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	<title>SiciliaInformazioni &#187; palermo</title>
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	<description>Quotidiano Sicilia</description>
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		<title>Giovani e di qualità: le nuove realtà editoriali siciliane</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jun 2014 08:47:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[ANTONINO CANGEMI]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sui giovani fioriscono molti luoghi comuni. Spesso smentiti dai fatti. Uno di questi è che sono privi di determinazione e di voglia di rischiare. <strong>Se si guarda al panorama variegato dell’editoria siciliana</strong>, ci si accorge subito che non è vero. L’ultima edizione di “Una marina di libri”, tenutasi recentemente averblla Gam di Palermo,<strong> è stata un autentico successo</strong>, e non solo per la partecipazione di Camilleri, Gimenes Bartlett, Sofri e per i tanti editori indipendenti scesi dalla Penisola. Ma anche per le sfide proposte da giovani case editrici dell’isola.</p>
<p style="text-align: justify;">Una di queste è Corrimano, nata quest’anno a Palermo per iniziativa di due coppie di fratelli, Dario e Valentina Ricciardo e Andrea e Francesco Romeo. Corrimano, un marchio che allude all’atto della scrittura, <strong>punta sulla qualità a costo di essere bollata come una realtà di nicchia.</strong> Due le collane presenti: Sedicigiugno, che si occupa di letteratura italiana scoprendo anche nuovi autori dal piglio iconoclasta e innovativo; Baltimora, che predilige la letteratura straniera rispolverando scrittori e scrittrici di talento oggi dimenticati.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Entrambe le collane hanno già al suo attivo due titoli.</strong> La prima il romanzo Per me scomparso è il mondo di Emiliano Ereddia e la raccolta di racconti Opus Metrachronicum di Sonia Caporossi con protagonisti e io narranti personaggi della storia, della filosofia, dell’arte e della letteratura: scritture “spericolate”e trasgressive. La seconda la raccolta Canti del Mid America di Sherwood Anderson<strong>, un autore che con la sua originale tecnica narrativa influenzò molto Hemingway</strong>, Faulkner, Steimbeck, e Lo sguardo delle cose, che invece esplora la letteratura russa accostando due racconti del meno noto Garšin a uno del celebre Čechov.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La sfida di Corrimano è audace ma intelligente:</strong> si rivolge a un pubblico di lettori ristretto ed esigente che ama la letteratura ricercata nella forma e nei contenuti. D’altra parte se si concentrasse sui gusti comuni sarebbe schiacciata dalla grande editoria.<br />
Altrettanto interessante, seppure di taglio diverso, è la casa editrice, anch’essa palermitana, People &amp; Humanities, che punta sulla saggistica. A dirigerla è Mauro Buscemi, politologo e giornalista, direttore del magazine on line di cultura e costume Sicily Present. Tra i titoli della giovanissima realtà editoriale <strong>La libertà di stampa in Sicilia</strong> dal 1812 al 1848 di Carlo Guidotti, un saggio che, con rigore scientifico, ripercorre un trentennio particolarmente significativo nella storia siciliana soffermandosi in particolare sui fogli che ne animarono i fermenti e sulla figura di Giovanni Aceto Cattani, costituzionalista ma anche il primo autentico giornalista dell’isola.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nella Sicilia orientale merita di essere segnalata la casa editrice Verba volant</strong> di Siracusa. Attiva già da qualche anno, Verba volant, diretta da Fausta Di Falco, si rivolge con libri anche illustrati e fumetti d’autore prevalentemente a un pubblico di giovani e di bambini. Ma la sua offerta è articolata. Da ultimo ha rispolverato dall’oblio una scrittrice di primo piano del secolo scorso, la siciliana di Canicattini Bagni Laura Di Falco, autrice di numerosi romanzi editi da Mondadori e Rizzoli. Di Laura Di Falco Verba volant ha già pubblicato Le tre mogli e L’inferriata e sta per pubblicare Una donna disponibile.</p>
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		<title>Lafferty: &#8220;Qua stavo bene, il Palermo mi ha voluto cedere&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jun 2014 08:06:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>E adesso sul caso Lafferty spunta anche una pallida polemica. Dylan Dog ha fatto già le valigie.  Il bomber nordirlandese ceduto per circa sei milioni di euro dal Palermo al Norwich, sbatte la porta.  &#8220;A me piace Palermo e giocare qui è stato bello, ma devo rispettare la decisione che ha preso il Palermo di cedermi &#8211;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">E adesso sul caso Lafferty spunta anche una pallida polemica. Dylan Dog ha fatto già le valigie.  Il bomber nordirlandese ceduto per circa sei milioni di euro dal Palermo al Norwich, sbatte la porta.  &#8220;<strong>A me piace Palermo e giocare qui è stato bello</strong>, ma devo rispettare la decisione che ha preso il Palermo di cedermi &#8211; ha scritto Lafferty in risposta ad un commento di un tifoso pubblicato sul suo profilo Facebook -. <strong>Spero che la società possa spendere i soldi</strong> acquistando buoni giocatori e rimanere a lungo in A, il campionato che gli appartiene più di tutti&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Trentasei partite giocate, dodici gol. Sudore, corsa, lotta, applausi. I tifosi difficilmente lo dimenticheranno. Il nordirlandese va via dopo una buona stagione.&#8221;<strong>Voglio giocare in A con il Palermo&#8221;</strong>, aveva detto fino a poche settimane fa. Poi il colpo di scena. Nella tarda serata di domenica il club di viale del Fante ha perfezionato gli ultimi dettagli: il bomber approda in Inghilterra, lo aspetta il Norwich.</p>
<p style="text-align: justify;">Già programmate le visite mediche, nelle prossime ore Lafferty sarà presentato ai suoi nuovi tifosi. Insomma, è tutto fatto. L&#8217;operazione è andata in porto: <strong>al Palermo andrà una cifra vicina ai sei milioni</strong>. In più, ad allontanarlo da Palermo, c&#8217;era il nodo l&#8217;ingaggio e quegli 800 mila euro scattati col bonus promozione. Decisamente troppi per la società rosanero.</p>
