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	<title>SiciliaInformazioni &#187; M5S</title>
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	<description>Quotidiano online della Sicilia</description>
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		<title>M5S: &#8220;Giusti i controlli nei locali, ma la legge sia uguale per tutti&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jul 2015 14:20:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>“Giusti i controlli e le eventuali sanzioni, ma la legge sia uguale per tutti”. Il M5S di Palermo fa sentire la sua voce sulla questione dei locali palermitani “Antiruggine” e  “Basquiat”. “Nessuno – dicono i deputati all&#8217;Ars Ciaccio e La Rocca &#8211; mette in dubbio il necessario e generale rispetto delle regole, ma non vorremmo che le storie</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>“Giusti i controlli e le eventuali sanzioni, ma la legge sia uguale per tutti”.</strong> Il M5S di Palermo fa sentire la sua voce sulla questione dei locali palermitani <strong>“Antiruggine” e  “Basquiat”.</strong><br />
“Nessuno – dicono i deputati all&#8217;Ars Ciaccio e La Rocca &#8211; mette in dubbio il necessario e generale rispetto delle regole, ma non vorremmo che le storie  di questi locali rappresentassero l&#8217;emblema di un&#8217;amministrazione che opera con due pesi e due misure e, soprattutto, senza ascoltare. Per questo chiederemo  all&#8217;assessore Marano di organizzare un incontro con i commercianti. Crediamo tutti nel rispetto delle regole, ma è necessario uno sforzo da entrambe le parti. Dietro un possibile accanimento verso alcuni rispetto ad altri crediamo sia necessario un doveroso chiarimento nell&#8217;interesse di tutti”.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Appena la scorsa settimana – dice Claudia La Rocca &#8211; abbiamo incontrato <strong>il prefetto di Palermo proprio per parlare del problema della sicurezza in centro storico,</strong> a tratti terra di nessuno, con problemi legati a furti, danneggiamenti alle auto ed aggressioni. Abbiamo visto con i nostri occhi sia a Ballarò, sia alla Vucciria, locali che dovrebbero rimanere chiusi per motivi di sicurezza legati alle condizioni degli edifici, con tanto di ordinanza appesa, ugualmente aperti. E questo a fronte di altri, altrove, che vengono sanzionati, anche pesantemente. Il tema sicurezza e legalità è fondamentale, sia per gli stessi abitanti, sia per l&#8217;economia locale, i turisti si devono sentire accolti e al sicuro, ma finora non sembrano esserci strategie efficienti”.</p>
<p style="text-align: justify;">“Chiediamo – dice Ciaccio &#8211; <strong>una seria riflessione, sia sulla situazione generale, sia sugli episodi in questione.</strong> Sono diversi i locali che vivono al limite dell&#8217;esasperazione, cosa si vuole ottenere? In un momento di crisi economica come quello che stiamo attraversando, le istituzioni e le forze dell&#8217;ordine dovrebbero confrontarsi con chi lavora con difficoltà sul territorio, ma questi atteggiamenti rischiano soltanto di aumentare la distanza delle istituzione dalla gente”</p>
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		<title>&#8220;Stop al blocco degli appalti&#8221;  M5S, all&#8217;Ars si discute il ddl</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2015 16:38:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>“Stop al blocco degli appalti pubblici”, questo l’intento del disegno di legge a firma del deputato M5S Sergio Tancredi, incardinato ieri e che si discuterà domani in Aula a Palazzo dei Normanni. “Il ddl – afferma Tancredi &#8211; aumenta la possibilità di completamento delle opere pubbliche, risolvendo finalmente il problema che affligge la Sicilia da</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>“Stop al blocco degli appalti pubblici”,</strong> questo l’intento del disegno di legge a firma del deputato <strong>M5S</strong> Sergio Tancredi, incardinato ieri e che si discuterà domani in Aula a Palazzo dei Normanni.</p>
<p style="text-align: justify;">“Il ddl – afferma Tancredi &#8211; aumenta la possibilità di <strong>completamento delle opere pubbliche,</strong> risolvendo finalmente il problema che affligge la Sicilia da anni, quello delle incompiute appunto. Ma soprattutto dice <strong>&#8220;no&#8221; alle infiltrazioni della criminalità organizzata nelle gare pubbliche”</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">“Le parole d’ordine &#8211; aggiunge il parlamentare Cinquestelle &#8211; sono, quindi, risparmio pubblico e maggiore efficacia, evitando quegli eccessivi ribassi che sino ad oggi hanno impedito troppo di frequente alle aziende di completare i lavori”.</p>
