Trapani si è svegliata in prima pagina, azzerata la classe dirigente della città

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Trapani si è svegliata in prima pagina oggi, e c’è tanta gente che è rimasta con il fiato sospeso. La magistratura ha colpito in alto, molto in alto. In una ipotetica classifica dei primi della classe, infatti, troviamo l’armatore Morace e il deputato Fazio. Il primo è uno degli imprenditori più noti e di successo del Meridione d’Italia, mentre Fazio oltre che parlamentare è stato sindaco della città. La decapitazione dei due uomini di maggior spicco, commentano i più, deve essere stata provocata da sospetti molto forti.

Per ora i conti non li fa nessuno, prevalgono i provvedimenti della magistratura. Portando nelle patrie galere gli uomini più in vista della città, è stata azzerata una intera classe dirigente. Naturale dunque, che siano stati tutti “spiazzati”, e si faccia molte domande sui provvedimenti della magistratura. Non sul merito, purtroppo, quanto sulle illazioni, l’opportunità, la mano pesante in piena campagna elettorale.

Gli elementi di cui si dispone, tuttavia, non permettono di formulare alcuna valutazione sulla natura dei reati addebitati e sulla conseguente necessità di assicurare, cautelarmente, alla giustizia, gli indagati.

La custodia cautelare, come è noto, è prevista in circostanze eccezionali, quando c’è il timore che gli i sospettati possano fuggire, commettere nuovamente i reati o aggiustare le carte a loro favore. Esclusa la fuga – trattandosi di personaggi molto noti, uno dei quali addirittura candidato sindaco – restano le altre due ipotesi, la reiterazione dei reati e la possibilità di aggiustare le carte.

Tolti di mezzo Antonio D’Alì, che si è ritirato, e Mimmo Fazio, che è stato arrestato, restano in tre a contendersi a Trapani la poltrona di sindaco. Rimangono, orfani, formazioni politiche come Forza Italia e Movimenti come “Noi per Trapani, che si richiama all’ex deputato regionale Livio Marrocco. Sbalzato dalla sella anche “Noi per Salvini”, che aveva optato per Fazio.

Restano in pista il Movimento 5 Stelle, con Marcello Maltese, Marascia (Città a Misura d’Uomo) e Piero Savona. La contesa si restringerà probabilmente fra PD e M5S. Ed un ruolo decisivo potrebbero averlo proprio gli “orfani”, che loro che sostenevano Fazio e D’Alì. Sceglieranno i grillini o i dem? Si trattasse di un ballottaggio il M5S avrebbe maggiori chances, come è stato sperimentato in altre circostanze. Prevarrebbe il voto antigovernativo e di protesta, ma siamo in una fase ancora in cui gli apparati sono nelle condizioni di orientare ed indirizzare i suffragi, spiegando le ragioni delle scelte. Difficilmente, dunque, i partiti tradizionali ed i movimenti locali, suggeriranno un voto a Cinque Stelle.

Queste considerazioni, comunque, non stanno in cima ai pensieri di chi è rimasto orfano del candidato. Per loro, come aveva affermato Gianfranco Miccichè (al riguardo del senatore D’Alì), non ci sarebbero dubbi: giustizia ad orologeria.

Quando se ne saprà di più, sarà possibile esprimere qualche opinione sansata. Di certo, l’uno-due della magistratura verrà ricordato a lungo: in un match di boxe, sarebbe rimasto negli annali, nel mondo politico, invece, costituisce uno dei tanti episodi-scandalo del nostro tempo.

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