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	<title>SiciliaInformazioni &#187; comune</title>
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	<description>Quotidiano Sicilia</description>
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		<title>&#8220;Hanno intascato 1 milione&#8221; Arrestati lavoratori Amap: VIDEO</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Oct 2014 07:18:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Due dipendenti dell&#8217;Amap, la municipalizzata che gestisce il servizio idrico a Palermo, sono stati arrestati per peculato e truffa dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza. In manette sono finiti i funzionari Carmelo Di Bella, di 56 anni, e Carlo Fasetti, di 52 anni. I due, raggiunti da un&#8217;ordinanza di custodia cautelare in</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Due dipendenti dell&#8217;Amap, la municipalizzata che gestisce il <strong>servizio idrico a Palermo</strong>, sono stati arrestati per peculato e truffa dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza. In manette sono finiti i funzionari <strong>Carmelo Di Bella, di 56 anni, e Carlo Fasetti, di 52 anni.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">I due, raggiunti da un&#8217;ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Palermo, secondo l&#8217;accusa, avrebbero intascato i soldi delle bollette da clienti morosi ed in cinque anni <strong>avrebbero intascato circa 910 mila euro,</strong> secondo quanto accertato dagli investigatori.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> &#8220;La particolarita&#8217; di questa indagine è che la prima segnalazione è avvenuta proprio dall&#8217;interno,</strong> dagli stessi vertici e da alti funzionari dell&#8217;Amap che, rilevando diverse anomalie nel sistema di pagamento dell&#8217;azienda, hanno collaborato e denunciato il malaffare&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo ha detto il procuratore facente funzioni di Palermo, Leonardo Agueci, conversando con i giornalisti, in merito all&#8217;operazione &#8216;Acqua in bocca&#8217;, che ha visto il Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza eseguire un&#8217;ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due dipendenti dell&#8217;Amap, la societa&#8217; che gestisce il servizio idrico nel capoluogo siciliano.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;La collaborazione interna &#8211; ha aggiunto Agueci &#8211; non è una cosa frequente</strong> e ci ha aiutato molto nel proseguire le indagini, nonostante le persone che hanno collaborato con noi abbiano ricevuto parecchi atti intimidatori espliciti&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>  &#8220;Questa operazione ha aspetti complessi perchè i cittadini che hanno pagato</strong>, hanno <strong>ottenuto una ricevuta di pagamento,</strong> ma non sanno che era falsa, quindi non possono considerarsi morosi. Sono da considerarsi infedeli i dipendenti che hanno costruito questo sistema artificiale di falso pagamento, attraverso cui, con un software molto sofisticato, falsavano con un timbro i bollettini postali per attestare l&#8217;avvenuto pagamento&#8221;. Lo ha detto il procuratore aggiunto di Palermo, Dino Petralia, in merito all&#8217;operazione &#8216;Acqua in bocca&#8217;, che ha visto il Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza eseguire un&#8217;ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due dipendenti dell&#8217;Amap, la societa&#8217; che gestisce il servizio idrico nel capoluogo siciliano.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Voglio sottolineare l&#8217;importanza che hanno avuto le denunce dei vertici dell&#8217;azienda, per avviare le indagini che hanno portato agli arresti di oggi&#8221;. Lo ha detto il colonnello Francesco Mazzotta, comandante della Guardia di Finanza, in merito all&#8217;operazione &#8216;Acqua in bocca&#8217;, che ha portato all&#8217;arresto di due dipendenti dell&#8217;Amap, che nel corso degli ultimi cinque anni avrebbero creato un buco, di quasi un milione di euro, nelle casse dell&#8217;azienda che gestisce il servizio idrico a Palermo. I due, attraverso un sistema informatico molto avanzato, avrebbero manomesso il sistema di controllo della societa&#8217;, con lo scopo di prelevare ingenti quantita&#8217; di denaro. &#8220;Il danno economico per l&#8217;ente pubblico &#8211; ha aggiunto il colonnello Mazzotta &#8211; e&#8217; di circa un milione di euro, con ammanchi, riconducibili agli arrestati per circa 742 mila euro. Le indagini sono ancora in corso per accertare il valore effettivo del danno, e a oggi, sono state evidenziate anomalie su 956 fatture che non hanno dato luogo a 919 mila euro di pagamenti&#8221;. I due arrestati avrebbero allestito un sistema di truffa che consisteva nell&#8217;accettazione di pagamenti in contanti da parte di alcuni utenti, specie condomini, e nella emissione di quietanze di pagamento fasulle, grazie a un falso timbro postale, per attestare l&#8217;avvenuto pagamento. Una volta incassato il denaro, i due funzionari Amap avrebbero alterato i dati del sistema informatico cosi&#8217; da occultare ogni traccia della truffa.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Le minacce che hanno subito i vertici dell&#8217;azienda, collaboratori nelle indagini, <strong>sono folkloristiche, dalle imprese di pompe funebri mandate a casa, alle teste di capra mozzate, ai fiori,</strong> e fanno pensare ad una intenzione criminale cosi&#8217; accentuata da portare a un collateralismo con possibili ambienti criminali, capaci di fare atti del genere. Questo e&#8217; un aspetto inquietante su cui, assieme alla Guardia di Finanza, stiamo cercando di fare luce&#8221;. Lo ha detto il procuratore aggiunto di Palermo, Dino Petralia, in merito all&#8217;operazione &#8216;Acqua in bocca&#8217;, che ha visto il Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza eseguire un&#8217;ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due dipendenti dell&#8217;Amap, la societa&#8217; che gestisce il servizio idrico nel capoluogo siciliano.