Finanziaria, match in salita per Musumeci, altri round all’opposizione

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Giornata lunga e ricca di colpi di scena quella vissuta all’interno di Sala d’Ercole dove è in corso l’esame della Finanziaria, tra opposizioni e sgambetti, c’è chi ha mostrato un leggero ottimismo. Il presidente Musumeci in un momento di pausa  si è concesso ai cronisti.”Stiamo andando a gonfie vele sono molto soddisfatto. Non me lo aspettavo, un governo senza maggioranza che riesce a fare approvare tutte queste norme è un successone”.

Già dalla prima mattinata di oggi l’iter del testo ha avuto non solo difficoltà legate alla mancanza della maggioranza del governo, che fin ora è stato battuto ben cinque volte in aula, ma anche ai cosiddetti problemi tecnici.

Il voto elettronico infatti poco prima di pranzo è andato  in tilt su un emendamento presentato dalle opposizioni all’articolo 29 della Finanziaria (“norme in materia di semplificazione amministrativa per le strutture di vendita”) e il presidente dell’Ars, Gianfranco Micciche’ è stato costretto a disporre  la sospensione dei lavori per un’ora per le necessarie verifiche e la pausa pranzo. Durante la votazione erano apparsi infatti 73 votanti, tanto che Micciche’ scherzando ha detto: “E’ andata in tilt la macchina e menomale, altrimenti avrei dovuto pagare a fine mese tre deputati in piu’ e avrei dovuto chiedere i soldi alla Regione…”. In precedenza, dopo un accesso botta e risposta tra i promotori degli emendamenti, che chiedevano lo spostamento della norma nel ‘collegato’ alla Finanziaria, e l’assessore alle Attivita’ produttive, Mimmo Turano, era intervenuto il presidente della Regione, Nello Musumeci: “C’e’ una norma assolutamente semplice, di carattere organizzativo, una norma che non merita alcun approfondimento e che e’ passata dalle commissioni di merito. L’assessore l’ha illustrata. Se dobbiamo andare piu’ velocemente, come spesso incalza il Pd e noi siamo d’accordo, non possiamo lasciarci indietro temi che possono essere approfonditi anche nei mesi successivi. Da parte nostra non c’e’ nessuna volonta’ ne’ di iattanza, ne’ di mostrare muscoli, che nessuno qui di muscoli ne ha e men che meno noi”.

Le tappe fondamentali fin ora sono state le seguenti, si è iniziato con l’esame dell’articolo 20, che prevede assegnazioni finanziarie ai liberi Consorzi comunali e alle Citta’ metropolitane. Ieri, dopo il terzo articolo soppresso, una norma fondamentale per il Governo, quella relativa agli interventi per la casa che prevedeva un contributo fino a 40mila euro per l’acquisto o la ristrutturazione, Micciche’ ha deciso di chiudere la seduta e rinviarla a questa mattina.

Via libera dell’Ars all’articolo 20 della Finanziaria che prevede assegnazioni finanziarie ai liberi Consorzi comunali e alle Citta’ metropolitane. In Aula, dopo la sospensione e l’intervento dell’assessore agli Enti locali, Bernardette Grasso, e’ presente anche il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci. Sala d’Ercole e’ ora chiamata a esaminare l’articolo 21 relativo a “disposizioni in materia di associazionismo comunale”.

E passa anche l’art. 21 che prevede “disposizioni in materia di associazionismo comunale”. L’Aula, Pd compreso, ha bocciato l’emendamento soppressivo presentato dal Movimento 5 Stelle. “Come detto ieri, l’esposizione prolungata all’Ars prova mutazioni genetiche – ha detto sarcasticamente Giancarlo Cancelleri -. C’era un esatto articolo con il presidente Crocetta e quest’Aula lo boccio’, noi del M5S con il centrodestra. Dopo il fantasma di ieri con il tesserino ora scopriamo che quell’articolo si boccio’ da solo…Perche’ finanziare questi carrozzoni, queste sovrastrutture?”. A Cancelleri ha risposto il presidente dell’Assemblea, Gianfranco Micciche’: “Ogni Governo nella storia ha dovuto fare certe cose che prima non pensava di volere fare e ve ne accorgerete anche voi quando sarete al Governo. Non ci sono fantasmi, ci sono prese d’atto delle situazioni”. Sala d’Ercole e’ ora chiamata a esaminare l’articolo 24, secondo cui “e’ prevista in favore delle famiglie, in fascia ISEE, rientranti nelle condizioni di esenzione ticket per prestazioni sanitarie di cui all’articolo 8, comma 6 della legge 24 dicembre 1993, n. 537 e successive modifiche ed integrazioni, che abbiano il possesso di una sola auto di potenza non superiore a 53 Kw, l’esenzione dalla tassa automobilistica regionale”.