<p style="text-align: justify;">“E’ un testo – afferma il presidente della IV Commissione Giampiero Trizzino – nato dall’incontro di numerose categorie professionali e che darebbe una boccata d’ossigeno alle aziende siciliane. Non si comprende il perché Cracolici, deputato di lungo corso e dunque consapevole delle difficoltà della pubblica amministrazione in un settore così delicato, si metta di traverso a questa riforma”.</p>
<p style="text-align: justify;">“Rassicuriamo <strong>Cracolici</strong> – continua Trizzino &#8211; <strong>che le sue motivazioni non sono suffragate dall&#8217;esperienza della Valle d&#8217;Aosta,</strong> dove è in vigore una legge di analogo contenuto da più di 10 anni, la quale non ha mai subito alcuna impugnativa”. “Invitiamo, dunque, tutti i colleghi deputati degli altri gruppi parlamentari – concludono i 14 Cinquestelle all’Ars &#8211; a votare favorevolmente il ddl che, oltre a dare respiro alle aziende e consentire una gestione funzionale degli appalti pubblici, spazza via le infiltrazioni della criminalità organizzata”.</p>
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		<title>A19, M5S gongola: &#8220;Nostra soluzione rapida ed economica&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jun 2015 10:27:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#8220;I sindaci si dicono pronti a fare azioni eclatanti qualora i governi regionale e nazionale non prendano in immediata considerazione qualsiasi soluzione rapida ed economica&#8221;. Lo ha detto il deputato nazionale del M5S, Azzurra Cancelleri, al termine di un incontro a Bompietro, nel palermitano, con i sindaci di alcuni comuni madoniti. &#8220;Il bypass stradale, targato</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&#8220;I sindaci si dicono pronti a fare azioni eclatanti qualora i governi regionale e nazionale non prendano in immediata considerazione <strong>qualsiasi soluzione rapida ed economica&#8221;</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo ha detto il deputato nazionale del M5S, <strong>Azzurra Cancelleri,</strong> al termine di un incontro a Bompietro, nel palermitano, con i sindaci di alcuni comuni madoniti.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Il bypass stradale, targato M5S, &#8211; afferma Cancelleri &#8211; sarà realizzato sul versante di Scillato perchè geologicamente migliore, mentre l&#8217;attuale proposta progettuale dell&#8217;Anas pare interessi il lato di Caltavuturo, già martoriato da continue frane. L&#8217;idea progettuale prevede inoltre di investire direttamente il Genio militare che e&#8217; in grado sia di costruire ponti Bailey, sia di poter effettuare la manutenzione ordinaria delle strade, <strong>agendo in piena e totale autonomia.</strong> Insomma &#8211; conclude il deputato M5S &#8211; qualora Governo, Regione siciliana, Anas e Protezione Civile non prendano in considerazione un&#8217;idea tanto semplice quanto economica e veloce, sara&#8217; l&#8217;ennesima palese <strong>dimostrazione dell&#8217;artata volonta&#8217; di fare le cose non nell&#8217;interesse dei cittadini</strong> ma nell&#8217;interesse di pochi soggetti che sull&#8217;emergenza stanno gia&#8217; sfregandosi le mani con espropri ed affidamenti&#8221;.</p>
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		<title>&#8216;Pagate 1500euro o l&#8217;ente chiude&#8217;  Formazione, denuncia del M5S</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Jun 2015 13:42:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Pagare pur di lavorare. Ci sarebbe pure questo tra le infinite storture della formazione professionale siciliana. Numerosi dipendenti da un ente di formazione di Palermo, su precisa richiesta dei datori di lavoro, avrebbero sborsato 1500 euro a testa per consentire ai vertici dell&#8217;istituto di coprire debiti pregressi e consentirgli di evitare di chiudere i battenti.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Pagare pur di lavorare. Ci sarebbe pure questo tra le infinite storture della <strong>formazione professionale siciliana.