Se i boschi siciliani sono foreste, il Mar Mediterraneo è un Oceano. E i forestali sono boscaioli?

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I forestali sono boscaioli, perché la Sicilia non ha foreste, ma boschi. E’ come se si chiamasse il Mar Mediterraneo, Oceano Mediterraneo. I deputati regionali, che si sono occupati a tempo pieno dei forestali, potrebbero subire una seria crisi d’identità, scoprendo di essersi occupati…di ciò che non esiste in natura. E’ vero che si tratta di “convenzioni”, ma alla base della scelta dei termini ci sono buone ragioni. E se i boschi si chiamano così, e non foreste, le motivazioni ci sono.

E’ cominciato tutto negli anni cinquanta quando la Regione siciliana compieva i primi passi. Aveva le risorse e le idee chiare sul da farsi. Così quando si diede un nome agli assessorati ci fu qualcuno, che suggerì di aggiungere all’agricoltura le foreste. Per quale ragione? I malpensanti sostengono, con un sorriso sulle labbra, che le foreste avrebbero permesso di giustificare investimenti più consistenti rispetto ai boschi. Qualche altro sostiene che prevalse il termine “foreste”, perché chiamare il personale che si occupava delle della vegetazione a delle piante ad alto o piccolo fusto “boscaioli” non era affatto elegante. Ma c’è anche chi ritiene che a decidere sul termine sia stato il fascismo e le cose siano continuate così senza dare troppa importanza alla cosa. Mania di grandezza, insomma, e leggerezza.

Qualunque fosse la motivazione – magari scelsero senza pensarci troppo sopra – di sicuro sbagliarono, perché stando alle consuetudini ed alle regole vigenti in materia – è la Fao a dettare legge – la Sicilia non ha foreste, ma boschi. Eppure nei provvedimenti legislativi, il termine forestali è usato ed abusato. A dare tuttavia una peculiarità agli alberi siciliani sono stati gli incendi che si sono sviluppati anno dopo anno facendo dei boschi siciliani, pardon: le foreste siciliane, una specie di tela di Penelope. In qualche circostanza gli incendi….per induzione colpivano anche l’assessorato all’agricoltura e foreste, facendo sparire le carte oltre che gli alberi. Accadde nella seconda parte degli anni settanta – credo che fosse il 1979 – che in Piazza Politeama a Palermo, l’assessorato all’agricoltura, ubica nel cosiddetto Palazzo di vetro, fosse raggiunto dalle fiamme.

Ma torniamo all’argomento trattato. Le foreste si trovano in Canada e tante altre parti del mondo, ed a chiamarle tali, provvedono alcuni elementi essenziali, tra gli altri l’ampiezza dell’area non antropizzata, l’altezza delle piante e la la folta vegetazione.

Ecco la dizione esatta, come ci viene suggerita dai testi scolastici e non solo: La foresta è una vasta zona non antropizzata dove la vegetazione naturale, costituita soprattutto da alberi ad alto fusto, cresce e si diffonde spontaneamente. Quando l’estensione della foresta è limitata, si parla di bosco. Ai sensi della nomenclatura FAO, con il termine foresta si identificano più propriamente le aree con ampiezza minima di 0,5 ha caratterizzate da una copertura arborea superiore al 10% determinata da specie capaci di raggiungere 5 m di altezza a maturità in situ.

 Ma com’è possibile che non ci siano foreste, se ci sono i forestali? Se ci sono i mafiosi, c’è la mafia, se ci sono le scolaresche, c’è la scuola. Ironia a parte, il fatto che la Sicilia non abbia foreste, ma “solo” boschi non cambia per nulla le cose. Le risorse investite, malamente, nel settore “forestale” non si recuperano comunque, la popolarità raggiunta dai forestali, a torto o a ragione, è incancellabile, e le ore dedicate dal Parlamento regionale ai forestali non tornano indietro. Ciò che si può cancellare, di anno in anno, è il bosco e le sue zone limitrofe, com’è avvenuto lo scorso anno, quando si sviluppò, in più zone dell’Isola,il maxiincendio, che provocò danni enormi e senza precedenti.

Il profumo delle foreste, tuttavia, ce lo portano i Canad’air, benemeriti e costosissimi aerei che ogni estate nelle giornate di afa, possibilmente ventose e…sciroccate, vengono a spegnere i fuochi provocati da incolpevoli vittime innocenti – pare che siano i gatti ad essere sacrificati – costretti a appiccare il fuoco nelle aree boschive della Sicilia.

Chissà se qualcuno ha pensato a regalare incentivi al personale addetto – boscaioli o forestali che siano – a coloro che riescono a tenere gli alberi lontani dal fuoco? Siamo alla vigilia dell’estate, la stagione del fuoco, magari con questo espediente…

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