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		<title>Eravamo quattro amici al Tar:  Catania difende il suo tribunale</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jun 2014 16:35:51 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&#8220;Una guerra santa&#8221;. Con queste parole il sindaco di Catania, Enzo Bianco, ha definito la battaglia <strong>per la difesa del Tar etneo, a rischio chiusura.</strong> Questa mattina il primo cittadino ha incontrato diversi senatori, deputati regionali e nazionali, nonché sindaci dei comuni dell’hinterland per cercare di stringere le fila e concordare un’azione unitaria di sollecitazione nei confronti di Roma: “Il fatto che – ha detto Bianco – all’incontro fossero presenti i rappresentanti di tutte le forze politiche, le forze sociali e produttive e gli operatori della Giustizia, i quali, ciascuno con le proprie ragioni, <strong>sono stati compatti nel chiedere di mantenere il Tar a Catania</strong>, significa che la strada percorsa è quella giusta e che abbiamo una grande forza”. La speranza per il primo cittadino catanese è che la norma sui Tar “non sia inserita in un decreto legge così avremo più tempo”.</p>
<p style="text-align: justify;">Dall’incontro di oggi è venuto fuori un documento, sottoscritto dai presenti, che verrà inviato al presidente della Repubblica, al presidente del Consiglio,<strong> ai ministri interessati e a tutti i capigruppo delle Camere</strong>. A margine dell’incontro, Bianco è ritornato sulla questione: “Il provvedimento &#8211; ha aggiunto – è privo di ogni ragionevolezza, innanzitutto perché, paradossalmente, chiudendo Catania non si riducono le spese, ma si aumentano”.</p>
<p style="text-align: justify;">In attesa di conoscere le reazioni da Roma, anche il sindaco di Palermo, <strong>Leoluca Orlando, ha fatto pervenire il proprio sostegno alla causa etnea.</strong> Sulle esigenze di spending review, Bianco ha dichiarato che “è bene che si facciano risparmi anche nel campo della Giustizia amministrativa, ma chiudano le sezioni del Tar in cui vi è meno lavoro”.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel testo redatto si sottolinea come il<strong> Tar di Catania sia “il terzo in Italia dopo quelli di Roma e Napoli</strong> e ha un carico di lavoro doppio rispetto a Palermo. Serve più della metà della Sicilia, con tre milioni di potenziali cittadini, la zona più dinamica e vitale della Regione. Si tratta di cinque provincie su nove”. In tal senso, dunque, secondo i firmatari è “impossibile considerare il Tar catanese come una semplice sezione distaccata”.</p>
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		<title>Mafiosi chiedono il pizzo a Tanino Vasari: &#8220;E&#8217; un tipo pillicusu&#8230;&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jun 2014 15:28:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Immarcabile sul campo e nella vita. Lui è Tanino Vasari, 44 anni a settembre, uno dei simboli assoluti della squadra di calcio &#8220;dei palermitani&#8221; allenata da Rosario Arcoleo a metà anni Novanta. Numero sette, spalle strette, finte, controfinte, gol, cross e assist. Una volta appesi gli scarpini al chiodo, dopo la promozione ottenuta col suo Palermo, Vasari</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Immarcabile sul campo e nella vita. Lui è Tanino Vasari, 44 anni a settembre, uno dei simboli assoluti della squadra di calcio &#8220;dei palermitani&#8221; allenata da Rosario Arcoleo a metà anni Novanta. Numero sette, spalle strette, finte, controfinte, gol, cross e assist. Una volta appesi gli scarpini al chiodo, <strong>dopo la promozione ottenuta col suo Palermo</strong>, Vasari ha aperto un panificio a duecento metri dallo stadio <strong>(&#8220;Caldo pane&#8221;) in via De Gasperi.</strong> Preambolo doveroso per creare un ponte con l&#8217;attualità. C&#8217;è anche il nome di Vasari, seppur trasversalmente, nelle carte dell&#8217;operazione Apocalisse che oggi ha portato all&#8217;arresto di 91 persone.</p>
<p style="text-align: justify;">I mafiosi Calogero Ventimiglia e Gregorio Palazzotto lo hanno avvicinato per chiedere il pizzo. Ma parlando tra loro, senza sapere di essere intercettati, Gregorio Palazzotto, <strong>ha chiesto cautela &#8220;perché Vasari è un tipo pillicusu&#8221;.</strong> E&#8217; una delle estorsioni ricostruite dagli inquirenti. Nel febbraio del 2013 sono Nicolò Di Maio e Domenico Palazzotto studiano una strategia efficace per incastrare Tanino prima di entrare nel panificio. &#8220;&#8230;E va bene e lunedì noi altri che ci stiamo ad aspettarlo io penso che all&#8217;una e mezza&#8230; <strong>verso l&#8217;una e mezza penso che questo esce giusto è?</strong> &#8230; Ci deve andare a mangiare . . . o esce per andare a fare qualche cosa&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Vasari è un tipo tosto. E già in un&#8217;occasione avrebbe maltrattato Di Maio: &#8220;&#8230;<strong>Lunedì lo maltrattiamo.</strong>.. perché si è voltato un po&#8217;&#8230; la fortuna sua è stata che c&#8217;era il forno pieno di persone &#8230; perché sarei girato il bancone&#8230;&#8221;.</p>
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		<title>Apocalisse, Messineo: &#8220;Il tempo degli inquirenti &#8216;rivali&#8217; è finito&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jun 2014 11:34:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[GIUSEPPE BIANCA]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Euforia contenuta, moderazione  e clima di grande soddisfazione in Procura: &#8220;95 provvedimenti, di cui 78 di custodia cautelare, non è un record, ma quasi, ed ogni caso il problema non è stabilire un record, ma prendere atto oggi che il tempo delle rivalità e della concorrenza spasmodica tra gli inquirenti è finito. Oggi è il</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Euforia contenuta, moderazione  e clima di grande soddisfazione in Procura: &#8220;95 provvedimenti, di cui 78 di custodia cautelare, non è un record, ma quasi, ed ogni caso il problema non è stabilire un record, ma prendere atto oggi che il tempo delle <strong>rivalità e della concorrenza spasmodica tra gli inquirenti è finito.</strong> Oggi è il tempo della riconciliazione, ma anche della collaborazione ritrovata&#8221;, come evidenzia Francesco Messineo, Procuratore capo di Palermo, introducendo la conferenza stampa relativa all’operazione interforze “Apocalisse” .</p>
<p style="text-align: justify;">Dissimulare e mimetizzarsi all’interno dei nuovi scenari mafiosi di gestione del territorio, nei mandamenti storici di Tommaso Natale, San Lorenzo e Resuttano, orfani dei padrini del passato i Lo Piccolo. Un’operazione, sottolinea Messineo, <strong>dove non hanno avuto parte i collaboratori di giustizia,</strong> dove gli scontri e le incomprensioni tra le famiglie mafiose, riflettono un clima di instabilità e di ricambio continuo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vittorio Teresi</strong>, Procuratore aggiunto a Palermo, esprime un ringraziamento “alle migliori intelligenze investigative che sono intervenute nell’inchiesta scoperchiando quella fase di transizione dal sistema parassitario del pizzo al più redditizio controllo di attività all’ingrosso, come in particolare il gioco e la grande distribuzione&#8221;. Un luogo imprecisato della supposizione, quello per cui le scommesse illegali “ripuliscono” capitali, che trova conferma nell’indagine odierna. Oltre mezzo milioni di euro la cifra in questione.</p>
