi comunali, quindi quelli provinciali. Ancora, il progetto della casa della liberta&#8217; rinasce proprio in Sicilia? Le storie, le identita&#8217;, le specificita&#8217; di tutte le anime del centrodestra si ritroveranno unite da un unico obiettivo: superare l&#8217;immobilismo di Crocetta e vincere le prossime elezioni regionali. Dieci i macroprogetti per l&#8217;Isola, coinvolgimento delle imprese private nella gestione dei beni pubblici, eliminazione degli sprechi, piu&#8217; finanza di progetto, piu&#8217; fondi europei. Dove il pubblico e la politica del passato hanno fallito vincano la nuova intraprendenza, la voglia di fare. La Sicilia sia vista come risorsa ed occasione per i giovani e non come costo e tasse per i contribuenti. La politica come strumento per perseguire il bene comune, non come metodo per raggiungere solo il bene personale&#8221;.</p>
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		<title>Spese pazze e spese sbagliate, l&#8217;Ars si lecca le ferite</title>
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		<pubDate>Fri, 30 May 2014 07:39:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Il titolo è “spese pazze”. E fra i “condannati” c’è anche Baldo Gucciardi, presidente del gruppo parlamentare del Pd, che avrebbe concesso i pasti gratuiti all’autista, o qualcosa di simile per la somma di euro 1400. Naturalmente c’è rimasto male, molto male. Non solo per l’entità della somma contestata, naturalmente, ma per l’avere appreso che</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Il titolo è “spese pazze”.</strong> E fra i “condannati” c’è anche Baldo <strong>Gucciardi</strong>, presidente del gruppo parlamentare del Pd, che avrebbe concesso i pasti gratuiti all’autista, o qualcosa di simile <strong>per la somma di euro 1400</strong>. <strong>Naturalmente c’è rimasto male</strong>, molto male. Non solo per l’entità della somma contestata, naturalmente, ma per l’avere appreso che quei 1400 euro sono giudicati una spesa pazza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ha ragione? Certo, torto non ha</strong>. Per molte ragioni. La prima: quei 1400 euro impropriamente spesi, o meno, non sono sufficienti per suscitare indignazione sulle spese pazze. La seconda ragione: si è scritto, non solo per lui, di una “condanna” e di “indagini”, mentre si tratta di una spesa contestata e di una verifica contabile. <strong>Non si è trattato di una condanna e di una pena</strong>. La condanna viene pronunciata da un tribunale, e non dalla Sezione di Controllo della Corte dei Conti.</p>
<p style="text-align: justify;">La proprietà di linguaggio è essenziale sempre, ma è specialmente richiesta quando i rappresentanti delle istituzioni vengono chiamati a rispondere delle loro azioni o inazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Terza ragione di lagnanza:<strong> tutti i capigruppo hanno subito la gogna mediatica, senza alcuna distinzione</strong>. Eppure dalle verifiche, il distinguo era venuto allo scoperto. Ci sono contestazioni da 1400 euro ed <strong>altre da 600 mila, affibbiata al Popolo della Libertà</strong> (a tanto ammonta la somma giudicata dai magistrati contabili impropriamente spesa, e quindi da restituire all’erario in tempi ragionevolmente brevi).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’informazione fa di tutta l’erba un fascio</strong>, utilizza un linguaggio inappropriato, suscita allarme o indignazione laddove non ce n’è bisogno, e copre o anestetizza eventi che magari avrebbero bisogno di essere meglio conosciuti e seguiti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alt, non parliamo di informazione farlocca</strong>, altrimenti ricadiamo nello stesso errore (tutta l&#8217;erba un fascio). Non tutti gli operatori dell’informazione, ci mancherebbe altro, e non sempre, fanno una informazione confusa, imprecisa, superficiale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Spese pazze è ormai un brand</strong>, senza il quale la notizia si ammoscia, cala di tono, non viene letta, non interessa nessuno. Non solo, sostituire l’espressione con qualcos’altro, fa perdere tempo, è difficile, praticamente inutile. Ma tutto questo non giustifica un bel nulla.</p>
