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	<title>SiciliaInformazioni &#187; gela</title>
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		<title>Lavoratori trasferiti a Torino: Gela, cancelli bloccati al petrolchimico</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Oct 2014 09:25:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Protesta stamattina al Petrolchimico di Gela per cinque dipendenti trasferiti nel Torinese. A fermarsi stavolta sono i lavoratori del &#8220;diretto&#8221;, sostenuti dalle sigle sindacali di Cgil, Cisl ed Uil. Bloccati i cancelli. Secondo i sindacati questa sarebbe &#8220;l&#8217;ulteriore prova che l&#8217;Eni a Gela sta smobilitando&#8221;. I lavoratori dell&#8217;indotto sono invece regolarmente entrati. &#8220;L&#8217;azienda &#8211; sottolinea</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Protesta stamattina al Petrolchimico di Gela per cinque dipendenti trasferiti nel Torinese.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">A fermarsi stavolta sono i lavoratori del &#8220;diretto&#8221;, sostenuti dalle sigle sindacali di Cgil, Cisl ed Uil. Bloccati i cancelli. Secondo i sindacati questa sarebbe &#8220;l&#8217;ulteriore prova che l&#8217;Eni a Gela sta smobilitando&#8221;. I lavoratori dell&#8217;indotto sono invece regolarmente entrati.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;L&#8217;azienda &#8211; sottolinea l&#8217;Ugl di Caltanissetta</strong> -<strong> ha deciso arbitrariamente di procedere al trasferimento di cinque lavoratori</strong> nonostante fosse stato stabilito antecedentemente di non procedere allo svuotamento dell&#8217;azienda durante la fase di trattativa. Un tale comportamento &#8211; prosegue &#8211; non fa che inasprire il sistema delle relazioni industriali. Faremo tutto il possibile quindi per tutelare i dipendenti dello stabilimento e per risolvere il dramma sociale che si sta consumando nel nostro territorio&#8221;. (foto archivio)</p>
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		<title>Gela, Priolo e Milazzo: la sequenza  degli incendi fa paura</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Sep 2014 06:48:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>26 Febbraio 2014 le fiamme divampano nell’impianto “power former” della raffineria “Isab Sud”, controllata dalla Lukoil, nella zona industriale di Priolo, Siracusa; il 15 marzo 2014 un incendio spaventoso si sviluppa nel settore “coking 1” all’interno della raffineria Eni di Gela; il 26 settembre 2014 ancora fiamme, stavolta alla raffineria “Mediterranea” di Milazzo (partecipata in quota</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">26 Febbraio 2014 le fiamme divampano nell’impianto “power former” della raffineria <strong>“Isab Sud</strong>”, controllata dalla Lukoil, nella zona industriale di <strong>Priolo</strong>, Siracusa; il 15 marzo 2014 un incendio spaventoso si sviluppa nel settore “coking 1” all’interno della raffineria <strong>Eni di Gela</strong>; il 26 settembre 2014 ancora fiamme, stavolta alla raffineria “Mediterranea” di <strong>Milazzo</strong> (partecipata in quota paritaria da Eni e Kuwait Petroleum Italia).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le cause sono diverse, ma il ripetersi degli incidenti lascia aperte molte domande.</strong> La più importante delle quali riguarda i livelli di sicurezza delle raffinerie. La manutenzione degli impianti viene osservata scrupolosamente? C’è un problema di obsolescenza degli impianti? Le compagnie, pubbliche e private, investono le risorse necessarie per ottenere una sufficiente protezione?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Due delle tre raffinerie sono di proprietà di compagnie straniera,</strong> la Lukoil russa e la Mediterranea di Milazzo (partecipata dall’Eni), la terza – a Gela – è di proprietà dell’Ente Nazionale Idrocarburi. &#8221;Ciò che è accaduto nei giorni scorsi a Milazzo &#8211; sostiene in una nota il deputato Pdr Pippo Gianni, &#8211; non è plausibile nel terzo millennio. Ecco perché rinnovo, al presidente della Terza Commissione, Bruno Marziano, il mio invito a convocare i responsabili dei siti industriali in Sicilia (Gela, Priolo, Biancavilla, Milazzo) per verificare la messa in sicurezza degli impianti, il piano di ammodernamento, l&#8217;efficienza, adeguamento alle norme ambientali, perché evidentemente così come sono non vanno bene. Dobbiamo evitare che si ripropongano situazioni del genere”.</p>