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>sequestro</strong> preventivo<strong> per equivalente di due immobili, sino a concorrenza dell&#8217;importo complessivo di 141.899,10 euro,</strong> e&#8217; stato disposto nei confronti di Carmelo Di Bella, 56 anni, e Carlo Fasetti, 52 anni, i due funzionari dell&#8217;Amap, municipalizzata che gestisce il servizio idrico a Palermo, finiti in manette per peculato e truffa. Entrambi gli indagati, dopo le perquisizioni avvenute nei primi mesi del 2014, avevano mantenuto il proprio posto di lavoro all&#8217;interno dell&#8217;Amap, pur in altri incarichi.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Orlando: &#8220;Gesip e precariato: si risolve tutto. E sulle Province&#8230;&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Sep 2014 16:13:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[GIUSEPPE BIANCA]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>In occasione della conferenza stampa di presentazione della proposta di bilancio di previsione 2014/2016, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando appare  rinfrancato, e guarda al futuro con discreto ottimismo. “Il primo bilancio nel 2012 lo abbiamo trovato fatto dal Commissario, il secondo è nato figlio dell’isteria prefallimentare e  del dissesto,  con questo abbiamo messo in</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In occasione della conferenza stampa di presentazione della proposta di bilancio di previsione 2014/2016, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando <strong>appare  rinfrancato, e guarda al futuro con discreto ottimismo.</strong><br />
“Il primo bilancio nel 2012 lo abbiamo trovato fatto dal Commissario, il secondo è nato figlio dell’isteria prefallimentare e  del dissesto,  con questo abbiamo messo in equilibrio finanziario le partecipate, dalla cui mala gestio, in passato, sono nati molti dei mali che ancora stiamo piangendo”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La riduzione delle spese per il personale </strong> che arriva al 44%, anziché al 64% del passato, autorizza il primo cittadino a citare l’esempio di tagli virtuosi: “Abbiamo da tempo inaugurato una stagione di assoluto contenimento della spesa corrente, limitando le spese di funzionamento (-15%), abbiamo tagliato cinque milioni di euro di fitti passivi,ma soprattutto, lasciatemi dire, adesso ci proietteremo sulla terza fase, quella dedicata al ridimensionamento della pressione tributaria, adeguando il livello delle tasse che si pagano a Palermo alle difficoltà socio economiche del nostro territorio&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Il taglio del 9% dei trasferimenti statali e quello del 27 % di quelli regionali <strong>fornisce un quadro poco incoraggiante,</strong> all’interno del quale però Orlando vede ancora una luce in fondo al tunnel : “E’ un bilancio di tanti piccoli, ma importanti interventi, di cose che messe insieme danno un’idea diversa delle cose”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il piatto forte, il “nuovo vecchio sindaco di Palermo”, che da rottamato è passato a rottamatore, lo riserva <strong>al bacino dei lavoratori Gesip. Da sempre un suo pensiero fisso.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Verso questi lavoratori avevamo un obbligo ed un dovere. Sono 1700 lavoratori in Cassa integrazione da trenta mesi. Nascerà una newco, per la quale è previsto l’impegno di un milione di euro – mentre è di 29, l’intera dotazione in bilancio relativa alla Gesip- che servirà a smistare i lavoratori verso le partecipate. Quasi mille, novecentocinquanta, entro la fine dell’anno andranno nelle municipalizzate, non chiedetemi quanti e dove perché non lo so &#8211; replica stizzito -, passeranno dalla concertazione e dagli accordi”.</p>
<p style="text-align: justify;">Che faranno dunque i lavoratori Gesip? <strong>“La mia fissazione è il verde anomalo, faccio un esempio”,</strong> prosegue il sindaco di Palermo, lasciando intendere che verranno in ogni caso inseriti in cicli produttivi determinati e con precise finalizzazioni. <strong>Orlando assicura inoltre che quanto prima metterà fine al precariato dei contrattisti,</strong> dando certezze con una progressiva e graduale stabilizzazione del personale precario, ed un incremento dell’orario di lavoro del personale stabilizzato.</p>
<p style="text-align: justify;">Non diminuisce l’attenzione verso il mondo della cultura con i rinnovati impegni verso il teatro Biondo ed il Teatro Massimo, mentre un considerevole impatto, per un totale di 48,74 milioni, deriva dal rispetto dei vincoli imposti dalla stringente normativa del Patto di stabilità.</p>
<p style="text-align: justify;">Orlando poi, preferisce il fair play, piuttosto che entrare a gamba tesa, <strong>in materia di riforma delle Province: &#8220;</strong>Non ci sono stati grandi spostamenti da un Libero consorzio ad un altro, anche a causa della pura dell’ignoto. Nessuno ha voluto valutare e scegliere senza prima capire che funzioni avrà e cosa nel dettaglio dovrà fare il nuovo ente. <strong>Sarebbe meglio forse applicare la legge Delrio”.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“L’ottanta per cento delle cifre che verranno dalla dismissione delle quote Gesap, all’interno del relativo processo di privatizzazione, serviranno per le scuole di Palermo, da razionalizzare in prospettiva città metropolitana”.</p>
<p style="text-align: justify;">Queste le premesse “di buona volontà”, come le definisce Orlando, di una giunta che ha fatto il suo dovere. La parola passa al Consiglio Comunale di Palermo, che dovrà dimostrare pari ottimismo o ridisegnare lo schema di bilancio.</p>
