Pd con Orlando, centrodestra con Ferrandelli? Greco in stand by, Miccichè indugia, a Romano l’ultima parola

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Leoluca Orlando non avrebbe preso il caffè nemmeno con il custode della segreteria Pd, Fabrizio Ferrandellli è stato così severo con il suo ex partito, il Pd, che avrebbe evitato anche l’acqua minerale. Per non dire del centrodestra, che entrambi vedono come fumo negli occhi.

Il podotto non cambia se la prospettiva la spostiamo dall’altra parte del campo: Gianfranco Miccichè, FI, è stato sul punto di abbracciare il “candidato” Ferrandelli e poi, sul punto di mandarlo a quel paese, più recentemente. Carmelo Micel, PD, avrebbe sceltoi, se avesse potuto, un candidato alternativo, uno bello fresco e profumato, di conio dem.

Sapete come andrà a finire, invece? I dem sceglieranno Orlando, il centrodestra Ferrandelli. L’uno e l’altro, però, non mostreranno entusiasmo e non esulteranno se fanno goal. Le ragioni? Conviene a tutti questa soluzione. Conviene al Pd che evita di andare in mare aperto con una barca che fa acqua da tutti i lati, e FI deve usare una scialuppa di salvataggio per salvarsi dalla mareggiata che arriva con le due (forse tre, consultazioni elettorali) nel corrente anno.

Che fine fanno le candidature di Francesco Greco e di Saverio Romano? Il primo, un galantuomo, poco aduso alle bugiarderie dei politici, dopo essere stato sedotto, sarà abbandonato. Se ciò avvenisse, vuol dire che la sorte lo asiste, ci avrà guadagnato la fama di principe del foro che si è conquistata sul campo. Saverio Romano, che può contare su Totò Cuffaro, non muore dalla voglia di candidarsi, tutt’altro, ma vuole patteggiare il presente ed il futuro. Il suo passo indietro dovrà trasformarsi in una carta di credito.

Abbiamo la sfera di cristallo? Nemmeno per idea, annusiamo l’aria che si respira, non c’è nemmeno bisogno di affidarsi alle seconda linee che origliano dietro le stanze dei bottoni.

Gianfranco Miccichè non ha mai preso sul serio la candidatura del Presidente dell’Ordine degli avvocati, altrimenti avrebbe comandato la contradanza ed issato sull’altarino Francesco Greco, soprattutto non si sarebbe nascosto dietro il lasciapassare di Saverio Romano, che a Roma, con Ala e Verdini, è ancora nel limbo, fra centrodestra e centrosinistra. Quando mai Miccichè ha usato il galateo quando vuole qualcosa?

Quanto ai due candidati, solisti fino a un certo punto, Ferrandelli e Orlando, il ragionamento che ci induce a credere quanto abbiamo rappresentato, è ancora più semplice: Leoluca Orlando con il sostegno del Pd evita sorprese, che cioè Ferrandelli possa fargli le scarpe sull’ultima curva. Il ragazzo è cresciuto, si è fatto furbo, sta facendo una campagna capillare ed è molto determinato. Se il Pd, che ha appena lasciato “per coerenza” (“il sindaco non deve appartenere che alla sua città…”), gli fa lo sgarbo, come pare, avrà da accampare buone ragioni per lasciarsi corteggiare prima e “simpatizzare” dopo, dal centrodestra.

Ed a quel punto Miccichè si lascerà convincere. Schifani non ha bisogno di essere convinto, lo è da tempo. La pianificazione degli eventi, però, va a farsi benedire se amministrative e politiche si svolgeranno lo stesso giorno. Né il Pd, né il centrodestras, potrannmo rinunciare al simbolo di partito, ed i candidati dovranno compiere necessariamente una scelta prettamente politica. Per Orlando non sarà la fine del mondo, perché è il Pd che vuole lui, non viceversa (così è stato fato credere almeno…). Una botte di ferro. Per Ferrandelli, invece, accettare il simbolo del centrodestra è un problema. Abbastanza serio. Potrà sempre giurare la propria indipendenza, ma il simbolo resta e non c’è niente da fare.

Tutto chiaro? Forse, se provate a chiedere la conferma di ciò che abbiamo appena riferito, bene che vada, sarete accolti con un sorriso appena accennato. Non c’è trippa per i gatti, cioè informazione. Non negheranno e non approveranno.

Occorrerà perciò, fino al momento fatidico delle scelte, affidarsi al gossip, alle illazioni. Ed in questo campo c’è solo l’imbarazzo della scelta.

La soffiata più gustosa – circola insistentemente -, riguarda il consigliere comunale Giulio Tantillo, che sarebbe fra i sostenitori più convinti di Francesco Greco. Il Presidente degli Avvocati sarebbe il più adato a grattare un po’ di voti “appartenenti” a Ferrandelli. Fin qui tutto normale, che male c’è? Ma il gossip racconta che lo scopo di Tantillo sarebbe di dare una mano al sindaco uscente, come altre volte. Chi si è inventata questa contorsione, deve avere un cervello multitasking, che si accende come una miccia a fuoco lento, per esplodere al momento giusto. Pur gossi, dunque.

La candidatura di Francesco Greco a sindaco di Palermo è comunque ancora in stand-by. Non scalda i cuori azzurri. Che però non si scaldano quasi mai, con l’eccezione di Silvio. “Mancano ancora quattro mesi”, avverte il coordinatore regionale di Forza Italia Miccichè,quando viene sollecitato a rompere gli indugi. Lasciando tutti con un palmo di naso.

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