<p style="text-align: justify;">(Foto: Salvo Bombara)</p>
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		<title>Fiamme a Milazzo, petrolchimica in Sicilia fonte di guai &#8211; FOTO/VID</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Sep 2014 07:15:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[SALVATORE PARLAGRECO]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Tanta paura, c&#8217;è chi ha preferito mettersi in auto e lasciare la propria casa. Un incendio di vaste proporzioni si è divampato la scorsa notte, intorno alle 0.45, all&#8217;interno della raffineria mediterranea a Milazzo, in provincia di Messina. Il rogo, scaturito per cause ancora da accertare, ha interessato un deposito che contiene circa un milione di litri</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Tanta paura, c&#8217;è chi ha preferito mettersi in auto e lasciare la propria casa. <strong>Un incendio di vaste proporzioni si è divampato la scorsa notte</strong>, intorno alle 0.45, all&#8217;interno della <strong>raffineria mediterranea a Milazzo</strong>, in provincia di Messina. Il rogo, scaturito per cause ancora da accertare, ha interessato un deposito che contiene circa un milione di litri di carburante. Sul posto sono impegnate decine di squadre dei vigili del fuoco, al lavoro per arginare le fiamme, visibili per diversi chilometri. <strong>Fiamme alte e minacciose visibili per chilometri</strong> hanno messo in fuga molti residenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Verso le otto del mattino i responsabili del vigili del fuoco</strong> hanno potuto riferire che l’incendio è sotto controllo. Non si sono registrati danni alle persone per fortuna. Un sospiro di sollievo, quando l’allarme è cessato. È vivo, infatti, il ricordo di un incendio che anni or sono provocò la morte di sette operai. <strong>Ma c’è chi dice che l’incendio durerà almeno quattro giorni</strong>, perché il gasolio è in grande quantità, con il conseguente rischio di disastro ambientale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’incidente di Pace del Mela tiene alta l’attenzione sull’industria chimica,</strong> che in Sicilia ha la sua massima espansione rispetto al resto del Paese. Milazzo, Priolo-Augusta e Gela, infatti, costituiscono insieme il polo petrolchimico più importante d’Italia. I tre grandi agglomerati industriali, che ospitano la chimica di base, furono realizzati negli anni Sessanta. Una scelta incoraggiata dall’estrazione del petrolio (Gela e Ragusa) e dal Ministero per gli Interventi straordinari nel Mezzogiorno.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le istituzioni siciliane ed il sindacato l’accolsero come una manna dal cielo,</strong> Roma potè spiegare che la questione meridionale, finora relegata ai saggi ed al dibattito politico, diventava una concreta azione di sviluppo. Nel Nord, probabilmente, c’era chi “benediceva” il nuovo corso, collocare al Sud l’industria di base (inquinante e costosissima), dopo una prima breve stagione di dissenso, guidata dai potenti gruppi industriali privati, contrari all’intervento delle partecipazioni statali, elemento di distorsione del mercato. Quando i privati (in Sardegna e in altre realtà meridionali), ebbero la loro fetta di incentivi, la chimica ubicata nel Sud, ed in Sicilia in particolare, ottenne l’unanimità.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Si sarebbe sperimentato presto, nel giro di un trentennio, che accanto ai problemi strutturali</strong> (inquinamento marino ed atmosferico, costi pubblici salati) si sarebbe combattuto con l’obsolescenza degli impianti e con le evoluzioni del mercato. Gela, Priolo-Augusta e Pace del Mela non possono difendersi dai guasti ambientali ed alla salute perché devono presidiare i posti di lavoro. Non si tratta di un ricatto pianificato e studiato a tavolino, ma di una condizione di oggettiva debolezza da parte di una regione, la Sicilia, che non consente alternative e deve difendere l’esistente, cattivo o buono che sia. Cul de sac, insomma.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le fiamme che si sono sprigionate a Pace del Mela</strong> propongono problemi di sicurezza generali legati al tipo di impianti, talvolta tuttavia gli incidenti richiamano l’attenzione alla qualità degli interventi di manutenzione degli impianti.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>(Foto e video: Giuseppe Tripoli)</em></p>

