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	<title>Archivio Sicilia Informazioni</title>
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		<title>Report sull&#8217;uso del contante. Abolire le banconote per fare felici le banche?</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 10:48:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania Brusca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Ancora Report torna sul contante. E allora torniamoci anche noi]]></category>

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		<description><![CDATA[(Massimo Costa) L&#8217;altra sera ho appreso in TV che la Sig.a Gabanelli intende procedere imperterrita nella sua crociata contro il contante. Ed &#232; in buona compagnia. In Svezia stanno studiando come eliminarlo del tutto. &#160; Ho detto e ripeto che il progresso non si ferma. Se in passato le banconote hanno sostituito le monete metalliche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(Massimo Costa) L&#8217;altra sera ho appreso in TV che la Sig.a Gabanelli intende procedere imperterrita nella sua crociata contro il contante. Ed &egrave; in buona compagnia. In Svezia stanno studiando come eliminarlo del tutto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ho detto e ripeto che il progresso non si ferma. Se in passato le banconote hanno sostituito le monete metalliche e queste hanno sostituito le pecore, non c&#8217;&egrave; ragione per frenare questa evoluzione. Ci sono anche buone motivazioni, quale quella della lotta all&#8217;evasione fiscale, anche se &#8211; ai livelli attuali della pressione fiscale &#8211; in alcuni casi parlerei di legittima difesa o di diritto alla sopravvivenza. Ma diamo per buono tutto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quello che trovo irritante &egrave; che una trasmissione che si accredita come quella che &quot;scopre gli altarini&quot; dei poteri forti si asserva poi agli stessi senza dare diritto di replica a chi la pensa diversamente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo articolo lo spedir&ograve; alla redazione di Report, ma &#8211; vedrete &#8211; sar&agrave; completamente ignorato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se mi facessero parlare  a Report direi soltanto le seguenti cose.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Prima alcuni dettagli, poi il pezzo forte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Primo: dove finisce la lotta all&#8217;evasione fiscale e comincia l&#8217;oppressione fiscale e la confisca di redditi e patrimoni di famiglie e imprese? Mi spiego meglio. Se mio nipote, che ha 13 anni, mi aggiusta la serranda e io gli do una mancetta, la &quot;trasparenza&quot; invocata raffigura in capo a quel ragazzo intanto una forma di sfruttamento minorile e poi &#8211; perch&eacute; no &#8211; una vera evasione fiscale, dato che questo reddito non lo dichiara? Chi ci garantisce dal fatto che il fisco, una volta avuto accesso a tutte le transazioni davvero minime, non ne faccia uso per tassare pure l&#8217;aria? Ma chi l&#8217;ha detto che se pagassimo tutti le tasse, ne pagheremmo veramente meno? Non potrebbe succedere che, presoci gusto, ne pagheremmo tutti di pi&ugrave;?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Secondo: non &egrave; che, imponendo a tutti un POS, &quot;faremmo fuori&quot; tutti i mendicanti, renderemmo difficilissima la vita a povere parrocchie etc.? Va bene, l&#8217;elemosina in s&eacute; &egrave; una brutta cosa che non dovrebbe esistere, confina con l&#8217;accattonaggio, ma&#8230; un po&#8217; di tolleranza non pu&ograve; alleviare alcuni mali sociali per i quali lo Stato &egrave; praticamente latitante?</p>
<p>Terzo: ma un po&#8217; di privacy, nelle cose minime almeno, non era nei valori dell&#8217;Occidente libero e democratico? Se io fossi un consumatore &#8211; poniamo &#8211; di materiale pornografico, lo deve sapere il &quot;grande fratello&quot;, e cos&igrave; deve sapere se al bar preferisco il cornetto o l&#8217;arancina? Non &egrave; che stiamo esagerando un po&#8217;?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quarto: su chi ricade il costo della tenuta dei c/c che sostituiscono il circolante? Ovviamente sui consumatori. Coi tempi che corrono davvero una bella mossa! Le banche ringraziano!</p>
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<p>Come si vede si va a cuor leggero a toccare elementi della vita di tutti i giorni senza valutarne bene l&#8217;effetto. Ma io stesso dico che, sin qui, con un po&#8217; di buona volont&agrave; e se i problemi sono correttamente avvistati da un punto di vista politico, si potrebbero tutti superare. Immaginiamo per esempio incentivi per distribuire macchinette POS &quot;al portatore&quot; in cui si ricarica a vista la propria carta di credito come fosse un telefonino. Le potrebbero dare i genitori ai figli come mancetta, senza aprire per forza un conto corrente, e le potrebbero usare pure i mendicanti. Sui costi dei c/c in un&#8217;altra Italia e in un&#8217;altra Europa si potrebbero imporre condizioni ai cartelli bancari. Per garantire un minimo di privacy si potrebbero istituire delle carte ricaricabili &quot;al portatore&quot;, veri e propri borsellini elettronici, con le dovute segnalazioni al fisco o ad altra autorit&agrave; competente quando le transazioni che avvengono sulle stesse per entit&agrave; e natura potrebbero divenire sospette per ogni ragione. Insomma, se si volesse, ma &egrave; chiaro che non si vuole, gli &quot;effetti collaterali&quot; potrebbero essere neutralizzati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma il problema dei problemi &egrave; un altro, e non mi stancher&ograve; mai di ripeterlo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vi prego di seguirmi in un passaggio contabile. In Ragioneria nella sezione di &quot;avere&quot; si mettono due cose molto diverse fra loro: i ricavi e i debiti. In realt&agrave;, nonostante l&#8217;apparente differenza, la comune sorte nell&#8217;essere &quot;accreditati&quot; anzich&eacute; &quot;addebitati&quot; in un conto nasce dal fatto che queste due cose (positivi i primi, negativi i secondi) a ben vedere ce l&#8217;hanno. Essi sono entrambi &quot;fonti&quot; di capitale, cio&egrave; modi per procurarsi denaro. E in effetti, se ci pensate, ci sono due modi per procurarsi il denaro: vendere qualcosa e guadagnarci, oppure farselo prestare.</p>
