La Sicilia spacca anche AP, Alfano incontra i “nordisti” del suo partito  

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 L’obiettivo è scongiurare la ‘fuga’  verso il centrodestra ed evitare pericolose spaccature dentro il  partito alla vigilia delle elezioni d’autunno in Sicilia. La parola  d’ordine è unità e per provare a serrare le fila e mettere a tacere  mal di pancia sempre più evidenti il ministro degli Esteri, Angelino  Alfano, chiama a raccolta i suoi. L’incontro con i deputati regionali  e i big del partito nell’Isola, secondo quanto apprende l’Adnkronos, è in programma nel pomeriggio a Palermo. Sul tappeto la candidatura a  Palazzo d’Orleans nell’area di centrosinistra del rettore Fabrizio  Micari, sponsorizzato dal sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, e su  cui il Pd durante la segreteria convocata nei giorni scorsi nel  capoluogo siciliano aveva espresso “sostanziale apprezzamento”. Ma se  i distinguo tra i democratici non mancano, è proprio all’interno di Ap che la candidatura per alcuni risulta indigesta.

L’ufficializzazione sul nome e sull’accordo ancora non arriva come ha  ribadito fino a poche ore fa l’ex sottosegretario Simona Vicari.  “Dobbiamo prima incontrarlo e ragionare sul programma” aveva detto  ieri all’Adnkronos il sottosegretario Giuseppe Castiglione,  affrettandosi a precisare, però, che quella del rettore è “una  candidatura autorevolissima che allarga l’alleanza a esperienze  civiche, all’area progressista e ai moderati”. Di più. “Micari è  l’unica vera novità in campo. Per il resto ci sono il presidente  uscente Crocetta, Fava che ha già tentato cinque anni fa così come  Cancelleri e Musumeci che ci riprova per la terza volta. E’  indiscutibile che su cinque candidati in campo, per quattro è  un’esperienza già tentata”. Eppure il rettore non sembra aver fatto  centro nel cuore di tutti gli uomini dell’inquilino della Farnesina.

L’obiettivo è scongiurare la ‘fuga’  verso il centrodestra ed evitare pericolose spaccature dentro il  partito alla vigilia delle elezioni d’autunno in Sicilia. La parola  d’ordine è unità e per provare a serrare le fila e mettere a tacere  mal di pancia sempre più evidenti il ministro degli Esteri, Angelino  Alfano, chiama a raccolta i suoi. L’incontro con i deputati regionali  e i big del partito nell’Isola, secondo quanto apprende l’Adnkronos, è in programma nel pomeriggio a Palermo. Sul tappeto la candidatura a  Palazzo d’Orleans nell’area di centrosinistra del rettore Fabrizio  Micari, sponsorizzato dal sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, e su  cui il Pd durante la segreteria convocata nei giorni scorsi nel  capoluogo siciliano aveva espresso “sostanziale apprezzamento”. Ma se  i distinguo tra i democratici non mancano, è proprio all’interno di Ap che la candidatura per alcuni risulta indigesta.

L’ufficializzazione sul nome e sull’accordo ancora non arriva come ha  ribadito fino a poche ore fa l’ex sottosegretario Simona Vicari.  “Dobbiamo prima incontrarlo e ragionare sul programma” aveva detto  ieri all’Adnkronos il sottosegretario Giuseppe Castiglione,  affrettandosi a precisare, però, che quella del rettore è “una  candidatura autorevolissima che allarga l’alleanza a esperienze  civiche, all’area progressista e ai moderati“. Di più. “Micari è  l’unica vera novità in campo. Per il resto ci sono il presidente  uscente Crocetta, Fava che ha già tentato cinque anni fa così come  Cancelleri e Musumeci che ci riprova per la terza volta. E’  indiscutibile che su cinque candidati in campo, per quattro è  un’esperienza già tentata”. Eppure il rettore non sembra aver fatto  centro nel cuore di tutti gli uomini dell’inquilino della Farnesina.

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