20 per cento degli incidenti stradali dovuti a colpi di sonno

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Una percentuale “molto alta” degli  incidenti stradali è causata dai colpi di sonno. Un fenomeno “noto  alla comunità scientifica e alle autorità”, ma nei confronti del quale vi è ancora “troppa disattenzione”. A sottolinearlo all’Adnkronos è il professor Desiderio Passali past presidente della società mondiale di  Otorino e coordinatore, nell’anno 2015, della commissione ministeriale per lo studio delle apnee ostruttive nel sonno, che sollecitava  l’istituzione di Percorsi diagnostico-terapeutici per questa patologia da parte delle Regioni.

“Molti incidenti stradali ( percentuale, stimata ,in molte ricerche,  intorno al 20%) sono dovuti ai colpi di sonno. In genere -spiega  Passali- si tratta di una sonnolenza generata da alterazioni del sonno dovute alla presenza di pause respiratorie durante tutta la notte. Un  fenomeno che colpisce soprattutto chi russa. Si tratta di un problema  al quale finora non è stata prestata la necessaria attenzione ai fini  della sua correlazione con la sicurezza stradale”.

“La Commissione di cui ho fatto parte -specifica  Passali- ha prodotto un documento d’indirizzo sui percorsi  diagnostico-terapeutici, ma nonostante il documento sia stato  approvato in conferenza stato-regioni, ad oggi, solo la regione Puglia ha deliberato la creazione di una reta per la diagnosi e cura  dell’Osas. Inoltre siamo ancora molto indietro sulla reale  operatività, che prevede, per i sospetti pazienti con Osas, un  approfondimento diagnostico, prima del rilascio o rinnovo della  patente”.

“Vista la grave incidenza dei colpi di sonno quale causa di incidenti  sarebbe opportuno -spiega Passali- prevedere un esame polisonnografico che fa emergere se la persona durante la notte ha avuto delle apnee  con conseguenti episodi di riduzione della percentuale di ossigeno nel sangue. Si tratta di una patologia, che se diagnosticata, è curabile e per la quale ,ora,ci sono numerosi rimedi in alternativa alla terapia  ventilatoria, generalmente non ben accettata dai pazienti”.

Per cercare di dare risposte operative, in Italia da  alcuni anni è stato creato un Tavolo Tecnico intersocietario, che  riunisce esperti di numerose Società scientifiche oltre ad enti e  all’Associazione dei malati che ha come obiettivo quello di lavorare  per rendere possibile la prevenzione, unica strada per migliorare la  sicurezza nei trasporti e la qualità di vita di pazienti .

Per il professor Passali, insomma, “è necessario porre maggior  attenzione al tema prevedendo da un lato percorsi di cura ben definiti e dall’altro l’istituzione di centri di cura multidisciplinari ai  quali i soggetti interessati debbano potersi rivolgere per sapere di  cosa soffrono e come curarsi”.        (Vgr/AdnKronos)

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