<p style="text-align: justify;">L’orgoglio di un’appartenenza mafiosa che viene fuori da frammenti di intercettazione, addirittura la rivendicazione di una parentela “illustre”in termini mafiosi,<strong> come quella di Domenico Palazzotto</strong>, che ricordava come lo zio del padre, per conto di <strong>Cascio Ferro,</strong> aveva avuto l’incarico di <strong>eliminare Joe Petrosino</strong>. Sia Teresi che Mesineo ricordano a tal prposito che sia Casco Ferro che Palazzotto andarono a giudizio all’ epoca dei fatti, q uest’ultimo, indicato come il responsabile dell’omicidio fu assolto per insufficienza di prove.</p>
<p style="text-align: justify;">Girolamo Biondino, “un pezzo da novanta”, mentre toccava a Giuseppe Fricano tessere le fila.</p>
<p style="text-align: justify;">Microspie che scavano dentro i tessuti profondi della nuova eversione mafiosa, mentre compare anche un politico accusato di voto di scambio, <strong>Pietro Franzetti,</strong> candidato in passato dell’Ucd, che avrebbe sborsato quasi tredicimila euro per un pacchetto di voti, ma non eletto.</p>
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		<title>Estorsioni e scommesse: la lotta per i vertici del clan</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jun 2014 10:21:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Le indagini che hanno portato all&#8217;operazione &#8220;Apocalisse&#8221;, a Palermo, sono state condotte coniugando l&#8217;uso della tecnologia, di tecniche investigative tradizionali e di strumenti finalizzati alla ricostruzione dei patrimoni illeciti dei clan. Le acquisizioni nei pressi dei luoghi frequentati da Gioacchino Intravaia e Giuseppe Fricano, che, in una prima fase, gestivano insieme il mandamento di Resuttana,</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Le indagini che hanno portato all&#8217;operazione <strong>&#8220;Apocalisse&#8221;</strong>, a Palermo, sono state condotte coniugando l&#8217;uso della tecnologia, di tecniche investigative tradizionali e di strumenti finalizzati alla ricostruzione dei patrimoni illeciti dei clan.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le acquisizioni nei pressi dei luoghi frequentati da Gioacchino Intravaia e Giuseppe Fricano</strong>, che, in una prima fase, gestivano insieme il mandamento di Resuttana, avrebbero consentito di decriptare le vicende che convulsamente si susseguivano nella prima parte del 2012. Gli investigatori hanno accertato che, in quel periodo, la struttura della cosca di Resuttana non rispettava il classico assetto dei clan mafiosi, caratterizzati da una chiara e definita ripartizione dei ruoli, risultando connotata da una forte instabilità.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La decimazione degli affiliati, a seguito delle operazioni condotte dalle forze di polizia</strong> negli ultimi anni, avrebbe costretto Fricano ad arruolare una serie di soggetti che non avevano alcun legame con quel territorio, in quanto affiliati a famiglie mafiose di altri mandamenti, e che spesso non risultavano affidabili (cosiddetti &#8220;drogati&#8221; o &#8220;scappati di casa&#8221;).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il continuo inserimento di tali persone nelle fila della famiglia</strong> e la loro successiva estromissione sarebbe stato uno dei fattori principali di tale instabilità che ha generato, a sua volta, una serie di profondi attriti tra i due coreggenti. Gli attriti tra Fricano e Intravaia, nel mese di marzo 2012, avrebbero generato una frattura insanabile, culminata addirittura in uno scontro fisico ripreso dalle telecamere e dalle microspie installate dagli investigatori in via Corleo, a Palermo. Da tale momento in poi Intravaia avrebbe tentato di fare prevalere la propria leadership rispetto a quella di Fricano, costituendo di fatto, anche se transitoriamente, uno schieramento mafioso a sé stante.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Di tale schieramento avrebbe parte anche Michele Pillitteri il macellaio</strong>, indicato a capo di un gruppo di affiliati che capillarmente avrebbero imposto le estorsioni agli esercizi commerciali presenti sul territorio. Ben presto, però, Fricano avrebbe avuto la meglio su Intravaia. Infatti, nonostante fosse stato inserito solo nel recente periodo tra le fila del clan mafioso, oltre a vantare una parentela con il capo storico del mandamento di Porta Nuova, <strong>Pippo Calò</strong>, poteva contare sui buoni rapporti che intercorrevano con Filippo Matassa, reggente della famiglia dell&#8217;Acquasanta, e, soprattutto, su una particolare liaison con colui il quale, in quel periodo storico, era ritenuto il mafioso più influente all&#8217;interno di Cosa Nostra palermitana, Alessandro D&#8217;Ambrogio, reggente del mandamento di Palermo Porta Nuova.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tuttavia, nonostante l&#8217;ago della bilancia pendesse a favore di Fricano</strong>, Intravaia avrebbe continuato ad operare con il proprio schieramento in una posizione di extra organicità rispetto a Cosa nostra. È in questa fase che è emersa, grazie alle intercettazioni e all&#8217;acquisizione di notizie confidenziali, la <strong>pianificazione degli omicidi di Intravaia e Pillitteri</strong> la cui esecuzione è stata scongiurata grazie all&#8217;intervento degli investigatori.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Secondo quanto è emerso dalle indagini il conseguente isolamento di Intravaia</strong> avrebbe lasciato campo libero a Fricano, che avrebbe iniziato ad imporre incontrastato la propria leadership. Di riflesso sul territorio è stata registrata una maggiore capillarità delle estorsioni agli esercizi commerciali ed alle imprese. Il denaro, oltre ad alimentare le casse del mandamento ed a servire quindi per il sostentamento delle famiglie dei detenuti, sarebbe stato anche reinvestito nel settore delle<strong> scommesse sportive e nella costituzione di società </strong>finalizzate allo sfruttamento delle energie alternative.