<p style="text-align: justify;">Una cosa è avere sperperato seicentomila euro destinate all’attività politica, provenienti dalle casse dell’Assemblea regionale, ed un’altra contestare 1400 euro.</p>
<p style="text-align: justify;">Capitò la stessa cosa, in sede di verifica, al Presidente dell’Ars, Giovani Ardizzone, cui fu contestata una somma irrisoria nelle verifiche effettuate per conto della Procura di Palermo. E ne fece una malattia. Pensava infatti di di avere rispettato le regole, e scoprì invece che non era affatto così. Stava nella colonna infame, come tutti gli altri.</p>
<p style="text-align: justify;">L’inchiesta della Procura della Repubblica sulle spese dei gruppi parlamentari è alle ultime battute, i capigruppo sono stati ascoltati, e sapremo chi ha sbagliato e chi no. Solo quando arriveranno in giudizio, e subiranno la condanna, potremo dire che sono colpevoli e, conoscendo l’entità delle spese “irregolari”, potremo scrivere se le loro spese furono pazze o meno.</p>
<p style="text-align: justify;">La Sezione di Controllo della Corte dei Conti non commina pene, ma verifica la regolarità dei conti e dispone la restituzione del maltolto. E’ <strong>sacrosanto che si sappia quel che i rappresentanti delle istituzioni fanno con i soldi dei contribuenti</strong>, ed è importante pertanto che ci sia un’attenzione dell’informazione sui comportamenti anomali, ma è altrettanto necessario che si spieghi bene come stanno le cose. Ci guadagnano altrimenti i ladri, che si trovano dentro le istituzioni e fuori, e sono contenti di essere “intruppati”. Tutti ladri, nessuno ladro, infatti.</p>
<p style="text-align: justify;">La gogna mediatica piace, eccome. E i politici sono colpevoli fino a prova contraria.<strong> Il pregiudizio se lo sono guadagnati sul campo. Ma resta tale, un pregiudizio.</strong></p>
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		<title>Scajola, Cosentino, Dell’Utri in manette, Silvio quasi. Angelino&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 08 May 2014 15:33:07 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Riavvolgiamo il nastro, fermiamoci a poco meno di un anno. Sfogliamo l’album fotografico del Pdl, il partito di<strong> Silvio Berlusconi</strong>. <strong>Ci sono Sandro Bondi, Denis Verdini, Paolo Bonaiuti, Claudio Scajola, Ignazio la Russa.</strong> In un’altra foto vediamo <strong>Marcello Dell’Utri</strong> che abbraccia Silvio. E in un’altra l’ex senatore <strong>Cosentino</strong> che applaude l’ex premier. <strong>Renato Schifani,</strong> presidente del Senato, lancia un’occhiata d’intesa al suo leader.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Antonio Martino nei paraggi? No. Ma nella foto successiva c’è lui.</strong> Accanto, defilato, sornione <strong>Urbani</strong>, forzista della prima ora. Poi troviamo una serie di immagini di Silvio con<strong> Angelino Alfano</strong>. Lo abbraccia, gli mette la mano sulla spalla, lo affianca, lo osserva compiaciuto, gli sorride. Tutti gli atteggiamenti, nessuno escluso, che è possibile cogliere fra persone che hanno grande frequentazione, stima, amicizia, perfino affetto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ed ora chiudiamo l’album fotografico e sfogliamo le immagini che i giornali ci offrono da qualche mese a questa parte.</strong> Marcello Dell’Utri a Beirut, latitante, in un lussuoso albergo, prima di essere trasferito in ospedale, dov’è piantonato dagli agenti. C’è Cosentino in manette, mentre sale nell’auto dei poliziotti, incaricati di arrestarlo. E Claudio Scajola, che viene condotto in carcere per ordine del capo della procura antimafia di Reggio Calabria. Non ci sono foto, ma possiamo immaginare il suo scoramento mentre subisce la custodia cautelare per avere favorito la latitanza di un ex deputato del Pdl, Amadeo Matacena, oligarca reggino, proprietario dei traghetti che attraversano lo Stretto. Non c’è nemmeno la foto di Silvio Berlusconi che fa da badante ai vecchietti della casa di riposo di Cesano Boscone, dove deve scontare la pena di un anno ai servizi sociali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fin qui i casi giudiziari. Ma non è finita. Antonio Martino,</strong> siciliano di Messina, ex ministro della Difesa, è un desaparecido. Bonaiuti ha lasciato Forza Italia ed è approdato nel Nuovo Centrodestra, Sandro Bondi, innamoratissimo di Berlusconi, si è allontanato volontariamente, deluso ed amareggiato. Ignazio La Russa ha fondato un altro partito, Fratelli d’Italia, con Guido Crosetto e Giorgia Meloni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Angelino Alfano, con Renato Schifani, Lupi e il Celeste</strong>, ex presidente della Regione Lombardia, se ne sono andati armi e bagagli in una nuova formazione politica. Per come si sono messe le cose, pare che Angelino abbia imbroccato la stazione giusta per scendere dal treno, prima che arrivasse a binario morto o deragliasse.</p>
