Il Palermo impegnato su tre fronti: giustizia ordinaria e sportiva, Frosinone e Parma

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Il Palermo combatte su tre fronti. Il primo è quello giudiziario, per via delle indagini della Procura sul bilancio della società e sul patron Zamparini, Il secondo riguarda la partita contro il Frosinone ai play off, già compromesso da due verdetti contrari al Palermo, il terzo riguarda il Parma, per il quale sono in cosro accertamenti su presunte pressioni fatte da giocatori parmensi a loro colleghi spezzini alla vigilia della gara (l’ultima di campionato).
Pochi giorni fa la Guardia di finanza ha posto sotto sequestro beni pari a 1 milione di euro al patron rosanero Maurizio Zamparini, un altro episodio che getta ancora di più nello sconforto i tifosi rosanero dopo il verdetto d’Appello che ha rigettato il ricorso del Palermo sulla  finale playoff contro il Frosinone. Resta da guardare, attraverso il buco della serratura, le vicende legate al Parma calcio.
I gialloblù sono stati deferiti dalla Procura Sportiva per la violazione dell’ art. 7 del codice della giustizia sportiva, di cui proponiamo il testo integrale:

  1. Il compimento, con qualsiasi mezzo, di atti diretti ad alterare lo svolgimento o il risultato di una gara o di una competizione ovvero ad assicurare a chiunque un vantaggio in classifica costituisce illecito sportivo.
  2. Le società e i soggetti di cui all’art. 1 bis, commi 1 e 5, che commettono direttamente o che consentono che altri compiano, a loro nome o nel loro interesse, i fatti di cui al comma 1 ne sono responsabili
Nel caso in cui venisse accertata la responsabilità diretta della società ai sensi dell’ art 18 comma 1, le sanzioni potrebbero essere:

 

•retrocessione all’ultimo posto in classifica del campionato di competenza o di qualsiasi altra competizione agonistica obbligatoria; in base al principio della afflittività della sanzione, la retrocessione all’ultimo posto comporta sempre il passaggio alla categoria inferiore;

•esclusione dal campionato di competenza o da qualsiasi altra competizione agonistica obbligatoria, con assegnazione da parte del Consiglio federale ad uno dei campionati di categoria inferiore;

•non assegnazione o revoca dell’assegnazione del titolo di campione d’Italia o di vincente del campionato, del girone di competenza o di competizione ufficiale

Se invece venisse accertata la responsabilità oggettiva della società parmense le sanzioni sono:

•penalizzazione di uno o più punti in classifica; la penalizzazione sul punteggio, che si appalesi inefficace nella stagione sportiva in corso, può essere fatta scontare, in tutto o in parte, nella stagione sportiva seguente;

•retrocessione all’ultimo posto in classifica del campionato di competenza o di qualsiasi altra competizione agonistica obbligatoria; in base al principio della afflittività della sanzione, la retrocessione all’ultimo posto comporta sempre il passaggio alla categoria inferiore;

•esclusione dal campionato di competenza o da qualsiasi altra competizione agonistica obbligatoria, con assegnazione da parte del Consiglio federale ad uno dei campionati di categoria inferiore;

•non assegnazione o revoca dell’assegnazione del titolo di campione d’Italia o di vincente del campionato, del girone di competenza o di competizione ufficiale;

•non ammissione o esclusione dalla partecipazione a determinate manifestazioni.

Per quanto riguarda i calciatori, i soggetti ai quali viene riconosciuto L’ illecito sportivo, sono puniti con un’ammenda non inferiore a 50.000.000 di euro.

Gli inquirenti della Procura sportiva continuano a lavorare in sordina, per verificare la veridicità della vicenda, che potrebbe aprire nuovi scenari per il Palermo.

Non resta che aspettare la decisione che dovrebbe arrivare nei prossimi  giorni.

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