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		<title>Sospetta nube tossica a Milazzo  Ecco cosa respirano i cittadini</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Sep 2014 10:36:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[GIULIO GIALLOMBARDO]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Milazzo si è svegliata sotto una coltre di fumo nero. Sono gli “effetti collaterali” dell’incendio che sabato si è sprigionato da un serbatoio della Raffineria Mediterranea. Il vento ha fatto spostare la densa nube verso il centro abitato e la preoccupazione tra i residenti cresce di ora in ora. La sostanza che brucia da due</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Milazzo si è svegliata sotto una coltre di fumo nero. Sono gli “effetti collaterali” dell’incendio che sabato si è sprigionato da un serbatoio della <strong>Raffineria Mediterranea</strong>. Il vento ha fatto spostare la densa nube verso il centro abitato e la preoccupazione tra i residenti cresce di ora in ora.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La sostanza che brucia da due giorni è virgin nafta,</strong> ovvero un semilavorato di benzina, costituito da una miscela di paraffine. In una scheda tecnica del prodotto si legge che <strong>“l&#8217;inalazione dei vapori può provocare sonnolenza e vertigini”</strong>. Non solo, “a causa della bassa viscosità, può essere aspirato nei polmoni o in maniera diretta in seguito ad ingestione oppure successivamente in caso di vomito spontaneo o provocato, in tale evenienza può insorgere <strong>polmonite chimica</strong>. Può provocare <strong>effetti neoplastici</strong>. Può ridurre la fertilità e può nuocere al feto”. Ci sono buoni motivi per pensare, dunque, che l’aria che stanno respirando i cittadini di Milazzo non sia certo salubre.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nonostante tutto, sia il Comune che la raffineria non danno adito ad allarmismi.</strong> In attesa dei risultati dei campionamenti dell&#8217;Arpa Sicilia, l’amministrazione di Milazzo fa sapere che il fumo non è altro che “una naturale conseguenza dell’incendio di venerdì notte, nel fondo del serbatoio 513 permane infatti un focolaio alimentato dal vento”. Mentre dalla raffineria rassicurano che la situazione continua ad essere presidiata dalle squadre di intervento del personale interno e dei vigili del fuoco. “Il fatto che a livello visivo si registri una fuoriuscita di fumo – scrivono in una nota &#8211; costituisce un fenomeno dovuto al normale processo di estinzione degli ultimi materiali presenti sul fondo del serbatoio. <strong>La situazione comunque non desta preoccupazione”</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non la pensa allo stesso modo Giuseppe Marano,</strong> consigliere comunale a Milazzo e segretario della federazione dei Verdi di Messina. “I rischi ci sono eccome – dice l’ambientalista a <em>SiciliaInformazioni</em> &#8211; . Dalla raffineria continua ad uscire fumo altamente tossico e nessuna delle autorità preposte, Comune, Prefettura e Protezione civile, ha avvertito la popolazione su come comportarsi.<strong> I piani di emergenza esterna non esistono</strong>, il Comune dice che non c’è rischio perché non sa cosa fare in casi del genere. In nostri bambini stanno andando a scuola rischiando la vita”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Intanto, la Federazione dei Verdi sta pensando ad una class-action nei confronti della raffineria</strong>. Si tratta di una maxi denuncia-querela che, sabato prossimo alle 18, sarà presentata in piazza Caio Duilio a Milazzo, in occasione di un comizio pubblico. “Diremo quella verità – conclude Marano &#8211; che i poteri forti e i loro fiancheggiatori non vogliono che si dica”.</p>
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		<title>Rap, 126 indagati per assenteismo &#8220;Comune Palermo parte civile&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Sep 2014 11:20:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>La Procura di Palermo ha chiuso le indagini nei confronti dei 126 dipendenti della Rap, azienda di igiene ambientale che opera nel capoluogo siciliano. I lavoratori erano finiti sotto inchiesta per interruzione di pubblico servizio in seguito ai disagi verificatisi dopo le feste di Natale, quando le strade di Palermo per giorni rimasero invase dai</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>La Procura di Palermo ha chiuso le indagini nei confronti dei 126 dipendenti della Rap,</strong> azienda di igiene ambientale che opera nel capoluogo siciliano.</p>
<p style="text-align: justify;">I lavoratori erano finiti sotto inchiesta per interruzione di pubblico servizio in seguito ai disagi verificatisi dopo le feste di Natale, quando le strade di Palermo per giorni rimasero invase dai rifiuti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed il Comune di Palermo ha reso noto che si costituirà parte civile se gli avvisi di <strong>conclusione indagini notificati ai 126 dipendenti della Rap per assenteismo, tra Natale e Capodanno 2013,</strong> dovessero diventare rinvii a giudizio.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;assessore all&#8217;Ambiente Cesare Lapiana, intanto, ha chiesto su mandato del sindaco al presidente della Rap Sergio Marino di avviare immediatamente un&#8217;inchiesta amministrativa interna alla societa&#8217; per accertare le responsabilita&#8217; di chi avrebbe dovuto vigilare e prendere i conseguenti provvedimenti. Il presidente Marino ha assicurato all&#8217;assessore che questi accertamenti sono stati gia&#8217; avviati e che si e&#8217; provveduto alle dovute contestazioni disciplinari.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Il Comune di Palermo &#8211; commenta il sindaco, Leoluca Orlando &#8211; intende andare fino in fondo in questa vicenda. E&#8217; insopportabile che un servizio cosi&#8217; importante, per il quale si e&#8217; stati costretti per legge a chiedere ai palermitani uno sforzo finanziario non indifferente, venga poi sabotato proprio dall&#8217;interno della societa&#8217; che dovrebbe garantirlo. Non permetteremo che si ripeta l&#8217;esperienza Amia, fatta fallire da comportamenti illegali da parte di taluni dipendenti oltre che dall&#8217;ignavia, dagli sprechi e falsi in bilancio di amministratori degli anni passati&#8221;.</p>
