Boccassini su clan catanese: fatture piccoli importi, evoluzione corruzione

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E un “mercimonio pericoloso di fatture  false” quello emerso nell’inchiesta milanese che questa mattina ha  visto l’arresto di 14 persone accusate a vario titolo di numerosi  reati all’ombra del clan catanese della famiglia Laudani. Non fatture  da importi ‘grossi’ o tali da destare sospetti ma tante ‘piccole’  fatture. Un “sistema diffuso”, lo ha definito il magistrato, quello di “polverizzare milioni di euro” che è allarmante, ha aggiunto la  Boccassini sottolineando che il fenomeno rappresenta “una evoluzione  del sistema della corruzione in Italia”.

Riceveva un compenso mensile da 1000 e  2000 euro al mese l’ex funzionario della Provincia di Milano, ormai in pensione, arrestato questa mattina insieme ad altre 13 persone, al  quale gli inquirenti contestano il reato di traffico di influenze e  che in pratica forniva ai referenti del clan Laudani al Nord una serie di rapporti con esponenti della pubblica amministrazione. E quanto  hanno dichiarato il procuratore aggiunto Ilda Boccassini e il pm Paolo Storari nel corso di un incontro in Questura per illustrare  l’operazione condotta in sinergia dalla Polizia e dalla Gdf di Varese.(Cri/Adnkronos)

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