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		<title>Falcone: &quot;Emergenze? Il governo sia concreto&quot;</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Dec 2013 18:53:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#8220;Siamo pronti ad affrontare le numerose emergenze che in questo momento sono sul tappeto, quali bilancio, finanziaria, precari, salva imprese e province, lavorando anche a Natale e Capodanno, ma governo e maggioranza siano meno litigiosi e diano, finalmente, dimostrazione di buon governo&#8221;. Così si é espresso il vicecapogruppo del PDL, aderente a Forza Italia, Marco</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Siamo pronti ad affrontare le numerose emergenze</strong> che in questo momento sono sul tappeto, quali bilancio, finanziaria, precari, salva imprese e province, lavorando anche a Natale e Capodanno, ma governo e maggioranza siano meno litigiosi e diano, finalmente, dimostrazione di buon governo&#8221;. Così si é espresso il vicecapogruppo del PDL, aderente a Forza Italia, <strong>Marco Falcone.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Purtroppo sino ad oggi &#8211; ha detto Falcone &#8211; abbiamo assistito alla tela di Penelope: <strong>un governo che di giorno annuncia riforme strutturali e propositi ariosi,</strong> mentre di notte rimuove tutto ciò che é stato affermato&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Bisogna passare, una volta per tutte, dalle parole ai fatti</strong> &#8211; ha concluso il parlamentare &#8211; ma senza confronto con le forze di opposizione penso che questo governo si avvia ad un naufragio annunciato&#8221;.</p>
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		<title>Ars, settimana importante: si formano i nuovi gruppi parlamentari</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Nov 2013 13:55:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>In settimana saranno formalizzati i nuovi gruppi parlamentari all’Assemblea Regionale Siciliana. Questo, uno dei primi effetti della scissione tra Forza Italia e Nuovo centro destra, sancita nell’ultimo, acceso week end di politica nazionale. Come si è già detto, il gruppo all’Ars dei neo alfaniani sarà formato dai deputati, D’Asero, Alongi, Cascio, Germanà e Fontana. Titubante</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In settimana saranno formalizzati i nuovi gruppi parlamentari all’Assemblea Regionale Siciliana. Questo, uno dei primi effetti della scissione tra Forza Italia e Nuovo centro destra, sancita nell’ultimo, acceso week end di politica nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Come si è già detto, il gruppo all’Ars dei neo alfaniani sarà formato dai deputati, D’Asero, Alongi, Cascio, Germanà e Fontana. Titubante nella sua scelta, ancora Vinciullo, incerto Pogliese, in cammino verso FI. Il gruppo invece dei berlusconiani, rinforzato da Cordaro e Clemente, e dagli innesti di Grande Sud,<strong> conterà su Falcone, Assenza e Milazzo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Intanto sono scaduti alle 12 di oggi i termini per la presentazione degli emendamenti al disegno di legge: ”Condizioni di trasporto pubblico locale e sanzioni amministrative”. <strong>Cinque gli emendamenti che saranno trasmessi in commissione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Si presenteranno fino alle 16 di oggi, quelli relativi al “ddl stralcio” che contiene norme su Disposizioni finanziare urgenti per l&#8217;anno 2013. Disposizioni varie&#8221;; 2) &#8220;Norme in materia di personale a tempo determinato&#8221;; 3) &#8220;Acquisto di servizi dalle società partecipate&#8221;</p>
