Al via Conferenza Mediterranea OSCE a Palermo, Presidenza Italia prossimo anno

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A Palazzo dei Normanni, Il Sindaco Leoluca Orlando ha dato il benvenuto “nella nostra bellissima citta’, che sta cercando di dimostrare che e’ possibile essere exciting and safe, eccitante e sicura”, ai partecipanti alla conferenza Mediterranea dell’Osce sul tema delle migrazioni nel Mediterraneo.

“L’auspicio che viene da Palermo – ha detto Orlando – e’ di cercare di essere un mosaico che abbia come cornice il rispetto dei diritti umani. Contrasterei con la mia storia e con l’ispirazione di questa citta’, se non rivolgessi in questo momento il pensiero ai migranti che non sono ne’ una sciagura ne’ un problema, bensi’ una straordinaria risorsa di crescita umana e civile dell’Europa. Quando qualcuno mi chiede quanti migranti ci sono a Palermo, io rispondo: ‘nessuno’, perche’ chi risiede a Palermo diventa Palermitano per decisione del Sindaco. Credo che sia questo un modo per considerare i migranti persone umane. Mi auguro – ha concluso il Sindaco – che l’Europa sappia ricordarsi che anche i migranti sono delle persone umane. Credo che i migranti servano all’Europa a ricordare i nostri diritti e sono convinto che l’accoglienza sia la strada maestra per la sicurezza”.

L’Italia assumera’ la Presidenza dell’OSCE il prossimo anno ma le fondamenta di tale importantissimo mandato vengono poste in questa Conferenza Mediterranea”. Cosi’ il ministro degli esteri Angelino Alfano in conferenza stampa a Palermo per la presentazione della Conferenza Mediterranea dell’OSCE in programma domani.

“Il nostro obiettivo – ha proseguito il titolare della Farnesina – e’ infatti quello di rafforzare negli stati membri dell’OSCE la consapevolezza che sia necessaria una risposta congiunta all’emergenza migratoria e alle sfide provenienti dal Mediterraneo. Non e’ un caso se abbiamo scelto Palermo per un simile incontro internazionale. La Sicilia e’ stata il luogo in cui Arabi e Normanni hanno formato non soltanto uno stile artistico unico al mondo che risplende ancora oggi come patrimonio dell’umanita’ UNESCO ma anche un fondamentale modello di integrazione sociale e di tolleranza religiosa tra popoli diversi” ha concluso il capo della diplomazia italiana. I rappresentanti dei 57 Paesi membri dell’OSCE, i sei Paesi Partner OSCE per la Cooperazione nel Mediterraneo – Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Marocco e Tunisia – e numerose organizzazioni internazionali si incontreranno domani alla Conferenza Mediterranea dell’OSCE per discutere dei flussi di migranti e rifugiati nella regione euromediterranea.

Durante la nostra presidenza, porremo l’attenzione sulla crisi ucraina la piu’ acuta dell’area Osce, sui conflitti congelati dell’area Osce e sul rafforzamento del partenariato”.

“Con il collega polacco abbiamo parlato anche di aspetti che ci distinguono. Mi ha fatto presente le sue ragioni, dicendomi che sono arrivati in Polonia piu’ di 2 milioni di ucraini. Io credo che l’Europa possa fare di piu’ e che ciascuno possa fare di piu’. Il governo polacco ha dato la disponibilita’ a contribuire maggiormente dal punto di vista economico, ma dobbiamo trovare dei punti di compromesso. Pensiamo che mentre l’Europa deve fare di piu’, noi italiani abbiamo fatto passare in Europa l’idea che occorra un approccio complessivo al tema delle immigrazioni. Oggi ho firmato un accordo per migliorare la cooperazione tra i Paesi africani di transito, con un finanziamento di 2,7 milioni per la lotta al traffico di esseri umani”.

“Lasciamo lavorare la magistratura. Intanto noi coinvolgiamo le Ong nella vicenda dei campi dei rifugiati in Libia, perche’ stiamo realizzando un successo straordinario: l’Organizzazione internazionale delle migrazioni e l’Unhcr arrivano in Libia, l’una per la prima volta, l’altra dopo tanti anni. Questo e’ un successo per la nostra politica estera, di chi ha salvato centinaia di migliaia di vite umane e non ritiene che si possano fare transazioni sui diritti umani”.

“Per quanto riguarda la Tunisia, abbiamo ragionato con il collega tunisino su come sviluppare forme maggiori di collaborazione che diano maggiore sicurezza ai confini anche con la Libia. Abbiamo dato la nostra disponibilita’ per progetti di cooperazione necessari per rendere piu’ efficiente il controllo del confine che e’ sospettato di essere quello di accesso per i migranti che arrivano in Tunisia per poi partire verso la rotta del Mediterraneo centrale”.

“Abbiamo avuto un incontro fantastico con il mio collega Alfano, e’ stata un’occasione per rivedere le nostre relazioni bilaterali in differenti campi, in particolare nella cooperazione economica”. Cosi’ il ministro degli Affari Esteri della Repubblica Tunisina, Khemaies Jhinaoui, a Palazzo dei Normanni, a Palermo, al termine di un incontro con il ministro Angelino Alfano, a margine della presentazione del programma “Italia, Culture, Mediterraneo”.

“L’Italia e’ il secondo partner della Tunisia e c’e’ una volonta’ comune da parte di entrambi i Paesi di aumentare questa cooperazione, in particolare negli investimenti – ha aggiunto -. Abbiamo circa 846 compagnie italiane che operano in Tunisia e c’e’ la volonta’ da parte di entrambi i Paesi di aumentare questo tipo di collaborazione. In particolare, la Tunisia sta portando avanti delle grandi riforme cercando di presentarsi in maniera piu’ attraente agli occhi delle imprese straniere, soprattutto quelli che provengono dall’Italia”.

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