<p>Ora, quando un&#8217;azienda &quot;emette moneta&quot; (in teoria solo lo Stato potrebbe e dovrebbe farlo) sta ottenendo una fonte di denaro. Questa fonte &egrave; un ricavo o un debito? Se, a fronte di questa moneta emessa, l&#8217;emittente deve qualcosa al portatore, allora &egrave; un debito, se invece non deve proprio nulla e la moneta &egrave; soltanto un mezzo di scambio che deve essere comunemente accettato, allora la sua emissione rappresenta un ricavo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oggi, per lo Stato, funziona cos&igrave; solo per le monetine metalliche. Lo Stato le conia, le mette in circolazione (secondo le quantit&agrave; che decide la BCE, per carit&agrave;), ci guadagna e non deve pi&ugrave; nulla.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La scomparsa di queste monetine, intanto, significa la scomparsa di questa fonte di reddito per lo Stato, che in cambio dovr&agrave; invece INDEBITARSI. Ma si tratta ormai di una voce minima. I tempi della moneta metallica sono andati da tempo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel caso delle banconote, l&#8217;azienda emittente non &egrave; lo Stato, ma la Banca d&#8217;Italia (pi&ugrave; correttamente il &quot;concerto&quot; di tutte le banche centrali europee, il SEBC). Direte &quot;fa lo stesso&quot; perch&eacute; la Banca d&#8217;Italia &egrave; un ente statale. Non &egrave; del tutto vero, ma non ci addentriamo in questa questione. La Banca d&#8217;Italia emette banconote ed ha, come con le monete, una fonte di risorse monetarie. Ripetiamo la domanda: &egrave; un ricavo o &egrave; un debito? La risposta dipende dal fatto che la Banca d&#8217;Italia debba dare o no in cambio qualcosa al portatore di banconote. Un tempo, ormai lontano, le banconote davano diritto alla dazione di monete d&#8217;oro e d&#8217;argento. ALLORA erano un debito. Poi questa convertibilit&agrave; &egrave; stata tolta, prima sul piano interno e poi anche su quello estero. DA ALLORA esse sono un ricavo per chi le emette, sebbene questo ricavo non sia distribuibile direttamente ma debba restare investito nell&#8217;azienda che lo emette. Purtroppo le banche centrali fanno finta di niente e, anzich&eacute; mettere correttamente nel conto economico questo ricavo, lo mettono ancora nello stato patrimoniale come se fosse ancora un debito. Ma lasciamo perdere anche questo dettaglio. Oggi le banconote sono emesse dalle banche centrali, immesse sul mercato ricevendo in cambio dei titoli che fruttano interesse. L&#8217;interesse su questi titoli, tuttavia, viene retrocesso allo Stato. La scomparsa delle banconote, anch&#8217;esse trascurabili ma meno delle irrilevanti monetine, far&agrave; cessare questa fonte di interessi per lo Stato, che in cambio dovr&agrave; INDEBITARSI. Ma facciamo ancora finta di niente.</p>
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<p>Riepiloghiamo quanto accade sul circolante prima di passare al terzo stadio, quello della moneta bancaria. Sulla prima forma lo Stato si appropria del &quot;signoraggio primario&quot;, cio&egrave; in sostanza del valore facciale delle monete dedotto il costo di produzione. Sulla seconda si deve accontentare, chiss&agrave; perch&eacute;, del solo &quot;signoraggio secondario&quot;, cio&egrave; degli interessi che derivano dalla collocazione sul mercato delle banconote, mentre quello primario resta investito nel patrimonio delle banche centrali, solo in parte realmente pubbliche. Per inciso si noti che se le banche centrali dessero agli stati il compito di battere la moneta cartacea, come si fa con quella metallica, quel signoraggio primario andrebbe direttamente allo Stato, che avrebbe bisogno di &quot;meno tasse e meno tagli&quot;. Ma facciamo finta di niente.</p>
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<p>Veniamo all&#8217;ultima forma di denaro, quella bancaria, cio&egrave; i depositi a vista, le carte ricaricabili, gli assegni, etc. Questo denaro &egrave; emesso in piccola parte ancora una volta dalla banca centrale (le cosiddette riserve monetarie o &quot;Moneta ad alto potenziale&quot;) e, per la quasi totalit&agrave;, dalle banche private.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come mai le banche private &quot;battono moneta&quot;, sia pur elettronica? Non dovrebbe spettare questo compito allo Stato, o al pi&ugrave; alla banca centrale? Residuo del passato. Ma in ogni caso, sino ad oggi, sia pure ormai solo in via puramente teorica, tale delega di emissione di moneta ai privati ha una giustificazione formale. Torniamo al dilemma ricavo/debito. Quando la banca &quot;emette&quot; un c/c ha certamente una fonte. Questa fonte &egrave; ricavo o debito? Ecco, sia pure formalmente, FINO A CHE ESISTE IL CONTANTE, esso &egrave; teoricamente un debito. Il correntista, infatti, pu&ograve; mettere in difficolt&agrave; la banca presentandosi allo sportello e pretendendo il contante, esattamente come 80 anni fa il detentore di banconote si poteva presentare all&#8217;istituto di emissione e pretendere l&#8217;oro in cambio. Quindi &egrave; un debito. OK.</p>