<p>Da incardinare il ddl sull’editoria , che probabilmente andrà al voto la prossima settimana.</p>
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		<title>Angelino scoppia in lacrime davanti a Berlusconi</title>
		<link>http://www.siciliainformazioni.com/61237/veleni-angelino-scoppia-in-lacrime-davanti-a-berlusconi</link>
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		<pubDate>Thu, 14 Nov 2013 08:34:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>La maschera dell’uomo risoluto non gli appartiene, ma deve indossarla per amore e per forza. Angelino Alfano subisce dal destino una missione che va contro la sua natura, ma la sua parte deve recitarla fino in fondo di “duellante”, ma non troppo, di Silvio Berlusconi, perché non è più solo e ha impegnato il suo</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La maschera dell’uomo risoluto non gli appartiene, ma deve indossarla per amore e per forza. <strong>Angelino Alfano</strong> subisce dal destino una missione che va contro la sua natura, ma la sua parte deve recitarla fino in fondo di “duellante”, ma non troppo, di Silvio Berlusconi, perché non è più solo e ha impegnato il suo onore con i compagni di viaggio, da Maurizio Lupi alla Lorenzin, Gaetano Quagliarello, Roberto Formigoni e molti altri: un piccolo esercito di senatori (una trentina), deputati (27, pare) e di membri del consiglio nazionale (338 su 868).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’ultimo incontro con il Capo si è concluso a mezzanotte di mercoledì.</strong> Ma l’ora zero non ha portato con sé alcuna soluzione. Berlusconi vorrebbe trascinare gli “innovatori” nel suo campo &#8211; dopo la decadenza, la crisi di governo &#8211; ma Alfano non fa alcun paso indietro. Poi c’è il partito nascente, o meglio ri-nascente (Forza Italia), che non può essere consegnato agli “estremisti” (Santanché, Verdini, Capezzone e, ultima venuta, Stefania Prestigiacomo), e lo stesso svolgimento del consiglio nazionale, che sarebbe stato confezionato in modo assai singolare: il discorso del leader, gli applausi, che sanciscono la fine del Pdl e il ritorno di Forza Italia. Nient’altro. Non può parlare nessuno, né a favore, né contro. Si vota. Meglio se all’unanimità. A questo punto, il cerino passa agli innovatori. In queste condizioni, anticipa Fabrizio Cicchitto, sarebbe meglio non partecipare, tanto è inutile.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mentre si raccolgono le firme su due documenti e volano gli insulti, circolano i veleni.</strong> Il Giornale di Berlusconi, da sempre il foglio ufficiale dei falchi, sbatte Angelino in prima pagina e nelle pagine indietro. Non certo con benevolenza. Il contesto è di quelli che liberano dai freni inibitori. Salta la buona creanza e quel minimo di pudore che i politici riescono a mantenere anche in circostanze difficili. Alessandra Mussolini, riferisce Mattia Feltri su La Stampa di Torino, non ce l’ha fatta a tenere per sé un episodio di cui, pare, sarebbe stata testimone (o avrebbe avuto notizia attendibile):<strong> il pianto a dirotto di Angelino Alfano davanti a Silvio Berlusconi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sarebbe accaduto il giorno 2 di ottobre e se ne conserva il ricordo,</strong> come fosse la perla di un prezioso scrigno della memoria. Alfano non resse all’emozione, scrive Feltri (non si tratta di Vittorio, attenzione) e si sciolse in lacrime. L’intento di Alessandra, che ha la “falchitudine” nel dna, era quello di dipingere il vicepremier come un imbelle, succube del Capo, ma il giornalista lo riscatta. La Mussolini sbaglia, osserva Feltri, L’uomo è un essere fragile e, anche nella sua declinazione maschile, non deve avere paura di mostrare le sue debolezze. Ecco, conclude Feltri, questa è l’unica paura che Alfano non ha.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Se vi state chiedendo se il giornalista sia stato benevolo</strong> con il vice premier siciliano, non avete tutti i torti. A patto che il dubbio si risolva a favore di Alfano.