Frosinone, partita sospesa da una invasione a pochi minuti dalla fine. Palese irregolarità

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Non faccio mistero di essere un tifoso rosanero, ed è necessario che vi avverta subito. Non sono un tifoso esagitato, tuttavia, né incline al giustificazionismo esasperato quando si perde. Ed una partita si può perdere o vincere, e bisogna inchinarsi al risultato del campo anche quando è bugiardo o non ci piace per niente. Ma la gara dello Stirpe, almeno nella ripresa, non ha avuto niente a che fare con il gioco del calcio. Una volta andato al segno, il Frosinone le ha escogitate tutte per conservare i tre punti, fino a condizionare gravemente il risultato.

Si sono “stirati” quattro o cinque giocatori del Frosinone. Strappi muscolari a ripetizione. Ci stanno, la posta in palio era alta. Interruzioni continue, e negli ultimi quindici-venti minuti però ogni volta che i rosanero erano nella metà campo dei padroni di casa arrivavano puntualmente due o tre palloni, tanto che il direttore di gara, dopo le contestazioni dei rosanero, ha concesso il prolungamento della gara di due minuti oltre ai cinque di recupero. Ma i padroni di casa non hanno aspettato il triplice fischio , ottenuto il due a zero hanno lasciato che il campo fosse invaso, prima dai giocatori e dirigenti in panchina quindi da tutto lo stadio.

Nessuno ha sentito il triplice fischio di chiusura, i giocatori sono stati inghiottiti dalla folla. Manco in un campetto di terza divisione accade tanto.

Invasione di campo, dunque, mentre la partita è in corso. Su questo non ci piove. Il fatto che non fosse una invasione ostile non toglie nulla alla irregolarità dell’episodio,

Sarà l’arbitro, nel suo referto, a verbalizzare come sono andate le cose. Potrebbe lavarsene le mani e graziare il Frosinone o riferire che la partita è stata sospesa per ragioni di forza maggiore, raccontando la realtà.

Non c’erano più le condizioni perché si potessero giocare i minuti finali, l’arbitro non ha potuto che guadagnare gli spogliatoi. Quei minuti da giocare non avrebbero cambiato il risultato? Sicuro, ma l’invasione resta e la sospensione pure.

Giovanni Giammarva, presidente del Palermo, ha annunciato di volere contestare l’omologazione della gara prima e, successivamente, di ricorrere per le irregolarità dello Stirpe.

Più grave dell’invasione ci è sembrata però, sul piano sportivo, l’adozione dei mezzucci adottati, a quanto pare, anche dalla panchina dei padroni casa: sono stati spediti in campo palloni supplementari che hanno interrotto il gioco, talvolta nel pieno di un’azione degli avanti rosanero. Un peccato, espedienti da torneo dilettanti, altro che serie A.

Ciò premesso, vale la pena di raccontare anche quel che è accaduto in occasione di un fallo compiuto in area ai danni di Coronado. L’arbitro indica il dischetto, poi modifica la decisione. Le riprese televisive hanno dimostrato che il penalty ci stava tutto, ma in serie B non è stata introdotta la Var. Se il rigore, sacrosanto, fosse stato concesso, sarebbe cambiato tutto, naturalmente.

Fin qui i rilievi “tecnici”. Il campo ha registrato un sostanziale equilibrio, interotto dal bel gol di Maiello, che come quello di Ciano al Barbera, ha fatto la differenza. Se l’avesse spuntata il Palermo, non si sarebbe certo gridato allo scandalo, anzi.

Ma la bolgia resta un ricordo indelebile. Nessuno sarebbe potuto uscire vittorioso dallo Stirpe di Frosinone.

Ora le “carte” passano agli organi disciplinari. Hanno in mano anche il caso Parma, che ha vinto contro lo Spezia, assicurandosi l’accesso diretto alla A, dopo una partita rocambolesca nella quale i padroni di casa hanno sbagliato un rigore, regalando la promozione agli avversari. La coda velenosa è inevitabile. Uno spiraglio per il Palermo?

Chi vivrà, vedrà.

 

(Nelle foto le immagini dell’invasione di campo, prima del triplice fischio di chiusura)

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