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		<title>Catania, al Comune 20 indagati  per falso in bilancio</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Sep 2014 17:12:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Raffica di avvisi di garanzia per falso ideologico nei bilanci del Comune di Catania degli anni 2009, 2010 e 2011. Sono venti gli indagati tra amministratori e dirigenti pro tempore. I provvedimenti, notificati dai finanzieri del comando provinciale, sono stati emessi dal procuratore aggiunto, Michelangelo Patanè, e dal sostituto Alessia Minicò. L&#8217;ipotesi di reato contestata</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Raffica di avvisi di garanzia per falso ideologico nei bilanci del <strong>Comune di Catania</strong> degli anni 2009, 2010 e 2011. Sono venti gli indagati tra amministratori e dirigenti pro tempore. I provvedimenti, notificati dai finanzieri del comando provinciale, sono stati emessi dal procuratore aggiunto, Michelangelo Patanè, e dal sostituto Alessia Minicò. L&#8217;ipotesi di reato contestata è di falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale in atti pubblici.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In particolare, a tutti gli indagati viene contestato di avere concorso,</strong> a vario titolo, a dissimulare la reale situazione economico-finanziaria del Comune di Catania alterando talune poste dei bilanci degli anni 2009, 2010 e 2011, allo scopo di evitare la dichiarazione dello stato di dissesto finanziario dell&#8217;Ente locale e lo scioglimento del Consiglio comunale. Interessati dall&#8217;avviso di garanzia l&#8217;ex sindaco Raffaele Stancanelli e gli ex assessori al Bilancio, Roberto Bonaccorsi e Gaetano Riva oltre al ragioniere generale pro tempore Giorgio Santonocito. Gli altri indagati hanno tutti svolto, in quegli anni, le funzioni di dirigenti del Comune etneo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nel corso delle indagini i militari del Nucleo di polizia tributaria di Catania</strong> hanno proceduto all&#8217;acquisizione di una ingente mole di documentazione presso vari uffici del Comune nonche&#8217; presso le sedi delle principali aziende partecipate. Nel contempo, allo scopo di svolgere una compiuta analisi della documentazione acquisita, tenuto conto della specificità delle regole di contabilità previste dal Testo Unico Enti Locali, la Procura ha nominato, quale consulente tecnico, un professore ordinario di &#8220;Economia ed Amministrazione delle Aziende Pubbliche&#8221; presso l&#8217;Università degli Studi di Palermo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;esame svolto ha consentito di evidenziare significative anomalie nella formazione</strong> e nell&#8217;approvazione dei documenti contabili, con specifico riferimento all&#8217;appostamento in bilancio di ingenti quote di &#8220;residui attivi&#8221; risalenti nel tempo e di dubbia esigibilità, per un importo complessivi di oltre 270 milioni di euro; debiti fuori bilancio per oltre 78 milioni di euro, la cui certezza in ordine alla manifestazione finanziaria avrebbe dovuto indurre l&#8217;amministrazione comunale alla individuazione delle necessarie coperture; disallineamenti contabili emergenti tra i valori iscritti in bilancio dall&#8217;ente locale controllante (Comune di Catania) rispetto a quelli rilevati nei bilanci delle società partecipate per circa 34 milioni di euro; classificazione di somme, pari a circa 20 milioni di euro, nell&#8217;ambito di voci di bilancio dalle quali non emergeva la loro natura di passività.</p>
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		<title>Piste ciclabili in Sicilia: queste sconosciute, ma ad Acireale&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Sep 2014 17:10:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[SIMONE OLIVELLI]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[acireale]]></category>
		<category><![CDATA[comune]]></category>
		<category><![CDATA[pista ciclabile]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>“Ma un motorino non ce l’avevate?” A parlare è Roberto Babini, uno degli autori del portale di cicloturismo Bikeitalia.it, mentre descrive lo scorso 27 agosto l’accoglienza ricevuta ad Acireale nel corso della tappa ionica effettuata in sella alla propria bicicletta. Il racconto prosegue facendo emergere come la viabilità a due ruote (e senza motore) in</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">“Ma un motorino non ce l’avevate?” A parlare è <strong>Roberto Babini</strong>, uno degli autori del portale di cicloturismo Bikeitalia.it, mentre descrive lo scorso 27 agosto l’accoglienza ricevuta ad Acireale nel corso della tappa ionica effettuata in sella alla propria bicicletta. Il racconto prosegue facendo emergere come la viabilità a due ruote (e senza motore) in Sicilia sia ancora un’esperienza della domenica per tenersi in forma: “<strong>Ad Acireale</strong> <strong>con buona evidenza</strong>, i ciclo-turisti devono essere pochi” scrive l’autore.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Eppure contro questa tara culturale sembra essersi schierata la nuova amministrazione comunale</strong> che, insediatasi a giugno, ha voluto inserire tra i primi provvedimenti la realizzazione di una pista ciclabile che attraversa le tre strade principali del centro, fornendo un’alternativa a chi vorrebbe riuscire a fare a meno dell’auto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’operazione, che non è stata ancora ultimata – “siamo in attesa che arrivi la segnaletica verticale</strong> per poi passare all’inaugurazione” fanno sapere dall’ufficio stampa del Comune -, ha trovato però diverse resistenze in chi ha ritenuto la pista ciclabile una trovata a fini di marketing, poco funzionale alle abitudini degli acesi e tutt’al più utile a eliminare la sosta in doppia fila che negli ultimi anni era diventata, con buona pace del codice stradale, una caratteristica specifica del traffico cittadino.