</strong> Numerosi dipendenti da un ente di formazione di <strong>Palermo</strong>, su precisa richiesta dei datori di lavoro, avrebbero sborsato <strong>1500 euro a testa</strong> per consentire ai vertici dell&#8217;istituto di coprire debiti pregressi e consentirgli di evitare di chiudere i battenti. E tutto questo in un periodo tutt&#8217;altro che felice per i lavoratori, già all&#8217;epoca dei fatti (mese di novembre 2014) senza stipendio da diversi mesi e con una miriade di problemi economici da fronteggiare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il condizionale in questa vicenda è d&#8217;obbligo, visto che il M5S</strong> ne è venuto a conoscenza grazie ad alcune delle numerose denunce postate nel <strong>sito anticorruzione,</strong> messo in piedi qualche mese fa dai parlamentari nazionali e regionali del Movimento per far venire alla luce scambi di mazzette e traffici illeciti, o comunque poco chiari, nella pubblica amministrazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A testimoniare l&#8217;operazione, secondo le diverse denunce raccolte dal sito</strong>, ci sarebbero pure bonifici bancari e la testimonianza (questa volta senza condizionale) di due ex dipendenti dell&#8217;ente, a conoscenza della vicenda, ma nella quale non sono stati coinvolti in quanto nel novembre del 2014 erano già stati licenziati. I due, che per il momento preferiscono rimanere anonimi, sono comunque pronti a testimoniare, qualora la cosa dovesse rivelarsi necessaria.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Sulla questione – dicono le deputate M5S all&#8217;Ars Gianina Ciancio e Valentina Zafarana –</strong> al nostro sito sono arrivate diverse segnalazioni. Abbiamo provato a contattare gli autori, ma ai numeri indicati non ha risposto mai nessuno, a parte i due che ci hanno raccontato i fatti. La cosa, comunque, non ci sorprende. La paura di perdere il posto di lavoro in questi casi è spesso maledettamente condizionante”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per cercare di far completa luce sulla vicenda Ciancio e Zafarana</strong> hanno scritto una interrogazione diretta al presidente della Regione Crocetta e all&#8217;assessore alla Formazione Lo Bello. Ai due alti rappresentati della Regione le parlamentari chiedono “in virtù del loro potere di controllo e di vigilanza sulla gestione tecnica ed amministrativa delle attività di addestramento professionale dei lavoratori&#8230;quali iniziative intendano assumere al fine di richiedere tutti gli atti relativi alla gestione finanziaria ed amministrativa dell&#8217;ente in questione&#8230; e se, riscontrate eventuali ipotesi di reato, non ritengano utile adire le vie giudiziarie al fine di accertare eventuali responsabilità”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“L&#8217;ente in questione &#8211; continuano &#8211; Zafarana e Ciancio &#8211; secondo le denunce raccolte</strong> dal portale avrebbe commesso altre irregolarità che vanno dal lucro sugli affitti degli immobili, all&#8217;alterazione dei registri per incassare maggiori rimborsi, solo per citare alcuni esempi. Una indagine dell&#8217;assessorato a nostro avviso è più che doverosa”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le segnalazioni sulla Formazione non sono le uniche pervenute al sito anticorruzione del M5S,</strong> che in poco più di 4 mesi ha toccato quasi quota 400 denunce.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Molte di queste &#8211; afferma la deputata alla Camera Giulia Di Vita,</strong> una delle principali promotrici del sito &#8211; sono al vaglio dei deputati e dei loro collaboratori, e alcune sembrano anche abbastanza interessanti. Sappiamo che il sito non può certo arginare l&#8217;imponente valanga dei fenomeni corruttivi. Alla lunga, però, potrebbe anche fungere da deterrente ed evitarne diversi. E in questo caso il sito avrebbe raggiunto il suo scopo.  Ringraziamo quanti si stanno mettendo in gioco anche anonimamente e che se i cittadini prendono consapevolezza del potere della legalità questo sarà solo l&#8217;inizio&#8230;”.</p>
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		<title>Piazza Armerina, allarme del M5S  &#8220;Villa del Casale a rischio&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Jun 2015 08:02:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>“Il degrado la fa da padrone alla Villa Romana del Casale di Piazza Armerina. Il sito, dichiarato patrimonio dell’umanità già nel lontano 1997, raccoglie ad oggi la più grande varietà di mosaici al mondo. Ma accade che parte degli antichi reperti abbiano ancora il vecchio rivestimento in plexiglas, per l’esattezza il 20 percento del totale; alcune tessere</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">“Il degrado la fa da padrone alla<strong> Villa Romana del Casale di Piazza Armerina.</strong> Il sito, dichiarato patrimonio dell’umanità già nel lontano 1997, raccoglie ad oggi la più grande varietà di mosaici al mondo. Ma accade che parte degli antichi reperti abbiano ancora il vecchio rivestimento in plexiglas, per l’esattezza il 20 percento del totale; alcune tessere sono visibilmente sollevate a causa di problemi di drenaggio dell’acqua; e ancora, gli accessi ad alcune zone della Villa sono interdetti; mentre, i posteggi per i turisti sono in pessime condizioni”. È questa la denuncia del <strong>Movimento 5 Stelle all’Ars</strong> e degli attivisti Cinquestelle di Piazza Armerina.</p>
