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	<title>Commenti a: Il borsellino della spesa</title>
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	<description>Quotidiano Sicilia</description>
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		<title>Di: PierG</title>
		<link>http://www.siciliainformazioni.com/sicilia-informazioni/49781/il-borsellino-della-spesa#comment-71693</link>
		<dc:creator>PierG</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Aug 2013 10:27:47 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;Il tono delle parole di Paolo era davvero deciso  -  dice Oliveri a Repubblica -  disse addirittura, &#039;Questa volta li fotto&#039;. Ma non gli chiesi a chi si riferiva. Era però euforico&quot;.

Mi viene difficile credere che il &quot;li fotto&quot; fosse riferito ai mafiosi. Mi chiedo pure come mai i colleghi di &quot;Paolo&quot; raccoglievano confidenze e non facevano domande. Come quando &quot;Paolo&quot; disse: &quot;un amico mi ha tradito&quot;. Anche quella volta fu raccolto lo sfogo, ma nessuna domanda fu fatta. Eppure i politici questa &quot;riservatezza&quot;, questo &quot;pudore&quot; nel fare domande lo hanno pagato a caro prezzo. E&#039; un Paese in grave difficoltà, ma l&#039;orchestrina continua a suonare la stessa canzone degli ultimi 20 anni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il tono delle parole di Paolo era davvero deciso  &#8211;  dice Oliveri a Repubblica &#8211;  disse addirittura, &#8216;Questa volta li fotto&#8217;. Ma non gli chiesi a chi si riferiva. Era però euforico&#8221;.</p>
<p>Mi viene difficile credere che il &#8220;li fotto&#8221; fosse riferito ai mafiosi. Mi chiedo pure come mai i colleghi di &#8220;Paolo&#8221; raccoglievano confidenze e non facevano domande. Come quando &#8220;Paolo&#8221; disse: &#8220;un amico mi ha tradito&#8221;. Anche quella volta fu raccolto lo sfogo, ma nessuna domanda fu fatta. Eppure i politici questa &#8220;riservatezza&#8221;, questo &#8220;pudore&#8221; nel fare domande lo hanno pagato a caro prezzo. E&#8217; un Paese in grave difficoltà, ma l&#8217;orchestrina continua a suonare la stessa canzone degli ultimi 20 anni.</p>
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		<title>Di: Angelo</title>
		<link>http://www.siciliainformazioni.com/sicilia-informazioni/49781/il-borsellino-della-spesa#comment-71574</link>
		<dc:creator>Angelo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Aug 2013 14:04:12 +0000</pubDate>
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		<description>Se la pazienza dà riposo alla verità per dimostrarla nel tempo, Aldo Sarullo, con il suo ottimo pezzo, chiede:
 &quot;Sentinella, a che punto è la notte?&quot;

P.S.
gaggilamara, mi permetto di riportare un articolo &quot;fresco&quot; del 2009 




2009 08 07 * Il Secolo XIX * * Paolo Cirino Pomicino

In queste settimane siamo stati travolti da un effluvio di interviste sulle stragi di via D&#039;Amelio e di Capaci in cui morirono Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, piene di ricordi sbiaditi che non fanno onore alla verità storicamente accertata.

Luciano Violante, Enzo Scotti, Pino Arlacchi, Oscar Luigi Scalfaro giocando nell&#039;oblio del tempo hanno detto cose che non stanno né in cielo né in terra. A cominciare dal famoso «Non ci sto» scalfariano legato ieri ai fondi neri dal Sisde e oggi, invece, collegato al rifiuto di una trattativa tra mafia e Stato.

La riapertura delle indagini della Procura di Caltanissetta sulle dichiarazioni di Massimo Ciancimino ha dato il via a una sarabanda di ricordi falsi, naturalmente in buona fede, che rischiano ancora una volta di allontanare la verità che molti sanno e che per paura non dicono diventando così complici di chi tradì la Repubblica a cavallo degli anni Novanta.