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<p>Ma &#8211; QUESTO E&#8217; IL PUNTO CRUCIALE &#8211; che succede se il contante sparisce?</p>
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<p>Succede che si sta dando &quot;corso legale&quot; alla moneta bancaria, esattamente come prima della II guerra mondiale si diede &quot;corso legale&quot; alla moneta cartacea. Questo equivale a trasformare l&#8217;emissione di moneta bancaria da debito a &quot;debito irredimibile&quot;, cio&egrave; sostanzialmente a ricavo. Ed &egrave; ancora giusto che questo ricavo non passi dal conto economico e le banche non ci paghino alcun tributo? E&#8217; ancora giusto che questa moneta sia emessa, peraltro a interesse, da banche private e non dallo Stato come sarebbe equo? Questo la Gabanelli, spero di sbagliarmi, ma non ve lo dir&agrave; mai.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anche la piccola quota di moneta bancaria emessa dalle banche centrali presenta un&#8217;incredibile iniquit&agrave;. Mentre per le banconote il 100 % degli interessi sulla loro collocazione viene ufficialmente definita &quot;signoraggio&quot; (in realt&agrave; &egrave; solo quello &quot;secondario&quot;) e retrocessa allo Stato, gli utili derivanti alla Banca centrale dall&#8217;emissione della moneta bancaria, chiss&agrave; perch&eacute;, sono completamente liberi. E quindi parte di essi &egrave; accumulato nel patrimonio della banca, parte di essi, sotto varie forme, viene dato allo Stato, parte di essi viene dato ai &quot;partecipanti&quot; (?!), cio&egrave; a banche private che non si sa a quale titolo stanno nel capitale di un istituto di credito che si vorrebbe &quot;di diritto pubblico&quot;. E&#8217; vero che si tratta di poca roba. Ma, poca o tanta che sia, questi utili su emissione di moneta bancaria retrocessi a banche private, se fossero dati pi&ugrave; correttamente allo Stato non sarebbero un &quot;minore indebitamento&quot;? No, a quanto pare lo Stato DEVE indebitarsi, per poi dirci che &quot;siamo vissuti al di sopra delle nostre possibilit&agrave;&quot;. E si badi che la moneta bancaria emessa dalla Banca centrale &egrave; gi&agrave; &quot;legale&quot; in quanto &egrave; gi&agrave; inconvertibile in banconote.</p>
<p>Ma si tratta di una piccola frazione.</p>
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<p>Il vero scandalo &egrave; quel 90 % e passsa di moneta che oggi &egrave; emessa da banche private che lucrano interesse su di una funzione eminentemente pubblica. Ecco, la tanto invocata riforma della Gabanelli vuole portare questo 90 al 100 % con tanti saluti all&#8217;equit&agrave; e alla finanza pubblica.</p>
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<p>Ma c&#8217;&egrave; un ultimo conto che non torna. Se il 100 % della moneta emessa in futuro sar&agrave; emessa da banche private, che la emettono, la prestano e contrattualmente poi chiedono in cambio il 105 % (il capitale pi&ugrave; l&#8217;interesse), dove prender&agrave; il sistema tutti quei soldi per restituirli? Se l&#8217;emissione di moneta bancaria la facesse lo Stato, intanto non avrebbe bisogno di prestarla a interesse ma potrebbe spenderla direttamente, ridistribuendola. Ma, in questo modo, &egrave; MATEMATICO che i soldi, a breve o lungo andare, non ci saranno mai. E gi&ugrave; con tagli e tasse senza fine, in una spirale che strutturalmente non pu&ograve; avere mai fine.</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>Da qui la mia proposta. Va bene, facciamo sparire il circolante, magari con le avvertenze di cui sopra. Ma, allora, affidiamo l&#8217;emissione di moneta al solo Stato (o all&#8217;Unione Europea, se volete, o alle Regioni, ai Comuni,&#8230;) e diamo alle banche la sola funzione che compete loro: prendere soldi a prestito e prestarli a chi ne ha bisogno. Mai pi&ugrave; emissione monetaria e mai pi&ugrave; speculazioni (ma quella &egrave; un&#8217;altra storia). Come? O portando al 100 % la riserva frazionaria da tenere presso la Banca d&#8217;Italia (i trattati in teoria lo consentono), ovvero &#8211; pi&ugrave; semplicemente &#8211; autorizzando l&#8217;emissione monetaria alle sole banche &quot;nazionalizzate&quot;, cio&egrave; di propriet&agrave; dello Stato.</p>
<p>Siccome sono un irrecuperabile liberale, pretendo che lo Stato non possa mai decidere il &quot;quantum&quot; della moneta da mettere in circolazione. Questo lo decidano le austere &quot;banche centrali&quot;, indipendenti dal potere politico. Ma, una volta deciso il quantum, questo deve essere messo a disposizione direttamente dello Stato, con un crollo verticale del debito e con il fallimento, per mancanza di oggetto, delle agenzie di rating e del maledetto spread che ci lanciano contro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sig.a Gabanelli, me le fa dire queste cose in TV? O vuole solo contribuire a metterci nel laccio delle banche con il pretesto della lotta all&#8217;evasione?<br />
&nbsp;</p>
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		<title>Mafia, permesso premio: Spatuzza va in convento</title>
		<link>http://archivio.siciliainformazioni.com/cronaca-regionale/mafia-permesso-premio-spatuzza-va-in-convento/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 10:42:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania Brusca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca Regionale]]></category>
		<category><![CDATA[ANDRA' IN CONVENTO = DOPO LA SUA CONVERSIONE RELIGIOSA]]></category>
