Musumeci ha vinto. Si è conclusa la corsa a due

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Musumeci ha vinto. Si è conclusa la corsa a due. Anche se sono tate scrutinate 131 sezioni su 5.300, la forbice ormai tra i due è ampia.

Su 131 sezioni scrutinate delle 5.300 aperte in Sicilia Nello Musumeci risulta il candidato più votato con il 43,88%, seguito da Cancelleri col 31,51%. Micari è al 18,27%, Fava al 5,71% e La Rosa allo 0,60%. E’ quanto emerge dal sito dell’ufficio elettorale della Regione Siciliana.

E’ ormai chiaro che si vincerà sul filo di lana. Musumeci sembra conservare il vantaggio che gli avevano dato gli exit poll, stavolta risultati sufficientemente attendibili, contrariamente al passato, e in linea con i sondaggi della vigilia. Cancelleri non permette l’allungo di Musumeci, la forbice si restringe rispetto agli exit poll. Ma sia Di Battista quanto il candidato presidente mettono all’incasso il primato di lista, che colloca il M5S in testa e difficilmente raggiungibile.

Il centrosinistra naviga in acque basse, lontano dalla disputa. I numero non sono una catastrofe, confermano, anche in questo  caso, le previsioni, e danno la stura ad una incredibile disputa a sinistra, sulle responsabilità della sconfiota annunciata. Faraone prende di petto Grasso, che ha fatto penare il PD fino all’ultimo, Orlando plaude a Micari, imitato da Faraone, per averci messo la faccia, e ricorda il peso avuto dal governo Crocetta (“Ha pesato come un macigno sulla campagna elettorale”).

La discesa in Sicilia dei leader del centrodestra negli ultimi giorni di campagna elettorale è la prova del clima euforico che si respirava in quell’area, senza bisogno di attendere i risultati. Allo stesso modo, la partenza di Renzi per gli StatI Uniti, a Chicago, da Obama, è la prova di ciò che il centrosinistra si aspettava dalle urne siciliane.

Nei due poli i conti comunque non sono stati ancora fatti. Lo ricorda la chiusura della campagna elettorale: Berlusconi, Salvini e la Meloni non sono riusciti a trovare una intesa nemmeno per un comizio comune.

Nel centrosinistra, invece, la disputa aspra fra i leaders del Pd e del MDP ci avverte delle difficoltà che incontrerebbe un lavoro di ricucitura delle due anime.

C’è già chi allunga lo sguardo sulle politiche ma lo fa con cautela. Le leadership sono a rischio, sia Berlusconi quanto Renzi hanno problemi da risolvere in casa e fuori casa. Ma sarebbe la vittoria di Musumeci a creare più problemi che la sua sconfitta, seppure di misura. Quanto al Pd, Rosato, ispiratore della legge elettorale, mette sul banco degli imputati, senza esitazione, i secessionisti che hanno pianificato la sconfitta siciliana pur di vedere al tappeto Renzi.

Il M5S cerca di valorizzare il risultato di lista, avrebbero conquistato il primato se gli exit poll fossero confermati dallo spoglio. Comunque vada, il successo c’è, ma non è straripante. Le amministrative di Palermo, fonte di dispiacere, sono dimenticate, come la bocciatura delle regionarie da parte del Tribunale .

E per quanto riguarda Micari, candidato del centrosonistra, arriva un commento di Cuffari. “Micari non andra’ in Assemblea regionale, tornera’ a fare il rettore. Musumeci vincera’ e spero che riesca a rimettere in moto la macchina amministrativa della Regione”. Lo ha detto l’ex presidente della Regione Siciliana, Salvatore Cuffaro a Rai Radio 1. (ITALPRESS)

 

 

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2 Commenti

  1. Ricordo all’autore dell’articolo che il M5S un partito movimento ha gareggiato con una serie di partiti o partitini denominati centro-destra, quindi il risultato del voto è comunque straripante per il movimento

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