Per consentire a ciascuno dei lettori di farsi una propria opinione è bene ricordare i fatti storicamente accertati:

1) sono stati sempre noti i collegamenti negli anni &#039;89-‘93 tra alcuni gradi dei servizi italiani e stranieri e alcuni mafiosi. Dal rapporto riservato e non autorizzato con Totuccio Contorno del prefetto Domenico Sica e del capo della Criminalpol Gianni Di Gennaro, agli uomini che visitarono nel carcere inglese di Full Sutton il mafioso Francesco Di Carlo per chiedergli indicazioni sui possibili killer per uccidere Giovanni Falcone sino al rapporto con Vito Ciancimino del generale de i carabinieri Mario Mori.

Mentre nel primo e nel terzo caso i rapporti possono inquadrarsi in un lavoro di intelligence per colpire la mafia, nel secondo caso, quello del pentito Di Carlo, gli obiettivi erano di natura mafiosa;

2) nel settembre del 1989 il decreto legge Andreotti-Vassalli allunga il periodo di carcerazione preventiva agli imputati di associazione mafiosa. Il vecchio Pci con Violante fa una tremenda requisitoria contro il governo e vota contro;

3) alla fine dell&#039;estate del ‘90, secondo gli accertamenti del pm di Caltanissetta Luca Tescaroli, c&#039;è un contatto tra alcuni capi mafiosi (Totò Riina o Bernardo Provenzano) e un non meglio identificato agente istituzionale per discutere della reazione stragista alla legislazione antimafia dell&#039;epoca;

4) nello stesso anno, Francesco Di Carlo riceve nel carcere inglese di Full Sutton un agente dei servizi siriani, tal Nazzar Hindaw, insieme a quattro persone, tre mediorientali e un italiano. Questi gli chiesero di indicare qualcuno che poteva aiutarli a uccidere Giovanni Falcone. Di Carlo fece il nome di Antonino Gioè, che infatti partecipò alla strage di Capaci, fu arrestato e un mese dopo fu trovato impiccato nel carcere di Rebibbia;

5) il 23 dicembre ‘91 viaggiano casualmente sullo stesso volo Roma-Palermo Luciano Violante e Giovanni Brusca, già all&#039;epoca noto mafioso;

6) tre mesi dopo il piemontese Luciano Violante fu capolista a Palermo del vecchio Pci nelle elezioni politiche del 1992 e in quella occasione nasce il movimento della Rete di Leoluca Orlando, che prende in Sicilia il 9% salvo a sparire qualche tempo dopo;

7) il 5 marzo 1992 c&#039;è l&#039;omicidio di Salvo Lima;

8) il 17 marzo 1992 Vincenzo Scotti, ministro dell&#039;Interno, allerta le prefetture di tutta Italia preannunciando un piano di destabilizzazione istituzionale. Questo piano prevedeva attacchi mafiosi e indagini giudiziarie su tutti i leader dei partiti di governo. Quarantotto ore dopo Scotti si rimangia tutto davanti alle Commissioni Affari Costituzionali di Camera e Senato;

9) il 23 maggio1992 Falcone e la sua scorta saltano in aria;

10) ai primi di luglio ‘92, uno scritto anonimo inviato a tutte le autorità descriveva tutto ciò che poi sarebbe accaduto nei mesi successivi sugli attacchi mafiosi, sulle indagini di Tangentopoli e sull&#039;impunità dei mafiosi pentiti;

11) il 19 luglio &#039;92 Borsellino e la sua scorta saltano in aria in via D&#039;Amelio;

12) nel settembre ‘92 a casa Scotti, non più ministro, il capo della polizia Vincenzo Parisi e il capo di stato maggiore dell&#039;arma dei carabinieri, generale Domenico Pisani, confermarono al neoeletto segretario della Dc Mino Martinazzoli la veridicità dell&#039;informativa del marzo precedente per la quale lo stesso Scotti prima aveva allertato le prefetture e poi ne aveva smentito il valore;

13) nel gennaio del ‘93 viene arrestato Totò Riina;

14) nella primavera del ‘93 arrivano le bombe mafiose di Milano, Firenze e Roma e subito dopo i programmi di protezione incominceranno a scarcerare mafiosi, camorristi e &#039;ndranghetisti (oltre 3 mila nei dieci anni successivi) così come aveva previsto il documento anonimo del luglio ‘92.

