Fava vuole Fava, come Leontini, Miccichè e Cascio

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Rapido screening sulle candidature al soglio maggiore, la Presidenza della Regione. Cominciando dalla più impalpabile, quella di Vladimiro Crisafulli, da Enna, il suo eremo politico, ha deciso di fare un passo indietro a favore del giornalista Mineo, conduttore di linea Notte e tante altre cose nel bunker della terza rete Rai. Omaggio, sincronizzato con Leoluca Orlando, alla societa’ civile, tornata prepotentemente alla ribalta dopo una rutilante attesa.

Spunta, per merito de la Repubblica, ma anche dell’area valoriale (Idv) Gianni Riotta, siciliano d’origine, cittadino del mondo per vocazione, direttore di testate giornalistiche per mestiere.

Claudio Fava, intanto, resta candidato, ma non come prima: da autocandidato è divenuto candidato di Sel, che in Sicilia lo ha adottato. Fava avrebbe forse preferito restare “esterno” ai partiti, ma con il passare dei giorni l’esternalizzazione cominciava a mostrare la corda, trattandosi di un dirigente di partito.

Roberto Lagalla è piu’ candidato di prima, ma non molto. Giusto un passo avanti, realizzato grazie ai veti incrociati che non permettono ad alcuno dei leader papabili di farsi largo. Gianfranco Miccichè ha provato a forare i tempi, ha incontrato Angelino Alfano, Silvio Berlusconi, Innocenzo Leontini e, per interposta persona, Raffaele Lombardo, ma alla fine ha raccolto poco e niente. Non ha convinto Leontini, e Leontini non ha convinto lui, sicche’ restano entrambi in lizza. Alfano, a quanto pare, avendo ascoltato Berlusconi al pari di Renato Schifani, avrebbe dato l’assenso, ma Giuseppe Castiglione si sarebbe messo di traverso.

Leontini, Miccichè, Castiglione, dunque, non fanno passi indietro, sono virtualmente candidabili se non proprio candidati. Francesco Cascio non è candidato, per sua ammissione (preferirebbero la ricetta Monti), ma è come se lo fosse nell’immaginario collettivo e, probabilmente, in cuor suo.

Tornando al centrosinistra, dal quale siamo partiti, occorre registrare una mobilità immobile: nè il Pd, nè l’Udc e le altre formazioni esprimono candidature. Orlando ha tirato fuori dal cilindro la società civile ed ha spiazzato tutti, perchè ha messo anche il veto ai partiti che hanno sostenuto Lombardo di candidare chicchessia. Non expedit, dunque. Scontentando tutti, dall’Udc a Sel, che sostiene Fava, il quale non può interpetrare la società civile da dirigente del suo partito.

Beppe Lupo, il segretario del Pd, non è candidato, ma è come se lo fosse, perche’ tutti sospettano che lo voglia. In realtà aspetta Godot da parecchi mesi, cioe’ Orlando, sapendo che non arrivera’ mai, sicche’ alla fine si trovera’ con le spalle al muro: ne’ primarie, ne’ candidati disponibili e potrebbe dovere sacrificarsi, candidandosi. Per intanto resta fedele alla caffettiera del masochista, quella che ha il manico ed il beccuccio dalla stessa parte in modo da rendere pressocche’ impossibile bere il te’ o il caffe’ quando se ne ha voglia.

La posizione dei democratici ricorda la paralisi facciale provocata da un colpo di fresco, cosi’ la definivano i nostri nonni. Si rimane con lo sguardi perso e le labbra deviate per un tempo imprevedibile.

Resta piu’ candidato che mai Rosario Crocetta: ci ha preso gusto alla campagna elettorale, affidata a social network, incontri e scontri di piazza. Il suo partito non si pronuncia, lui chiede le primarie.

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3 Commenti

  1. l’ udc non e’ CUFFARO! io sono del pd e con forza “CROCETTA PRESIDENTE” ogni partito ha delle pecche ma, non si puo’ giudicare x singole persone. DEVONO assicurarsi che ,chi viene messo x dare un contributo non sia x il “suo” ma x i cittadini!! con rosario ci sara’ la vera svolta x la sicilia !! “un uomo che rischia giorno dopo giorno la “VITA” x non avere fatto accordi con la mafia. “NON HA SENSO INFANGARE X ARRIVARE AL ” POTERE” contono i FATTI !!!

  2. La vera candidatura, per una Sicilia liberata, dagli interessi mafiosi e della speculazione è Claudio Fava, Crocetta è il coniglio tratto dal cilindro dei trasformisti,socailisti,andoiani,parafascisti, democristiani,e mafiosi, per ingannare i siciliani per la terza volta. in questo ultimo quinquennio.

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