Il mite Di Maio e il muscolare Salvini sull’altalena, il leghista arriva più in alto

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Sul reddito di cittadinanza “ci sono valutazioni tecniche del ministro dell’Economia Tria e del viceministro Castelli comprensibili. Penso anche, però, che siamo di fronte a una emergenza assoluta che richiede una risposta subito”. Il vicepremier Luigi Di Maio non batte i pugni sul tavolo, ma ha capito che qualcosa la deve pur dire dopo avere ascoltato il Ministro dell’Economia Tria, che ha fato conoscere le sue priorità, che vedono al primo posto la tenuta dei conti. .

“Non possiamo accettare che ci siano bambini in povertà assoluta, cioè che non hanno da mangiare, e non fare nulla. Alle famiglie che versano in queste condizioni, ai padri e alle madri che non sanno come portare un piatto in tavola va data una risposta subito”, spiega il ministro.

La questione è delicata e può fare saltare tutto, se non si trova nel governo un equilibrio fra i due partner in materia di cose da fare, e subito. Il fatto è che ai 5 Stelle tocca di affrontare la materia più infiammabile, i conti. Hanno promesso tanto, e prima di tutto il reddito di cittadinanza, che pare incompatibile con la tenuta dei conti. Matteo Salvini si è ritagliate le riforme a costo zero, gli basta la linea muscolare sui migranti, le bordate contro l’Europa, la schedatura dei Rom, o mettersi di traverso sui vaccini, per incontrare il favore popolare. Dai 5 Stelle ci si attende invece provvedimenti che potrebbero costare lacrime e sangue. E’ quindi lecito prevedere che i pentastellati finiscano con il logorarsi per rincorrere le promesse, mentre Salvini, baldanzoso, raccoglie la vasta area populista, che anche i grillini hanno rincorso a lungo, fino alla soglia del governo.

All’interno del Movimento, inoltre, la questione migranti viene vissuta con rancorosa rassegnazione. Non si sa che pesci pigliare, uno giorno si affiancano ai Salvini e quello successivo, invece, cercano di frenarne l’irruenza nel tentativo di fare un distinguo. Il risultato è che vengono percepiti come una presenza ondivaga se non addirittura come una stampella. Ed è questo il rimprovero che Roberto Saviano ha proprio mosso ai 5 Stelle nel corso della querelle fra lo scrittore e il leader leghista.

Quanto durerà la mitezza grillina al fianco della muscolarità salviniana? Lo vedremo dopo i ballottaggi, a mente fredda, quando lo stato maggiore grillino, e cioè Casaleggio e Grillo, si saranno dati un’agenda per valutare lo stato dell’arte.

 

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