Guerra per il simbolo M5S, Tribunale dà ragione a ricorrenti

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“Il Tribunale di Genova ieri ha accolto  integralmente il ricorso presentato, nominando un curatore e  autorizzandolo a portare avanti le tre istanze contenute nel ricorso  nei confronti di Grillo, della seconda e della terza associazione del  2012 e del 2017. Ha nominato il curatore affinché proponga queste  richieste dei ricorrenti, Grillo non può farlo in quanto in conflitto  di interesse. L’obiettivo principale è rimettere in piedi  l’associazione 2009, non fare un’azione a contrasto di qualcuno”.

Lo  spiega all’Adnkronos l’avvocato Lorenzo Borrè legale, insieme al  collega genovese Alessandro Gazzolo, del Comitato per la Difesa dei  Diritti dell’Associazione M5S, il gruppo che mette insieme alcuni tra  gli attivisti ancora iscritti alla prima associazione 2009, che ha  presentato un’istanza al Tribunale del capoluogo ligure per chiedere  la nomina di un curatore speciale per ottenere la tutela del nome e  del simbolo dopo la nascita della nuova associazione del Movimento 5  Stelle.

I ricorrenti, tra cui anche un deputato, rappresentanti da diverse  zone d’Italia, consiglieri comunali e municipali, rivendicano l’uso di nome e simbolo del gruppo dati in utilizzo anche all’ultima  associazione neocostituita a fine 2017, con a capo Luigi Di Maio,  candidato alla presidenza del Consiglio per i Cinque Stelle.

“Il 30 dicembre 2017 – spiega Borrè ripercorrendo i  motivi del ricorso – sul blog di Beppe Grillo Di Maio annuncia la  costituzione di una nuova associazione Movimento 5 Stelle con un  proprio statuto, codice etico e organigramma, dandolo come fatto  compiuto senza nessuna partecipazione degli associati e con il  semplice invito a migrare nella nuova associazione al fine di potersi  candidare, con un termine strettissimo fissato al 3 gennaio 2018. Si è venuto a creare un conflitto di interessi tra questa associazione, la  prima associazione del 2009 di cui facevano parte 150 mila persone e  quella del 2012 che aveva funzione ‘di servizio’ per la prima che non  aveva statuto depositato dal notaio”.

Al centro della vicenda il nome e il simbolo in uso alla terza  associazione, quella costituita a fine 2017, che sono gli stessi della prima associazione, del 2009.”Cioé – prosegue Borrè – si scopre che  Grillo, capo politico della prima associazione, aveva conferito in  qualità di presidente del consiglio direttivo della seconda  associazione l’uso del nome e del simbolo alla terza associazione di  cui era garante, creando così un palese conflitto di interessi stante  l’antiteticità tra i principi della prima associazione e quelli della  terza in ordine alla rilevanza della funzione assembleare, sovrana  nella prima associazione e ‘ancillare’ nella terza”.

Le richieste contenute nel ricorso, accolto  integralmente, mirano a chiedere la tutela dei diritti di chi si  riconosce (e si è associato) nell’associazione del 2009, quella  originaria.”I primi che sono riusciti a organizzarsi in comitato –  aggiunge ancora Borrè – si sono rivolti a me per presentare la  richiesta di nomina di un curatore speciale che a fronte di un  conflitto di interessi conclamato agisse come legale rappresentante  della prima associazione per ottenere la tutela del nome e simbolo  inibendone l’utilizzo alla seconda e alla terza associazione e anche  per rientrare nella disponibilità del dominio che costituisce sede  virtuale della prima associazione come da statuto”.

“In più – ricorda il legale – si chiede di ottenere i nominativi degli associati alla prima associazione, per ripristinare le condizioni di  funzionamento e democraticità della stessa”. Per farlo la richiesta è  quella di convocare un’assemblea degli iscritti del 2009 che validi la nomina del nuovo capo politico.

“L’adesione alla terza associazione è  dal nostro punto vista incompatibile con la permanenza nella prima  perché – conclude Borrè – lo statuto della prima prevede che si associno solo coloro che non sono iscritti a partiti o associazioni  con principi incompatibili con quelli statutari, incompatibilità che  si ravvisa nell’aver aderito alla terza associazione”.        (Vca/Adnkronos)

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