Il governo delle riforme bocciato dal M5S. “Si torni alle urne”

0
21


Want create site? Find Free WordPress Themes and plugins.

(essepì) E’ possibile che sia, come si diceva un tempo, voce dal sen sfuggita, non filtrata dalla ragione e non pianificata, ma è bastato un cenno – il ritorno alle urne – perché le parole di Nello Musumeci, ascoltate dai giornalisti nelle vicinanze della Commissione Bilancio dell’Ars, fossero oggetto di valutazione e preoccupazione.

IL ritorno alle urne, non auspicato ma accettato dal Presidente della Regione come il male minore, dovrebbe avvenire ad una condizione, che l’Assemblea vari alcune riforme e renda finalmente “navigabile” il canale legislativo e governabile la Sicilia attraverso la modifica della legge elettorale.

Musumeci lancia due segnali che apparentemente potrebbero portare ad una chiusura anticipata della legislatura. In realtà le due opzioni contengono il rovescio della medaglia e possono declinarsi divertsamente: il governo di centrodestra può scolorirsi e assumere l’onere delle riforme con un patto di legislatura. Tutti dentro, come qualcuno vagheggia anche a Roma?  Un gancio verso le opposizioni, comunque. Il bastone e la carota per i deputati che non amano il ritorno alle urne.

La prima reazione è arrivata dal M5S, con la firma della vivacissima capogruppo, Zaferana. Dopo avere fatto qualche concessione alla schermaglia politica – “il governo è ormai alla frutta” –  indica l’unica strada accessibile: “mettere in sicurezza i conti della Regione con una manovra base che si occupi di alcuni impegni prioritari e indifferibili, risorse ai Comuni e politiche di aiuto ai disabili, una legge elettorale che dia governabilità a chi vince e si torni al voto entro l’anno.”

Sulle riforme il maggiore gruppo di opposizione è recalcitrante, sul ritorno alle urne rilancia. Le riforme “sono cosa da governo in salute”, giudica, non a torto, Zaferana, che addebita all’esecutivo la colpa di non possedere una maggioranza in Assemblea.

Così stando le cose, il governo delle riforme potrebbe nascere solo con il sostegno del PD, che per ora sta a bagno maria, quasi silente, e galleggia all’opposizione, dopo le sconfitte elettorali (regionali e politiche).

La probabilità di un ribaltone è inesistente, quanto un sostegno esterno, senza contropartita. Non ci sono margini per uno shopping in aula, come avvenne nel 2013 in epoca crocettiana. Musumeci dovrà perciò rassegnarsi ad una navigazione “a vista” e al piccolo caboitaggio, e contrattare volta per volta con l’Assemblea ogni provvedimento. Un esercizio alla lunga logorante, come dimostra la recente esperienza di Crocetta, che aveva solo sulla carta una maggioranza, ma non riusciva a disporne quando serviva (anche per sue responsabilità).

Queste considerazioni non può non averle fatte Musumeci, che è un uomo di esperienza. E ciò spiega l’accenno al ritorno alle urne, che mette i brividi ai deputati. Sottostare agli umori di Cateno De Luca e Vincenzo Figuccia, portare la croce per cinque anni per poi subire l’inevitabile punizione alle urne, è una prospettiva affatto esaltante. Ma allo stato non si vede come si possa uscire da questa situazione.

Did you find apk for android? You can find new Free Android Games and apps.


LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci il tuo nome:

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.