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E così a opporsi alla pista ciclabile sono stati diversi commercianti,</strong> molti residenti e più in generale coloro che hanno manifestato una minore disponibilità ai cambiamenti. C’è da dire, tuttavia, che la realizzazione della pista – per quanto riguarda la segnaletica orizzontale – ha fatto mugugnare anche chi delle biciclette è patito: “È troppo stretta e il manto stradale in più punti sconnesso – dichiara un cicloamatore –. Avere una pista ciclabile in centro è un’idea affascinante che potrebbe far fare un salto culturale alla città, però allo stato attuale sembra un provvedimento titubante”. Il riferimento va alla scelta di non intervenire con l’istituzione della Ztl: “Le vie acesi, specie quelle del centro – continua – non sono molto ampie. Consentire il transito e la sosta dei veicoli, e pure la pista ciclabile non garantisce molta sicurezza”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Sulla questione l’amministrazione guidata da Roberto Barbagallo</strong> ha più volte specificato che l’obiettivo a medio termine sarà quello di chiudere al traffico il centro storico. Ma per far ciò bisogna prima riuscire a ottenere le condizioni per la realizzazione di parcheggi che accolgano il traffico veicolare in ingresso.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Rimanendo in tema di piste ciclabili,</strong> il primo cittadino ha annunciato la realizzazione di un percorso di circa 6 chilometri lungo il percorso della ex ferrovia. Sarà finanziata con fondi regionali e potrebbe attirare un maggior numero di ciclo-turisti. Anche quelli senza motorino.</p>
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		<title>Termini Imerese, si dimettono  vicesindaco e assessore</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Sep 2014 15:29:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Terremoto al comune di Termini Imerese, in provincia di Palermo. A pochi mesi dalle elezioni amministrative, che hanno portato nel giugno scorso alla riconferma al ballottaggio del sindaco Totò Burrafato, si sono dimessi il vicesindaco, Nicola Cascino, e l&#8217;assessore al Bilancio, Vincenzo Fasone. Le loro dimissioni sono arrivate come un fulmine a ciel sereno, mentre</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Terremoto al comune di <strong>Termini Imerese</strong>, in provincia di Palermo. A pochi mesi dalle elezioni amministrative, che hanno portato nel giugno scorso alla riconferma al ballottaggio del sindaco <strong>Totò Burrafato</strong>, si sono dimessi il vicesindaco, <strong>Nicola Cascino</strong>, e l&#8217;assessore al Bilancio, <strong>Vincenzo Fasone</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le loro dimissioni sono arrivate come un fulmine a ciel sereno</strong>, mentre le forze politiche che sostengono l&#8217;amministrazione comunale sono impegnate in una verifica politica. Cascino e Fasone, che erano stati scelti come tecnici, in una nota congiunta spiegano i motivi che li hanno portati alle dimissioni: &#8220;A seguito di una verifica politica in corso, già programmata da tempo, è sembrato corretto ed opportuno &#8211; scrivono &#8211; rimettere nelle mani del sindaco il nostro incarico&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Lo spirito di servizio e l&#8217;alta ambizione di contribuire al bene comune</strong> con i quali si è cercato di interpretare tale prestigioso ruolo &#8211; aggiungono -, ci ha spinti a manifestare comunque la nostra disponibilità a collaborare sino all&#8217;approvazione del bilancio di previsione 2014 strumento fondamentale per il funzionamento e la vita dell&#8217;Ente&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il sindaco Totò Burrafato, fuori sede, getta acqua sul fuoco:</strong> &#8220;Nessun terremoto &#8211; commenta -. Tutto programmato. Così come anticipato nella seduta del Consiglio comunale del 24 giugno il vicesindaco Nicola Cascino e l&#8217;assessore Vincenzo Fasone hanno ritenuto di dover rimettere, liberamente, nelle mie mani le loro deleghe assessoriali per non condizionare il dibattito politico che piglierà corpo nei prossimi giorni. A breve appronteremo un report puntuale di questi primi mesi del mio secondo mandato con la piena collaborazione degli assessori che hanno rimesso il mandato. Continueremo a lavorare insieme ma mi sento di dover esprimere sincera gratitudine per il lavoro condiviso in questi anni. Cascino e Fasone con dedizione e generosamente hanno aiutato la citta&#8217; in un momento particolarmente difficile e complesso&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;L&#8217;annuncio di Cascino e Fasone &#8211; aggiunge il primo cittadino -</strong> arriva dopo avere messo a punto la manovra di bilancio per il 2014 ed aver delineato alcune questioni di rilievo per la nostra comunità come l&#8217;uscita dalla Città metropolitana di Palermo e gli adempimenti per tornare ad una gestione dei rifiuti direttamente commissionata dal municipio. Adesso, con rinnovata responsabilità, d&#8217;intesa con le forze politiche che mi sostengono &#8211; nel rispetto dei risultati elettorali &#8211; daremo vita ad una squadra di governo politica che dovrà cooperare a tempo pieno con il primo cittadino per assicurare un costante avanzamento dell&#8217;attuazione del programma elettorale&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto, il sindaco Burrafato ha avviato le procedure per la nomina del nuovo segretario generale.</p>
