“25 esperti esterni per i rifiuti, una barca di soldi…”I dem accusano governo regionale

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“Il cronoprogramma illustrato dal  presidente Musumeci all’inizio della legislatura è già saltato. Invece di collaborare con i Comuni il governo scarica le responsabilità sugli amministratori locali e, come se non bastasse, utilizza i fondi  comunitari per contrattualizzare 25 esperti esterni senza prima  avviare un’attenta e seria verifica delle professionalità di cui la  Regione dispone”. E’ l’atto d’accusa dei deputati del gruppo Pd  all’Assemblea regionale siciliana che oggi in merito all’emergenza  rifiuti in Sicilia hanno incontrato i giornalisti poco prima della  seduta d’Aula.

Durante i lavori a Sala d’Ercole l’Assemblea ha approvato la mozione  103 e l’ordine del giorno 58 che impegnano il governo della Regione a  revocare il ddg 659 del 27 giugno scorso relativo all’avviso pubblico  per la selezione di 25 esperti per l’attuazione del progetto di azioni di assistenza e di supporto alla redazione del Piano regionale di  gestione dei rifiuti

“Il presidente Musumeci ha detto in Aula il 23 gennaio a proposito  dell’emergenza rifiuti ‘non intendiamo liberarci del problema mandando i rifiuti fuori’, ma con l’ordinanza del 7 giugno scorso obbliga i  Comuni a farlo pena la decadenza degli organi comunali” dice il  capogruppo dem all’Ars, Giuseppe Lupo.

“Abbiamo presentato un’interrogazione – aggiunge Nello  Dipasquale – per chiedere di far luce sull’avviso pubblico con il  quale lo scorso 27 giugno la Regione avvia la ricerca di 25 esperti  per la stesura del nuovo piano regionale dei rifiuti nonostante  all’interno del dipartimento Acque e rifiuti, ma anche nei Consorzi di bonifica abbiamo personale più che qualificato. Questa spesa che sarà  di circa un milione e mezzo per un anno è inopportuna e rischia di  creare un nuovo bacino di precari”.

A non convincere i dem è l’impostazione complessiva del governo  sull’emergenza rifiuti. “A iniziare dalla volontà, nel ddl di riforma  appena presentato in commissione – conclude Anthony Barbagallo -, di  far coincidere gli Ato con i confini amministrativi delle ex Province  senza tenere conto delle esperienze che fino a ora hanno funzionato.  La perimetrazione degli ambiti territoriali ottimali deve essere  funzionale alla sua efficienza e funzionalità”.        (Loc/AdnKronos)

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