<p><strong>La deputata regionale Angela Foti chiede l’immediata istituzione del ‘Comitato di Gestione’.</strong> La stessa richiesta era già stata avanzata proprio dall’Unesco già nel ’97. Ora l’agenzia delle Nazioni unite, a seguito di una visita in Sicilia, minaccia la cancellazione dall’elenco di diversi siti, proprio a causa della mancata istituzione del Comitato. “Ed ecco le vergogne della nostra Terra, – affermano gli attivisti del comune nell’Ennese – la cattiva gestione dei siti e la mancata ottemperanza dei dettami dell’Agenzia delle Nazioni unite rappresentano, infatti, una disagio che si riverbera sull’economia siciliana e ne comporta ingenti danni, sia economici che di immagine”.</p>
<p><strong>“Pensare che i lavori di recupero funzionale, &#8211; continua la deputata Cinquestelle &#8211; </strong>autorizzati nel 2003, iniziati nel 2007 e consegnati nel 2012, sono ancora parziali. In pratica, sono stati spesi milioni di euro per un lavoro mai completato”. “Ovviamente vogliamo vederci chiaro – concludono in coro la deputata e gli attivisti M5S &#8211; il governo faccia luce sulle numerose problematiche: qual è l’entità reale dei costi sostenuti per il progetto e il restauro del sito? Vogliamo conoscere l’importo complessivo dei fondi Ue utilizzati e le ragioni del mancato completamento dei lavori; mentre l’accertamento di eventuali responsabilità; e quindi, la risoluzione dei problemi di viabilità e sicurezza delle strade che conducono al sito”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Di seguito la denuncia dettagliata del Movimento 5 Stelle: </strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Circa il 20 percento dei mosaici mantengono ancora il vecchio rivestimento in plexiglas, il quale crea un effetto serra e sbalzi di temperatura che accelerano il processo di deterioramento delle opere. Il Triclinium, ciclo di mosaici che di per sé ha un valore inestimabile, non è stato, restaurato e molte delle tessere sono già saltate; l’ opera appare sporca e opaca, inoltre gli accessi alle due scale laterali che portano alle passerelle sono chiusi e quindi è impedita la visione dall’alto di una delle scene musive più belle della Villa Romana. Sono visibili ancora molti problemi di drenaggio dell’acqua, in quanto, ad appena tre anni dalla fine dei lavori di restauro, la presenza di umidità deturpa i mosaici e solleva le tessere, i cui rigonfiamenti vengono incredibilmente tenuti fermi da semplici pietre poggiate sopra, compromettendo il sito e mettendo in dubbio la validità degli interventi effettuati. Le nuove coperture realizzate in rame, inoltre, a causa della pioggia e della mancanza di manutenzione, rilasciano il verderame che macchia le pavimentazioni sottostanti, rischiando di compromettere i mosaici. Ancora, nelle aree commerciale e di parcheggio antistanti la Villa del Casale, il manto di copertura in cemento dell’opera aperta al traffico è già completamente sbriciolato e si è trasformato in un grande sterrato polveroso, per via del calcestruzzo impoverito utilizzato in fase di costruzione. Alle problematiche suesposte si aggiungano le pessime condizioni in cui versa la strada provinciale 15, unica arteria che collega Piazza Armerina alla Villa del Casale, le cui corsie sono spesso chiuse al transito, costellate da buche, interessate da frane e prive delle adeguate barriere stradali, che mettono a rischio la viabilità verso il sito Unesco&#8221;.</p>
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		<title>La specialità del M5S siciliano: partito-social e le sue conquiste</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Jun 2015 07:59:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Il salto di qualità compiuto dal Movimento 5 Stelle in Sicilia è innegabile: da partito di protesta, nell’immaginario collettivo, è diventato un solido schieramento che suscita consenso per le opinioni che manifesta, le scelte che “professa”, la tenacia con ci persegue i suoi obiettivi. È vero che non rinuncia ai colpi di teatro, ma la</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il salto di qualità compiuto dal <strong>Movimento 5 Stelle</strong> in Sicilia è innegabile: da partito di protesta, nell’immaginario collettivo, è diventato un solido schieramento che suscita consenso