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La focalizzazione delle indagini su Fricano</strong> ha fatto, inoltre, affiorare il timore che questi nutriva nei confronti del reggente dell&#8217;attiguo mandamento di San Lorenzo-Tommaso Natale, Girolamo Biondino, personaggio dall&#8217;elevato carisma criminale. Sempre nell&#8217;ambito del mandamento mafioso di Resuttana è stato accertato che la famiglia mafiosa dell&#8217;Acquasanta sarebbe stata retta, dapprima, dai fratelli Matassa, Agostino e Filippo e, successivamente, da Vito Galatolo, genero di Filippo ma, soprattutto, figlio di Vincenzo, storico esponente del clan mafioso.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vito Galatolo, infatti, dopo essere stato scarcerato il 13 settembre 2012</strong> per fine pena, avrebbe ripreso e mantenuto, fino alla data odierna, quello che già era stato il proprio ruolo in seno a Cosa nostra, nonostante sia effettivamente domiciliato nella città di Mestre (VE), dove è sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tra i metodi adottati da Galatolo per riciclare il denaro della &#8220;cassa&#8221;</strong> della famiglia mafiosa dell&#8217;Acquasanta, vi sarebbe stato anche quello di impiegare oltre 660 mila euro di proventi illeciti in <strong>scommesse calcistiche</strong>, &#8220;ripulendo&#8221;, mediante le relative vincite, oltre 590 mila euro. Nel quartiere &#8220;Arenella&#8221;, poi, secondo quanto accertato dagli investigatori, le attività criminali ed, in particolare, il racket delle estorsioni venivano gestite da Gregorio Palazzotto, avente legami di parentela con il boss Gaetano Fidanzati, deceduto il 3 ottobre 2013. A partire dal marzo 2013, dopo che Palazzotto ha fatto nuovamente rientro in carcere per scontare una condanna definitiva per il reato di estorsione, la reggenza della famiglia sarebbe stata mantenuta, temporaneamente, dal cugino Domenico Palazzotto, sotto la &#8220;guida&#8221; di Pietro Magri&#8217; e, poi, direttamente da quest&#8217;ultimo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Specifiche attività investigative hanno permesso di scoprire come Gregorio Palazzotto</strong> sia riuscito, nonostante la detenzione, a mantenere intatta la propria leadership nel contesto criminale di riferimento, avvalendosi dell&#8217;opera della propria compagna Daiana De Lisi. Le attività investigative hanno altresì permesso di porre in risalto il ruolo e le figure dei cugini Ignazio Di Maria, Camillo, Francesco e Roberto Graziano, tutti operanti sotto l&#8217;egida di Vincenzo Graziano &#8211; padre di Camillo e Francesco &#8211; imprenditore edile e già ritenuto organico al contesto criminale facente capo alla famiglia Lo Piccolo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In particolare, gli investigatori hanno accertato come gli indagati</strong> &#8211; sebbene già gravati da specifici provvedimenti di sequestro emessi nell&#8217;ambito dell&#8217;applicazione di misure di prevenzione a carattere patrimoniale &#8211; continuassero a perseguire i propri interessi economici sia gestendo illegalmente vari business, quali il redditizio settore delle &#8220;macchine da gioco&#8221; e delle scommesse sportive on line, che investendo capitali nell&#8217;economia lecita attraverso l&#8217;interposizione fittizia di prestanome, tutti inclusi nel provvedimento restrittivo.</p>
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		<title>Palermo, edili senza lavoro occupano stanza del vicesindaco</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jun 2014 10:01:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Terminata l’occupazione degli uffici del centro storico da parte del comitato edili disoccupati della Fillea Cgil. Erano una quarantina gli operai saliti questa mattina alle 8  al secondo piano dell’assessorato di corso Umberto I e asserragliati nella stanza del vice sindaco Emilio Arcuri, al quale è stato chiesto un incontro.   Intorno alle 10 il colloquio si</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Terminata l’occupazione degli uffici del centro storico da parte del comitato edili disoccupati della Fillea Cgil. Erano una quarantina gli operai saliti questa mattina alle 8 </span><span style="color: #000000;"> </span><span style="color: #000000;">al secondo piano dell’assessorato di corso Umberto I e asserragliati nella stanza del vice sindaco Emilio Arcuri, al quale è stato chiesto un incontro. </span><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>Intorno alle 10 il colloquio si è svolto col dirigente Nicola Di Bartolomeo</strong> e subito dopo gli edili </span><span style="color: #000000;"> </span><span style="color: #000000;">hanno liberato i locali. </span><span style="color: #000000;"> </span><span style="color: #000000;">A partecipare all’incontro anche Piero Ceraulo, rappresentante della Fillea Cgil, che dice: </span><span style="color: #000000;"> </span><span style="color: #000000;">“Sono salito anch’io dopo che gli operai avevano occupato la stanza dell’assessore Arcuri. Alla terza occupazione gli operai sono riusciti ad ottenere un dialogo con il Comune. </span><span style="color: #000000;"> </span><span style="color: #000000;"> </span><span style="color: #000000;">Sicuramente in questo secondo step l’amministrazione si è fatta garante di un incontro tempestivo presso il Polo Tecnico </span><span style="color: #000000;"> </span><span style="color: #000000;">di via Ausonia: il 3 luglio alle 10 siamo stati convocati a un tavolo</span><span style="color: #000000;">  </span><span style="color: #000000;">costituito da Arcuri, dai responsabili (Rup) impegnati in appalti pubblici</span><span style="color: #000000;">  </span><span style="color: #000000;">a Palermo, dalla Fillea Cgil e dalla delegazione degli edili disoccupati”. </span><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #000000;">“Di Bartolomeo – aggiunge Ceraulo - </span><span style="color: #000000;"> </span></strong><span style="color: #000000;"><strong>ha dato mandato al proprio staff</strong> di verificare se nei bandi di gara sia stato inserito il protocollo di cui chiediamo l’applicazione per garantire che una percentuale dei lavori</span><span style="color: #000000;">  </span><span style="color: #000000;"> </span><span style="color: #000000;">in appalto, circa il 30 per cento, </span><span style="color: #000000;"> </span><span style="color: #000000;">sia assegnata agli</span><span style="color: #000000;">  </span><span style="color: #000000;"> </span><span style="color: #000000;">edili palermitani, spesso non </span><span style="color: #000000;"> </span><span style="color: #000000;">utilizzati quando a vincere sono ditte esterne. </span><span style="color: #000000;"> </span><span style="color: #000000;">L’impegno preso prevede l’inserimento dei</span><span style="color: #000000;">  </span><span style="color: #000000;"> </span><span style="color: #000000;">protocolli-occupazione </span><span style="color: #000000;"> </span><span style="color: #000000;">in tutti gli appalti in corso in città”. