Ars, assessore Grasso: “Finanziaria snella, ma serve responsabilità in aula, Sgarbi è mancato a tutte le Giunte”

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“Questo Governo sta cercando di mettere insieme i cocci di disastri lasciati da Crocetta su tutti i fronti. Musumeci ha parlato a viso aperto e con molta chiarezza dicendo che non accetterà ricatti e non farà accordi sottobanco. Al contrario porterà in Aula le norme sullo sviluppo e al Parlamento chiederà un voto. Ciascuno poi si assumerà la responsabilità”. A dirlo è l’assessore alle Autonomie locali della Regione siciliana, Bernadette Grasso, rispondendo ai cronisti che le chiedevano se dopo il via libera alla proroga dell’esercizio provvisorio la strada per la  Finanziaria, da approvare entro fine mese, sia in salita.  Condizioni disastrose che per l’esponente della Giunta Musumeci  riguardano la sanità, dove “la Sicilia è scesa all’ultimo posto per  quanto riguarda la spesa”, gli Enti locali e il sistema della Province “distrutti senza costruire nulla” e la formazione. “Il Governo – ha  proseguito l’assessore – sta mettendo a punto delle strategie che  piano piano possano produrre effetti e su questo vogliamo confrontarci con l’Aula”.

Per Grasso quella messa a punto dall’Esecutivo Musumeci
è “una finanziaria snella, che punta a razionalizzare la spesa, a
individuare il percorso di stabilizzazione del precariato storico
degli Enti locali, al rinnovo del contratto dei dipendenti regionali,
che da dieci anni non si rinnovava e che non è vero che costano più delle altre regioni”.

E poi c’è il tema dello “snellimento della macchina burocratica”, le politiche attive e quelle sull’immigrazione perché “non è possibile che oggi arrivino gli immigrati e non ci sia un sistema di accoglienza organizzato, ma al contrario la lotta sui territori. Questo mortifica sia gli immigrati che le comunità locali”,  ha concluso, a questo proposito, Grasso.

Ma poi continua, a proposito del “caso” Sgarbi, del suo passo indietro sull’assessorato Beni Culturali, e aggiunge:

Sgarbi è mancato a tutte le Giunte. Giustamente gli è stato chiesto da più parti di lasciare e non perché Musumeci voglia ‘un assessore-impiegato’, ma perché vuole un assessore che sia presente,che lavori H24 e che porti delle proposte”.

Il critico d’arte nei giorni scorsi aveva attaccato il governatore
Nello Musumeci, spiegando che con il presidente della Regione lo
separava la visione stessa del ruolo dell’assessore, “un impiegato” aveva detto. Salvo poi ‘siglare’ la pace ieri con il capo
dell’Esecutivo.  “In un dipartimento importantissimo come quello dei Beni culturali non si può fare l’assessore non venendo in giunta – ha aggiunto Grasso -. Oggi c’è il programma comunitario che deve partire, c’è la riorganizzazione dei musei, non credo che Sgarbi in questi due mesi abbia dato prova di aver portato a compimento un solo atto. Sgarbi è un’intelligenza favolosa, potrebbe fare il consulente di un bravo assessore, ma io sto in assessorato dalle 8 di mattina alle 20 e come me tutti gli altri perché ci sono tante questioni da risolvere e la presenza è importante. La programmazione spetta alla politica e
all’assessore”.

E’ stato un errore da parte di Forza Italia indicarlo come assessore? “Assolutamente no, sono stati il presidente Berlusconi e il governatore Musumeci a deciderlo, ma Sgarbi era partito con
l’intenzione di rimanere, poi è spuntata la candidatura alle nazionali”.

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