		<category><![CDATA[MAFIA: PERMESSO PREMIO A PENTITO SPATUZZA]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;Il pentito di mafia Gaspare Spatuzza, l&#8217;uomo che ha ammesso di avere compiuto piu&#8217; di quaranta omicidi, ha ottenuto dal Tribunale di Sorveglianza di Roma un permesso straordinario per incontrare un sacerdote in convento, dopo la sua conversione religiosa. Spatuzza sara&#8217; portato, nei prossimi giorni, dagli uomini del Servizio centrale di protezione, in una localita&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;Il pentito di mafia Gaspare  Spatuzza, l&#8217;uomo che ha ammesso di avere compiuto piu&#8217; di quaranta  omicidi, ha ottenuto dal Tribunale di Sorveglianza di Roma un permesso straordinario per incontrare un sacerdote in convento, dopo la sua  conversione religiosa. Spatuzza sara&#8217; portato, nei prossimi giorni,  dagli uomini del Servizio centrale di protezione, in una localita&#8217;  segreta in cui potra&#8217; incontrare un sacerdote con cui e&#8217; entrato in  contatto in questi anni, come scrive oggi &#8216;Il Giornale di Sicilia&#8217;.        L&#8217;uscita dal carcere durera&#8217; al massimo 48 ore, ma potrebbe  essere limitata a poche ore, considerati i notevoli rischi che  l&#8217;operazione comportera&#8217;. Di recente, al processo per l&#8217;uccisione del  piccolo Giuseppe Di Matteo, il figlio del pentito prima strangolato e  poi sciolto nell&#8217;acido, Spatuzza chiese perdono tra le lacrime alla  madre del piccolo, Franca Castellese, che pero&#8217; respinse le scuse del  collaboratore.</p>
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		<title>Le ultime ore di Renato Guttuso. Le lettera a Marta Marzotto, la conversione, l’adozione di Carapezza. Si riapre il caso a 25 anni dalla morte</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 10:27:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Parlagreco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[la conversione]]></category>
		<category><![CDATA[lettere]]></category>
		<category><![CDATA[l’adozione Carapezza]]></category>
		<category><![CDATA[Marta Marzotto]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[Renato Guttuso]]></category>

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		<description><![CDATA[Le ultime ore di Renato Guttuso. Le lettera a Marta Marzotto, la conversione, l’adozione di Carapezza. Si riapre il caso a 25 anni dalla morte]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A 25 anni dalla morte si riapre il &ldquo;carteggio&rdquo; Guttuso. La pubblicazione di un libro ripropone gli ultimi giorni del grande pittore siciliano. L&rsquo;attrice, Marta marzotto&nbsp; compagna di renato Guttuso, vorrebbe pubblicare alcune lettere di un vasto epistolario che possiede. La Mondadori non ha ottenuto la liberatoria dal figlio adottivo del pittore, Fabio Carapezza. &ldquo;Vioglio sapere quali lettere la signora intende pubblicare, altrimenti non concedo l&rsquo;autorizzazione. Guttuso deve rimanere nelle terze pagine dei giornali, non altrove&rdquo;. Ma Marta Marzotto dissente: &ldquo;&egrave; ingiusto&rdquo;, sostiene. Una vecchia storia, una ferita che si riapre. Con il contorno di gossip, sospetti, buone e cattive intenzioni che ripropongono le ultime ore del Maestro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Fatto quotidiano, con un accurato articolo di Malcom Pagani, ricostruisce la vigilia della morte di Renato Guttuso, cominciando da una testimonianza sconvolgente, una delle ultime missive scritte da Guttuso alla Marzotto, recapitata in modo &ldquo;clandestino&rdquo;. Nella lettera il pittore siciliano chiede a Marta Marzotto di stargli vicino e non capisce perch&eacute; non torni da lui. Scrive di non potere telefonare perch&eacute; gli verrebbe impedito di farlo e teme di subire delle decisioni che non vorrebbe prendere come l&rsquo;adozione di Fabio Carapezza, approfittando dellaa sua fragilit&agrave;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il tono della lettera &egrave; accorato. Renato Guttuso crede che la presenza di marta oltre che alleviargli le sofferenza possa perfino farlo guarire.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La &ldquo;carissima Martina&rdquo;, per&ograve;, non metter&agrave; mai piede nella casa di renato Guttuso che negli ultimi giorni decider&agrave; di convertirsi e di adottare Fabio Carapezza. L&rsquo;ateismo, proverbiale, di Renato Guttuso e quell&rsquo;adozione in punto di morte (con un &egrave;patrimonio artistico immenso), diedero la stura a interrogativi, accuse, maldicenze, che chiamarono in causa Fabio Carapezza.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il pittore siciliano aveva &ldquo;tradito&rdquo; le sue pi&ugrave; profonde convinzioni nelle ultime ore di vita ed aveva consegnato il patrimonio ad un giovane in punto di morte. Comprensibile, dunque, che abbiano fato parlare di s&eacute;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nell&rsquo;intervista concessa a Malcom Pagani, Fabio Carapezza ricorda che &ldquo;l&rsquo;adozione fu decisa da due magistrati e decine di testimoni a casa&rdquo;. Ed osserva: &ldquo;Tenere prigioniero Guttuso o convincerlo a convertirsi contro la sua volont&agrave; sarebbe stato criminale e improbabile&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E la lettra alla &ldquo;carissima martina&rdquo;, sotto certi aspeti sconvolgente, in cui Renato Guttuso racconta di non potere telefonare e di volere vedere Marta Marzotto?</p>