per le opinioni che manifesta, le scelte che “professa”, la tenacia con ci persegue i suoi obiettivi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>È vero che non rinuncia ai colpi di teatro, </strong>ma la sua forza di penetrazione cresce e si consolida grazie agli strumenti che utilizza, e cioè la rete. È l’unico schieramento che si affida al web in modo strutturale, che ne fa il luogo della democrazia, un must indiscutibile. Fuori dai grillini, c’è il vuoto nell’uso della rete. I circoli sono oleogrammi delle vecchie sezioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il partito-social parte, dunque, con un vantaggio importante</strong>, perché gestisce un’agorà, una piazza mediatica, ed impone così le sue opinioni, idee, iniziative. Più che la qualità del “prodotto” è lo strumento di penetrazione che fa la differenza, come avviene nel mercato. Certo, il Movimento coglie meglio di altri gli umori prevalenti e li rappresenta in modo “professionale”, mentre altri annaspano, affidandosi ai media. Che “filtrano”, sono incostanti, cercano di mantenere, com’è giusto che sia, la loro identità.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In definitiva il Movimento 5 Stelle ha una comunicazione proprietaria</strong>, mentre gli altri partito dispongono di “stanze” in affitto, alle quali accedono talvolta con difficoltà e tal altra pagando pegno.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Movimento 5 Stelle in Sicilia ha costruito, inoltre, una sua identità</strong>. Appare il più lontano, non solo fisicamente, dai dioscuri, Grillo e Casaleggio, nonostante si ispiri a loro. Grazie all’attività parlamentare svolta dai deputati regionali, grillini, al Palazzo dei Normanni, che è una buona cassa di risonanza per il lavoro delle opposizioni. La “specialità” siciliana, dunque, aiuta e sostiene la diversità grillina dell’Isola. Gli regala una comunicazione forte, prevalente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’en plein ai ballottaggi, in Sicilia </strong>– con la conquista dei comuni di Augusta e Gela, le aree petrolchimiche, si spiega anche con queste buone ragioni, oltre che con la rivolta siciliana contro l’industria di base, pubblica e privata, i suoi miasmi, la rapacità, la fuga dai luoghi desertificati.</p>
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		<title>Himera, M5S lancia progetto  per la bretella sull&#8217;A19</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2015 10:56:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>La settima scorsa aveva annunciato la ricostruzione della regia trazzera di Caltavuturo, oggi il Movimento  Cinque Stelle lancia il suo progetto per la bretella sull&#8217;autostrada  A19 Palermo-Catania, realizzabile &#8220;in meno di un mese e al costo di  circa 1,5 milioni di euro&#8221;. A presentarlo oggi, durante una conferenza stampa a Palazzo dei Normanni, sono stati</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La settima scorsa aveva annunciato la ricostruzione della regia trazzera di Caltavuturo, oggi il <strong>Movimento  Cinque Stelle</strong> lancia il suo progetto per la <strong>bretella sull&#8217;autostrada  A19 Palermo-Catania,</strong> realizzabile &#8220;in meno di un mese e al costo di  circa 1,5 milioni di euro&#8221;. A presentarlo oggi, durante una conferenza stampa a Palazzo dei Normanni, sono stati i deputati nazionali e regionali del Movimento.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Quella di oggi è una risposta all&#8217;inerzia dei governi nazionale</strong> e  regionale che evidentemente non si rendono conto dei danni che il  cedimento del viadotto Himera sta causando alla Sicilia &#8211; ha detto la  deputata <strong>Azzurra Cancelleri</strong> &#8211; Il progetto è già stato sottoposto,  giovedì scorso, allo sfaff del ministro Graziano Delrio e al  commissario Guardabassi che si sono complimentati per il lavoro svolto e hanno assicurato che lo prenderanno in seria considerazione. Vedremo se la nostra proposta ha aiutato il ministero a rompere gli schemi e  intraprendere un percorso di legalità o preferiranno continuare con le deleghe come fatto fino ad oggi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il progetto, realizzato da alcuni professionisti del meetup di Caltanissetta,</strong> in collaborazione con i deputati nazionali  Cinquestelle, potrebbe essere realizzato in meno di un mese e a costi  molto ridotti grazie al coinvolgimento del Genio militare. L&#8217;idea è  quella di realizzare un bypass sulla sponda sinistra del fiume Himera, meno interessata dai movimenti franosi che hanno provocato il dissesto dell&#8217;autostrada, utilizzando la vecchia strada di servizio denominata  &#8220;Lodigiana&#8221; e che fu utilizzata dall&#8217;omonima impresa per realizzare il viadotto Himera.