Il risiko delle cartelle rottamate: consigli e informazioni utili

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Ormai è certo. Per rottamare le cartelle si può presentare l’istanza all’Agente della Riscossione entro il prossimo 21 aprile e la comunicazione delle somme da pagare per ottenere la definizione arriverà entro il 15 giugno. E’ quanto risulta da un emendamento al “decreto terremoto” che dovrebbe approdare in Gazzetta ufficiale entro fine mese.

Restano ferme le altre scadenze, principalmente quelle riguardanti il pagamento che deve essere effettuato (in unica soluzione o come prima rata) entro il 31 luglio 2017.

Si tratta, purtroppo, di una proroga molto limitata. Sono molti, infatti, i contribuenti interessati a chiudere le loro pendenze in “esattoria”, ma nel contempo appaiono troppo “stretti” i tempi per consentire all’Agente della Riscossione (Equitalia e, qui in Sicilia, Riscossione Sicilia spa) di gestire al meglio l’operazione, assicurando agli interessati la necessaria conoscenza in ordine ai carichi “rottamabili” e comunicando successivamente le somme necessarie per la chiusura della pendenze, in unica soluzione o nel numero delle rate scelto dagli interessati.

Va detto, ad onor del vero, che Riscossione Sicilia ha messo a disposizione, nel suo sito, Area Riservata”, un’apposta procedura che consente agli interessati di conoscere “a video” le cartelle che li riguardano ed i “carichi” definibili, con l’indicazione delle somme necessarie per la chiusura della partita.

La confusione, comunque, continua a regnare sovrana.

Regna sovrana anche sul piano interpretativo della disposizione (l’articolo 6 del D.L. 193/2016).

Per ora, infatti, si susseguono circolari, risoluzioni, risposte a quesiti, convegni, tavole rotonde, ecc., il tutto per tentare di fare chiarezza sui numerosi punti oscuri che la norma di cui parliamo contiene e che possono addirittura determinare, cosa veramente assurda, ulteriore contenzioso.

Un ennesimo esempio di legislazione tributaria nata male, fatta con troppa fretta, con l’evidente scopo di “pulire” il magazzino delle vecchie iscrizioni a ruolo che dovranno passare all’Agenzia delle Entrate il prossimo 1^ luglio con la trasformazione di Equitalia (e molto probabilmente anche di Riscossione Sicilia) in un nuovo Ente pubblico economico chiamato Agenzia delle Entrate – Riscossione”, tentando, con l’occasione, di recuperare quanto più possibile dei tributi che, proprio in quanto affidati all’agente della riscossione, sono sicuramente di esigibilità molto difficile.

Somme che costituiscono uno “zoccolo duro”, ossia importo di difficile esigibilità, essendo relative ad accertamenti (principalmente dell’Agenzia delle Entrate) che il contribuente non ha mai voluto definire, nemmeno sfruttando le diverse tipologie di chiusura agevolata (ravvedimento operoso, definizione p.v., definizione per acquiescenza all’accertamento, accertamento con adesione, mediazione, conciliazione giudiziale, ecc.) che consentono un notevole abbattimento delle sanzioni, forse proprio perchè ha ritenuto di non avere nulla da perdere nemmeno dinanzi alle azioni esecutive dell’Agente della Riscossione dopo l’iscrizione a ruolo.

A questo punto è utile ricordare che questa “Definizione agevolata” riguarda i “carichi” affidati all’Agente della Riscossione negli anni che vanni dal 2000 al 2016. Permette ai contribuenti di ottenere l’abbandono delle sanzioni e degli interessi di mora.

Gli interessati, al fine di ottenere gli sconti previsti dalla legge, sono tenuti a presentare un’apposita dichiarazione all’Agente della Riscossione, entro il 31 marzo (anzi entro il 21 aprile), rinunciando all’eventuale contenzioso in corso. Entro il 31 maggio (anzi entro il 15 giugno) i contribuenti riceveranno una comunicazione contenente l’importo da versare, in unica soluzione oppure in un numero di rate che non può essere superiore a cinque (tre nel 2017 per coprire il 70% dell’importo complessivo dovuto, due nel 2018, per coprire il restante 30%), al fine di ottenere la chiusura della partire iscritte a ruolo.