<p>&ldquo;Non ci ho mai creduto, per me era falsa&rdquo;, afferma, deciso, Fabio Carapezza. &ldquo;Il tratto era diverso e differente era lo spessore di chi scriveva. Renato era finissimo, la lettera roxzza, scomposta&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quali considerazioni a 25 anni dalla morte?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Due fatti sono incontrovertibili ed entrambi sorprendentui: la conversione e l&rsquo;impossibilit&agrave;, da parte di marta Marzotto, di incontrare il pittore durante gli ultimi giorni di vita. Nessuno ha ancora spiegato pe quale ragione ci&ograve; non sia stato possibile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per il resto, la morte dei grandi personaggi, e Renato Guttuso lo fu (non solo per la sua arte), non &egrave; mai, n&eacute; potrebbe essere, &ldquo;normale&rdquo;. Si porta con s&eacute; i segreti degli uomini di genio, le loro sregolatezze e la voglia di emendarsi, di tirare i remi in barca in modo da &ldquo;aggiustare&rdquo; tutto. E&rsquo; circondata di attenzioni di svariata natura: amori, interessi, litigiosit&agrave;. Il mistero della morte viene recitato su un palcoscenico, davanti al mondo e coloro che vi assistono in prima fila &ndash; i parenti, gli amaci, gli amanti, estranei interessati &ndash; sono condannati al sospetto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Marta Marzotto &ndash; l&rsquo;amante, la musa, il segno della sregolatezza &ndash; avrebbe privato la conversione dell&rsquo;ultima ora del pentimento, della sua grandezza. Avrebbe potuto impedire l&rsquo;adozione o essere destinataria di un lascito?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La cattiveria e l&rsquo;interesse non ci persuadono. Furono in tanti a &ldquo;gestire&rdquo; i momenti pi&ugrave; crudeli della vita del Maestro. Se non gli fosse stato permesso di vivere qualche altro momento accanto alla sua donna, costoro avrebbero sicuramente peccato di disumanit&agrave;, ma &#8211; nelle intenzioni &ndash; a fin di bene: la Morte del Maestro doveva essere quella che &egrave; stata: serena, santa, da penitente. Perch&eacute; il Padreterno e il Mondo ne accogliessero l&rsquo;anima e il ricordo fecondo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>IL MEGLIO DEL WEB. Rosi Mauro: la passione della pasionaria della Lega. VIDEO</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 10:23:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania Brusca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[IL MEGLIO DEL WEB. Rosi Mauro: la passione della pasionaria della Lega. VIDEO]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;(a cura di Jacopo Cocco) Travolta dal recente tsunami, il vicepresidente del Senato Rosi Mauro parrebbe essere sul punto di rassegnare le dimissioni. Onestamente &#232; un vero peccato. Un po&#8217; per lo stile british tipico della Lega e da lei perfettamente incarnato, un po&#8217; per la capacit&#224;, espressa solo da certi purosangue della politica, di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;(a cura di Jacopo Cocco) Travolta dal recente tsunami, il vicepresidente del Senato Rosi Mauro parrebbe essere sul punto di rassegnare le dimissioni. Onestamente &egrave; un vero peccato. Un po&rsquo; per lo stile british tipico della Lega e da lei perfettamente incarnato, un po&rsquo; per la capacit&agrave;, espressa solo da certi purosangue della politica, di presiedere l&rsquo;aula di Palazzo Madama con leadership naturale, apartitica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ci&ograve; &egrave; testimoniato da un episodio risalente a qualche anno fa, dicembre 2010. In Senato si stavano svolgendo delle votazioni a margine dell&rsquo;approvazione del Ddl Gelmini. A causa di qualche intoppo la situazione degener&ograve; oltre misura. Rosi Mauro, il giorno chiamata a presiedere, diede prova di polso e carisma, tant&rsquo;&egrave; che le votazioni vennero ripetute in serata sotto la presidenza di Renato Schifani il quale aveva ravvisato &ldquo;una situazione di irregolarit&agrave;&rdquo;. Come dicevo, un peccato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe width="420" height="315" frameborder="0" src="http://www.youtube.com/embed/Wzfi4jVOKD8" allowfullscreen=""></iframe></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Anche a Palermo sit-in  contro la violenza sulle donne</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 10:17:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania Brusca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca Regionale]]></category>
		<category><![CDATA[ANCHE PALERMO ADERISCE AL SIT-IN NAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;Anche Palermo aderisce al sit-in nazionale contro la violenza alle donne. L&#8217;appuntamento nasce in rete attraverso UDIcheSIAMO. Donne che hanno in comune l&#8217;appartenenza all&#8217;associazione e condividono un progetto. UDIcheSIAMO ruota intorno ad una idea semplice e insieme complessa: usare la dimensione virtuale per promuove un incontro reale. Il 13 Aprile ore 19 a Piazza Pretoria, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;Anche Palermo aderisce al sit-in nazionale contro la violenza alle donne. L&rsquo;appuntamento nasce in rete attraverso UDIcheSIAMO.  Donne  che hanno in comune l&rsquo;appartenenza all&rsquo;associazione e condividono un progetto. UDIcheSIAMO ruota intorno ad una idea semplice e insieme complessa: usare la dimensione virtuale per promuove un incontro reale.  Il 13 Aprile ore 19 a Piazza Pretoria, insieme tutte le donne, testimonieranno contro il crimine pi&ugrave; diffuso: la violenza. Con candele e lumini accesi.  Le donne non lasciano sole le donne, perch&eacute;  &ldquo;per ogni donna stuprata e offesa siamo tutte parte lesa&rdquo;.  L&rsquo;appuntamento di Palermo &egrave; organizzato e coordinato da Giorgia Butera.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Sondaggi Ipsos a Ballarò: tonfo Lega Nord, balzo dell’Idv, Il Pdl inverte la tendenza, bene l’Udc e grillini. Pd in testa</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 09:27:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Parlagreco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Ballarò]]></category>
