Salvini valuta la migliore offerta fra Di Maio e Berlusconi

0
26


Want create site? Find Free WordPress Themes and plugins.

Matteo Salvini al bivio: ripartire con  Luigi Di Maio per una riedizione del ‘governo del cambiamento’  rinunciando alla ‘bandiera’ Savona o tirare dritto per la propria  strada e puntare solo al voto. Oggi l’ipotesi di un nuovo esecutivo  politico M5S-Lega sembra perdere quota, visto che il segretario di via Bellerio è tornato a minacciare le urne, bocciando ogni offerta di  mediazione: “Non è che siamo al mercato, ho una dignità e una serietà, ora spieghi Mattarella come uscirne, noi a disposizione per  accompagnare il Paese al voto il prima possibile”. Per capire lo sfogo del ‘Capitano’, riferiscono fonti del centrodestra, bisogna  riavvolgere il nastro e iniziare dal vertice di ieri pomeriggio tra  Luigi Di Maio Salvini e Giancarlo Giorgetti, dove si sarebbe  riproposto il nodo di sempre, quello del ministero dell’Economia.

I tre leader si sarebbero incontrati -mentre era in corso il tentativo di un esecutivo neutrale targato Cottarelli- per provare a ripartire  con uno schema governativo giallo-verde, senza Paolo Savona al Tesoro, sul quale il Colle ha posto un veto inamovibile. L’ultima mediazione  Salvini-Di Maio sarebbe accolta con favore dai tanti parlamentari  preoccupati per un ritorno alle urne già a luglio. Raccontano che Di  Maio, sotto processo nel suo movimento per la gestione delle  trattativa fallita per andare a palazzo Chigi, avrebbe deciso di  mollare la presa su più fronti, rinunciando innanzitutto  all’impeachment.

Decisi a riprovarci, Di Maio e Salvini, una volta  informato il Colle, si sarebbero trovati ancora una volta di fronte  allo scoglio del dicastero di via XX settembre, con un caso Cottarelli sul tavolo. Raccontano, infatti, che il nome dell’economista sarebbe  stato oggetto di un serrato confronto e di un nuovo braccio di ferro  tra Quirinale e Carroccio. Investito ormai dell’incarico di formare il nuovo governo, Cottarelli (che oggi ha avuto un nuovo colloquio  informale con il capo dello Stato e attende “gli eventuali sviluppi di una trattiva per la nascita di un esecutivo politico”) difficilmente  sarebbe disposto a fare un passo indietro e a uscire definitivamente  di scena proprio nell’ultimo miglio verso palazzo Chigi. Da qui  l’ipotesi, avallata dal Colle per uscire dallo stallo con il sì di M5S e Lega, di affidare il Mef a Mr Spending review al posto di Savona.

Lo ‘scambio’ Cottarelli-Savona, però, riferiscono fonti del  centrodestra, avrebbe trovato in Salvini uno strenuo oppositore: sin  dal primo momento la Lega non ha mai digerito quello che considera un  ‘tecnico’, espressione dei “poteri forti”. Si sarebbe riproposto,  quindi, quel muro contro muro che già aveva affondato il primo  tentativo di un governo giallo-verde. Da qui lo sfogo di Salvini che  torna a minacciare il voto: “Non è che siamo al mercato, ho una  dignità e una serietà”, spia forse della volontà, raccontano alcuni,  di andare comunque ad elezioni il prima possibile, evitando  responsabilità di governo.        (Vam-Ant/AdnKrono

Did you find apk for android? You can find new Free Android Games and apps.


LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci il tuo nome:

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.