Ultimo dato da ricordare. Pochi giorni dopo la sua morte, Giovanni Falcone doveva incontrare, come è documentato da un telex alla Farnesina, Valentin Stepankov, procuratore generale di Mosca che indagava sull&#039;uscita dalla Russia di ingenti somme di denaro nella disponibilità del Kgb, molti agenti del quale gironzolavano indisturbati per mezza Europa.

QUESTI ALCUNI FATTI.
Adesso un&#039;opinione, una considerazione e un consiglio.

L’OPINIONE.
La tenaglia fra stragi mafiose (Falcone, Borsellino) e inchieste giudiziarie sui finanziamenti ai partiti di governo ha scansioni temporali e obiettivi troppo simili per non immaginare un &quot;oggettivo&quot; coordinamento tra di loro che produsse effetti devastanti sul sistema politico italiano.

L&#039;accordo, infatti, non fu tra mafia e Stato, ma tra mafia e una parte della politica con l&#039;aiuto di uomini deviati dei servizi italiani e stranieri e delle forze dell&#039;ordine come si leggeva sul documento anonimo del luglio 1992 che Violante imputò ai carabinieri (se fosse vero, ancora una volta l&#039;Arma avrebbe tentato di aiutare la Repubblica).

LA CONSIDERAZIONE.
È molto strano che solo dopo 17 anni Violante dichiari che Ciancimino voleva parlare con lui come gli avrebbe detto il generale Mori. È vero il contrario. Fu Violante a chiedere a Mori di voler sentire alcuni mafiosi tra cui Ciancimino, come dimostrano i verbali del 29ottobre 1992, nell&#039;ambito dell&#039;indagine mafia-politica. Violante era presidente dell&#039;Antimafia e capogruppo Dc in quella Commissione era Vincenzo Scotti.

