Mafia, 60 anni di carcere alla cosca di Bagheria e al boss che voleva uccidere la figlia

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Un blitz dei carabinieri del reparto operativo di Palermo ha bloccato sul nascere la riorganizzazione mafiosa guidata da Pino Scaduto. Quest’ultimo condannato insieme ad altri boss di Bagheria a 60 anni di carcere.  Le indagini dirette dal Procuratore Francesco Lo Voi avevano individuato un gruppo che imponeva estorsioni a commercianti e imprenditori. Proprio durante le indagine emerse un retroscena familiare.  Scaduto aveva scoperto che la figlia si era innamorata di un carabiniere, un affronto per il padre capomafia e per il codice mafioso, che doveva essere punito col massimo della pena, l’uccisione della figlia. Scaduto durante un’operazione importantissima temeva di essere arrestato dai carabinieri proprio per volere della figlia

A distanza di mesi, il gup Wilma Mazzara ha condannato dieci dei dodici imputati che avevano scelto il rito abbreviato. Salvatore Zizzo è stato condannato a 8 anni e sei mesi, Giacinto Di Salvo, capo del mandamento mafioso  dal 2011 fino al maggio 2013, a sei anni.

Pino Scaduto invece dovrà scontare sei anni e sei mesi di carcere, Giovanni Trapani (boss di Ficarazzi) e Vito Lucio Guagliardo quattro anni, Andrea Carbone sei anni e sei mesi, Franco Lombardo (boss di Altavilla Milicia) 6 anni, Giovan Battista Rizzo sei anni e sei mesi, Michele Modica, anche lui a capo del clan di Altavilla Milicia, otto anni e sei mesi.

 

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