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<p><iframe src="//www.youtube.com/embed/EIUYJIzNHZM" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<title>Gela, inaugurano monumento agli americani, ma non invitano Usa</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Sep 2014 08:16:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[SALVATORE PARLAGRECO]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Domenica a Gela hanno inaugurato in pompa magna un monumento in ricordo dello sbarco degli americani nell’ultimo conflitto mondiale, il 10 luglio 1943, ma gli americani non sono stati invitati. Di loro nemmeno l’ombra, e nessuno ha saputo spiegare questa strana assenza. Le “invasioni di libertà”, in ricordo dello sbarco, organizzate e pagate dalla Regione</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Domenica a <strong>Gela</strong> hanno inaugurato in pompa magna un <strong>monumento in ricordo dello sbarco degli americani</strong> nell’ultimo conflitto mondiale, il 10 luglio 1943, ma gli americani non sono stati invitati. Di loro nemmeno l’ombra, e nessuno ha saputo spiegare questa strana assenza. <strong>Le “invasioni di libertà”, in ricordo dello sbarco</strong>, organizzate e pagate dalla Regione siciliana (una vecchia iniziativa che risale a quattro anni or sono circa), passeranno alla storia, dunque, per questa incredibile omissione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Difficile, infatti, trovare un episodio analogo negli annali della storia siciliana:</strong> promuovere un anniversario e realizzare una installazione (sul Lungomare Federico II, accanto al pontile sbarcatoio) in ricordo dei liberatori, tenuti alla larga dall’evento.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’assenza, tuttavia, sarebbe passata inosservata – e questa è un’altra incredibile stranezza &#8211; se Gerardo Sineri</strong>, artista originario di gela, che opera a Palermo, non avesse chiesto pubblicamente al sindaco ed agli organizzatori, conto e ragione della “grave omissione”. “Dove sono gli americani”, Sineri ha chiesto al sindaco, Angelo Fasulo. “A Sigonella”, ha risposto, ironicamente il primo cittadino, ignaro (è stata la Sovrintendenza di Caltanissetta a curare la manifestazione). Naturalmente, all’artista la risposta non è bastata.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Sento il bisogno di scusarmi con gli americani, non invitati alla manifestazione”</strong>, sbotta Gerardo Sineri, fuori dalla grazia di Dio. “La mia installazione è stata fatta per ricordare il loro contributo al ritorno della libertà e la democrazia nel nostro paese”. Lei non conosce le ragioni di questa scelta, architetto?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“No, dovete chiederlo agli organizzatori.</strong> Non è solo una scortesia, ma una inspiegabile omissione, che non ha nessuna motivazione”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pare che c’entri il Muos, il grande radar realizzato dalla US Navy nella vicina Niscemi.</strong> Non si sarebbe voluto recare offesa ai No Muos, provocando la reazione delle autorità municipali, che devono scegliere fra Gela e Caltanissetta per il Consorzio di comuni…</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Non ne so niente e non faccio illazioni, trovo semplicemente indegna la scelta”.</strong> Che cosa ha ispirato la sua istallazione? “Morirono tanti americani sulla spiaggia di Gela, la loro vita in cambio della nostra libertà. Abbiano il dovere di ricordarli, di esprimere la nostra gratitudine alle famiglie di coloro che hanno perso la vita… L’istallazione si ispira ad un gabbiano, un uccello di casa nel mare di Gela. Il gabbiano come simbolo di libertà e non solo…”.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>(Foto: Quotidiano di Gela)</em></p>