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Alfano, ultimo atto: è scissione  Dell&#039;Utri seleziona volti nuovi</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Nov 2013 09:40:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>La diagnosi di Peppino Sottile, condivisa da Pietrangelo Buttafuoco, parte dall’olfatto e dall’odore di crisantemi. È stata scodellata nel corso dell’ormai celebre puntata di Virus, regia di Nicola Porro. È il funerale politico di Silvio Berlusconi a provocare la guerra fra gli innovatori – governativi, ministeriali ecc. – e i lealisti, molto falchi nella presente</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La diagnosi di Peppino Sottile, condivisa da Pietrangelo Buttafuoco, parte dall’olfatto e dall’odore di crisantemi. È stata scodellata nel corso dell’ormai celebre puntata di Virus, regia di Nicola Porro. <strong>È il funerale politico di Silvio Berlusconi</strong> a provocare la guerra fra gli innovatori – governativi, ministeriali ecc. – e i lealisti, molto falchi nella presente circostanza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La successione rischia di trasformarsi in secessione.</strong> Marcello Dell’Utri sostiene che i suoi corregionali, Sottile e Buttafuoco, esagerano, vittime del pessimismo siciliano, che non è comprensibile fuori dalla Sicilia. Mentre recita la sua parte, prepara il ritorno di Forza Italia senza dare all’occhio. Silvio Berlusconi si fida ciecamente di lui, gli ha assegnato il compito più delicato: arruolare i nuovi volti per il nuovo partito.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>C’è l’esercito di Silvio, c’è la pasionaria, Daniela Santanché,</strong> che fa fuoco di sbarramento, ma è lui, Dell’Utri, il co-fondatore anche stavolta. In queste ore il Cavaliere seleziona i “picciotti” già selezionati da Dell’Utri. Peppino e Pietrangelo annusano i crisantemi, Stefania Prestigiacomo (con Daniele Capezzone, Mara Carfagna, Maria Stella Gelmini, Sandro Bondi, Denis Verdini) sparano bordate alzo zero contro Angelino Alfano (Gaetano Quagliarello, Roberto Formigoni, Maurizio Lupi, Maurizio Sacconi, Lorenzin ecc.) e Marcello, in cabina di regia, disegna il nuovo partito.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’ex senatore costruì i circoli forzisti della prima ora,</strong> e poi dovette mandare tutto all’aria per via dei guai giudiziari e, soprattutto, per l’arrivo dei Michela Brambilla con i gazebo ed altri personaggi che hanno assediato Arcore o partecipato alle cene del Cavaliere. Rimasto fuori dal giro, per sua volontà, torna a recitare la sua parte nel momento di bisogno. Nessuno meglio di lui riesce a camminare attaccato al muro, e fare la sua strada. Restando nell’occhio del ciclone, dove c’è tranquillità, mentre attorno volano anche gli stracci.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Pdl, nato dalla costola di Forza Italia, ritorna alle origini.</strong> Sabato il Consiglio nazionale formalizzerà il passaggio di testimone. Non sarà un passaggio indolore. Pochi scommettono sulla sopravvivenza del partito, così com’è. Silvio Berlusconi ha rotto gli indugi. Di Alfano e dei governativi ha deciso di liberarsi, accogliendo, stavolta senza nascondimenti, le milizie degli “ortodossi”. Vuole la crisi di governo come risposta alla decadenza e non transige. Vuole il partito ai suoi piedi, comunque vada: interdizione, decadenza, processo Ruby. Muoia Sansone con tutti i filistei, se deve accadere.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Angelino Alfano a SkyTg24 predica moderazione,</strong> dice che non si può mandare allo sbaraglio il paese e che, comunque, Berlusconi non potrà guidare il partito, per via dell’interdizione, anche se fosse bocciata la decadenza (non è candidabile alle europee), la crisi non serve ad altro che a provocare lo sfascio. Un invito alla responsabilità, dunque. Non passa un’ora dall’appello su Sky, che Berlusconi rilascia un’intervista a Huffington Post. <strong>“Rischiano di finire come Gianfranco Fini”,</strong> avverte. “Otterrò la revisione del processo, ho testimoni nuovi e documenti esclusivi, e potrò guidare il partito come sempre”. Poi una battuta sprezzante: “Se rimanete, non vi rottamiamo…”. È l’unica concessione, non saranno puniti. La resa senza condizioni. Qualche giorno prima Daniela Santanché aveva lanciato un monito a Giorgio Napolitano. “È ancora in tempo per ripristinare lo stato di diritto, non se la faccia sfuggire questa opportunità”. Se avesse avuto una qualche intenzione di pensarci sopra, il presidente della Repubblica, avrebbe dovuto scartarla in partenza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Si respira una brutta aria. Si pretende, non si chiede.