Aimez vous Cavani? Non è Brahms, ma…Nostalgia canaglia

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Aimez vous Cavani? Non è Brahms, ma può capitare. Quando la nostalgia di un Palermo infiltrato, non si sa come e perché, da geni del calcio provoca un groppo in goal e ti instupidisce come un bambino che ha appena rotto il suo giocattolo preferito, allora può accadere di preferire Cavani a Brahms.

Perché proprio lui e perché ora? Cavani ha trascinato il suo Uruguay alla vittoria contro il Portogallo di Cristiano Ronaldo, ha strabattutto l’altro genio della pelota, Ronaldo appunto, ed è stato consacrato nei talk del pianeta come il centravanti più completo al mondo.

Il suo cursus honorum è cominciato a Palermo, con la maglia rosanero- E con lui c’era nientemeno che Pastore, altra stella del firmamento calcistico europeo. Poi, a portare in prima pagina altri gioielli rosanero, ci si è messo anche Sampauli, il più odiato dei coach di Russia, che ha provocato una mezza rivoluzione per non avere impiegato Dybala ed affidato a Messi, cavaliere solitario, profeta del calcio ma sprovvisto del cartisma di condottiero, di animo gentile e inquieto, la battaglia di Russia, perdendo contro la fortissima Francia dei supercampioni.

La memoria ci riporta la confessione di Paulino Dybala, che scelse la sua Argentina quando Conte gli propose di entrare a vele spiegate in nazionale. “Il mio sogno è giocare con Messi”, spiegò per scusarsi di non avere preferito il tricolore italiano. Non sapeva che sulla sua strada avrebbe incontrato Sampauli, e che quindi quel sogno non si sarebbe mai avverato, perché per Messi è l’ultimo mondiale…

Tutto questo, Cavani Pastore Dybala, non spiegano del tutto il groppo in gola, la nostalgia canaglia. Passando in rassegna i supercampioni che hanno indossato la maglia rosanero, resta inspiegabile – fino ad un certo punto- il galleggiamento dei rosanero fra la serie A e la B, con un pubblico degno della Juventus, e le performance di compagini che hanno alle spalle il quartierino di una città (Chievo, per esempio).

Maurizio Zamparini ha portato a Palermo alcune stelle del calcio, ma questo non è bastato a tenere in piedi una squadra dignitosa. Piuttosto che la Guardia di Finanza e i magistrati della Procura, il compito di svelare il mistero dovrebbe essere affidato a gente come Arrigo Sacchi, Bruno Conte, esperti di forte ingegno, capaci di indagare i nomi e cognomi delle “stelle” e non i numeri, freddi e squallidi, del bilancio.

Aimez vous Cavani? domandavamo all’inizio. La risposta è più che mai sì. Che altro resta al tifoso del Palermo?

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