Buco da 100 milioni in FI, ripianato da Berlusconi, unico proprietario del partito

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Quasi 100 milioni di euro. Per l’esattezza 99 milioni 808 mila 573 euro. A tanto ammonta l’indebitamento di Forza Italia secondo l’ultimo bilancio, quello relativo al 2017, pubblicato  on line. Un ‘buco’ interamente coperto e garantito dal presidente  Silvio Berlusconi, che ha consentito al movimento azzurro di tornare  in attivo dopo anni di rosso, anche se di poco, registrando un avanzo  di 1,344 milioni di euro “per effetto del quale il patrimonio netto  riduce la perdita progressiva passando da 100.427.293 euro del  precedente esercizio” agli attuali “99.082.648 euro”.

Ancora una volta, dunque, il Cav risulta l’unico creditore degli  azzurri, nonché di fatto, l’unico proprietario della sua creatura  politica fondata nel ’94. Questo significa che da un punto di vista  giuridico e da quello politico, nessuno potrà accampare pretese sul  ‘brand’ e mettere in discussione la leadership dell’ex premier. Le  voci che compongono il passivo azzurro sono tutte considerate  ‘correnti’, tranne l’importo di 76.500 euro, iscritto nei ‘debiti  verso fornitori esigibili oltre l’esercizio successivo’. Carte alla  mano, i ‘debiti verso le banche’ ammontano a 2.261.688 euro (con un  aumento di 869.416 euro rispetto a 1.392.272 euro del 2016), mentre  quelli ‘verso altri finanziatori’ è stimato in 91.181.315 euro (in  crescita di appena 90.434 euro).

Si tratta di debiti, precisa il tesoriere Alfredo Messina nella nota  integrativa, “sorti in seguito all’intervento del presidente  Berlusconi che nel corso degli esercizi 2014 e 2015, a causa delle  escussione di fidejussioni personali da lui rilasciate in precedenti  anni a diversi istituti bancari a garanzia di affidamenti da questi  concessi al nostro movimento, ha provveduto a saldare in qualità di  fideiussore i debiti esistenti nei confronti delle banche  interessate”. Il leader forzista, dunque, “al momento dell’estinzione  dei debiti di Fi”, sottolinea Messina, “è divenuto il nuovo creditore  nei confronti del nostro movimento per l’importo pari ai pagamenti da  lui effettuati”.

In pratica, Berlusconi ha dovuto versare  nelle casse forziste un contributo ‘monstre’ sottoforma soprattutto di fidejussioni personali (due tranche di oltre 46 milioni di euro nel  2014 e di poco più di 44 milioni nel 2015) ed è riuscito a estinguere  gli ultimi debiti con le banche appianando progressivamente  l’esposizione debitoria. “Per effetto dell’avanzo realizzato  nell’esercizio 2017”, infatti, “il disavanzo patrimoniale complessivo  accumulato nei precedenti esercizi, è diminuito di 1.344.645 euro”.

I ‘debiti verso fornitori’, in “forte diminuzione rispetto al passato  esercizio, rappresentano quanto da liquidare per debiti relativi alle  ordinarie attività di Fi, alle campagne elettorali e alle iniziative  di comunicazione poste in essere”. I ‘debiti verso imprese  partecipate’, invece, “espongono unicamente il residuo importo dovuto  alla società controllata al 100%, la ‘Tv della Libertà srl’ con unico  socio in liquidazione, come copertura delle perdite di esercizio del  2013 e nell’anno in corso”.

Da segnalare poi, i 96.107 euro di “quota associativa al Ppe da  versare per il 2017” e la presenza nei cosiddetti ‘conti d’ordine’,  alla voce ‘Garanzie (pegni, ipoteche) a/da terzi’, di un “unico  ammontare di 3 milioni di euro” relativo al pegno in titoli  “rilasciato da Berlusconi a un istituto bancario a fronte  dell’affidamento da questi concesso a Fi”.        (Vam-Ant/AdnKronos)

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