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		<title>&#8220;Invasioni di Libertà&#8221;, Gela  lancia messaggio di pace</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Sep 2014 10:15:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Un messaggio di pace che parte da oltre 2.000 anni fa. A lanciarlo è Gela che, per la sua posizione strategica, rappresenta una possibilità di incontro e integrazione tra i popoli, attraverso “Invasioni di Libertà”, un ambizioso progetto per trasformare la città in un punto di riferimento internazionale per la pace nel Mediterraneo. Fu proprio</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Un messaggio di pace che parte da oltre 2.000 anni fa. A lanciarlo è Gela che, per la sua posizione strategica, rappresenta una possibilità di incontro e integrazione tra i popoli, attraverso<strong> “Invasioni di Libertà”,</strong> un ambizioso progetto per trasformare la città in un punto di riferimento internazionale per la pace nel Mediterraneo. Fu proprio Gela, infatti, a ospitare quello che viene tradizionalmente considerato il primo congresso mondiale sulla pace, quando, nel 424 a.C., Ermocrate sancì, con un celebre discorso, l’unione tra le città della Sicilia.</p>
<p style="text-align: justify;">Per ricordare questo incontro è stato organizzato nel teatro Eschilo di Gela il secondo congresso per la Pace del Mediterraneo che ha riunito importanti relatori, tutti concordi <strong>nel riconoscere il grande ruolo della Città nella storia</strong> e la medesima volontà di abbattere le barriere per trovare i punti in comune prima ancora che le differenze.</p>
<p style="text-align: justify;">«Questo congresso è un momento importantissimo – ha detto l&#8217;assessore regionale ai beni culturali e dell&#8217;identità siciliana, Giusi Furnari Luvarà &#8211; un messaggio fondamentale da sostenere e amplificare e rendere cultura comune. La Sicilia è una terra naturale di dialogo nel Mediterraneo, di convivenza tra razze e cultura, <strong>Gela ne è perfetta espressione e luogo ideale</strong> per questo evento di pace. Riprendere questo messaggio di oltre 2.000 fa per attualizzarlo secondo le dinamiche recenti di integrazione è veramente importante».</p>
<p style="text-align: justify;">A sancire questo ruolo è stato l&#8217;abbraccio tra gli esponenti delle religioni cristiana, ebraica e musulmana. Particolarmente accorato l&#8217;appello dell&#8217;Imam della moschea di Roma, Sami Salem. «La nostra Fede Islamica ci dice che l&#8217;uguaglianza e la fratellanza sono nostri doveri. Dobbiamo trovare la pace e la tranquillità, aiutando gli altri e dobbiamo usare la religione per trovare la pace, facendo del nostro meglio per raggiungere questo grande obiettivo. <strong>Questo incontro a Gela è un esempio reale di come lavorare nel modo giusto</strong> per tagliare questo traguardo. La diversità è una ricchezza del mondo e va sviluppataper cercare di realizzare la pace», ha detto Sami Salem.</p>
<p style="text-align: justify;">Monsignor Rosario Gisana, vescovo della Diocesi di Piazza Armerina ha rilanciato il messaggio di fratellanza: «Solo nella misura in cui le tre religioni riescono a riconoscere rispettosamente ciò che il Creatore ha voluto incidere e donare in ciascuno, noi potenziamo le nostre capacità e rendiamo presente il Creatore in mezzo a noi».</p>
<p style="text-align: justify;">Il rabbino capo della comunità ebraica siciliana, Stefano Di Mauro- Itzaak Ben Avraham ha spronato nel suo intervento a cessare la guerra e dedicarsi alla pace. «La cultura ci può unire e da Gela lanciamo questo messaggio, come la cultura possa aiutarci a valorizzare la fratellanza».</p>
<p style="text-align: justify;">Salvatore Gueli, <strong>soprintendente ai beni culturali e ambientali di Enna,</strong> direttore operativo del rpogetto, sottolinea che «speriamo che con la la nascita di questo centro studi di restituire la giusta centralità a Gela, facendole riprendere quel ruolo che ha rivestito con grande autorità in passato. Questo incontro è il primo passo per il rilancio culturale di questi luoghi».</p>
<p style="text-align: justify;">“Invasioni di Libertà” è una iniziativa nata da una scheda progettuale del Museo di Gela, promosso dall’Assessorato regionale dei beni culturali e dell’identità siciliana e finanziato dai fondi comunitari. Il coordinamento è affidato al Museo Archeologico regionale di Gela, diretto da Emanuele Turco, per il quale questo appuntamento rappresenta «una straordinaria occasione per valorizzare alcuni dei primati storici che detiene questa città che non solo ha ospitato il primo congresso mondiale della pace della storia ma è stata anche il primo luogo in cui gli americani sono sbarcati per liberare l’Italia».</p>