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		<title>Da Crocetta ad Orlando: l&#8217;elezione diretta è ancora un valore ?</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Sep 2014 06:55:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[LUIGI SANLORENZO]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[comune]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Le più importanti rivoluzioni nel governo degli Enti Locali sono state negli anni ‘90 il riconoscimento dell’unicità dei territori con l’introduzione degli statuti locali e dell’elezione diretta dei Sindaci e dei Presidenti di Regione, per garantire la stabilità degli esecutivi e l’individuazione delle responsabilità e dei risultati da misurare al termine dei mandati elettivi per</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Le più importanti rivoluzioni nel governo degli Enti Locali</strong> sono state negli anni ‘90 il riconoscimento dell’unicità dei territori con l’introduzione degli statuti locali e dell’elezione diretta dei Sindaci e dei Presidenti di Regione, per garantire la stabilità degli esecutivi e l’individuazione delle responsabilità e dei risultati da misurare al termine dei mandati elettivi per un significativo periodo di cinque anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Si archiviava definitivamente in quegli anni la lunga stagione che aveva visto per decenni giunte, sindaci e presidenti come “re travicelli” che duravano lo spazio di un mattino perché espressione di partiti che anteponevano le ragioni dell’appartenenza al perseguimento del Bene Comune.</p>
<p style="text-align: justify;">Per alcuni anni il nuovo modello ha prodotto gli effetti sperati, riconducendo ai primi cittadini la responsabilità di risultati amministrativi, della scelta dei collaboratori, della rotazione dei dirigenti, degli equilibri di bilancio, disegnando ancora una volta due o tre Italie profondamente diverse.</p>
<p><strong>In molti casi la riforma ha portato nei municipi e nelle regioni anche persone esterne alla politica</strong> ma apprezzate a motivo delle proprie storie personali, professionali o di impegno sociale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E’ oggi sotto gli occhi di tutti quanto in Sicilia quella riforma mostri già alcune crepe</strong> che ne stanno progressivamente indebolendo il valore, generando un campionario di vari “uomini soli al comando”<br />
Alcune profonde contraddizioni si manifestano ormai con un ritmo inquietante e lasciano i cittadini profondamente delusi sul piano dei risultati e sempre più lontani dalla politica in senso lato. Con la non lieve differenza che tra quegli stessi cittadini la maggioranza è portatrice di stringenti necessità primarie e paga l’alto prezzo della carenza di servizi essenziali che dovrebbero essere garantiti in base al principio costituzionale della sussidiarietà. Quell’elemento fondante del nostro patto di cittadinanza che stabilisce che a dare le risposte sia il livello istituzionale più vicino al portatore del bisogno sociale, economico, educativo, sanitario, di sicurezza, di legalità, di fiducia nel futuro.</p>
<p style="text-align: justify;">In Sicilia la stagione delle autonomie locali sembra ormai tramontata a motivo dell’incapacità di molti primi cittadini di razionalizzare la spesa, a fronte dei minori trasferimenti da parte dello Stato, e di ispirare la propria azione istituzionale ai principi di efficienza, efficacia ed economicità della macchina amministrativa anche attraverso provvedimenti impopolari. Quei principi che già nel 1993 il Decreto Cassese indicava come l’alveo della strada maestra su cui poi avrebbero dovuto camminare le Riforme della Pubblica Amministrazione locale, chiamata a confrontarsi non più con cittadini sudditi ma con cittadini, che ancor più che utenti o clienti, oggi hanno la consapevolezza di considerarsi veri e propri azionisti, con il pieno diritto a rivendicare risultati tangibili e misurabili.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per tale ragione la riforma concesse a sindaci e a presidenti</strong> margini molto ampi di autonomia decisionale non più soggetta al parere preventivo e vincolante da parte Segretario Comunale (a quel tempo funzionario del Ministero dell’interno) e ai successivi controlli dei Comitato Regionali di Contro (CO.RE.CO), figure e strutture figlie della concezione centralistica dello Stato, definitivamente superata in anni più recenti dalla modifica del Titolo Quinto della Costituzione che ha, piuttosto, stabilito la pari rilevanza di tutti gli enti, Stato compreso. In sintesi si è trattato di un grande investimento fiduciario sulla capacità dei territori di autogovernarsi, assumendo ovviamente la conseguente responsabilità di ciò nei confronti degli amministrati.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ad oggi in Sicilia tale fiducia appare con tutta evidenza mal riposta</strong>. In molte circostanze i primi cittadini hanno preferito guardare al proprio futuro personale e non hanno utilizzato al meglio l’enorme potere di cui dispongono per bonificare da sprechi e da privilegi la rispettive macchine amministrative e la sconfinata e sempre più putrida palude delle Aziende partecipate, moltiplicatesi a dismisura e diventate i buchi neri della finanza locale nonché estremo rifugio di politici trombati o di anziani dirigenti dalla sette vite e dalle generose remunerazioni. Salvo poi a stendere, come nel passato, la mano verso lo Stato e a gravare con un’imposizione locale mai registrata prima sui redditi di una classe media sempre più impoverita sul piano finanziario e, sovente, della dignità nonchè esclusa da ogni detrazione o beneficio compensativo.</p>