IL CONSIGLIO.
Le forze politiche abbiano un sussulto di orgoglio e varino una Commissione parlamentare di inchiesta su quegli anni in cui la Repubblica fu tradita e certi servitori dello Stato, come Falcone e Borsellino, pagarono con la vita la lealtà verso la nostra democrazia. E si faccia presto perché annusiamo sotto vento che è in preparazione un altro furibondo attacco alle istituzioni che presiedono alla legalità repubblicana con complicità attive e omissive impensabili e di cui presto torneremo a parlare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se la pazienza dà riposo alla verità per dimostrarla nel tempo, Aldo Sarullo, con il suo ottimo pezzo, chiede:<br />
 &#8220;Sentinella, a che punto è la notte?&#8221;</p>
<p>P.S.<br />
gaggilamara, mi permetto di riportare un articolo &#8220;fresco&#8221; del 2009 </p>
<p>2009 08 07 * Il Secolo XIX * * Paolo Cirino Pomicino</p>
<p>In queste settimane siamo stati travolti da un effluvio di interviste sulle stragi di via D&#8217;Amelio e di Capaci in cui morirono Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, piene di ricordi sbiaditi che non fanno onore alla verità storicamente accertata.</p>
<p>Luciano Violante, Enzo Scotti, Pino Arlacchi, Oscar Luigi Scalfaro giocando nell&#8217;oblio del tempo hanno detto cose che non stanno né in cielo né in terra. A cominciare dal famoso «Non ci sto» scalfariano legato ieri ai fondi neri dal Sisde e oggi, invece, collegato al rifiuto di una trattativa tra mafia e Stato.</p>
<p>La riapertura delle indagini della Procura di Caltanissetta sulle dichiarazioni di Massimo Ciancimino ha dato il via a una sarabanda di ricordi falsi, naturalmente in buona fede, che rischiano ancora una volta di allontanare la verità che molti sanno e che per paura non dicono diventando così complici di chi tradì la Repubblica a cavallo degli anni Novanta.</p>
<p>Per consentire a ciascuno dei lettori di farsi una propria opinione è bene ricordare i fatti storicamente accertati:</p>
<p>1) sono stati sempre noti i collegamenti negli anni &#8217;89-‘93 tra alcuni gradi dei servizi italiani e stranieri e alcuni mafiosi. Dal rapporto riservato e non autorizzato con Totuccio Contorno del prefetto Domenico Sica e del capo della Criminalpol Gianni Di Gennaro, agli uomini che visitarono nel carcere inglese di Full Sutton il mafioso Francesco Di Carlo per chiedergli indicazioni sui possibili killer per uccidere Giovanni Falcone sino al rapporto con Vito Ciancimino del generale de i carabinieri Mario Mori.</p>
<p>Mentre nel primo e nel terzo caso i rapporti possono inquadrarsi in un lavoro di intelligence per colpire la mafia, nel secondo caso, quello del pentito Di Carlo, gli obiettivi erano di natura mafiosa;</p>
<p>2) nel settembre del 1989 il decreto legge Andreotti-Vassalli allunga il periodo di carcerazione preventiva agli imputati di associazione mafiosa. Il vecchio Pci con Violante fa una tremenda requisitoria contro il governo e vota contro;</p>
<p>3) alla fine dell&#8217;estate del ‘90, secondo gli accertamenti del pm di Caltanissetta Luca Tescaroli, c&#8217;è un contatto tra alcuni capi mafiosi (Totò Riina o Bernardo Provenzano) e un non meglio identificato agente istituzionale per discutere della reazione stragista alla legislazione antimafia dell&#8217;epoca;</p>
<p>4) nello stesso anno, Francesco Di Carlo riceve nel carcere inglese di Full Sutton un agente dei servizi siriani, tal Nazzar Hindaw, insieme a quattro persone, tre mediorientali e un italiano. Questi gli chiesero di indicare qualcuno che poteva aiutarli a uccidere Giovanni Falcone. Di Carlo fece il nome di Antonino Gioè, che infatti partecipò alla strage di Capaci, fu arrestato e un mese dopo fu trovato impiccato nel carcere di Rebibbia;</p>
<p>5) il 23 dicembre ‘91 viaggiano casualmente sullo stesso volo Roma-Palermo Luciano Violante e Giovanni Brusca, già all&#8217;epoca noto mafioso;</p>
<p>6) tre mesi dopo il piemontese Luciano Violante fu capolista a Palermo del vecchio Pci nelle elezioni politiche del 1992 e in quella occasione nasce il movimento della Rete di Leoluca Orlando, che prende in Sicilia il 9% salvo a sparire qualche tempo dopo;</p>
<p>7) il 5 marzo 1992 c&#8217;è l&#8217;omicidio di Salvo Lima;</p>
<p> <img src='http://www.siciliainformazioni.com/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' /> il 17 marzo 1992 Vincenzo Scotti, ministro dell&#8217;Interno, allerta le prefetture di tutta Italia preannunciando un piano di destabilizzazione istituzionale. Questo piano prevedeva attacchi mafiosi e indagini giudiziarie su tutti i leader dei partiti di governo. Quarantotto ore dopo Scotti si rimangia tutto davanti alle Commissioni Affari Costituzionali di Camera e Senato;</p>