<p style="text-align: justify;">Un evento, dunque, che non si è limitato solo al ricordo di un passato glorioso, ma che ne rivendica l’importanza fino a diventare un impulso deciso, forte e concreto allo sviluppo della città. In quest’ottica nasce il laboratorio permanente della città creativa, luogo in cui far convergere, insieme alle eccellenze intellettuali della città anche quelle dell’intero bacino del Mediterraneo.</p>
<p style="text-align: justify;">A completare la giornata l&#8217;inaugurazione dell&#8217;installazione “Le ali della libertà” dell&#8217;artista Gerardo Sineri sul pontile dello sbarco di Gela, una scuoltra di grandi dimensioni, realizzata per commemorare lo sbarco delle truppe americane nel 1943 e la mostra fotografica “Invasioni di libertà” nel Parco archeologico del Museo.</p>
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		<title>Gela-Catania: muore una coppia,  gravissima la figlia di 16 anni</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Sep 2014 16:33:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Ancora sangue sulle strade siciliane. Ancora nel weekend. E&#8217; di due morti e cinque feriti il bilancio di un incidente stradale che si è verificato stamattina intorno alle 7 sulla Gela-Catania, nei pressi del bivio per Piazza Armerina. Lo scontro tra una Renault Clio e una lancia Y ha provocato la morte di una coppia di coniugi</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ancora sangue sulle strade siciliane. Ancora nel weekend. <strong>E&#8217; di due morti e cinque feriti</strong> il bilancio di un incidente stradale che si è verificato stamattina intorno alle 7 sulla Gela-Catania, nei pressi del bivio per Piazza Armerina.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo scontro tra una Renault Clio e una lancia Y ha provocato <strong>la morte di una coppia di coniugi</strong> originari di Niscemi. Si tratta di Rosario Votadoro di 64 anni, ex bidello in pensione, e Maria Reale di 57 anni, marito e moglie. E&#8217; invece ricoverata in gravi condizioni all&#8217;ospedale Sant&#8217;Elia di Caltanissetta, la figlia sedicenne della coppia. La ragazza è stata immediatamente sottoposta ad un delicato intervento chirurgico a seguito del trauma cranico riportato nel violento impatto e alle varie ferite che ha in diverse parti del corpo. La sorella di 27 anni, è stata invece ricoverata al &#8220;Vittorio Emanuele&#8221; di Gela. Le sue condizioni non destano preoccupazioni. La ragazza doveva prendere un volo per raggiungere Varese dove fa l&#8217;infermiera. <strong>La famiglia era diretta all&#8217;aeroporto.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sull&#8217;altra auto, la Clio, viaggiavano tre ragazzi di Gela, di 24, 23 e 21 anni, ricoverati in ospedale. Due di loro sono fratelli. Il terzo, il più grande, è un amico, ed è stato trasportato al &#8220;Gravina&#8221; di Caltagirone. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco e polizia stradale. Il transito stradale <strong>è stato interrotto a lungo.</strong> L&#8217;utilitaria, per cause ancora in corso di accertamento da parte della polizia stradale di Gela, si è scontrata frontalmente con la Renault Clio. Indagini in corso.</p>
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		<title>False multe per la velocità,  automobilisti truffati a Gela</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Sep 2014 11:53:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Un&#8217;idea semplice per un business redditizio. A Gela circolano false multe al Codice della strada. Come nel più classico manuale della truffa. Un disegno ben congegnato e inedito: l&#8217;invio di multe contraffatte per violazione al codice della strada ad automobilisti che non hanno esitato a pagare. Ma i soldi non finivano sul conto corrente della</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Un&#8217;idea semplice per un business redditizio. A Gela circolano false multe al Codice della strada. Come nel più classico manuale della truffa. Un disegno ben congegnato e inedito: <strong>l&#8217;invio di multe contraffatte per violazione al codice della strada</strong> ad automobilisti che non hanno esitato a pagare. Ma i soldi non finivano sul conto corrente della polizia stradale, ma su quello dei truffatori.</p>