</strong> Le dita negli occhi. E non solo. Nel corso di una telefonata, il vice premier ha chiesto a Silvio Berlusconi se sono vere le voci di una inchiesta di Panorama sul suo conto e i suoi amici. Metodo Boffo, insomma. Il Cavaliere ha risposto di non saperne niente, e Alfano, a sua volta, ha replicato che, comunque sia “non ho nessuna paura del metodo Boffo, l’abbiamo messo nel conto”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il 16 novembre, giorno del Consiglio nazionale,</strong> e il 27, giorno del voto sulla decadenza a Palazzo Madama, segneranno la storia del centrodestra e del governo Letta.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Le regioni alfaniane e le lealiste, Castiglione ottimista</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Nov 2013 19:14:45 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Meno di una settimana al Consiglio nazionale del Pdl, che dovrà sancire il ritorno a Forza Italia. <strong>I lealisti e gli alfaniani si contendono gli 860 membri del consiglio</strong> (parlamentari, amministratori). I primi giurano di avere in tasca già 530 firme, i secondi, di potere contare su 330 firme. Nero su bianco, tuttavia, ne hanno solo 100. Nessun problema, però, sarebbe uno start up assai promettente.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma c&#8217;è una terra di mezzo, inesplorata, che dovrebbe regalare delle sorprese. Ne è convinto Giuseppe Castiglione, coordinatore siciliano del Pdl e uno dei colonnelli di Angelino Alfano. <strong>Partì da un suo fuori onda lo strappo</strong> che avrebbe costretto Silvio Berlusconi il 2 ottobre ad ammainare bandiera e a subire lo smacco della fiducia al governo Letta.</p>
<p style="text-align: justify;">La Sicilia è alfaniana, <strong>con l’eccezione dell’area Miccichè-Prestigiacomo</strong>, cui si è aggiunto, di recente, l’ex Pid, Saverio Romano. Altre due regioni, Calabria e Piemonte, vengono assegnate al vice premier, mentre Toscana, Puglia e Campania sono appannaggio dei lealisti, grazie alla presenza di Mara Carfagna e Nitto Palma (in Campania) Raffaele Fitto (in Puglia), e Denis Verdini (in Toscana).</p>
<p style="text-align: justify;">La Lombardia è in bilico, Maria Stella Gelmini avrebbe racolto più firme di Roberto Formigoni e Maurizio Lupi. <strong>Lo scarto è molto modesto, ma resta una sorpresa.</strong> Dalla parte dell’ex ministro della Pubblica istruzione, il coordinatore regionale, Mantovani.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche il Lazio, come la Lombardia, è in bilico. Renata Polverini si sta dando da fare a favore dei lealisti. <strong>Ma i “diversamente berlusconiani”</strong> hanno molte carte da giocare in questa regione, e il risultato è perciò incerto.</p>
<p style="text-align: justify;">Silvio Berlusconi ha giocato d’anticipo, convocando il Consiglio il 16, invece che l’8 dicembre,<strong> il giorno dell’Immacolata, come era stato annunciato.</strong> E questo avrebbe dovuto spezzare le gambe agli alfaniani, che non hanno in mano l’apparato, organizzato da Verdini e, di recente, dalla Santanché. <strong>Angelino Alfano, Maurizio Lupi, Roberto Formigoni</strong> e gli altri, tuttavia, hanno un vantaggio. Dispongono di due risultati, possono vincere o perdere “bene”, mentre i lealisti devono stravincere. Stando allo statuto del partito, si potrebbero abbassare le saracinesche del Pdl solo<strong> con il consenso del settanta per cento dei membri del consiglio</strong>, altrimenti il Pdl sopravvive, e rinasce Forza Italia: due partiti, con i lealisti da una parte e gli innovatori dall’altra.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma Silvio Berlusconi farà di tutto per evitare questo risultato. Male che vada, alla fine, prevedono alcuni, farà come il 2 ottobre, buon viso a cattivo gioco, e accontenterà Alfano, Lupi e Formigoni. Poi c’è tempo per rimettere le cose a posto. La convivenza, tuttavia, sarebbe assai complicata. Sandro Bondi, per esempio,<strong> spara a zero sui “traditori” e ne fa una questione morale</strong>. Né Alfano, né Lupi avrebbero dovuto permettersi di tirarsi fuori dalla partiti che Berlusconi gioca con la giustizia. Per Bondi, la decadenza deve segnare la fine delle larghe intese. Punto e basta. Bondi dà brutti voti ai “traditori”, e salva solo Quagliarello che “almeno” lo dice chiaramente che per lui la questione della decadenza non è una priorità.</p>
