I Rom, ladri fino a prova contraria. E gli altri

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I rom romeni del campo nomadi di Lungo Stura Lazio, a Torino, centinaia di persone tra uomini e donne, al lavoro per rimuovere la montagna di rifiuti che da anni invade il loro territorio abusivo. Un'operazione di bonifica fortemente voluta dai rom e realizzata con la diretta collaborazione del Comune di Torino che paga per lo sgombero dei rifiuti che viene effettuato dall' Amiat. ANSA / TONINO DI MARCO ANSA/TONINO DI MARCO


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Questa storia che gli italiani sono ladri e geniali ha davvero scocciato. Perché ladri sì, parecchio, ma geniali no, anzi piuttosto imbecilli. Oltre che cattivi come faine. Ne hanno beccati centoventi nel Maceratese che intascavano un contributo mensile per la casa distrutta dal terremoto. Poi è saltato fuori che abitano altrove: la casa era quella delle vacanze. Altri invece ci abitano davvero, e continuano ad abitarci per l’amabile motivo che la casa sta benone. Era già successo ad Amatrice, all’Aquila, in Emilia, in Umbria e così via, terremoto dopo terremoto, ogni volta la stessa logora rapina a cadaveri caldi e calcinacci fumanti. Poi tocca sentire il dispiacere di Salvini perché dobbiamo tenerci «i rom italiani» (prima gli italiani purché non siano rom; e si offende se gli si dà del razzista: basterebbe non fare discorsi razzisti).  

E’ un pensierino, anzi “un pensierone” di Mattia Feltri, su “La Stampa”,che andrebbe riflettuto per settimane, magari a giorni alterni, in modo da rimuginarlo e digerirlo. E’ una medicina che va assunta con l’animo sgombro e il cuore in pace, due condizioni che in natura bisogna cercare con il lanternino, armati di volontà e di un ottimismo sconfinato.

Ex abrupto, tuttavia, proviamo a starci dentro il canale di scolo del pensierone. Se non altro allo scopo di rimettere in discussione una delle nostre manie, quella di creare categorie antropologiche a geto continuo. Come si dividono gli esseri umani? Uomini, mezzi uomini eccetera. Oppure, banalmente, cretini e intelligenti. O sapienti e ignoranti, scolarizzati e analfabeti, tolleranti e fondamentalisti, bianchi e neri, credenti e atei, lavoratori e scansafatiche, sensibili e disaffettivi, saggi e fuori di testa, gli avvocati, ladri e onesti, geniali e idioti…, stanziali e camminanti ecc…

Potrei continuare all’infinito, fino a tagliare il pelo in quattro. Meglio fermarci qui. La voglia di categorizzare serve a semplificare le cose, è comprensibile, ma costituisce un handicap formidabile.

Mattia Feltri ha scoperto che il numero degli imbecilli è più alto di quello dei ladri. Ha ragione, l’idiozia è contagiosa. I terremoti ci forniscono un indizio utile: appena il primo imbecille presenta una istanza di contributi cui non ha diritto viene seguito da uno stormo di idioti che credono di potersi fare un gruzzoletto alla faccia degli altri, cioè gli onesti, i buonisti eccetera. Non fanno i conti con i vigilanti, i controllori ecc. Quando un cretino entra in un luogo affollato ci potete stare sicuri che, in breve grazie alle opinioni che esprime, gesti, e comportamenti, il virus dell’idiozia contagia quasi tutti.

Fanno più danno i ladri che conquistano uno scranno in Parlamento o i Rom che vivono di espedienti e non si integrano? Sono più pericolosi i “neri”che arrivano da chissà dove per sopravvivere alle sventure o i nostri “stanziali” che approfittano del terremoto?

Una cosa è sicura. Le guerriglie contro i deboli, gli indifesi, gli sventurati, sono ignobili. A prescindere dalle categorie.

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