Orlando e Ingroia. Come si è consumato il tradimento di Azione Civile

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Quando Antonio Ingroia ha tirato fuori dal cassetto il fascicolo “Azione Civile” i bookmakers londinesi non avrebbero pagato nemmeno alla pari una scommessa che non puntasse sul sostegno dell’ex PM a Leoluca Orlando. E Invece Ingroia, aperto il fascicolo davanti a testimoni oculari, sorprendendo tutti, ha annunciato che alle amministrative non si schiera. Azione Civile resta in campo per le regionali, ha precisato, per attenuare gli effetti dell’annuncio sui cardiopatici in sala.

Da che parte si schiererà Azione Civile, si è chiesto qualcuno, che evidentemente non aveva impegni urgenti da assolvere. Azione Civile è rimasta per troppo tempo nel cassetto, ha preso polvere, e la sua sorte non coinvolge le masse. Il cassetto dal quale è stato prelevato il fascicolo non è quello schioppettante e pieno di sorprese che l’ex magistrato aveva nel Palazzo di Giustizia.

Piuttosto perciò che impegnarci nel trovare una risposta all’interrogativo, vediamo di capire che cosa ha indotto Antonio Ingroia ad annunciare la neutralità elettorale, lasciando liberi i seguaci di votare secondo coscienza. L’interesse del sindaco uscente, Orlando, per il sostegno di Azione Civile, si è attenuato. Se non c’è il bisogno, non c’è partita.

E’ poi probabile che Ingroia non abbia voluto misurarsi alle amministrative, al fine di lasciare Azione Civile fuori dai sondaggi e dai consensi di giugno. Un flop avrebbe compromesso il futuro prossimo, cioè le regionali, quando serve l’immagine, più che i voti (che non ci sono), del movimento.

La terza ipotesi è quasi una illazione, va messa nel conto perché non si può ignorarla: riguarda il rapporto fra l’ex PM e il Presidente della Regione, Crocetta.

Ingroia ha ricevuto dal governatore molti attestati di stima, che nelle stanze dei bottoni si traducono in incarichi, canali privilegiati ed altro. Nel caso di Ingroia, l’amministrazione di Sicilia e servizi, la partecipata regionale più importante dell’isola. I rapporti fra il sindaco Orlando ed il governatore non sono idilliaci, è notorio. Non sarebbe stata dunque una buona mossa dare una mano al sindaco.

La nostra personale impressione è, tuttavia, che Ingroia abbia voluto evitare di mettere in mare una scialuppa che rischiava di affondare prima di raggiungere l’approdo.

La vicenda però non è passata inosservata, suggeriva infatti il sospetto di un tradimento di Ingroia a Orlando, il più tenace sostenitore della discesa in campo dell’ex PM. Per alcuni giorni, ricordiamolo, non si parlò d’altro, i tentativi del sindaco di persuadere l’allora PM, al tetto della popolarità. Lo voleva sindaco di Palermo. Poi sappiamo com’è andata alle primarie fra Ferrandelli e Rita Borsellino.

Orlando c’è rimasto male sulla dichiarazione di neutralità? Possibile, ma sicuramente non se n’è fatto un problema grazie al peso elettorale di Azione Civile, che non è “decisivo” ai fini del successo. Forse nemmeno di tradimento si può parlare, essendo il tradimento la conseguenza di un’aspettativa delusa. Niente a che vedere con l’infedeltà fra innamorati, insomma. Le insidie del tradimento politico comportano minori rischi dell’ambiguità amorosa. Si evitano più facilmente, non lasciano traccia, e inducono all’indulgenza. L’ambiguità amorosa, invece, è velenosa, delude aspettative, si nutre di insospettabili viltà ed egoismi, in grado ci competere con le ambizioni più sfrenate dei politici.

 

 

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