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		<title>Angelino ha 30 senatori, Silvio il partito: Miccichè affila le armi</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Nov 2013 09:02:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Può pure accadere che si ritrovino su fronti avversi in campagna elettorale, fin dalle europee del prossimo anno, Angelino Alfano, Giuseppe Castiglione da una parte e Gianfranco Miccichè, Stefania Prestigiacomo e Saverio Romano dall’altra. Tutto può succedere con la volatilità del contesto durante il tragitto che dal Popolo della Libertà conduce a Forza Italia. Per</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Può pure accadere che si ritrovino su fronti avversi in campagna elettorale, fin dalle europee del prossimo anno, Angelino Alfano, Giuseppe Castiglione da una parte e Gianfranco Miccichè, Stefania Prestigiacomo e Saverio Romano dall’altra. Tutto può succedere con la volatilità del contesto durante il tragitto che dal Popolo della Libertà conduce a Forza Italia. <strong>Per Gianfranco Miccichè e Stefania Prestigiacomo è come un pellegrinaggio a Santiago de Compostela</strong>, qualcosa di iniziativo, il ritorno alla pancia della mamma, per altri è come gettare il cuore oltre l’ostacolo per conquistare la propria indipendenza ed identità.</p>
<p style="text-align: justify;">Certo sarebbbe paradossale che Miccihè si trovasse a rappresentare l’ortodossia berlusconiana, dopo anni di divorzio, e Angelino Alfano a rappresentare la ribellione dopo anni di obbedienza perinde ac cadaver. <strong>Il figliol prodigo che si riappropria delle insegne di famiglia</strong> e il ribelle che difende il fortilizio violato mille volte.</p>
<p style="text-align: justify;">Le pulsioni emotive e il grumo di sentimenti che avvolgono in una spirale i due campi – <strong>la rivincita di Gianfranco Miccichè, e la fine del delfinato di Angelino Alfano</strong> – non fanno da paravento ai bisogni elementari delle due fazioni, che si contendono i favori dell’elettorato e dei militanti. E’ una battaglia per la vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Silvio Berlusconi con una decisione improvvisa, ma ben ponderata con i lealisti, <strong>ha anticipato il consiglio nazionale,</strong> programmato per l’8 dicembre al 16 novembre. Cerca così di “accorciare” i tempi della riacclamazione a “signore” unico ed ineludibile del partito, <strong>regalando un’enfasi mediatica straordinaria alla decadenza da senatore,</strong> prevista per il 27 novembre, data di convocazione della seduta a Palazzo Madama.</p>
<p style="text-align: justify;">Accorciando i tempi, inoltre, il Cavaliere toglie ossigeno agli “innovatori”, riducendo in modo sigjificativo la loro capacità di organizzare la controffensiva. Il consiglio nazionale dovrà, infatti,<strong> decretare la fine del Popolo della Libertà</strong>, e l’inizio di Forza Italia. Perché ciò avvenga, Berlusconi deve disporre del consenso del settanta per cento dei membri. Se non dovesse raggiungere questo tetto, il Popolo della Libertà sopravviverebbe alla nascita di Forza Italia e potrebbe ospitare gli innovatori con tutto ciò che ne consegue, l’attribuzione al Pdl dei rimborsi elettorali anzitutto.</p>
<p style="text-align: justify;">La partita, dunque, si fa dura.</p>
<p style="text-align: justify;">Angelino Alfano, Maurizio Lupi, Roberto Fornigoni e gli altri, non se ne sono stati con le mani in mano. <strong>Si sono riuniti e hanno messo a punto un documento che affronta le questioni più spinose:</strong> il sostegno al governo Letta, svincolandolo dalla decadenza, la linea politica del partito con l’adesione ai popolari europei, e l’organigramma, sottratto agli estremismi dei falchi.</p>
<p style="text-align: justify;">Accanto alla “carta” della separazione, la riunione è servita a far sapere che gli innovatori sono in grado, così come avvenne il 2 ottobre, <strong>di spegnere le velleità di crisi che sono state alimentate ad Arcore</strong> da moniti, avvertimenti, minacce e dichiarazioni di guerra dei falchi- lealisti, e cioè Maria Stella Gelmini, Mara Carfagna, Raffaele Fitto, Stefania Prestigiacomo, Sandro Bondi.</p>
