Mattarella scende in campo, la Diciotti sbarca i migranti. Conte si allinea, Salvini si stupisce

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Comincia tutto, formalmente, con una nota diffusa dalle agenzie con la quale si riferisce dell’attenzione con cui il Quirinale segue la vicenda della nave Diciotti della Guardia Costiera italiana. Sarà un’anticipazione della telefonata che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella,  farà al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

Subito dopo esser rientrato a Roma da Bruxelles, le agenzie battono un’altra notizia, che riferisce sugli sviluppi della situazione, l’esito dell’intervento del Quirinale sul Premier.

Il premier Giuseppe Conte, si legge nella nota,  ha ricevuto la chiamata del Presidente Sergio Mattarella sulla vicenda della nave Diciotti. Subito dopo, a quanto apprende l’Adnkronos, il presidente del Consiglio ha chiamato i ministri Matteo Salvini e Danilo Toninelli per risolvere la situazione.

Fonti del Viminale sottolineano “‘stupore’ per gli interventi del Quirinale” sulla vicenda della nave Diciotti e “‘rammarico’ per la scelta della procura”Nella telefonata con il Quirinale il premier, viene  spiegato da fonti governative, avrebbe rassicurato il Presidente  spiegandogli di avere la situazione sotto controllo e costantemente  monitorata. Le chiamate a Salvini e Toninelli, viene inoltre  precisato, sarebbero state fatte solo per comunicare la decisione, già assunta, di far sbarcare i 67 migranti a bordo della nave della  Guardia costiera italiana. I due ministri sono stati informati da  Conte anche dei contatti con il Colle.

“Sta per iniziare lo sbarco dei migranti che sono a bordo della nave Diciotti, ancorata nel porto di Trapani”. Si legge in una successiva nota di palazzo Chigi, cui segue un nuovo comunicato, che parte ancora dalla Presidenza del Consiglio.

“Sono state completate le procedure di identificazione delle persone che erano a bordo, con particolare riguardo a quelle a cui risulterebbero imputabili le condotte che
configurano ipotesi di reato”, si legge nel comunicato.”Nei prossimi giorni proseguiranno gli accertamenti, a cura della Polizia di Stato, con assunzione delle informazioni testimoniali di tutte le persone che sono state trasportate. Gli esiti delle ulteriori indagini verranno trasmessi alla Procura competente”.

Facciamo un passo indietro. Torniamo al Ministro degli Interni, Matteo Salvini. Una sua dichiarazione esclude che la Diciotti possa essere accolta con i migranti in un porto italiano. Successivamente, quando appare impossibile sostenere questa posizione, trattandosi di una nave della Guardia Costiera italiana, Salvini assicura che i migranti scenderanno con le manette ai polsi. Di più, Salvini ribadisce i suoi intenti a Radio 1, Zapping. “Le Ong non vedono più un porto italiano neanche con il binocolo. E’ finita l’epoca in cui tutti venivano portati in Italia. Anche basta. Abbiamo accolto pagato e abbastanza, ora tocca agli altri. Con 5 milioni di italiani sotto la soglia di povertà, occorre prestare attenzione anche e prima agli italiani”.

Ed è a questo punto, essendosi creato prima uno stallo, e successivamente un momento di evidente imbarazzo fra le forze dell’Ordine, che intervengono la Procura della Repubblica e il Quirinale, ognuno con le proprie competenze.

La Procura ordina una indagine, mentre si procede all’identificazione dei migranti, ed annette alle sue prerogative i provvedimenti conseguenti, il Quirinale svolge la consueta morale suasione, stavolta verso il Presidente del Consiglio. Si discetterà a lungo sul ruolo assunto dal Quirinale in questa circostanza, ma difficilmente Conte, difronte ad una richiesta del Colle avrebbe potuto fare diversamente, ed affidare a Salvini o Toninelli, la decisione. L’ultima parola se la prende il Ministro dell’interno con un tweet: “Nave Diciotti, due indagati, scafisti individuati, tutti fermati e interrogati. E’ finita la pacchia!”. Troppo debole l’iscrizione nel registro degli indagati per farlo passare come la prova del pugno di ferro della magistratura.

L’episodio costituisce, indubbiamente, un precedente. E non solo. Il Governo ora sa che in materia di immigrazione avrà il fiato sul collo del Presidente della Repubbliche, che finora era stato silente sulla questione, nonostante fosse nota la sua linea di solidarietà e accoglienza in molti interventi pubblici.

E’ possibile immaginare un contrasto istituzionale sull’arhomento? Non può essere escluso, perché non mancheranno certo i motivi, il mare ne offre tanti, e l’esodo dai paesi poveri o in guerra non si ferma dall’oggi al domani.

C’è infine chi si chiede se la giornata sia stata favorevole a Salvini, che aveva promesso la chiusura dei porti prima e delle manette poi, eventi che non si sono verificati. Gli esperti sostengono che sul piano mediatico, nonostante sdia stato smdentito su tutta la linea, Salvini avrebbe guadagnato consensi.

 

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