Si abbassa pericolosamente l’età nell’uso del web, da 9 ai 7 anni

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“L’uso di internet si sta progressivamente anticipando. Accade sempre piu’ spesso che anche bambini molto piccoli navighino da soli. Se e’ vero pero’ che i bambini tra gli 8 e i 10 anni sono piu’ sorvegliati, e’ vero altrettanto che per questa fascia si ha una percezione del rischio minore. Viceversa, tra gli 11 e i 13 anni, c’e’ maggiore autonomia nella gestione delle connessioni, ma anche minore percezione del rischio. Dati che devono farci riflettere anche perche’ i pericoli a cui i nostri figli si espongono sono tantissimi”. Questo il commento di Luigi Greco, pediatra di famiglia, alla rilevazione sull’uso di Internet svolta da 90 pediatri attivi nel territorio della provincia di Bergamo che hanno analizzato le abitudini di un ampio campione pre-adolescenziale (piu’ di 3000 questionari nel 2016, primo anno della ricerca, e gia’ circa 2000 nell’anno in corso).

Nello specifico, il 97% degli intervistati afferma di avere dei dispositivi con cui accedere alla rete (il 72% addirittura attraverso uno smartphone personale) e l’83% dispone di questi strumenti tutti i giorni, con limitazioni di orario (il 60%) o senza (il 30%) in orari giornalieri mentre il 9% ne fa uso anche di notte. Solo nell’ultimo anno l’eta’ media di primo utilizzo di un web device si e’ abbassata da 9 anni (2016) a 7 anni e mezzo (2017). Il 17% invia foto personali, il 4,4% chatta con sconosciuti e il 1,4% invia dati personali a sconosciuti; in generale gli strumenti informatici vengono utilizzati per navigare in Internet, scaricare musica, giochi, effettuare ricerche scolastiche, vedere filmati su YouTube e chattare sui social media. Dal 2016 al 2017 non ci sono grossi cambiamenti per quanto riguarda i dati sulla sorveglianza parentale: circa il 20% dei ragazzi non e’ controllato dai genitori mentre naviga.

“L’eta’ della prima connessione e’ sempre piu’ bassa. Per questo deve nascere in noi adulti una consapevolezza maggiore. A marzo 2018 avremo i dati complessivi – anticipa Alberto Zucchi, direttore del Servizio Epidemiologico di Ats Bergamo – e da qui potremo partire per sviluppare idonei sistemi di accompagnamento per i minori che navigano online. E’ inquitante pensare che ci siano cosi’ tanti bambini da soli dietro a uno schermo. E questo, senza contare che oltre ai rischi esterni, sono tante e purtroppo gravi le possibili ricadute sulla salute: dall’alterazione del sonno ai disturbi nella concentrazione alle interferenze della tecnologia nei rapporti interpersonali”. Studi scientifici recenti (“The associations between sedentarybehaviour and mental health among adolescents: asystematic review”, “Myopia, a growing health problem” e”Protective and risk factors for adolescent sleep: a meta-analytic review”) rilevano che l’iper connessione puo’ avere serie ripercussioni sulla salute dei bambini e dei giovani adulti.

“L’impatto dell’uso di internet sugli stili di vita negli adolescenti – spiega Roberto Moretti, medico, responsabile dell’unita’ promozione della salute Ats Bergamo -, in particolare sulla sedentarieta’ e sul sonno, e’ molto rilevante con conseguenze misurabili gia’ dopo 2-3 ore di utilizzo. Pensiamo all’aumento della sedentarieta’ con la conseguente diminuzione degli anni di vita, ma anche all’esposizione alle cosiddette fakenews che rischiano di innescare comportamenti sbagliati nell’accesso alle cure, nell’uso di farmaci o nell’adozione di particolari diete. Conseguenze a cui si aggiungono quelle legate alla vista. Senza contare che un’eccessiva esposizione al web, a prescindere dal device utilizzato, provoca una perdita di sonno. E dormendo meno di otto ore per notte le ripercussioni negative sulla salute possono essere importanti”.

Ats Bergamo rivolge la massima attenzione alla salute di bambini e adolescenti non solo analizzando caratteristiche e rilevanza ma anche attraverso azioni di prevenzione di comportamenti a rischio e le diverse forme di dipendenza nei loro differenti contesti di vita. A partire dagli interventi nelle scuole, dove da tempo Ats e’ impegnata in collaborazione con le tre ASST Orobiche e il Provveditorato agli Studi. “I dati hanno dimostrato quanto grande sia il bisogno di fare attenzione all’eta’ adolescenziale. Una fase difficile durante la quale si puo’ essere piu’ sensibili al richiamo di alcune dipendenze. Alcool, droghe ma anche distorsioni nell’uso di internet, appunto. Senza contare che, in quest’ultimo caso, non sappiamo ancora calcolare quanto possa essere grave l’impatto di tali comportamenti. Per questo abbiamo deciso di fare una riflessione specifica sull’uso della rete. A fronte di enormi potenzialita’ di internet, infatti, non possiamo non considerare i rischi di abuso soprattutto in adolescenza, gia’ portati alla nostra attenzione da genitori e pediatri. Preoccupazioni fondate visto che diversi studi hanno evidenziato la maggior vulnerabilita’ degli adolescenti rispetto al rischio di abuso o di dipendenza da internet con possibili ripercussioni sui circuiti neuronali, sul modo di leggere, pensare, ricordare, organizzare le informazioni e sul modo di relazionarsi con gli altri, con una tendenza sempre maggiore all’isolamento”, conclude Mara Azzi, direttore generale ATS Bergamo. (ITALPRESS)

 

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