<p>9) il 23 maggio1992 Falcone e la sua scorta saltano in aria;</p>
<p>10) ai primi di luglio ‘92, uno scritto anonimo inviato a tutte le autorità descriveva tutto ciò che poi sarebbe accaduto nei mesi successivi sugli attacchi mafiosi, sulle indagini di Tangentopoli e sull&#8217;impunità dei mafiosi pentiti;</p>
<p>11) il 19 luglio &#8217;92 Borsellino e la sua scorta saltano in aria in via D&#8217;Amelio;</p>
<p>12) nel settembre ‘92 a casa Scotti, non più ministro, il capo della polizia Vincenzo Parisi e il capo di stato maggiore dell&#8217;arma dei carabinieri, generale Domenico Pisani, confermarono al neoeletto segretario della Dc Mino Martinazzoli la veridicità dell&#8217;informativa del marzo precedente per la quale lo stesso Scotti prima aveva allertato le prefetture e poi ne aveva smentito il valore;</p>
<p>13) nel gennaio del ‘93 viene arrestato Totò Riina;</p>
<p>14) nella primavera del ‘93 arrivano le bombe mafiose di Milano, Firenze e Roma e subito dopo i programmi di protezione incominceranno a scarcerare mafiosi, camorristi e &#8216;ndranghetisti (oltre 3 mila nei dieci anni successivi) così come aveva previsto il documento anonimo del luglio ‘92.</p>
<p>Ultimo dato da ricordare. Pochi giorni dopo la sua morte, Giovanni Falcone doveva incontrare, come è documentato da un telex alla Farnesina, Valentin Stepankov, procuratore generale di Mosca che indagava sull&#8217;uscita dalla Russia di ingenti somme di denaro nella disponibilità del Kgb, molti agenti del quale gironzolavano indisturbati per mezza Europa.</p>
<p>QUESTI ALCUNI FATTI.<br />
Adesso un&#8217;opinione, una considerazione e un consiglio.</p>
<p>L’OPINIONE.<br />
La tenaglia fra stragi mafiose (Falcone, Borsellino) e inchieste giudiziarie sui finanziamenti ai partiti di governo ha scansioni temporali e obiettivi troppo simili per non immaginare un &#8220;oggettivo&#8221; coordinamento tra di loro che produsse effetti devastanti sul sistema politico italiano.</p>
<p>L&#8217;accordo, infatti, non fu tra mafia e Stato, ma tra mafia e una parte della politica con l&#8217;aiuto di uomini deviati dei servizi italiani e stranieri e delle forze dell&#8217;ordine come si leggeva sul documento anonimo del luglio 1992 che Violante imputò ai carabinieri (se fosse vero, ancora una volta l&#8217;Arma avrebbe tentato di aiutare la Repubblica).</p>
<p>LA CONSIDERAZIONE.<br />
È molto strano che solo dopo 17 anni Violante dichiari che Ciancimino voleva parlare con lui come gli avrebbe detto il generale Mori. È vero il contrario. Fu Violante a chiedere a Mori di voler sentire alcuni mafiosi tra cui Ciancimino, come dimostrano i verbali del 29ottobre 1992, nell&#8217;ambito dell&#8217;indagine mafia-politica. Violante era presidente dell&#8217;Antimafia e capogruppo Dc in quella Commissione era Vincenzo Scotti.</p>
<p>IL CONSIGLIO.<br />
Le forze politiche abbiano un sussulto di orgoglio e varino una Commissione parlamentare di inchiesta su quegli anni in cui la Repubblica fu tradita e certi servitori dello Stato, come Falcone e Borsellino, pagarono con la vita la lealtà verso la nostra democrazia. E si faccia presto perché annusiamo sotto vento che è in preparazione un altro furibondo attacco alle istituzioni che presiedono alla legalità repubblicana con complicità attive e omissive impensabili e di cui presto torneremo a parlare.</p>
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	<item>
		<title>Di: Mario B.</title>
		<link>http://www.siciliainformazioni.com/sicilia-informazioni/49781/il-borsellino-della-spesa#comment-68980</link>
		<dc:creator>Mario B.</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jul 2013 12:33:48 +0000</pubDate>
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		<description>La credibità E&#039; SEMPRE ESISTITA.....</description>
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	</item>
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		<title>Di: gaggilamara</title>
		<link>http://www.siciliainformazioni.com/sicilia-informazioni/49781/il-borsellino-della-spesa#comment-68780</link>
		<dc:creator>gaggilamara</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jul 2013 10:13:02 +0000</pubDate>
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		<description>C&#039;è una spiegazione al fatto che Luciano Violante, protagonista principe dell&#039;antimafia di quegli anni, sia assente da qualunque scenario giudiziario (intendo come testimone, persona informata...)? 
Sarà frustrato da ciò? Sarà confortato?
Sarà.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è una spiegazione al fatto che Luciano Violante, protagonista principe dell&#8217;antimafia di quegli anni, sia assente da qualunque scenario giudiziario (intendo come testimone, persona informata&#8230;)?<br />
