Crocetta e Lumia si armano del Megafono, Cracolici invia strali velenosi

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Commenti salaci, reazioni furibonde. Avvertimenti e promesse non proprio beneaugurali dal leader siciliani colpiti dal Nazareno. Crocetta, Lumia e Cracolici si sono trovati dalla stessa parte.

“Cosa è successo stanotte nel Pd?”, si chiede su un commento postata su FB. “Tutti me lo chiedono, c’è un’enorme preoccupazione. La risposta è semplice: stanotte è stato dato un altro colpo mortale all’idea di partito progressista, plurale, fatto di culture politiche, di classi dirigenti, di progettualità che si incontrano, per restringere il cerchio e vivere questa campagna elettorale con un’idea disperata e del “si salvi chi può”.

“L’area Emiliano e l’area Orlando, continua Lumia, sono state colpite alle spalle perché hanno un’idea di partito progressista, plurale e aperto.Il caso personale lascia il tempo che trova ed è del tutto irrilevante.

“Lascio il Parlamento,promette il senatore, “ma non la politica e nessuno si illuda che io sia disposto ad abbandonare l’idea di costruire un Pd realmente democratico. Un partito non a trazione dorotea, ma di sinistra, una sinistra radicata nei territori e socialmente attenta ai valori dell’uguaglianza e della sicurezza.”

Rosario Crocetta, espulso dalle candidature, rincara la dose: “Nessun risentimento abbiamo a scelto la politica per servizio. Nessuna sorpresa sulle liste Pd: e’ andata come avevo previsto. Non sarà certamente la vicenda delle candidature a farci rinunciare alla politica. Saremo presenti in campagna elettorale, con il nostro Megafono, nelle piazze di tutta la Sicilia per denunciare il processo di restaurazione in corso e di vera e propria epurazione di ogni dissenso. Faremo un’operazione verità”.

“Un atto di arroganza culturale  impressionante”. Antonello Cracolici, ex assessore regionale  all’Agricoltura e big del Partito democratico in Sicilia, non usa giri di parole e a poche ore di distanza dalla direzione nazionale del  partito che ha dato il via libera alla liste per le Politiche del 4  marzo dopo una trattativa andata avanti fino a notte fonda, spiega di  aver votato contro e di averlo fatto “anche guardando alle liste in  Sicilia”. “Nell’Isola è in atto un mutamento genetico del Pd – dice  all’Adnkronos -. E’ stata cancellata una buona parte delle esperienze  della sinistra siciliana per costruire non un contenitore largo,  inclusivo di storie, di culture, di sensibilità culturali e politiche  diverse, ma un partito sostitutivo”.

Per Cracolici “siamo in presenza di qualcosa che va oltre le logiche  degli equilibri di corrente”. Anche se, avverte, in un partito come il Pd “bisognerebbe sempre garantire lo spazio a chi ha manifestato  opinioni diverse”. Ma nel caso del Pd, è la tesi di Cracolici, si va  ben oltre. “Siamo in presenza di un profilo che rischia di mutare la  genetica del Pd – dice -, basta guardare buona parte dei capolista in  tanti collegi: gente che non ha nulla a che vedere con ciò che è stato il percorso di nascita del Pd. Ci sono volti che sono stati messi in  campo con l’idea di sostituire”. Il filo conduttore, allora, “non è  allargare, rafforzare, ma cancellare percorsi politici che hanno  rappresentato valori, principi e rinnovamento”.

“Una strategia che apre un problema – avverte Cracolici -. Non perché  io pensi che un partito debba rimanere statico, anzi ho sempre  praticato l’idea di un partito largo, inclusivo, ma perché qui si  vuole chiamare rinnovamento quello che in realtà è il vecchio  trasformismo”. E il futuro? “Sono iscritto al Pd, non condivido in  buona parte queste liste e oggi più che mai mi interrogo se valga la  pena impegnarsi in prima persona in questa campagna elettorale”  conclude il parlamentare.        (Loc/AdnKronos)

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