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per il collegamento tra la bretella e l&#8217;autostrada</strong> è prevista poi la  realizzazione di un ponte &#8220;Bailey&#8221; a doppia campata, idoneo al  transito dei mezzi pesanti, attualmente interdetto anche sulla  viabilità alternativa. &#8220;Il Genio militare &#8211; spiega la deputata Claudia Mannino, componente della commissione Ambiente alla Camera &#8211; può  contare su uomini e mezzi idonei sia alla realizzazione del ponte  Bailey sia alla manutenzione della strada di servizio denominata  Lodigiani. L&#8217;esercito non serve solo per fare le guerre ma ha anche  una funzione civile ben venga quindi l&#8217;utilizzo del Genio a supporto  della popolazione&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mannino ha sottolineato come &#8220;a monte di queste proposte</strong> c&#8217;è ovviamente l&#8217;intervento immediato sulla frana che investe un  territorio molto più ampio. Non ha senso ricostruire il ponte crollato se prima non si interviene aiutando i comuni che stanno subendo i  danni provocati dalla frana&#8221;. &#8220;Questo progetto è una soluzione  immediata e noi non molleremo almeno fino a quando qualcuno non ci  presenterà una soluzione migliore&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il progetto, sottolineano i professionisti del meetup di Caltanissetta,</strong> avrebbe diversi vantaggi: innanzi tutto i tempi ridotti sia in termini di affidamento, in quanto i lavori verrebbe  direttamente realizzati dallo Stato attraverso il reparto di  riferimento del reggimento Genio guastatori, sia per quanto attiene  alla realizzazione, dato che la strada Lodigiani è già esistente.  Inoltre si tratterebbe di opere reversibili e che non interferirebbero in alcun modo con il nuovo intervento per la realizzazione  dell&#8217;infrastruttura principale.</p>
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		<title>I ballottaggi sono referendum, trionfa l’infedeltà. Gela, Enna, Venezia…</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2015 08:21:58 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Se arrivano al ballottaggio vincono: <strong>è questo il verdetto dei ballottaggi sui “cinque stelle”.</strong> L’en plein non può essere ignorato, è uno dei messaggi più netti della tornata elettorale. I grillini hanno guadagnato <strong>pochi comuni sui 78 in palio,</strong> ma hanno stravinto tutte le volte che hanno superato il primo turno. La riforma elettorale appena approvata dal Parlamento prevede il ballottaggio nel caso in cui nessuno dei partiti riesca a superare il 40 per cento dei voti validi. Potrebbe perciò ripresentarsi su scala nazionale la partita delle amministrative, perché<strong> il raggiungimento della soglia è proibitivo per ogni schieramento,</strong> ed anche per lo steso Pd, che sembra avere perso lo smalto delle europee e si è allontanato da quel 41 per cento “storico” che fece gridare al miracolo e santificare Matteo Renzi.</p>
<p style="text-align: justify;">Sottoposto a stress-test, <strong>l’Italicum si rivela ora una trappola per il Pd</strong> che l’ha pensato e fortemente voluto. Non solo per la temibile concorrenza dei “cinque stelle”, ma per la ritrovata “condizione” del centrodestra che riesce a vincere tutte le volte che ritrova l’unità.</p>
<p style="text-align: justify;">I ballottaggi rivelano che il secondo “schieramento”, qualunque sia – e soprattutto se è grillino – raccoglie al secondo turno, <strong>come per incanto, i suffragi dell’opposizione.</strong> Il secondo turno si trasforma in un referendum contro i “governativi”, i colori si annaccquano, e a vincere è il “no”; <strong>che sia pentastellato, leghista, o azzurro non importa</strong>. Le chances del “no” finiscono godono di un vantaggio di “trascinamento”, e raccolgono consensi, a prescindere.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ un automatismo del tutto inedito, <strong>che rompe con la fedeltà allo schieramento</strong>, il segno che la volubilità dell’elettorato è alta. Gli elettori cambiano idea a seconda del tipo di voto e fra una elezione e l’altra, anche se si tratta di un tempo breve, le due settimane che intercorrono fra il primo turno ed il ballottaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">La <em>conventio ad escludendum</em> <strong>non ha bisogno di tavoli che sanzionino le intese</strong>, basta annusare l’aria e le cose vanno come devono andare: il “no” si assemblea naturalmente e sconfigge il partito che parte meglio degli altri. Si negano le intese, a ragione, dunque, ma fino a un certo punto. E’ inequivocabile il fatto che a tracciare la strada per il “no” referendario siano le formazioni arrivate al secondo o terzo posto. <strong>E’ il caso di Venezia, Gela ed Enna.