Sondaggi, maturità: le paure dei candidati, dalle cartuccere alle app

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( Fabio Piemonte) Un tempo era la cartucciera, oggi sono le app. Ecco come si sono evolute le tecniche per affrontare in maniera scaltra le tanto attese tracce della maturità ed esorcizzare ansie, paure e timori dell’esame di stato. 

Gli esami sono iniziati. Quest’anno sono oltre 500.000 i candidati attesi al primo vero banco di prova della propria vita, che porta con sé il suo carico di timori, ansie e stress, ma anche di aspettative e sogni poiché segna, probabilmente oggi forse in maniera più simbolica che concreta, il passaggio all’età della responsabilità e l’ingresso nel mondo degli adulti. Per gli studenti di oggi e quelli di ieri passati ora dietro la cattedra, paure, ansie e timori restano sostanzialmente gli stessi. Addio però a cartuccere, temari e alle sintesi di Bignami e largo invece a nuove app digitali per quanto riguarda le tecniche e gli stratagemmi adoperati per farvi fronte.

 

È quanto emerge da uno studio di Maxibon, in occasione dellcampagna “The Dark Side of School” che vede protagonista il mondo della scuola per mostrare in maniera irriverente e ironica il suo “dark side”. Lo studio è stato condotto con metodologia WOA (Web Opinion Analysis) attraverso un monitoraggio web su circa 1200 studenti frequentanti l’ultimo anno di scuola superiore, su oltre 100 fonti fra testate, magazine, portali, blog e community nazionali e raccogliendo il parere di un pool di 30 professori per comprenderepaure e ansie, ma anche tecniche e stratagemmi utilizzati dagli studenti di oggi e dagli stessi docenti quando erano dietro i banchi.

Ma quali sono le paure che accomunano gli studenti di ieri e quelli di oggi? Al vertice dei timori per uno studente su 2 c’è la paura che l’emozione giochi brutti scherzi alla propria memoria (52%) o che le prove siano più difficili di quanto previsto (47%). Più di uno su 3teme di lasciarsi sopraffare dall’ansia da prestazione (38%); uno su 5 teme piuttosto di non saper rispondere affatto (23%) o in maniera adeguata (19%), sia alle prove scritte che a quelle orali, sebbene abbia studiato.

Come far fronte allora a tali paure nei giorni precedenti le prove d’esame? Per smaltire il troppo stress causato da uno “studio matto e disperatissimo”, uno studente su 2 sceglie di uscire per mangiare qualcosa con gli amici (53%) o semplicemente per fare una passeggiata (49%)uno su 3 preferisce farsi una corsetta all’aria aperta (31%); uno su 4 (26%) stare ore al telefono con l’amico più studioso per carpirne le conoscenze. Ciò che però accomuna studenti svogliati e iperdiligenti di ieri e di oggi, ma per motivi evidentemente opposti, è l’ultimo ripasso nella ‘notte prima degli esami’, irrinunciabile per due studenti su 3.

 Agli studenti impreparati o comunque particolarmente ansiosi e con una preparazione piuttosto scarsa rimane allora un’ultima spiaggia, ossia il tentativo rischioso di provare a copiare, pena l’annullamento della propria prova. Come hanno tentato di copiare gli studenti di una volta? Uno su 2 (46%) si è fatto preparare una cartucciera di stoffa che nascondeva accuratamente sotto una maglia larga, contenente diverse tasche in cui inserire foglietti piegati a fisarmonica con le nozioni principali dei diversi argomenti suddivise per materia; uno su 3 (34%) ha nascosto gli appunti nel dizionario, in particolare date storiche e formule di matematica che proprio non era riuscito a memorizzare; sempre uno su 3 (29%) si è affidato alle sintesi di Bignami più che ai propri riassunti. Tra gli altri stratagemmi adottati uno su 4 (26%) ha preferito scriversi soltanto poche nozioni sul braccio o sulla mano; uno su 5 (21%) si è invece accontentato di portare con sé un temario, ma soltanto per scrupolo, qualora avesse avuto poco o nulla da scrivere rispetto alle tracce; mentre uno su 6 (18%) ha preferito scambiarsi i fogli con il suo compagno più preparato, correndo così il rischio più elevato di vedersi annullata la prova.

A quale stratagemma invece preferisce ricorrere oggi eventualmente uno studente? Più di uno su 2 (54%) vorrebbe portarsi un secondo smartphone, in modo da consegnarne uno ai professori della commissione esaminatrice e tenerne un altro per sé in tasca; uno su 3 (29%) confessa di preferire, tra i metodi classici degli studenti di un tempo, quello di scrivere direttamente sul dizionario o di preparare dei bigliettini (26%) da attaccare con lo scotch tra le sue pagine, affinché non rimangano pericolosamente come foglietti volanti. Più di uno studente su 2 (57%) pensa di ricorrere a Google, Wikipedia o alle applicazioni digitali di ultima generazione, alcune delle quali avrebbero il vantaggio di essere utilizzabili anche offline. Tra costoro c’è chi ha installato un’app (43%) per trovare con facilità analisi del testo, parafrasi e commenti ai principali autori; chi (34%) un’app che raccoglie una miniera di versioni di latino e greco degli autori classici o un’altra ancora (28%) capace di risolvere un’equazione di matematica riportando ogni passaggio, anche se non sempre processa fedelmente la traccia che riceve attraverso il pennino dello smartphone.

Infine, per la maggior parte degli studenti di ieri e di oggi, il luogo migliore in cui nascondere i propri schemi e riassunti col minor rischio di essere scoperti rimane il bagno (72%). Senza dubbio il metodo migliore per non vedersi annullare la propria prova è quello di non copiare ma, se proprio non se ne riuscisse a fare a meno, il modo più corretto anche su un piano etico consiste nel confidare nella disponibilità del membro interno più benevolo della commissione o in quella del compagno più preparato, nella consapevolezza che chi domanda non fa errori.

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