		<category><![CDATA[balzo Idv]]></category>
		<category><![CDATA[ega Nord]]></category>
		<category><![CDATA[grillini. Pd]]></category>
		<category><![CDATA[ipsos]]></category>
		<category><![CDATA[pagnoncelli]]></category>
		<category><![CDATA[Pdl]]></category>
		<category><![CDATA[sondaggi]]></category>
		<category><![CDATA[tendenza]]></category>
		<category><![CDATA[Udc]]></category>

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		<description><![CDATA[Sondaggi Ipsos a Ballarò: tonfo Lega Nord, balzo dell’Idv, Il Pdl inverte la tendenza, bene l’Udc e grillini. Pd in testa]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre a Bergamo in un raduno frettolosamente organizzato e con poche bandiere &ldquo;federate&rdquo;, laLega Nord rivendicava &ldquo;l&rsquo;orgoglio&rdquo; dell&rsquo;appartenenza, Nando Pagnoncelli, Presidente dell&rsquo;istituto demografico Ipsos, snoccoliava a ballar&ograve; i dati dell&rsquo;ultima rilevazione sulle intenzioni di voto degli italiani: tre punti perso in pochi giorni, dal 9,5 per cento al 6,5 per cento. Una mazzata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A chi sono andati i potenziali consensi?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Presumibilmente al Pdl che migliora, seppure di poco, la sua posizionem raggiungendo il 22,2 per cento. L&rsquo;Italia dei valori riersce a fare di meglio: 9,5 per cento un tetto finora mai raggiunto. L&rsquo;Udc, infine, si attesta all&rsquo;8,0 per cento, seguito da Sel (7,&rdquo; per cento) , Movimento 5 Stelle di Grillo (5,2), e Fli (4,0%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il partito Democratico rimane il primo partito con il 26,2 per cento, che lo lascia praticamente sulla stessa cifra della scorsa settimana (una lieve variazione in meglio).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A guadagnare di pi&ugrave;, dunque, negli ultimi giorni, in concomitanza con lo scandalo leghista, &egrave; l&rsquo;Idv. L&rsquo;ipotesi pi&ugrave; plausibile riguarda la posizione politica dei dipietristi, rimasti l&rsquo;unica forza di opposizione al governo, accanto alla Lega Nord, in &ldquo;disgrazia&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma anchne il Pdl potrebbe averci guadagnato perch&eacute; &egrave;per la prima volta i berlusconiani non arretrano. Hanno fermato l&rsquo;emorragia? Impossibile affermarlo, ma potrebbero avere ricevuto una &ldquo;trasfusione&rdquo; (non voluta) dallla Lega Nord.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Costante l&rsquo;ascesa dei grillini, che arrivano nientemeno che al 5,2 per cento. Anche l&rsquo;Udc pu&ograve; dirsi soddisfatto per quell&rsquo;8 per cento che lo vede di due punti pi&ugrave; avanti rispetto a quel tradiuzionale 6% che ha dominato per anni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per quanto riguarda il governo, Mario Monti mantiene una &agrave; plomb invidiabile: la fiducia dell&rsquo;elettorato non conosce crolli. I dati sull&rsquo;occupazione, l&rsquo;economia, i mercati non puniscono il Professore che ha compiuto negli ultimi giorni un tour de force in Oriente e Medio Oriente. Gli italiani, secondo la rilevazione dell&rsquo;Ipsos, gli concedono il 56 per cento della fiducia. E&rsquo; finita la luna di miele, scrive qualcuno. Probabile, ma &egrave; un miracolo che in una situazione cos&igrave; difficil&ograve;e, con scelte molto impopolari, il capo del governo possa godere di una fiducia cos&igrave; alta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La crisi dei partiti,pi&ugrave; che la crisi dell&rsquo;economia, spingerebbe gli italiani ad affidarsi ai professori. E il ricordo del governo precedente?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il giudizio sulle riforme montiane &egrave; &ldquo;interlocutorio&rdquo;, ma sostanzialmente indulgente: il 41 per cento ritiene eccessiva la &ldquo;cura&rdquo;, il 37 per cento &ldquo;amara ma necessaria&rdquo;, e il 16 per cento &ldquo;inefficace&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quanto ai partiti e al rimborso elettorale, gli italiani preferirebbero che fossero i privati, con opportuni controlli, a finanziare i partiti (79 per cento per questa soluzione). Le formazioni politiche, inoltre, dovrebbero avere come priorit&agrave; l&rsquo;interesse generale (38%). Gli italiani suggeriscono anche la riduzione degli apparati (29%), un salutare ricambio dei dirigenti (28%). Solo l&rsquo;uno per cento pensa che le cose vadano bene cos&igrave; come stanno.</p>
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		<item>
		<title>Eataly NY e Irvos insieme per promuovere i vini e i prodotti tipici siciliani</title>
		<link>http://archivio.siciliainformazioni.com/wine-food/eataly-ny-e-irvos-insieme-per-promuovere-i-vini-e-i-prodotti-tipici-siciliani/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 09:20:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania Brusca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Wine & Food]]></category>