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">A Venezia i grillini hanno lasciato che vincesse l’avversario di Casson, magistrato ed antirenziano storico, esponente di punta della minoranza di sinistra, che aveva esultato dopo la sua vittoria alle primarie. La neutralità attiva dei grillini ha fatto la differenza, <strong>perché Casson aveva staccato di molti punti il suo avversario</strong> al primo turno, ill candidato di “area popolare”, Brugnaro. L’ex magistrato, beninteso, non è stato tradito dai suoi amici grillini, ma ha pagato la rappresentanza oggettiva della continuità – il Pd governa Venezia da venti anni – e l’appartenenza al partito di governo, da “piegare” con un buon uso dei ballottaggi.</p>
<p style="text-align: justify;">A Gela il neo sindaco grillino, <strong>Domenico Messinese, ha stracciato il suo avversario</strong>, perché i candidati di centrodestra esclusi dal ballottaggio, hanno dato chiare indicazioni di voto a suo favore. Se non l’avessero fatto, Messinese avrebbe probabilmente vinto lo stesso, ma non certo con un risultato straripante (il 65 per cento).</p>
<p style="text-align: justify;">A Enna è accaduto il contrario. Il candidato grillino escluso dal ballottaggio ha perorato, di fatto, la causa dello sfidante, Carmelo Di Pietro, dichiarando che il Movimento mai avrebbe sostenuto <strong>Crisafulli, l’ex senatore Pd superfavorito.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La prova generale dell’Italicum regala, dunque, delle indicazioni ben precise, sulle quali i partiti, soprattutto il Pd, avranno modo di riflettere.<strong> La nuova legge elettorale può diventare un boomerang</strong> per i dem, dopo essere stata rubricata come uno “scandaloso” tentativo di conquistare l’Italia per il partito della nazione sia dalle opposizioni esterne quanto dalla minoranza Pd.</p>
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		<title>Gela, Pd batte Pd: 21 anni di egemonia fermata dal M5S</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2015 21:35:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Il Pd ha sconfitto il Pd. Un caso più unico che raro. Moventi? Multipli, chi crede di avere la verità a portata di mano e spiegare la sconfitta del sindaco uscente, Angelo Fasulo (Pd) con una causa netta ed inequivocabile si sbaglia di grosso. C’è tanta ruggine e tanta rabbia dietro il successo grillino nella</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il Pd ha sconfitto il Pd. Un caso più unico che raro. Moventi? Multipli, chi crede di avere la verità a portata di mano e spiegare la sconfitta del sindaco uscente, <strong>Angelo Fasulo</strong> (Pd) con una causa netta ed inequivocabile si sbaglia di grosso.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>C’è tanta ruggine e tanta rabbia dietro il successo grillino</strong> nella città simbolo dell’industrializzazione “pubblica” nel Mezzogiorno d’Italia, c’è dentro la sorte del petrolchimico, che ha spento le luci dall’oggi al domani, ci sono le aspettative deluse del presidente della Regione, gelese, alle prese con lo sfascio della Regione in crisi, c’è la voglia di archiviare la pratica Crocetta da parte dei maggiorenti Pd (lo schema ligure), e c’è infine il bisogno, ormai irrefrenabile, di cambiare tutto, succeda quel che deve. Insomma alle urne, l’equivalente di un “basta, siamo stufi”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’alternativa, infine. Il Movimento 5 Stelle</strong> è apparso il più strenuo combattente della politica industriale dell’Eni. Gli ambientalisti lo hanno scelto, e con loro la fabbrica, che è stata di fatto smantellata. Una “alleanza” inedita, dunque.