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>È la terza &#8220;occupazione&#8221; nel giro di due settimane.</strong> In precedenza gli edili disoccupati, all&#8217;esordio della loro iniziativa di mobilitazione, nata in maniera spontanea, si erano introdotti nell&#8217;aula Rostagno del Comune. &#8220;Al Comune chiediamo l&#8217;applicazione del protocollo siglato con l&#8217;amministrazione e l&#8217;Ance a ottobre, che prevede di riservare una quota di circa il 30 per cento alla manodopera palermitana nei cantieri che si aprono a Palermo &#8211; dice Piero Ceraulo, rappresentante della Fillea Cgil di Palermo -. Da ottobre il Comune non ha dato risposte: il protocollo e&#8217; inapplicato. Nelle gare di somma urgenza in corso per lavori di manutenzione nel centro storico, spesso appaltati in forma diretta a imprese della provincia, gli edili palermitani continuano a essere tagliati fuori. Noi chiediamo che su 10 operai chiamati al lavoro almeno 3 siano di Palermo. Serve una risposta immediata: c&#8217;e&#8217; un problema di tenuta sociale&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Fillea chiede al Comune &#8220;una riunione in cui siano invitate tutte le imprese</strong> che lavorano nei cantieri della citta&#8217; per dare una risposta occupazionale agli edili palermitani, che continuano a essere esclusi dagli appalti malgrado un protocollo siglato proprio per garantire una quota di assunzioni agli edili palermitani per i lavori appaltati dal Comune di Palermo nei casi, ormai sempre piu&#8217; generalizzati, di gare vinte da ditte esterne&#8221;.</p>
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		<title>Lagalla al Cerisdi: &#8220;Rilanciare l&#8217;alta formazione&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jun 2014 08:52:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Il rettore dell’Università di Palermo Roberto Lagalla ha incontrato il presidente del Cerisdi, Salvatore Parlagreco. Un incontro nel quale si è discusso di forme di collaborazione tra l’Ateneo e il Centro di alta formazione per diffondere cultura manageriale e autoimprenditoriale tra i giovani, offrire formazione continua ai dipendenti delle amministrazioni, contrastare l’emigrazione intellettuale. “Le caratteristiche</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il rettore dell’Università di Palermo <strong>Roberto Lagalla</strong> ha incontrato il presidente del Cerisdi, <strong>Salvatore Parlagreco</strong>. Un incontro nel quale si è discusso di forme di collaborazione tra l’Ateneo e il Centro di alta formazione per diffondere cultura manageriale e autoimprenditoriale tra i giovani, offrire formazione continua ai dipendenti delle amministrazioni, contrastare l’emigrazione intellettuale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Le caratteristiche della società della conoscenza – dice Lagalla –</strong> richiedono un profondo ripensamento delle agenzie formative che sono sulla soglia di profondi cambiamenti della propria missione, della sostenibilità finanziaria, dei percorsi di formazione degli operatori, del quotidiano confronto con la dimensione internazionale, di nuovi modelli di governance. Con lodevoli eccezioni, rimane ancora profondo il solco che separa la preparazione accademica dalle richieste del mercato del lavoro. La recente scelta della Regione siciliana di dare al Cerisdi una nuova governance con il mandato pieno di verificare ogni possibilità di rilancio del Centro, restituendolo alla vocazione originaria, è sicuramente un elemento su cui è possibile costruire sinergie con gli altri attori dell’alta formazione e, prioritariamente, con il sistema universitario italiano e internazionale”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tra i progetti messi sul tavolo, la formazione continua dei dipendenti della pubblica amministrazione,</strong> “che tanto nel pubblico quanto nel privato – aggiunge il rettore – hanno una crescente necessità di rivedere schermi culturali e operativi, stili manageriali, strumenti di conoscenza e di accesso alle informazioni di crescente complessità”.</p>
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		<title>Mafia, perché non muore mai?  Ecco il segreto, ben conosciuto</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jun 2014 06:56:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Potrebbe essere una svolta: novantacinque in manette, non ha precedenti l’operazione di “pulizia” condotta dai carabinieri di Palermo e coordinata dalla Procura della Repubblica. Le famiglie di due dipartimenti – San Lorenzo e Resuttana &#8211; sono state annientate. Esercitavano un controllo assoluto del territorio, influenzando l’economia locale. Il core business delle cosche erano le estorsioni,</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Potrebbe essere una svolta: novantacinque in manette, non ha precedenti l’operazione di “pulizia” condotta dai carabinieri di Palermo e coordinata dalla Procura della Repubblica. Le famiglie di due dipartimenti – San Lorenzo e Resuttana &#8211; sono state annientate. Esercitavano un controllo assoluto del territorio, influenzando l’economia locale. <strong>Il core business delle cosche erano le estorsioni</strong>, ma c’è dell’altro, e ne sapremo di più nei prossimi giorni (i particolari li potrete apprendere in un altro articolo, che proponiamo qui accanto).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il controllo del territorio “sostituisce” lo Stato in ogni sua presenza,</strong> il Comune, la Regione, la Provincia. I piccoli affari, talvolta, i grandi. Una griglia stretta, una infiltrazione massiccia, che non dà respiro ad alcuno e costringe chi sta fuori dal giro, chi non è né colluso, né contiguo, ad adattarsi per sopravvivere senza danni. Non si tratta di acquiescenza, ma di pragmatismo, puro realismo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il racket non è soltanto un lucroso affare che consente rendite “di posizione”</strong> costanti pianificate, ma uno strumento di pressione incaricato di imporre la legge dei boss ovunque e in ogni circostanza. Chi paga il pizzo, subisce minacce, prepotenze, ed è costretto a piegarsi – il coraggio chi non ce l’ha, non se lo può dare – prende atto che le cose stanno così e non possono stare diversamente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dai posteggiatori ai lavori di manutenzione, dal traffico di droga</strong> ai rapporti con i pezzi