Chi non si laurea vive 5 anni di meno
Meglio completare gli studi…

0
775


Want create site? Find Free WordPress Themes and plugins.

Quanti hanno lasciato gli studi universitari, qualunque fosse il motivo, giusto o sbagliato, è bene che ci ripensino e corrano a ri-iscriversi nell’ateneo di fiducia. A maggior ragione devono farlo speditamente coloro che hanno alzato le spalle, stufi o sfiducia, in dirittura di arrivo. Sia i primi che i secondi si facciano un esame di coscienza. Non c’è bisogno di un pentimento pubblico, né di recitare avemarie e paternostri. L’importante è riprendere da dove si è lasciato il corso di studi. Per quale ragione? La risposta ce l’ha appena data l’Istat, la statistica, che pure è un calcolo delle probabilità, non lascia dubbi: quanti hanno conseguito il diploma di laurea vivono cinque anni e due mesi in più rispetto agli altri se sono di sesso maschile, due anni e sette mesi in più se sono di sesso femminile.

Se fossero nati negli Stati Uniti piuttosto che in Italia la loro longevità sarebbe stata ancora più desiderabile, sei anni ed un mese di vita in più mediamente. Se ne dovrebbe dedurre che il diploma di maturità offra la metà degli anni assegnati ai laureati, e cioè due anni e mezzo, ma questo non lo sostiene nemmeno l’Istat, né alcuna statistica ufficiale. Perciò è meglio non contarci.

Perché mai, vi chiedere, il cursus honorum universitario assicura una vita più lunga? Il diploma di laurea non è una medicina di lunga vita, è solo, come dice la parola stessa, un pezzo di carta, che non si “mangia” né si digerisce. E allora?

Gli esperti hanno risolto facilmente l’enigma: coloro che hanno conseguito la laurea hanno vissuto in un contesto familiare più favorevole. Sono rari i casi di giovani squattrinati, appartenenti a famiglie povere in canna, che riescono a raggiungere l’agognato traguardo. E chi non ha la pecunia per studiare, non ne ha per nutrirsi decentemente, comunque non può permettersi una qualità della vita di buon livello. La povertà non permette di disporre di tante coese, anche di cure adeguate.

La statistica ci informa, inoltre, che perfino il livello d’istruzione della madre del nascitura regala, o meno, la longevità. Ancor prima che il bambino nasca, o sia addirittura concepito, il destino in qualche modo è segnato. Una mamma istruita e, virtualmente, in possesso di un reddito di buon livello, può aspirare legittimamente ad una prole più longeva.

Spiegata così la questione induce al sorriso, ma non c’è affatto da stare allegri. La disparità sociale, determinata dal reddito – e il livello di studi ne è un corredo indiscutibile – assegna potenzialità diverse. E’ come se impegnati in una corsa, coloro che hanno di meno, sono costretti a partire dopo gli altri. Un gap, talvolta più o meno colmabile, perché nonostante il benessere o il talento, è la tenacia, la volontà, le buone pratiche a contare di più. E per chi ci crede, la provvidenza divina.

Did you find apk for android? You can find new Free Android Games and apps.


LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci il tuo nome:

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.