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I numeri parlano da soli, mostrando la dimensione del fenomeno, la rivolta</strong>: il Partito democratico (Pd e Megafono, due facce della stessa medaglia), ha ottenuto il risultato migliore della tornata amministrativa, quasi diciassettemila voti, la maggioranza in consiglio comunale. Avrebbe diritto di brindare alla vittoria. Ma come fa, se è riuscito a decretare la sconfitta del suo candidato? Il sindaco uscente del Pd ha guadagnato appena la metà dei voti democratici al primo turno, molti di meno al ballottaggio, dove la sconfitta è stata ancora bruciante: il 65 per cento dei suffragi a Domenico Messinese, il candidato del M5S, e il 35 ad Angelo Fasulo. Una distanza siderale, nessun precedente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Da ventun anni, allorché si votò nella prima elezione diretta del sindaco</strong>, il comune è retto dalla sinistra. Da ventun anni non è mai capitato, inoltre, che il sindaco uscente fosse sconfitto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Facendo salvi i meriti del candidato grillino, Messinese</strong>, sarebbero prevalsi i demeriti di Angelo Fasulo? Tanti giurano che Fasulo è “innocente”, avrebbe indossato il saio, avrebbe portato la croce addosso (anzi, la…Crocetta). Ma nemmeno questa tesi regge del tutto. Solo i moventi multipli, possono aiutarci a spiegare il caso Gela. Del quale, siamo convinti, si discetterà a lungo. E non solo: c’è chi comincia a contare i giorni che separano il ballottaggio appena concluso dalla prossima partita elettorale.</p>
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		<title>Porto Torres, Augusta e Gela: rivolta del Sud contro industria di base</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2015 18:57:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Porto Torres, Augusta e Gela: è un trittico che non può essere ignorato. In questi tre grossi centri, tutti ubicati nel Mezzogiorno – uno in Sardegna e due in Sicilia – il centrosinistra è stato sconfitto, e il comune è stato conquistato dal Movimento 5 Stelle. Un verdetto inequivocabile, che non può essere spiegato solo</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Porto Torres, Augusta e Gela: è un trittico che non può essere ignorato. In questi tre grossi centri, tutti ubicati nel Mezzogiorno – uno in Sardegna e due in Sicilia – <strong>il centrosinistra è stato sconfitto</strong>, e il comune è stato conquistato dal <strong>Movimento 5 Stelle</strong>. Un verdetto inequivocabile, che non può essere spiegato solo dalla contesa politica locale, perché in tutte e tre le piazze è prevalso lo schieramento che più di ogni altro ha espresso il proprio <strong>dissenso verso la politica industriale del Paese</strong> e, segnatamente, gli insediamenti petrolchimici. Voto d’opinione, dunque, ed ambientalista, seppure in chiave grillina.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>È la prima volta che il Mezzogiorno si ribella in modo univoco e conclamato</strong>, è la prima volta che l’ambientalismo e la fabbrica si alleano per bocciare l’intervento industriale, lo sfruttamento del suolo per le estrazioni petrolifere, lo sviluppo del Mezzogiorno legato alla petrolchimica.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Gela è la città che guida la rivolta</strong>: ha bocciato, di fatto, il protocollo firmato dall’Eni e dal governo nazionale, con il beneplacito della Regione siciliana, del Comune e dello steso sindacato, la riconversione green della raffineria, di fatto smantellata negli ultimi mesi.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Ad Augusta e Porto Torres, dove non ci sono le partecipazioni statali</strong>, non è andata diversamente. I sacrifici delle comunità sull’altare del posto di lavoro – sacrifici ambientali (inquinamento atmosferico, del suolo ecc.) – non sono stati ricompensati nemmeno dal mantenimento del posto di lavoro e dalla promessa, in tempi brevi, di una reale riconversione industriale. L’Eni a Gela paga decenni di immobilismo. Né alternativa plausibile, né manutenzione ordinaria per tenere sulla soglia minima gli impianti. In più, un tira e molla talvolta di sapore ricattatorio – trivelle, parametri ambientali ridotti al minimo ecc. – in cambio del mantenimento dei posti di lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Se nei tre comuni “petrolchimici” non fosse prevalso lo stesso soggetto politico</strong>, il Movimento 5 Stelle, l’analisi potrebbe essere meno perentoria, ma il successo dei grillini non lascia dubbi sulla natura della bocciatura.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Ora comincia un’altra storia. Difficile da gestire. </strong>I grillini vorranno mantenere le promesse ed ingaggeranno un corpo a corpo con la fabbrica. Dovranno vedersela con interlocutori con il pelo sullo stomaco, pronti a smantellare tutto dall’oggi al domani. È una partita che fa tremare le vene dei polsi.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Le vertenze dei poli petrolchimici</strong>, si trasferiranno a Roma, e diventeranno caso nazionale. E per le comunità che vivono ancora di quel che resta dell’industria, potrebbero essere tempi bui.</p>
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