Consorzio di Bonifica: “Futuro a rischio per la sede di Gela”

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Una storica istituzione in città ha un futuro a rischio: il Consorzio di Bonifica. Con Regio Decreto del 4 settembre 1927, veniva istituito il “Consorzio di Irrigazione Diga Grotticelli”. Con  Regio Decreto del 14 novembre 1929, veniva istituito il “Consorzio Irriguo del Fiume Gela”. Con Regio Decreto del 6 maggio 1935, i due Consorzi vengono fusi nel “Consorzio di Bonifica della Piana del Gela”. 80 anni dopo si pone fine al Consorzio di Bonifica di Gela, con Decreto del Presidente della Regione n. 467 del 12 settembre 2017, viene istituito il “Consorzio di Bonifica della Sicilia Occidentale”. Con esso tutti i Consorzi di Bonifica siciliani vengono accorpati, in due grandi Consorzi: Sicilia Occidentale con sede a Palermo; Sicilia Orientale con sede a Catania. Ed ancora una volta, senza capire né le motivazioni né la logica, ci ritroviamo da perfetti estranei all’interno di un Consorzio con cui non abbiamo nulla da spartire. Questa volta, a differenza delle scelte fatte per l’attribuzione di servizi, non si deve guardare la cartina politica, ma quella geografica. Non si capisce il perché in una scelta di tipo idrografica, non debba prevalere il buon senso piuttosto che la scellerata politica. La stessa politica che ancora oggi non decide sulle scelte di Gela, Piazza Armerina e Niscemi di transitare nella Città Metropolitana di Catania, decide le aree dei Consorzi di Bonifica. La Sicilia dal punto di vista idrogeologico è divisa dall’Imera settentrionale e dall’Imera Meridionale (Salso). Il Consorzio di Bonifica 5-Gela, è interamente a destra del Salso, nella Sicilia orientale. Logica vorrebbe, visto che il fiume Gela ha le sue sorgenti e i suoi affluenti nella Sicilia orientale, che il Consorzio di Bonifica di Gela venisse ricompreso nel “Consorzio di Bonifica della Sicilia Orientale”, ragionamento in linea anche con le scelte politiche effettuati dai cittadini di questa area che hanno manifestato più volte il chiaro intento di far parte, per tutti i servizi, della Sicilia Orientale. A tutto ciò va aggiunto il pericolo di avere nello stesso Consorzio la sede di Caltanissetta. Il Consorzio di Bonifica di Caltanissetta fu soppresso e aggregato a Gela nel 1995, per poi essere ricostituito nel 1997. Come sempre, quando noi veniamo associati a Caltanissetta piangiamo sempre lacrime di sangue, così come Comitato sostenemmo nel 2009, a seguito della riforma ospedaliera che tolse l’autonomia all’ospedale di Gela, riperimetrandolo nella stessa ASP con Caltanissetta, oggi i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Il pericolo che si corre è che con gli anni, il Consorzio di Bonifica di Gela si impoverisca fino al punto che, diventerà più conveniente chiuderlo e avere come riferimento Caltanissetta, questa è la logica predatoria che sopporta Gela da svariati anni, tenendo la città in una condizione perenne di sottodimensionamento dei servizi. Questo è un altro regalo, speriamo l’ultimo, lasciato in dote da Crocetta ai gelesi, con la vigile attenzione di Arancio, sempre solerte nell’attenzionare le necessità, i bisogni e le volontà della comunità gelese. Rimane ancora una possibilità per correggere questa macroscopica “svista”, l’art. 2 dello Schema tipo Statuto dei Consorzi di Bonifica cita: “Eventuali successive variazioni del comprensorio di bonifica saranno approvate con Decreto del Presidente della Regione Siciliana, su proposta dell’Assessore regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Territoriale e della Pesca Mediterranea, apprezzata dalla Giunta Regionale di Governo.”  La speranza c’è sempre, ma essa necessita della forza di volontà per tramutarsi in certezza. Certo è che se fossimo già nella Città Metropolitana, oggi ci saremmo occupati di altro, magari di programmazione, invece che giocare sempre in difesa, dice infine il coordinatore del Csag, Filippo Franzone.

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