Sarà frustrato da ciò? Sarà confortato?<br />
Sarà.</p>
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	<item>
		<title>Di: Ipazia</title>
		<link>http://www.siciliainformazioni.com/sicilia-informazioni/49781/il-borsellino-della-spesa#comment-68762</link>
		<dc:creator>Ipazia</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jul 2013 07:20:37 +0000</pubDate>
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		<description>Non è la prima volta che Aldo Sarullo affronta temi legati al mondo della Giustizia e della mafia. Ed il suo messaggio, apparentemente inascoltato, è sempre lo stesso.
Non è la prima volta che, infatti, invita gli inquirenti ad ipotizzare scenari diversi da quelli tanto cari , per esempio, ai giornalisti del Fatto e all&#039;associazione Agende Rosse, e ad assumere quindi comportamenti conseguenziali.
La regione per cui la maggior parte delle Procure si sia appiattita su tesi di comodo a sfondo politico appare, oggi più che mai, non sostenibile e delegittimante per la stessa Magistratura che non è percepita come garante imparziale di Giustizia a beneficio della  Nazione tutta, ma come baluardo a difesa di interessi economici e di potere di una parte legata, sullo scacchiere internazionale, a logiche non garantiste della indipendenza e della sovranità di questo Paese.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non è la prima volta che Aldo Sarullo affronta temi legati al mondo della Giustizia e della mafia. Ed il suo messaggio, apparentemente inascoltato, è sempre lo stesso.<br />
Non è la prima volta che, infatti, invita gli inquirenti ad ipotizzare scenari diversi da quelli tanto cari , per esempio, ai giornalisti del Fatto e all&#8217;associazione Agende Rosse, e ad assumere quindi comportamenti conseguenziali.<br />
La regione per cui la maggior parte delle Procure si sia appiattita su tesi di comodo a sfondo politico appare, oggi più che mai, non sostenibile e delegittimante per la stessa Magistratura che non è percepita come garante imparziale di Giustizia a beneficio della  Nazione tutta, ma come baluardo a difesa di interessi economici e di potere di una parte legata, sullo scacchiere internazionale, a logiche non garantiste della indipendenza e della sovranità di questo Paese.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: maria</title>
		<link>http://www.siciliainformazioni.com/sicilia-informazioni/49781/il-borsellino-della-spesa#comment-68698</link>
		<dc:creator>maria</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jul 2013 21:42:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.siciliainformazioni.com/?post_type=sicilia-informazioni&#038;p=49781#comment-68698</guid>
		<description>Ad un giorno dall&#039;anniversario della morte di Paolo Borsellino, per il ventunesimo anno consecutivo, sentiamo dentro di noi la stessa amarezza e delusione. Fra i tanti misteri che avvolgono la vicenda delle stragi del &#039;92, ogni tanto una pista d&#039;indagine sembra emergere sulle altre. La trattativa e l&#039;inchiesta mafia-appalti sono le più rilevanti di certo, almeno dal punto di vista mediatico. Con una prevalenza, negli ultimi anni, della prima sulla seconda; forse le due piste non sono alternative l&#039;una all&#039;altra. Quando si parla di trattativa, non bisogna necessariamente  immaginarla nei termini che ci ha descritto Massimo Ciancimino. E d&#039;altro canto, chi poteva avere interesse all&#039;eliminazione di Falcone e Borsellino e, allo stesso tempo, al riassetto degli equilibri di potere tra settori deviati dello Stato e Cosa Nostra, se non gli stessi soggetti che figurerebbero nnell&#039;inchiesta mafia-appalti?!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ad un giorno dall&#8217;anniversario della morte di Paolo Borsellino, per il ventunesimo anno consecutivo, sentiamo dentro di noi la stessa amarezza e delusione. Fra i tanti misteri che avvolgono la vicenda delle stragi del &#8217;92, ogni tanto una pista d&#8217;indagine sembra emergere sulle altre. La trattativa e l&#8217;inchiesta mafia-appalti sono le più rilevanti di certo, almeno dal punto di vista mediatico. Con una prevalenza, negli ultimi anni, della prima sulla seconda; forse le due piste non sono alternative l&#8217;una all&#8217;altra. Quando si parla di trattativa, non bisogna necessariamente  immaginarla nei termini che ci ha descritto Massimo Ciancimino. E d&#8217;altro canto, chi poteva avere interesse all&#8217;eliminazione di Falcone e Borsellino e, allo stesso tempo, al riassetto degli equilibri di potere tra settori deviati dello Stato e Cosa Nostra, se non gli stessi soggetti che figurerebbero nnell&#8217;inchiesta mafia-appalti?!</p>
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