grossi, alla vigilanza pubblica, tutto viene regolato e controllato con una efficienza stupefacente. Questa condizione disegna la realtà e fa “cultura”. Chi subisce un furto non si rivolge al commissariato di polizia o alla stazione dei carabinieri, ma a chi ha potere e conoscenze per fargli riavere la refurtiva, autovettura o altro. Il mediatore ottiene riconoscenza, legittimazione e denaro, quel che serve per il recupero del maltolto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gangsterismo con un imprinting della vecchia mafia, a dosi ormai ridotte</strong>. Non potranno essere le procure e le polizie a fare sparire l’autorità dei boss. Lo Stato deve essere presente in tutte le sue articolazioni. La tolleranza degli abusi, di piccola entità o meno, l’indulgenza clientelare, quel chiudere un occhio che porta consenso alla politica, sono le basi sociali su cui le mafie costruiscono i loro piccoli regni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non basterà affollare le carceri di capibastone e manovalanza per annientare le cosche.</strong> L’antimafia – non gridata né sventolata come bandiera – è soprattutto buona amministrazione, cioè erogazione corretta di servizi – dalla sicurezza alla scuola, dall’auto in doppia fila alle autombulanze – nel rispetto della legge, delle regole, del buonsenso.</p>
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		<title>Palermo, colpo alla mafia  Oltre 90 arresti TUTTI I NOMI</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jun 2014 06:42:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Maxi operazione antimafia  all&#8217;alba di oggi a Palermo dove i carabinieri del reparto operativo, la guardia di finanza e la squadra mobile hanno arrestato oltre novanta persone. In carcere sono finiti i nuovi capimafia del mandamento di San Lorenzo Resuttana, su ordine del gip Luigi Petrucci  che ha accolto le richieste della Dda di Palermo.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Maxi operazione antimafia  all&#8217;alba di oggi a <strong>Palermo</strong> dove i carabinieri del reparto operativo, la guardia di finanza e la squadra mobile hanno arrestato <strong>oltre novanta persone</strong>. In carcere sono finiti i nuovi capimafia del mandamento di <strong>San Lorenzo</strong> <strong>Resuttana</strong>, su ordine del gip Luigi Petrucci  che ha accolto le richieste della Dda di Palermo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sono una trentina le estorsioni accertate dagli inquirenti.</strong> Ma sembra che solo pochi tra i  commercianti e imprenditori costretti a pagare il &#8216;pizzo&#8217; abbiano  denunciato i loro estorsori rifiutandosi di pagare. Le indagini sono  state coordinate dal Procuratore aggiunto Vittorio Teresi e dai  sostituti Francesco Del Bene, Amelia Luise, Gaetano Paci, Annamaria  Picozzi e Dario Scaletta. L&#8217;inchiesta e&#8217; stata denominata  &#8216;Apocalisse&#8217;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tra gli arrestati c&#8217;è anche</strong> <strong>Girolamo Biondino</strong>,  66 anni, fratello di <strong>Salvatore Biondino</strong>, l&#8217;autista del boss Totò Riina, tra gli oltre novanta arrestati all&#8217;alba di oggi. Secondo gli inquirenti Biondino, che dopo la scarcerazione stava finendo di scontare un  residuo di pena con la misura di prevenzione della &#8216;casa lavoro&#8217; al  Nord, sarebbe uno dei pesonaggi principali della famiglia mafiosa di  San Lorenzo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Inoltre, a distanza di oltre un secolo è stato svelato chi ha ucciso il 12 marzo 1909 Joe Petrosino</strong>, il  poliziotto italo americano venuto a Palermo per sgominare una banda di mafiosi. A rivelarlo, senza sapere di essere ascoltato dalle cimici  degli investigatori, è stato uno dei discendenti del killer. L&#8217;uomo, <strong>Domenico  Palazzotto</strong>, 29 anni, si vantava con gli amici che il killer di  Petrosino era stato uno zio del padre: &#8220;Ha fatto lui l&#8217;omicidio del  primo poliziotto ucciso a Palermo. Lo ha ammazzato lui Joe Petrosino&#8221;, aveva detto agli amici mentre le microspie lo registravano.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Joe Petrosino venne ucciso alle 20.45 del 12 marzo 1909</strong>, tre  colpi di pistola in rapida successione e un quarto sparato subito  dopo, suscitarono il panico nella piccola folla che attendeva il tram  al capolinea di piazza Marina a Palermo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> I provvedimenti hanno portato all&#8217;emissione di 95 misure cautelari. </strong>Gli indagati devono rispondere, a vario titolo, di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, traffico di sostanze stupefacenti, fittizia intestazione di beni, riciclaggio, reimpiego di denaro proveniente da delitto, illecita concorrenza con violenza o minaccia, detenzione illegale di armi e munizioni e reati di natura elettorale. In particolare, dei 95 indagati, 78 sono destinatari di ordinanza di custodia cautelare in carcere, 13 di ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, due di obbligo di dimora, uno di divieto di dimora e uno di obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Eseguiti anche otto provvedimenti di sequestro preventivo di imprese, intestate a prestanome, ma riconducibili ad elementi di spicco di Cosa nostra.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;indagine &#8220;Apocalisse&#8221;, così chiamata da uno degli indagati</strong> che, nel corso di una conversazione intercettata dagli investigatori, che prevedeva il proprio arresto insieme ad altri esponenti del clan, partendo dalle basi e salendo fino ai vertici, ha consentito di ricostruire gli attuali organigrammi dei due mandamenti mafiosi facendo emergere i ruoli dei singoli affiliati e le dinamiche che hanno portato all&#8217;acquisizione dei vari incarichi e documentando la pianificazione e l&#8217;esecuzione di quei delitti funzionali sia ad aumentare la forza di intimidazione del vincolo associativo, sia ad alimentare le casse delle varie famiglie mafiose.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>ECCO TUTTI I NOMI DELLE PERSONE COINVOLTE NELL&#8217;OPERAZIONE</strong></p>
<ol>