<p style="text-align: justify;">Angelino Alfano dispone di trenta senatori, una force de frappe ”imbattibile” al Senato della Repubblica, e di una folta pattuglia di deputati a Montecitorio. I trenta di Palazzo Madama rappresentano una deterrenza importante, il cruccio del Cavaliere.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nessuno l’ha scelto, ma il campo di battaglia sarà la Sicilia,</strong> dove Angelino Alfano può contare sul grosso delle sue truppe, e Silvio Berlusconi sull’animosità e la voglia di rivalsa di Miccichè.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre si affilano le armi, il Parlamento deve affrontare l’altra partita, quella della sopravvivenza, per il Paese, con la legge di stabilità, <strong>sulla quale l’Europa mantiene una vigilanza assidua.</strong> La finanziaria, che arriva in piena bagarre – consiglio nazionale, decadenza &#8211; potrebbe trovarsi nell’occhio del ciclone e subirne le conseguenze.</p>
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		<title>Pdl, venti di guerra. Alfano  detta condizioni, Bondi s&#039;arrabbia</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Nov 2013 14:52:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Sandro Bondi, coordinatore nazionale in pectore del partito resuscitato, Forza Italia, ha deto di essere molto amareggiato per le parole di Angelino Alfano, pronunciate nel “salotto” di Bruno Vespa, Porta a porta. L’ex segretario del Pdl – Berlusconi ha azzerato le cariche – ha spiegato che ci sono da affrontare tre questioni: la linea politica</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sandro Bondi, coordinatore nazionale in pectore del partito resuscitato, Forza Italia, ha deto di <strong>essere molto amareggiato per le parole di Angelino Alfano,</strong> pronunciate nel “salotto” di Bruno Vespa, Porta a porta. L’ex segretario del Pdl – Berlusconi ha azzerato le cariche – ha spiegato che ci sono da affrontare tre questioni: la linea politica del partito, l’organigramma di Forza Italia e il sostegno al governo Letta.</p>
<p style="text-align: justify;">Sulla linea politica Alfano ripete quanto ha sempre detto: intende costruire un partito moderato che si ispira ai popolari europei. Quando all’organigramma,<strong> ricorda di avere già indicato la strada nel 2012,</strong> suggerendo le primarie. Le sue indicazioni però non vennero seguite da Berlusconi che guardò ai sondaggi in calo, decise che sarebbe stato meglio soprassedere alle primarie ed alla democratizzazione del partito.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La linea politica, ha osservato Alfano, non può essere consegnata agli estremisti.</strong> Il Pdl deve essere in riferimento per i moderati. Una vocazione che viene messa in discussione oggi dal fiume di dichiarazioni che proviene dagli ambienti più estremisti del partito.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, il governo. <strong>Il sostegno al governo Letta deve essere chiaro e netto.</strong> Si può discutere sulla legge di stabilità, ma non può essere usata per prendersi rivincite e modificare gli equilibri interni.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche Maurizio Lupi ha ribadito questo concetto: una cosa è volere il miglioramenti di alcune parti della legge di stabilità, un’altra è approfittare del suo esame per provocare la crisi e lasciare senza governo il Paese, provocando gravissime conseguenze per gli italiani.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarà, dunque, <strong>la finanziaria la linea spartiacque all’interno del Pdl.</strong> Potrebbe ripetersi ciò che avvenne il 2 ottobre, con i governativi che votano a favore della legge di stabilità, e il resto del partito, stavolta con Berlusconi, su posizioni contrarie. Si consumerebbe, in questo caso, la <strong>rottura che finora è stata evitata dalla cautela di Alfano,</strong> ma che viene gettonata sia all’interno dell’area alfaniana, Formigoni in testa, che nell’area dei lealisti, dove coabitano anche i falchi.</p>
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