<p style="text-align: justify;">Verbali <strong>ovviamente falsi con l&#8217;intestazione identica all&#8217;originale</strong> e perfino la firma del vigile che ha elevato la multa Il comandante della polizia municipale di Gela, Giuseppe Montana, ha invitato gli automobilisti a stare attenti e a recarsi, per qualsiasi dubbio, nella sede di via Ossidiana. Ovviamente il conto corrente utilizzato dai truffaldini è stato aperto &#8211; con ogni probabilità &#8211; sotto falso nome.</p>
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		<title>Vertenza Gela, salta l’incontro  a Roma: le ragioni del rinvio</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Sep 2014 08:29:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Vertenza Gela, l’appuntamento romano è saltato, il Ministero per lo Sviluppo economico non ha fatto le convocazioni come era stato annunciato ed il sindacato non ha ricevuto alcuna spiegazione formale. Il rinvio ha suscitato irritazione e qualche preoccupazione. Naturalmente si teme una nuova marcia indietro dell’Eni. L’ipotesi più attendibile, tuttavia, riguarda la difficoltà da parte</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Vertenza Gela, l’appuntamento romano è saltato, il Ministero per lo Sviluppo economico non ha fatto le convocazioni come era stato annunciato ed il sindacato <strong>non ha ricevuto alcuna spiegazione formale.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il rinvio ha suscitato irritazione e<strong> qualche preoccupazione</strong>. Naturalmente si teme una nuova marcia indietro dell’Eni. L’ipotesi più attendibile, tuttavia, riguarda la difficoltà da parte dell’azienda a partecipazioni statali di mettere a punto una proposta “accettabile” per la controparte. <strong>La proposta deve “seguire” le scelte del piano industriale</strong>. Gela non è una spina sul fianco, ma un sito in cui si devono fare “tagli” perché la raffinazione non ha il mercato di un tempo e subisce la concorrenza asiatica.</p>
<p style="text-align: justify;">Fosse l’Eni a decidere, <strong>smantellerebbe l’intero comparto</strong>, mantenendo i depositi di carburante, perché è pressoché impossibile averne di eguale misura in altra parte, dotati di servizi, come Gela (porto, mezzi ecc).</p>
<p style="text-align: justify;">L’Eni propose un anno fa la riconversione del settore e progetti di ricerca e formazione, che però sono “saltati” o quasi. <strong>In cambio richiese la disponibilità alla mobilità da parte dei lavoratori</strong>. Ed ottenne un consenso di massima. Ora le cose sono cambiate, ed il problema è costituito sopratutto dall’indotto. <strong>Il personale Eni può essere “salvato”,</strong> il modo si trova, mentre l’indotto è senza rete. Per questa ragione si incoraggia lo spirito imprenditoriale e nuove “frontiere”. Al seguito dell’Eni ovunque ci sia lavoro?</p>
<p style="text-align: justify;">Sulle ragioni del rinvio, a parte le specificità della vertenza, <strong>pesa ancora il momento difficile che sta attraversando l’Ente Nazionale Idrocarburi,</strong> entrato nel cono d’ombra della magistratura per via della maxitangente nigeriana, più di un miliardo di dollari. I giudici londinesi hanno scoperchiato la pentola, ma la “dazione”, in Sicilia la definiremmo “alta provvigione”, <strong>in cambio dello sfruttamento dei pozzi petroliferi è una consuetudine cui non si sottrae nessuno.</strong> Non si fa, certo, ma non si può non fare, se si vuole avere il petrolio nigeriano.</p>
<p style="text-align: justify;">L’inchiesta della magistratura ha scosso il board dell’Eni. E’ probabile che, perciò, sia stato messo da parte per alcuni giorni, tutto il resto.</p>
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		<title>Renzi, tre volte in Sicilia: per amore e per forza, un record</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Sep 2014 13:24:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Il presidente del Consiglio torna in Sicilia. L’occasione gli viene offerta dal ricordo di Don Pino Puglisi. Ha annunciato questa sua intenzione nel corso di una salottiera puntata di Porta a Porta, rispondendo ad una domanda di Bruno Vespa, che gli dava modo di illustrare la sua visione della scuola (Matteo Renzi visiterà la scuola</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il presidente del Consiglio torna in Sicilia. L’occasione gli viene offerta dal ricordo di Don Pino Puglisi. Ha annunciato questa sua intenzione nel corso di una salottiera puntata di Porta a Porta,<strong> rispondendo ad una domanda di Bruno Vespa,</strong> che gli dava modo di illustrare la sua visione della scuola (Matteo Renzi visiterà la scuola intitolata a Don Pino Puglisi).