<li style="text-align: justify;"><strong>AIELLO Epifano</strong> di Vincenzo, inteso “Fanuzzo”, nato a Palermo il 20 novembre 1966, ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>ALFANO Benedetto </strong>di Gioacchino, nato a Palermo il 7 dicembre 1965, ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>BAGLIONE Domenico </strong>di Pietro detto “Mimmo”, nato a Palermo il 6 dicembre 1959, ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>BATTAGLIA Giuseppe</strong>, di Vincenzo, nato a Palermo il 12 luglio 1972, ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>BONURA Giuseppe, </strong>di ignoto, nato a Palermo il 18 novembre 1966, ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>CACCIATORE Giovanni,</strong> nato a Palermo il 12.01.1966, ed ivi residente nr. 14, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>CHIOVARO Alessandro </strong>di Girolamo, nato aPalermo il 02.06.1977, residente in Torretta (PA), sottoposto all’obbligo di dimora nel Comune di residenza;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>CONSIGLIO Domenico </strong>di Salvatore, nato a Palermo il 25 maggio 1954, ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>CONTINO Tommaso</strong>, nato a Palermo il 25.12.1961 ed ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>COPPOLA Salvatore </strong>fu Giacomo, inteso <em>“cuppulicchiu”</em>, nato a Partinico il 19 aprile 1965, ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>COSTA Alessandro</strong>diGiovanni,natoaPalermoil2luglio1987,iviresidente, sottoposto agli arresti domiciliari;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>CUSIMANO Carmelo </strong>di Santo<strong>,</strong>nato a Palermo il 07.10.1974, ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>D’ALESSANDRO </strong><strong>Francesco</strong> di Girolamo, inteso “Zio Ciccio” nato a Palermo l’ 1 dicembre 1945, ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>D’ALESSANDRO Girolamo</strong> di Francesco, nato a Palermo l’11 ottobre 1975, ivi residente , sottoposto all’obbligo di dimora nel Comune di residenza;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>D’ALESSANDRO Salvatore, </strong>nato a Palermo il 12.01.1977, ed ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>D’ANGELO Guido </strong>di Rosolino, nato a Palermo il 20 ottobre 1959, ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>DIELE Sandro</strong>, nato a Palermo il 6.03.1972 ed ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>FARNESE Carmelo, </strong>nato a Monreale il 15 dicembre 1951, ivi res. Fraz. Pioppo, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>FRICANO Giuseppe, </strong>di Paolo, nato a Palermo il 6 giugno 1967, ivi residente di fatto domiciliato a Palermo in Via Padre Puglisi nr. 15, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>GELARDI Rosario </strong>di Gaetano, nato a Palermo il 2 gennaio 1969, ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>GENNARO </strong><strong>Melchiorre</strong>diMarcello,natoaPalermoil16luglio1993,iviresidente, sottoposto agli arresti domiciliari;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>GERACI Nicola,</strong> di Antonio, inteso “<em>biscottino”</em>, nato a Palermo il 13 dicembre 1975, ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>GINESTRA Carlo Lucio </strong>di Gioacchino, nato a Baden Baden (Germania) il 7 gennaio 1969, residente a Carini (PA), sottoposto agli arresti domiciliari;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>GIORLANDO Giuseppe </strong>di Antonino, nato a Palermo il 27 ottobre 1981, ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>GUCCIONE Ciro </strong>di Vincenzo, nato a Palermo il 13 febbraio 1973, ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>INTRAVAIA Gioacchino,</strong> di Vincenzo, inteso “Sifilitico”, nato a Palermo il 27 gennaio 1953, ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>KPUZI Avni, </strong>di Ali<strong>, </strong>nato aKos Mitrovica (Serbia) il25 dicembre 1987, residente a Palermo, presso campo nomadi, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>LIGA Vincenzo,</strong> di Antonino, nato a Palermo il 29 dicembre 1993, ivi residente, sottoposto agli arresti domiciliari;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>LO IACONO Paolo,</strong> nato a Palermo 19.01.1967, ed ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>LOMBARDO</strong><strong> Giuseppe, </strong>di Ferdinando, nato a Palermo il 16 settembre 1988, iviresidente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>LUCA’ Vincenzo, </strong>di Saverio, nato a Palermo il 10 ottobre 1970, ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>MANGANO Francesco Paolo, </strong>di Nicola, nato a Palermo il 17 aprile 1979 ivi residente, sottoposto agli arresti domiciliari;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>MARANZANO Serafino, </strong>di Gaetano, nato a Palermo il 20 maggio 1977, ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>MESSIA Giuseppe, </strong>di Antonino, inteso “Pinuzzo Misia”, nato a Palermo il 4 marzo 1977, ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>MILITANO Francesco, </strong>di Carmelo, nato a Palermo il 14 marzo 1988, ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>PILLITTERI Michele,</strong> di Andrea, detto <em>il macellaio, </em>nato a Palermo il 5 febbraio 1960, ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>PILLITTERI Michele,</strong> di Giuseppe, detto <em>il mastro,</em> nato a Palermo il 15 maggio 1947, ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>PUCCIO Marcello </strong>di Francesco, nato a Palermo il 24.09.1979, ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>ROMANO Ignazio,</strong> di Giovanni, nato a Palermo il 5 ottobre 1965, ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>SIRAGUSA Antonino,</strong> di Vito, nato aPalermo il 3 maggio 1970, ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>SIRAGUSA Luigi,</strong> detto “Gigetto” o “Testone”, nato a Palermo il 12.09.1975, ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>TARALLO Antonino, </strong>di Giovanni, nato a Palermo il 9 maggio 1973, ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>TERRACCHIO Onofrio,</strong> di Pietro, inteso “Fabio”, nato a Palermo il 25 aprile 1978, ivi residente, di fatto domiciliato in Palermo, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>VALGUARNERA Aurelio,</strong> di Antonio, nato ad Agrigento il 21 giugno 1958, residente a Palermo, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>VENTIMIGLIA Calogero</strong>, nato a Palermo il 04.01.1971, ed ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>VITALE Giovanni,</strong> di Rosario, inteso “il panda o il tignuso”, nato a Palermo il 29 agosto 1969, ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>BEONE Giovanni, </strong>detto lo <strong><em>stolito</em>, </strong>nato a Palermo il 02.04.1964, ed ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>CAROLLO Marco, </strong>detto <strong><em>Ten Ten</em>, </strong>nato a Palermo 24.05.1979, ed ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>CIARAMITARO