		<category><![CDATA[MANIFESTAZIONE DI INTERESSE PER LA PARTECIPAZIONE AGLI EVENTI DI PROMOZIONE E VALORIZZAZIONE DEI VINI DI SICILIA E DELL’AGROALIMENTARE DI QUALITA]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Istituto Regionale Vini e Oli di Sicilia e l&#8217;Assessorato Risorse Agricole e Alimentari nell&#8217;ambito del programma di internazionalizzazione 2012 &#8220;I Vini di Sicilia nel Mondo&#8221;, in collaborazione con Eataly NY, organizzano una serie di eventi il cui fine &#232; la promozione dei vini siciliani nel mercato statunitense. &#160; Questa attivit&#224; di promozione e valorizzazione del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&rsquo;Istituto Regionale Vini e Oli di Sicilia e l&rsquo;Assessorato Risorse Agricole e Alimentari nell&rsquo;ambito del programma di internazionalizzazione 2012 &ldquo;I Vini di Sicilia nel Mondo&rdquo;, in collaborazione con Eataly NY, organizzano una serie di eventi il cui fine &egrave; la promozione dei vini siciliani nel mercato statunitense.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa attivit&agrave; di promozione e valorizzazione del patrimonio enogastronomico siciliano ha l&rsquo;obiettivo di divulgare la cultura enogastronomica siciliana a New York ed &egrave; rivolta a:</p>
<p>a)   prodotti/produttori gi&agrave; presenti a Eataly NY;</p>
<p>b)   prodotti/produttori presenti a NY ma non a Eataly (quindi con importatore);</p>
<p>c)   prodotti/produttori non ancora presenti sul mercato statunitense (quindi senza importatore).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nell&rsquo;ambito del progetto sono previste:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;Azioni tese a promuovere il vino siciliano attraverso l&rsquo;allestimento di uno speciale corner, riservato alla degustazione di Eccellenze Italiane che sar&agrave; situato nella posizione centrale di Eataly NY. Il corner, messo a disposizione da Eataly NY e di lunghezza pari a circa 4 metri,  verr&agrave; personalizzato con le immagini pi&ugrave; suggestive del territorio siciliano e con immagini delle eccellenze agroalimentari siciliane selezionate;</p>
<p>Degustazioni gratuite ed animate per meglio raccontare il prodotto siciliano ai clienti americani tramite l&rsquo;allestimento di un tavolo centrale e una vetrina che si affaccia sulla 23esima, dedicati interamente al prodotto siciliano;</p>
<p>Conferenza stampa nel Ristorante Manzo dedicato al prodotto siciliano per 40/50 persone con la presenza di giornalisti del settore;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;Azioni in materia di relazioni pubbliche, promozione e pubblicit&agrave;, attraverso l&rsquo;intervento dei media e la collocazione di un imponente cartellonistica lungo tutto il percorso di Eataly NY, mirati alla diffusione della conoscenza dei prodotti con particolare riguardo ai caratteri connessi alla qualit&agrave;, alla sicurezza alimentare e alla tradizione alimentare e culturale, anche al fine di favorirne la diffusione e la commercializzazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli eventi sopracitati, organizzati e gestiti da Eataly NY, avranno luogo a New York nel mese di giugno 2012, durante il quale si alterneranno, ad intervalli di una settimana, i vari produttori che esporranno i loro prodotti per fini promozionali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per poter organizzare al meglio gli eventi descritti precedentemente, si chiede alle aziende interessate di manifestare la propria intenzione di partecipazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>PARAMETRI DI PARTECIPAZIONE</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I parametri richiesti per la partecipazione  sono quelli richiesti da Eataly NY:</p>
<p>&nbsp;Alta Qualit&agrave; (secondo giudizio insindacabile di Eataly)</p>
<p>Registrazione FDA</p>
<p>Etichettatura in regola per il mercato USA</p>
<p>Dati Importatore (se presente)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le domande di iscrizione (all.1) devono essere indirizzate all&rsquo;Istituto Regionale Vini e Oli di Sicilia attraverso mail a giuseppe.riggio@regione.sicilia e dariocartabellotta@alice.it</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il termine &egrave; il 20 aprile 2012</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Amministrative a Palermo, oggi scade la presentazione delle liste. Oltre mille i candidati</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 09:03:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania Brusca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[PALERMO: OGGI SCADE PRESENTAZIONE LISTE]]></category>
		<category><![CDATA[PIU' DI MILLE I CANDIDATI =]]></category>

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		<description><![CDATA[Scade oggi a mezzogiorno il termine per la presentazione delle liste in vista delle Elezioni amministrative di Palermo. Sono piu&#8217; di mille i candidati, tra sindaco, consiglio comunale e Circoscrizioni. Al momento sono undici i candidati a sindaco, ma entro mezzogiorno potrebbero diventare anche dodici, con l&#8217;aggiunta del &#8216;Comunista&#8217; Marco Priulla. In lista: Leoluca Orlando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scade oggi a mezzogiorno il  termine per la presentazione delle liste in vista delle Elezioni  amministrative di Palermo. Sono piu&#8217; di mille i candidati, tra  sindaco, consiglio comunale e Circoscrizioni. Al momento sono undici i candidati a sindaco, ma entro mezzogiorno potrebbero diventare anche  dodici, con l&#8217;aggiunta del &#8216;Comunista&#8217; Marco Priulla.        In lista: Leoluca Orlando (Idv-Rifondazione-Verdi), Fabrizio  Ferrandelli (Pd-Sel), Marianna Caronia (Pid-Cantiere Popolare),  Massimo Costa (Pdl-Udc-Grande Sud), Alessandro Arico&#8217; (Fli-Mpa),  Riccardo Nuti (Movimento Cinque Stelle), l&#8217;imprenditore Tommaso  Dragotto, l&#8217;architetto Rossella Accardo (Movimento Forconi), il  generale dei Carabinieri in pensione Antonio Pappalardo, Giuseppe  Mauro (Pionati), Gioacchino Basile.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Palermo, Ferrandelli punta 