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Motivazioni a parte, va registrato che il premier viene in Sicilia per la terza volta</strong>, ed anticipa una visita, annunciata a Termini Imerese e Gela un mese fa circa, per il mese di novembre. Una scelta che di per sé non significa nulla, la Sicilia, più frequentata delle altre regioni, può restare in braghe di tela sia che venga visitata da Renzi sia che non venga visitata, perché non sarà certo la visita del premier a regalare opportunità di lavoro e impresa e riscaldare i cuoi, aridi, di milioni di siciliani provati dalla crisi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La voglia di presenzialismo e la vivacità del premier,</strong> tuttavia, sono dati di fatto incontrovertibili e disegnano un carattere forte: Renzi vuole misurarsi con i problemi, stando in prima linea, sul posto insomma. E questa modalità di “aggredire” le questioni di maggior rilievo viene apprezzata al di là dei risultati.</p>
<p style="text-align: justify;">Recandosi a Gela quasi trenta giorni or sono circa, <strong>i media avvertirono che era la prima volta di un presidente del Consiglio</strong>. La sede del polo industriale pubblico di maggior interesse del Mezzogiorno d’Italia non era mai stata vista da alcun capo del governo. E non è roba da poco.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gela è la metafora del Sud “redento”,</strong> la scommessa (persa di sociologi, meridionalisti, statisti ecc: nessun altro luogo del Sud mostra le ferite della redenzione come Gela, nessun altro luogo testimonia l’enormità dei danni provocati dalla industrializzazione senza sviluppo (per citare un classico della saggistica meridionalista).</p>
<p style="text-align: justify;">Come si possano ignorare gli effetti – per la società, l’ambiente – di una presenza così invasiva e lacerante, da parte di governanti chiamati ad avallare l’assegnazione di risorse pubbliche di proporzioni pazzesche, è un mistero. Una cosa è leggere relazioni, articoli di giornali, saggi ed analisi, pur dotte e puntuali, <strong>un’altra è toccare con mano la realtà,</strong> farsi un’idea di ciò che è accaduto e di ciò che potrebbe accadere.</p>
<p style="text-align: justify;">Va considerata con favore, dunque, la propensione alla mobilità del presidente del Consiglio, a prescindere dalle conseguenze concrete, perché propedeutica, inevitabilmente, di scelte diverse dal passato, perché più informate, senza tuttavia affidare ad essa alcuna virtù salvifica.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è chi si chiede se la frequenza delle visite in Sicilia abbia anche una motivazione politica, legata alle tormentate vicende del Pd siciliano. Non è possibile escludere che ci sia il bisogno di “bilanciare” l’immagine, non certo entusiasmante, di un partito dilaniato da conflitti insanabili. Ma questo aspetto ci pare marginale, il <strong>premier, almeno finora, si è guardato bene dall’approfittare delle visite per occuparsi del Pd.</strong></p>
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		<title>Nuovo incendio a Gela: in fiamme furgone di ditta costruzioni</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Sep 2014 08:11:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Attentato incendiario la scorsa notte a Gela. In fiamme il furgone Ford Transit di un&#8217;impresa di costruzioni che sta eseguendo i lavori di riqualificazione di via Omero. Il mezzo era in sosta proprio nell&#8217;area del cantiere. Indagano i carabinieri.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Attentato incendiario la scorsa notte a Gela. In fiamme il furgone Ford Transit di un&#8217;impresa di costruzioni che sta eseguendo i lavori di riqualificazione di via Omero. Il mezzo era in sosta proprio nell&#8217;area del cantiere. Indagano i carabinieri.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="http://www.siciliainformazioni.com/121193/incendio-gela-in-fiamme-furgone-ditta-costruzioni">Nuovo incendio a Gela: in fiamme <br />furgone di ditta costruzioni</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="http://www.siciliainformazioni.com">SiciliaInformazioni</a>.</p>
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