Un percorso travagliato dopo meno di un’ora arriva il primo ko del Governo in Aula alla
ripresa dei lavori per l’approvazione della manovra finanziaria. Acadere sotto la scure del voto segreto questa volta è stato l’articolo24 che prevedeva l’esenzione dalla tassa automobilistica regionale perle famiglie meno abbienti. E’ passato, infatti, l’emendamento soppressivo dell’articolo presentato dai Cinque Stelle.

E non sono mancate le polemiche da parte di alcuni membri del Governo su alcune specifiche di voto. “Sulle misure di attenzione agli indigenti, alle persone che hanno bisogno il M5s vota contro. Ogni provvedimento che si muove in tale direzione registra l’opposizione dei Cinque Stelle che presentano emendamenti soppressivi”. A dirlo è l’assessore all’Economia della Regione siciliana, Gaetano Armao,dopo il ko del Governo sull’articolo 24 che prevedeva l’esenzione del bollo auto per indigenti.

E lentamente l’aula è giunta all’art. 25 ed ha approvato la norma sulla valorizzazione dei beni del demanio marittimo regionale. Al vaglio dell’Aula ora la norma numero 26, che riguarda l’attivita’ degli uffici del Genio civile.

Il governo ha dovuto superare più di una complicanza.L’Ars ha infatti approvato l’emendamento proposto dal Movimento 5 Stelle per la soppressione dell’articolo 26 relativo all’attivita’ degli uffici del Genio civile. E’ la quinta volta, la seconda oggi, che la maggioranza viene battuta in Aula. Approvato invece l’articolo 27 “sottoconti di Tesoreria”, momentaneamente accantonato il 28, relativo a “norme per il personale regionale e degli enti”. In discussione l’articolo 29 che riguarda la semplificazione amministrativa per le strutture di vendita. A illustrarlo l’assessore alle Attivita’ produttive Mimmo Turano.

Miccichè attacca l’opposizione: “Potevamo garantire l’esenzione del bollo auto per i cittadini con un reddito basso, ma stamattina le opposizioni hanno bocciato la proposta in aula. Lo hanno fatto chiedendo il voto segreto – uno strumento di per sé odioso -, nascondendo così la loro individuale responsabilità.Il mio ruolo di garante mi impone massimo rispetto per il mandato di ciascun parlamentare, ma non posso nascondere la mia profonda amarezza per una buona legge che è stata fatta fuori per logiche politiche.
Per andar contro questa maggioranza e questo Governo, si è procurato un danno ai siciliani. Un consiglio ai colleghi deputati: si può fare opposizione senza sacrificare le leggi giuste”.

Un atteggiamento di ostruzionismo quello messo in atto dagli inquilini di Palazzo dei Normanni. Su ogni emendamento, e ce ne sono 1.300, si sono susseguiti interventi fiume di deputati del Pd e M5.

Entrambi i partiti non si sono risparmiati nel creare un vero e proprio muro di respingimento. Soprattutto su una norma cara all’assessore all’Istruzione, Roberto Lagalla,  che stanzia quattro milioni e mezzo per assegnare contributi alle scuole paritarie sia primarie che secondarie.

E’ stato bocciato l’articolo che avrebbe dato la possibilità al governo di introdurre un biglietto unico e integrato treno-bus per chi viaggia da e verso le città di Palermo, Catania e Messina.

Mentre sono passate alcune norma che riguardano i forestali. Per gli operai stagionali la norma approvata stanzia circa 260 milioni, un po’ meno di quanto garantito nel 2017. Ma secondo l’ex assessore all’Agricoltura, Antonello Cracolici (Pd) si tratta di somme insufficienti a garantire le normali giornate di lavoro (78, 101 e 151) perché “almeno 40 milioni di questo budget non sono immediatamente spendibili.

Ore complicate che hanno registrato anche qualche piccola soddisfazione e per l’assessore regionale al Bilancio , Gaetano Armao. Una vittoria quella riguardante la norma che sblocca 64 milioni di fondi fermi dal 2001 e con i quali l’Irfis potrà dare respiro alle imprese siciliane. E un secondo articolo approvato  che consente di re immettere nel sistema di finanziamento delle piccole e medie imprese 50 milioni che rientrano dai Fondi Jeremy.

Infine ha dichiarato l’assessore Armao una norma importante quella che dispone  un paracadute è l’obbligo assegnato alle società ancora attive di assumere personale solo attingendo all’albo che include i dipendenti delle partecipate chiuse.

 

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