Va ricordato che la definizione può considerarsi avvenuta solo con il pagamento dell’intera somma entro il 31 luglio, oppure con il pagamento dell’ultima rata prevista.

Come si diceva prima, sono molte in questo periodo le iniziative volte a fornire chiarimenti sulla procedura di definizione e sui numerosi punti oscuri che la disposizione di cui parliamo contiene.

Molto importante, per le spiegazioni che contiene, è stata la circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 2 dell’8 marzo 2017.

Vengono affrontati e chiariti diversi concetti.

Il “carico definibile” corrisponde alla singola “partita” (che si compone di diverse somme identificate da un proprio codice tributo) risultante dalla cartella di pagamento.

Per “data di affidamento del carico”, indispensabile per individuare l’arco temporale interessato dalla definizione, deve intendersi la data in cui il flusso telematico del credito erariale è stato trasmesso all'”esattore” .

E’ possibile definire i carichi esattoriali che contengono solo sanzioni tributarie. In questi casi, la definizione può avvenire anche “a costo zero”.

La definizione del debito è subordinata al regolare pagamento, nei termini previsti, dell’unica o dell’ultima delle rate richieste.

La definizione è consentita anche se il contribuente beneficiava già di una rateizzazione del debito originario. Tuttavia, qualora lo stesso contribuente, dopo aver presentato la domanda, paghi l’unica o la prima rata del suo nuovo debito, ottiene, per legge, la revoca della precedente dilazione e, pertanto, se non versa anche una sola delle nuove rate, perde il diritto di avvalersi della precedente rateizzazione e sarà costretto a pagare l’intero debito originario tutto in una volta.

Se invece non paga l’unica o la prima rata inserita nell’istanza di definizione agevolata, quest’ultima resta senza efficacia per cui non scatta la revoca della precedete rateizzazione (sicuramente più conveniente) la quale, pertanto, può essere ripresa alla fine della sua sospensione.

Importante il pensiero dell’Agenzia nel caso di contenzioso in corso. Secondo le Entrate, qualora risulti iscritta a ruolo la somma dovuta in pendenza di giudizio (due terzi) ed il contribuente abbia chiesto la definizione di tale “carico”, la rinuncia alla prosecuzione della lite, espressamente richiesta dalla legge, non vuol dire rinuncia all’intero contenzioso, ma solo per la parte “definita” (i due terzi), restando la stessa lite in piedi per il restante “terzo”.

Il fermento che caratterizza tutti gli addetti ai lavoro in questi giorni e la manifestata esigenza di ottenere una proroga dei termini, sono il sintomo dell’interesse che ha raccolto questa nuova forma di definizione agevolata.

Sarebbe auspicabile che sia lo stesso legislatore a fornire ulteriori chiarimenti e, nel contempo, oltre a concedere una proroga più consistente, permetta di versare le somme dovute in maniera pi comoda. Sembra, infatti, che una grossa remora alla definizione sia costituita dal fatto che il contribuente, per ottenere la riduzione del carico originario, sia costretto a rinunciare alla precedente (eventuale) dilazione che, in certi casi, può essergli stata concessa addirittura in 120 rate.

Si ricorda che il Garante del Contribuente per la Sicilia, coordinatore del “Tavolo della Compliance”, ha proposto il rinvio del termine di presentazione dell’istanza al 31 maggio 2017, del termine della comunicazione dell’Agente della Riscossione al 31 luglio, della data di pagamento dell’unica o prima rata al 30 settembre 2017, delle date di pagamento delle altre rate al 31 ottobre ed al 30 novembre 2017 ed al 30 aprile ed al 30 settembre del 2018.

 

 

 

 

 

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