I colori della politica: scompaiono le bandiere rosse e bianche, l’azzurro diventa blu e…

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La storia repubblicana nacque con due colori forti, il rosso ed il bianco. C’era anche la fiamma tricolore, che li includeva entrambi e aggiungeva il verde, ma nulla di più. Forse l’edera verde repubblicana, ma era il simbolo in questi casi, e non il colore, a fare la parte del leone.

Il rosso voleva dire sinistra, il bianco il partito cattolico, di centro, la Democrazia Cristiana. Il distinguo a sinistra fu affidato agli oggetti, icone dei valori predominanti: il libro, la falce e il martello, il sole. Con il tempo le bandiere rosse si convertirono agli oggetti che rappresentavano, come nel caso della quercia, tanto per fare un esempio.

Alla fine degli anni settanta e negli anni ottanta “nacque” l’azzurro di Forza Italia e il verde della Lega Nord, simbolo della secessione padana. Il colore divenne “l’urlo” di guerra dei separatisti, e la Padania ricevette il suo battesimo con ampolle e il Carroccio. Ciò che nelle scuole di ogni ordine e grado era studiato come icona dell’Italia, una di storia sangue e religione, il Carroccio di Alberto da Giussano, subì una mano di verde ed oscurò la leggendaria resistenza dei “patrioti”.

Oggi i partiti, o Movimenti che prevalgono non danno la stessa importanza di un tempo ai colori. Il Movimento 5 Stelle, per esempio, mantiene sulle sue bandiere il campo bianco con il simbolo, ma quel bianco non viene affatto enfatizzato. Il governo cui fanno parte, tuttavia, è stato battezzato come il governo gialloverde, e non si sa perché, mentre la Lega Nord, che ha perso il Nord – sostituito dal nome del suo leader, Salvini – sta abbandonando il verde a favore del blu. Il cambiamento avviene con lentezza, con la moviola diremmo, perché i padani, fedeli alla secessione ed al fazzoletto (o foulard) verde ci sono ancora e i dirigenti di Via Bellerio non vogliono perderli.

Matteo Salvini affida i suoi tazebao alle magliette. Ne indossava una diversa dall’altra ogni giorno, prima di diventare Ministro dell’Interno, recanti una scritta,utile a offrire ai militanti (e non solo), una buona motivazione.

Nell’ultimo raduno di Pontida l’ampolla è scomparsa e le bandiere blu sono prevalse su quelle verdi, talché il governo di Roma oggi viene descritto come il governo gialloblu, non più gialloverde.

Per quale ragione Salvini ha abbandonato il verde a favore del blu? La risposta è semplice: vuole far sapere che il passato – Bossi con i figlioli, il tesoretto con i diamanti…- fanno parte del passato, insieme con la Padania, il secessionismo, le insegne celtiche ecc. I padani sono diventati italiani, quel “prima i padani” è stato riveduto e corretto. Il cambio aveva bisogno di un drappo e di un colore nuovo, ed ecco il blu.

Perché proprio il blu, si chiedono in tanti.

Intanto perché gli altri colori sono stati di volta in volta utilizzati (il viola, l’arancione, il giallo, il rosso, il bianco ecc)(, e poi perché il blu ha dei caratteri che possono aiutare i leghisti a farsi capire meglio.

Per scoprire i caratteri del blu ci siamo fatti aiutare dagli esperti. Non i comunicatori, ma i cabalisti, gli alchimisti, gli esoterici. E ci siamo dovuti arrendere difronte ad una evidenza, che comunicatori e cabalisti hanno le stesse idee sul blu e i suoi buoni propositi.

 

ll nostro umore, perfino l’alimentazione e la pressione sanguigna e alcune funzioni metaboliche del nostro organismo verrebbero influenzate dai colori. La nostra personalità si svilupperebbe  in funzione del nostro colore preferito. E lo stesso accadrebbe a un partito o movimento.

Il colore Verde simboleggia la perseveranza e la conoscenza superiore, equilibrio, compassione e armonia, il rispetto delle tradizioni, giustizia e grandezza d’animo. Di contro, il Verde crea una sorta di resistenza ai cambiamenti. Inoltre, stimola un eccessivo autocontrollo e bisogno di dominare sia le persone che gli eventi.

Questi caratteri, a quanto pare, non incontrano il consenso di Matteo Salvini, che ha bisogno di rompere con il passato. Senza allontanarsene troppo. Ricordiamo di Forza Italia, nata con gli azzurri, in campo ai mondiali di calcio e vincitori della Coppa Rimet. Il blu è un azzurro “più forte”. Senza volerlo, dunque, il nuovo colore scopre gli altarini a Salvini, sembra indicare la strada maestra, quella di rappresentare il centrodestra.

Chi predilige il blu, ci ricordano gli esperti, è un individuo dai sentimenti profondi. È una persona che fa degli ideali la sua arma vincente e trova la stabilità grazie al suo equilibrio. Si può essere verdi di rabbia, non blu di rabbia.

In definitiva, Matteo Salvini vorrebbe persuadere gli italiani che con la Lega avremo sicurezza, armonia, equilibrio e vivremo senza patemi d’animo. Il tempo delle canotte ruspanti di Umberto Bossi è proprio finito, ed anche quello delle felpe con l’arrivo al Viminale.

Le bandiere rosse non sventolano nelle piazze, quelle bianche non ci sono più da tempo, mentre le azzurre assomigliano sempre più a quelle blu.

I colori predicono il futuro? Forse, chissà.

 

 

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