<p style="text-align: justify;">Piuttosto che mettere mano al disboscamento necessario molti sindaci si sono distinti per incrementare la crescita di universi paralleli in cui con molta disinvoltura sono rimasti intatti clientele, disavanzi, criteri di scelta della dirigenza non certo orientata da quei criteri manageriali che la contemporaneità richiede e con cui si risanano le città in ogni parte del mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella scelta di Assessori e Consulenti, non più imposti dai partiti – elemento che i medesimi non hanno ancora digerito – si assiste ad una vasta gamma di comportamenti che va dalla scelta di persone di area (che riporta la questione alle dinamiche di appartenenza del passato) a quella, ad effetto, di individualità più rispondenti a criteri mediatici che ad elementi di effettiva competenza ed esperienza nel ramo, certificata da qualcosa in più che un semplice, talvolta immaginifico, curriculum vitae, corredato ovviamente da immancabili patenti di antimafia militante. Salvo clamorose sviste o imbarazzanti condanne.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E’ sempre più frequente il caso di eclatanti fallimenti di singoli assessori</strong> che, nonostante i danni prodotti non solo sul piano politico ma anche su quello erariale, sono svaniti nel nulla senza che fosse richiamata la responsabilità di chi li aveva, in piena e legittima libertà, scelti e nominati.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E’ il caso di Palermo che ha visto scomparire nel nulla in un anno cinque assessori su dieci</strong> evidentemente inadeguati (con l’eccezione di uno solo, chiamato a più alte responsabilità), senza che l ‘attuale sindaco facesse la doverosa autocritica e chiedesse scusa ai cittadini per le proprie scelte errate che addirittura sembra voler reiterare; è il caso della Regione Siciliana, dove un presidente bizzarro pretende senza alcun pudore di fare accettare l’operato di improvvisati collaboratori naif, in ordine a incontrovertibili fallimenti di cui si discuterà per decenni e che ancora una volta fanno della Sicilia la macchietta delle regioni italiane e, soprattutto, distruggono specie nei giovani ogni fiducia nelle istituzioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Nessuno rimpiange sindaci e presidenti ostaggi dei partiti, ma sia consentito il ragionevole dubbio che il processo di rinnovamento sia ampiamente rimasto nel guado e che ciò non può essere mistificato dall’attribuzione allo stato centrale, diventato il capro espiatorio di tutte le inefficienze e delle incrostazioni locali, di ogni infame vessazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò che resta in Sicilia della rivoluzione incompiuta dell’elezione diretta sembra essere ormai<strong> il delirio di onnipotenza</strong> che contraddistingue quanti forse non hanno compreso quanto il mondo sia cambiato e che a fare la differenza tra i territori non sia più la collocazione geografica, né i fenomeni sociali che endemicamente vi allignano nè le risorse, a volte straordinarie ed uniche, di cui dispongono, quanto piuttosto la capacità di comprendere che” a chi molto è dato, molto è richiesto” soprattutto quando i tempi della storia e della società pongono davanti a problemi inediti che non possono più essere affrontati con ricette che disinvoltamente venivano applicate del secolo scorso.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Prendere atto di avere un brillante passato alle proprie spalle non equivale a pensare di farne l’intramontabile passaporto personale</strong> per un futuro che tutti speriamo diverso e migliore e che passa attraverso il sereno ritiro di chi, ancora oggi, si ritiene insostituibile e per ciò stesso impedisce a nuove individualità politiche di affermarsi e di esprimere la propria capacità di seppellire definitivamente il passato.</p>
<p style="text-align: justify;">La responsabilità di questo inevitabile processo di rinnovamento deve essere maggiore per quei soggetti politici che più hanno sedimentato nel tempo la cultura di governo. Mancare a questo appuntamento consegnerà la Sicilia, sempre più stretta da emergenza e bisogni di ogni genere, a forze populiste e dalla dubbia affidabilità democratica che sempre emergono quando la Politica decide di non sottoporre se stessa ad impietosi ma necessari processi di rinnovamento culturale che ne scuotano le fondamenta e ne atterrino gli stagionati, patetici, feticci.</p>
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		<title>Lavoro, sit-in dei sindacati a Palazzo delle Aquile</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Sep 2014 08:19:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[REDAZIONE]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[#palermo]]></category>
		<category><![CDATA[comune]]></category>
		<category><![CDATA[orlando]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl oggi pomeriggio, a partire dalle 15, terranno un sit-it a Palazzo delle Aquile, sede del Comune di Palermo. Lo rendono noto Paola Caselli segretario aziendale per la Fp Cgil al Comune di Palermo, Nicolo&#8217; Scaglione segretario aziendale della Cisl Fp Palermo Trapani al Comune di Palermo e Sandra</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl oggi pomeriggio, a partire dalle 15, terranno un sit-it a Palazzo delle Aquile,</strong> sede del Comune di Palermo.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo rendono noto Paola Caselli segretario aziendale per la Fp Cgil al Comune di Palermo, Nicolo&#8217; Scaglione segretario aziendale della Cisl Fp Palermo Trapani al Comune di Palermo e Sandra Biasini segretario aziendale della Uil Fpl al Comune di Palermo. La decisione e&#8217; arrivata al termine della riunione con il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando e svoltasi ieri a Palazzo Palagonia.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Abbiamo voluto sottolineare &#8211; spiegano i sindacalisti in una nota -<strong> la necessità impellente di interventi relativi all&#8217;incremento orario del personale neo stabilizzato.