sul manager del cinema Osvaldo De Santis</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Apr 2012 22:46:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo Bonsangue</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Ferrandelli punta sul manager del cinema Osvaldo De Santis]]></category>
		<category><![CDATA[Palermo]]></category>

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		<description><![CDATA[(S.C.) Si chiama Osvaldo De Santis il colpo ad effetto di Fabrizio Ferrandelli nella corsa alla poltrona di sindaco di Palermo. Il candidato del Partito democratico ha inserito l’amministratore delegato della Twentieh century Fox Italia, già direttore di Sky Italia, fra gli esperti esterni della sua eventuale amministrazione. La notizia trapela da ambienti vici]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(S.C.) Si chiama Osvaldo De Santis il colpo ad effetto di Fabrizio Ferrandelli nella corsa alla poltrona di sindaco di Palermo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il candidato del Partito democratico ha inserito l&rsquo;amministratore delegato della Twentieh century Fox Italia, gi&agrave; direttore di Sky Italia, fra gli esperti esterni della sua eventuale amministrazione. La notizia trapela da ambienti vicini a Ferrandelli. De Santis, nato a Roma 61 anni fa, avr&agrave; il compito di &ldquo;inserire Palermo nei circuiti internazionali del cinema&rdquo;. Nel curriculum del manager anche la partecipazione alla commissione per la Cinematografia del ministero per i Beni e le attivit&agrave; culturali. Si completa anche il quartetto di nomi scelti dall&rsquo;ex capogruppo di Idv al Consiglio comunale come componenti della sua giunta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo il commercialista Sergio Amenta e il docente di Urbanistica Nicola Leone, entrano nella squadra anche Toni Costumati, presidente provinciale Acli, e il docente di Storia delle tradizioni popolari Ignazio Buttitta, nipote del poeta di Bagheria morto nel 1997.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Il Grande Imbroglio. Crisi di liquidità nelle banche. I miliardi della Bce? Plusvalenze del 13 per cento, usura al top e strage di imprese. E in Sicilia&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Apr 2012 21:44:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Parlagreco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Banche]]></category>
		<category><![CDATA[Bce]]></category>
		<category><![CDATA[crisi liquidità]]></category>
		<category><![CDATA[imprese]]></category>
		<category><![CDATA[plus valenze]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Grande Imbroglio. Crisi di liquidità nelle banche. E i miliardi della Bce? Plus valenze del 13 per cento, usura al top e strage di imprese]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli esperti del gruppo &ldquo;Credit Agricole&rdquo; hanno calcolato che le banche europee, tra l&rsquo;asta della BCE dell&rsquo;8 dicembre &#8211; che ha concesso crediti illimitati all&rsquo;1% &#8211; e fine marzo, hanno incassato una plusvalenza del 13% sui titoli di Stato italiani e del 6% su quelli spagnoli. La crisi di liquidit&agrave; che ha colpito le imprese italiane e spagnole, stando a questi dati, sarebbe stata provocata da una collocazione pi&ugrave; vantaggiosa dei prestiti da parte delle banche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nello stesso periodo i fallimenti si sono diffusi come una epidemia in tutta Italia, dal Nord al Sud. Secondo i dati del Cerved ben 17 mila imprese sono fallite nel Nord Ovest, 8358 nel Meridione, 7358 nel Centro (fra il 2009 e il 20011)-</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli imprenditori meridionali hanno pagato tassi usurai del 150 per cento a organizzazioni criminali o illegali con un incremento del 30 per cento rispetto all&rsquo;anno precedente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Circa 100 mila imprese, secondo il Rapporto di Sos Imprese, hanno dovuto chiudere battenti con un costo di circa cinque miliardi di euro per il sistema imprenditoriale siciliano, pari al 6 per cebto del Pil regionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nelle aree ad alta&nbsp; densit&agrave; mafiosa, infine, il racket ha allentato la presa a favore dei clan dediti all&rsquo;usura. Una tendenza in linea con la politica delle banche che, evidentemente, hanno preferito investire su &ldquo;prodotti&rdquo; pi&ugrave; vantagiosi le risorse ottenute dalla Bce al fine di consolidarsi e aiutare pi&ugrave; proficuamente le imprese ad affrontare la stretta economica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se le cose stanno cos&igrave;, gli istituti di credito avrebbero tradito la loro mission.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&rsquo;impiego delle risorse da parte delle banche, comunque, non &egrave; rilevabile attraverso dati ufficiali. Le banche farebbero bene, dunque, a spiegare come hanno potuto realizzare l&rsquo;exploit riferito dagli esperti del Credit Agricole, che fa parte del gruppo Paribas (al quale appartiene anche la Banca Nazionale del lavoro).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Solo la trasparenza, a questo punto, pu&ograve; fare tornare il sereno sui comportamenti degli istituti di credito. Altrimenti ci sarebbe da prendere atto di scelte che affossano l&rsquo;economia italiana in modo grave e, forse, irreversibile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La crisi di liquidit&agrave; delle banche, comunque, a parte la qualit&agrave; degli impieghi, non &egrave; assolutamente giustificata in considerazione dell&rsquo;entit&agrave; delle risorse immesse nel mercato dalla&nbsp;Bce.</p>
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