Antonino, </strong>nato a Palermo il 06.11.1992, ed ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>D’ANGELO Seam</strong>,nato a Palermo il 13.01.1978, e residente a Capaci (PA), sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>DI MAIO Nicolò </strong>di Pietro inteso “<em>il ragioniere</em>”, nato a Palermo il 12 luglio 1981, ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>DI MARIA Ignazio</strong>, detto <em>“<strong>Bubu</strong> </em>o <strong><em>facce gianna”</em></strong><em>, </em>nato a Palermo il 22.04.1970, ed ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>ENEA Ciro</strong>, nato a Palermo 17.03.1986, ed ivi residente, sottoposto agli arresti domiciliari;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>FLAUTO Lorenzo</strong>, nato a Palermo l’11.03.1975, ed ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>FLAUTO Roberto </strong>di Giuseppe<strong>, </strong>nato a Palermo, il 18.02.1982, residente a Bagheria (PA), sottoposto agli arresti domiciliari;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>FRANZETTI Pietro</strong>, nato a Palermo il 24.05.1977, ed ivi residente, sottoposto alla misura del divieto di dimora nel Comune di Palermo;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>GALATOLO Vito </strong>detto <strong><em>u’ piciriddu</em></strong>, nato a Palermo il 10.10.1973, residente a Mestre (VE) sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>GALLINA Angelo</strong>, nato a Carini (Pa) il 19.01.1962, ed ivi residente sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>GRAZIANO Camillo</strong>,nato a Palermo il04.07.1972, ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>GRAZIANO Francesco</strong>,nato a Palermo il03.02.1974, residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>GRAZIANO Roberto</strong>, nato a Palermo il 06.04.1978, residente a Monreale (PA), sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>GRAZIANO Santo</strong>, nato a Palermo il 26.05.1963, residente a Monreale (PA) sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>GRAZIANO</strong> <strong>Vincenzo</strong>,nato a Palermo il12.06.1951, ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>LI VOLSI Luigi, </strong>detto <strong>Luigi <em>“u barone”</em></strong><em>,</em> nato a Palermo il 15.02.1956, ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>MAGRI’ Pietro</strong>, detto <strong>Piero<em>,</em></strong> nato a Palermo il 27.03.1949, ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>MARINO Leonardo </strong>di Angelo<strong>, </strong>nato a Palermo il 21.12.1989, ivi residente, sottoposto agli arresti domiciliari;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>MARINO Teresa </strong>di Giuseppe<strong>, </strong>nata a Palermo, il 10.03.1977, ivi residente, sottoposta agli arresti domiciliari;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>MATASSA Agostino</strong>, nato a Palermo il 10.08.1958, ed ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>MATASSA Filippo, </strong>detto <strong><em>puffetto</em></strong>, nato a Palermo il 15.09.1949, ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>MINEO Pietro </strong>di Mariano,nato a Palermo il 25.04.1962, ivi residente, sottoposto agli arresti domiciliari;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>PALAZZOTTO Domenico</strong>, nato a Palermo il 26.10.1985, ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>PALAZZOTTO Gregorio, </strong>detto <strong><em>occhi celesti</em></strong>, nato a Palermo il 12.03.1977, ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>PIAZZESE Serafino</strong>,nato a Palermo il 24.06.1956, ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>PICONE Salvatore, </strong>di Andrea,nato a Palermo il 18.02.1992, ivi residente, sottoposto alla misura dell’obbligo quotidiano di presentazione alla p.g.;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>PIZZURRO Emilio</strong>, nato a Palermo il 26.08.1958, ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>PUCCIO Aurelio, </strong>di Giovanni, nato a Corleone il 3 gennaio 1956, residente a Palermo, sottoposto agli arresti domiciliari;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>PUCCIO Leandro</strong> di Aurelio,nato a Palermo, il 24.03.1985, ivi residente, sottoposto agli arresti domiciliari;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>BARONE Domenico</strong>, nato a Palermo il 19.10.1981, ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>BIONDINO Girolamo</strong>, nato a Palermo in data 8.09.1948 ed ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>BONFIGLIO Maurizio </strong>di Giuseppe, nato a Palermo il 10.03.1969, ivi residente, sottoposto agli arresti domiciliari;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>CALVARUSO Giuseppe</strong>, nato a Palermo il 31.12.1982, ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>CAPORRIMO Francesco</strong>, nato a Palermo il 26.07.1944, ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>CIARAMITARO Gaetano</strong>, nato a Palermo in data 01.09.1969, ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>CLEMENTE Leonardo</strong>, nato a Palermo il 5.12.1966, ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>D’URSO Salvatore</strong>, nato a Palermo il 30.07.1974 ed ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>DAVI’ Giuseppe Fabio</strong>, nato a Liestal (CH) il 23.05.1976 e residente a Palermo, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>FAVALORO Gioacchino</strong>, nato a Palermo il 09.02.1980, ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>GLORIA Fabio, inteso FAIA, </strong>nato a Palermo il 29.12.1975, ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>GUERRERA Silvio</strong>, nato a Palermo in data 08.10.1961, ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>ILARDI Sergio</strong>, nato a Palermo il 19.11.1969 ed ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>LI VIGNI Rosario</strong>, nato a Palermo il 12.12.1970, ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>LO PRESTI Angelo</strong>, nato a Palermo il 23.01.1969, ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>SARDISCO Roberto</strong>, nato a Palermo in data 8.02.1975, ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>SPINA Antonino</strong>, nato a Palermo il 18.06.1985, ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere;</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>TAORMINA Girolamo</strong>, nato a Palermo il 18.06.1982, ivi residente, sottoposto alla custodia cautelare in carcere.</li>
</ol>
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