</strong> L&#8217;amministrazione comunale &#8211; continuano i tre rappresentanti sindacali &#8211; ha accolto positivamente le nostre proposte unitarie sulla stabilizzazione del lavoratori ex articolo 23 che entro il prossimo 31 dicembre potrebbero perdere il lavoro e sull&#8217;assunzione dei supplenti per le scuole dell&#8217;infanzia, in modo da sopperire ad una carenza cronica di personale. Il sindaco ha anche condiviso la nostra proposta di utilizzare il massimo delle risorse finanziarie disponibili, per garantire un salario di dignita&#8217; a tutti i lavoratori di questo bacino, a partire dai redditi piu&#8217; bassi, prevedendo un&#8217;equiparazione finanziaria della loro busta paga a quella di altre categorie in servizio al Comune&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Siamo soddisfatti per l&#8217;esito di questo primo incontro</strong> &#8211; concludono Caselli, Scaglione e Biasini &#8211; ma manteniamo alta l&#8217;attenzione su questi temi e con questa consapevolezza manifesteremo oggi, come avevamo annunciato nei giorni scorsi, per ricordare al Sindaco di Palermo gli importanti impegni assunti ieri&#8221;.</p>
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		<title>Scuola di lingua italiana per stranieri,  a Palermo intesa tra Comune e Università</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Sep 2014 16:03:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Mettere in campo sinergie fra istituzioni e competenze specialistiche è l’obiettivo del protocollo di intesa firmato lunedì mattina dall&#8217;Università e dal Comune di Palermo, accordo che sancisce e rilancia una importante collaborazione per l’accoglienza e l&#8217;integrazione della popolazione migrante. Da alcuni anni la Scuola di Lingua italiana per Stranieri dell’Università accoglie all’interno dei propri corsi</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Mettere in campo sinergie fra istituzioni e competenze specialistiche è l’obiettivo del <strong>protocollo di intesa firmato lunedì mattina dall&#8217;Università e dal</strong> <strong>Comune di Palermo</strong>, accordo che sancisce e rilancia una importante collaborazione per l’accoglienza e l&#8217;integrazione della popolazione migrante.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Da alcuni anni la Scuola di Lingua italiana per Stranieri dell’Università</strong> accoglie all’interno dei propri corsi di lingua un numero crescente di adolescenti e giovani con lo status giuridico di “minori non accompagnati”. Si tratta di ragazzi che anche in questi ultimi giorni stanno arrivando sulle nostre coste dopo esperienze spesso drammatiche.  I numeri dell’ultimo anno danno un&#8217;idea di quanto è stato fatto per loro dall&#8217;Università: 400 ore di corsi di alfabetizzazione rivolti ad adolescenti non scolarizzati, più di 500 ore di corsi di lingua italiana di diversi livelli e un centinaio di studenti che frequentano le aule dell’Università, spesso per molti mesi. Tutto questo in stretto raccordo con l’Ufficio Nomadi e Immigrati del Comune e con molte delle Comunità di Accoglienza per minori.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il protocollo, firmato lunedì mattina dall’assessore alla Cittadinanza sociale Agnese Ciulla e da Laura Auteri</strong>, direttore del Dipartimento di Scienze Umanistiche a cui fa capo la Scuola di Lingua italiana per Stranieri, parte da quanto è stato già fatto per andare oltre. L&#8217;obiettivo, infatti, è quello di volgere l&#8217;attenzione anche sulla realtà altrettanto difficile dei rifugiati e richiedenti asilo e di cercare di mettere a sistema quanto è stato fatto, fino ad oggi, con le sole forze della Scuola di italiano.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La direttrice della Scuola, prof.ssa Mari D’Agostino, sintetizza così il senso di questo accordo:</strong> “Per noi è importante che il Comune, la Regione e le altre istituzione coinvolte a vario titolo nell’accoglienza della popolazione migrante abbiano piena consapevolezza che siamo di fronte a realtà nuove che necessitano di un grande sforzo didattico e scientifico. Molti dei ragazzi che arrivano da soli nei barconi non sono andati a scuola e per loro servono dei corsi speciali. Inoltre chi vive all’interno del Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo ha spesso pochi contatti con gli italiani e nessuna possibilità di imparare la lingua per immersione. Nelle nostre aule, infatti, entrano rifugiati che dopo un anno di permanenza in Italia non conoscono che pochissime parole di italiano. E sono proprio questi soggetti che avrebbero più bisogno di una buona conoscenza della lingua del paese ospitante, per capire gli altri e per farsi capire. L’Università ha scelto di sbracciarsi, facendo di tutto questo un&#8217;importante occasione di impegno umano e scientifico, ma occorre anche il sostegno delle altre istituzioni, utilizzare bene le risorse disponibili e fare rete”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Con la sottoscrizione del protocollo &#8211; dichiara l&#8217;assessore Agnese Ciulla &#8211; diamo atto della proficua sperimentazione</strong> avviata con l&#8217;Università che in questi ultimi due anni ha permesso a oltre 150 minori non accompagnati di acquisire le competenze linguistiche necessarie per relazionarsi con il nuovo contesto in cui si stanno inserendo. Competenze di base volte a favorire la loro emancipazione ed il confronto con la collettività e obiettivi indispensabili per il loro futuro, in una società che fatica ancora a confrontarsi con la multiculturalità, da noi vista come opportunità di confronto e di arricchimento socio-culturale reciproco. Obiettivi ancor più cogenti per i minori non accompagnati che, giunti a Palermo sempre più numerosi durante i ripetuti sbarchi degli ultimi mesi, non dispongono di alcuna rete relazionale con i loro connazionali che possa minimamente supportarli. Pertanto necessitano nel più beve tempo possibile di acquisire strumenti di comunicazione che gli permettano di sentirsi un po&#8217; meno estranei&#8221;.</p>
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